lunedì 9 novembre 2009

Io da che parte sto?

di Giorgio Nebbia – www.rinnovabili.it


Campo eolico

C’è un famoso racconto, attribuito ad Esopo, intitolato: il padre, il figlio e l’asino. Un padre anziano, un figlio giovinetto e un asino andavano per la loro strada. Il padre, stanco, sale sull’asino e la gente che li vede passare dice: che egoista quel padre che lascia andare un giovinetto a piedi. Allora il padre scende e fa salire sull’asino il figlio e la gente che li vede passere dice: vergogna quel giovinetto che lascia andare a piedi il padre anziano. Allora padre e figlio salgono tutti e due sull’asino e la gente dice: vergogna: due persone che sfiancano il povero asino. Allora padre e figlio scendono e vanno a piedi al fianco dell’asino e la gente dice: ma sono proprio scemi quei due che potrebbero andare senza stancarsi. Il racconto non dice come è finita: forse si sono fermati tutti e tre. E’ quanto sta avvenendo nel dibattito sulle fonti energetiche rinnovabili che vi propongo qui di seguito.

L’uso dei combustibili fossili comporta l’esaurimento delle riserve esistenti e provoca mutamenti climatici e la soluzione nucleare è inaccettabile. La vera soluzione va cercata nel ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sotto forma di calore solare o di energia eolica o di moto delle acque.

Niente vero. Sulla produzione di energia dal Sole non si può contare perché occorrerebbero migliaia di chilometri quadrati di superficie terrestre coperta di pannelli solari per avere quantità apprezzabili di calore o elettricità. Invece sarebbe una cosa molto buona perché le grandi zone terrestri in cui la radiazione solare è elevata sono proprio nei deserti poco abitati dei paesi poveri e quindi da questi potrebbe venire il rifornimento di energia futura per i paesi industriali. No, è inaccettabile la dipendenza da nuovi monopoli energetici, questa volta costituiti dai paesi ricchi di Sole e di impianti solari. Però i paesi industriali potrebbero vendere pannelli solari ai paesi con elevata insolazione e comprare in cambio energia elettrica o idrogeno solari dai paesi oggi arretrati.

Energia PulitaIl ricorso al solare sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti solari, termici o fotovoltaici, hanno una durata limitata, e dopo alcuni anni o decenni si dovrebbero smaltire enormi quantità di rottami inquinanti. Però solo i pannelli solari al silicio comportano problemi di smaltimento e di inquinamento tanto che tendono ad essere sostituiti da pannelli fotovoltaici a semiconduttori organici. Non ci si deve neanche pensare, perché il rendimento dei nuovi pannelli fotovoltaici è basso e occorrerebbero superfici terrestri ancora più grandi per fornire l’elettricità oggi necessaria nel mondo.

Per produrre elettricità dal Sole conviene usare non i pannelli fotovoltaici ma piuttosto il calore solare con concentrazione per ottenere vapore per alimentare turbine. Questa soluzione non convince perché i sistemi per concentrazione producono vapore in maniera intermittente e la produzione di vapore cessa se il cielo è coperto di nuvole. Però il calore solare ad alta temperatura può essere accumulato in speciali materiali e reso disponibile durante tutto il giorno.

Allora se proprio si vuole ottenere elettricità dalle fonti rinnovabili meglio usare i motori eolici alimentati dal vento che si genera sulla terre emerse e sugli oceani dal movimento di aria che scorre dalle parti calde alle parti fredde del pianeta, dal momento che il vento ha dentro di se una forza grandissima. Ma le centrali eoliche deturpano il paesaggio e uccidono gli uccelli che vengono risucchiati dal moto delle pale. Però l’energia eolica potrebbe fornire elettricità in forma decentrata e quindi si eviterebbero le grandi reti di trasmissione dell’elettricità generata dalle grandi centrali termoelettriche e nucleari. Sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti eolici forniscono elettricità in forma discontinua e una interruzione dell’erogazione potrebbe far morire negli ospedali i pazienti dipendenti da apparecchiature elettriche. Ma i problemi della discontinuità sono inesistenti perché l’elettricità di origine eolica può essere accumulata, a mano a mano che si forma, in adatte batterie ricaricabili come le recenti a ioni di litio. Sarebbe un disastro perché le maggiori riserve mondiali di litio sono nelle mani della Bolivia, un paese socialista e nemico del capitalismo, e il prezzo delle batterie al litio sarebbe destinato ad aumentare. Allora la forza del vento potrebbe essere utilizzata nella maniera migliore usando la forza delle onde generate dal vento, ma le centrali elettriche a onde marine comportano devastanti interventi sulle coste.

Produzione di BiocarburantiLa principale funzione che il Sole sa svolgere bene è la ”fabbricazione” di biomassa vegetale con la fotosintesi clorofilliana, che porta via anidride carbonica dall’atmosfera, e dalla biomassa vegetale è possibile ottenere sia combustibili solidi, sia combustibili liquidi come l’alcol etilico o il biodiesel da usare come carburanti per autoveicoli.

Niente vero. La produzione di alcol etilico, o bioetanolo, dagli amidi di cereali, alimenti indispensabili per gli esseri umani e ancora di più per le popolazioni povere, sottrae una grande massa di alimenti alle bocche di chi ha fame; così i poveri non avrebbero di che mangiare per permettere ai SUV dei paesi ricchi di andare a tutta velocità. Ma l’uso dell’alcol etilico come carburante libera dalla dipendenza dal petrolio e il bioetanolo può essere ottenuto da zuccheri o da materiali lignocellulosici e scarti della lavorazione del legno. Anche in questo modo si incentiverebbe la piantagione di piante da zucchero o alberi a rapida crescita che alterano molti ecosistemi naturali e impoveriscono la biodiversità.

Invece di alcol carburante si possono usare biocarburanti ottenuti dai grassi, il biodiesel. No, non si devono usare grassi da trasformare in biodiesel perché i grassi sono prodotti in monocolture che sottrarrebbero terreno alle coltivazioni di piante alimentari. Conti accurati mostrano che la quantità di energia impiegata nelle varie operazioni di produzione dei biocarburanti è inferiore, talvolta molto inferiore, a quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Invece conti accurati mostrano che il consumo di energia, in parte ottenuta da combustibili fossili, per la preparazione dei terreni da coltivare a piante energetiche, per la semina, per il raccolto, la trasformazione in carburanti, per la distillazione, e lo smaltimento dei residui e sottoprodotti è molto più alta di quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Anche se i sottoprodotti della trasformazione di prodotti agricoli e forestali in biocarburanti possono trovare utile impiego nell’alimentazione del bestiame..

Però la produzione di carburanti dalla biomassa vegetale, fatti bene i conti, contribuisce anche lei ai mutamenti climatici. Ma no, l’uso dei biocarburanti è importante per contrastare il riscaldamento globale perché essi immettono nell’atmosfera anidride carbonica e gas serra nella produzione e nella combustione, ma si tratta dell’anidride carbonica sottratta dall’atmosfera quando le materie prime si sono formate per fotosintesi.

Potrei andare avanti a lungo sugli esempi di negazionismo e revisionismo associati ai soli problemi energetici e ambientali: sembra che il revisionismo sia il grande sport del ventesimo e ventunesimo secolo applicato a molti aspetti della vita civile. Direi della vita “incivile” perché il progresso richiederebbe una grande operazione di ricerca della vera-verità anche nel campo scientifico e tecnologico e la fine del chiacchiericcio che esplode intorno ad ogni nuovo o vecchio aspetto, amplificato dai giornali, dalle televisioni e da Internet spesso disposti a credere chiunque sia in cerca di qualche visibilità con idee anche strampalate.
Io da che parte sto?
Una persona potrebbe essere indotta a credere che la verità vada cercata nella “scienza”, ma purtroppo spesso sono “scienziati” apparentemente “attendibili”, quelli che dicono una cosa e quelli che dicono il suo contrario. Stiamo vivendo in un’epoca in cui, come diceva Mao, al buio tutti i gatti sono grigi. Ci deve essere allora qualche guida che aiuta a districarsi nella selva di semi-verità e di semi-menzogne. Purtroppo la risposta non va cercata nei computers, nelle riviste o nei trattati, ma nella propria testa, nello sforzo di conoscenza e di approfondimento diretto dei fatti, nella verifica delle notizie alla luce dei valori che ciascuno porta nel proprio cuore.

E’ un valore la possibilità di muoversi e di illuminare le case e di avere un lavoro ed è un valore il diritto alla salute e ad avere cibo sufficiente e acqua pulita: la tale proposta o invenzione in quale maniera rende massima l‘accesso a ciascuno di questi diritti da parte di ciascuno e di tutti ? Chi guadagna proponendo una certa invenzione o innovazione e chi ci rimette, natura e ambiente compresi? e io da che parte sto fra chi ci guadagna e chi ci rimette?

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sabato 7 novembre 2009

CONSORZIO SANTA TERESA

santa teresa piccolo E’ stato costituito il 23 ottobre 2009 il Consorzio Santa Teresa - Società Consortile Agricola Cooperativa.

Il Consorzio ha come mission principale la partecipazione ai pubblici appalti e, come ricorderete, questo tipo di consorzio permette, in caso di vincita di una gara, di affidare i lavori, totalmente, ai soci.

Il Consorzio è immediatamente operativo attraverso l’utilizzo dello strumento dell’avvalimento, per cui le nostre strutture abilitate con la SOA potranno garantire il Consorzio Santa Teresa fino a che questa non avrà conseguito autonome certificazioni.

Il consorzio è stato costituito quindi come Consorzio di Società cooperative in forma di Società Cooperativa a responsabilità limitata avente per oggetto sociale esclusivo le attività di lavoro agricolo di cui all’art. 2135 del codice civile e potrà esercitare tutte le attività agricole, connesse ed equiparate previste dai Decreti Legislativi n. 227 e 228 del 18/05/2001 e successive integrazioni e modificazioni, nessuna esclusa. In tal modo potrà applicare anche tutte le normative per l’affidamento di lavori e servizi riservate alle cooperative agricole e forestali di cui alle leggi Art. 17 - L.97/1994, Art. 15 - Decreto Leg.vo 228/2001 e Art. 2 - comma 134 - L. 244/2007 (Legge finanziaria 2008) e successive modifiche ed integrazioni nonché altre normative similari, avendo anche sede legale in area montana in Farindola (PE).

Soci fondatori del Consorzio sono stati CO.L.A.FOR., A.C.F., Verde Abruzzo e Dendron. Le cariche sociali sono: Marianna Corvetto (Presidente), Andrea Trancanella, Angelo Fiordigigli, Gabriele Marini e Gasper Rino Talucci (Consiglieri).

Si ricorda che, per rispettare le normativa sugli appalti, possono essere soci di questo Consorzio esclusivamente COOPERATIVE, con esclusione di soci in altre forme societarie.

Tutte le informazioni sul consorzio sono reperibili sul sito internet: www.consorziosantateresa.com

Un miliardo di euro contro il dissesto idrogeologico

environment_plant Il Cipe ha assegnato un miliardo di euro al Ministero dell'Ambiente, atto che renderà possibile immediate azioni contro il dissesto idrogeologico.
''I fondi - ha infatti spiegato il ministro Stefania Prestigiacomo - saranno utilizzati per avviare un piano straordinario di interventi per le emergenze nazionali in questa direzione operativa”.
In proposito il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, ha ricordato la grande iniziativa (annunciata proprio al ministro Prestigiacomo durante l’incontro sul tema “Ambiente e Agricoltura” organizzato a Palazzo Della Valle il 15 ottobre scorso) che vedrà impegnata tutta l’organizzazione agricola su scala nazionale. Un milione d’alberi: una foresta di 5000 ettari che Confagricoltura farà nascere per inchiodare il suolo dove ce n’è bisogno, per coprire di verde le colline franate, per ridar vita ai terreni improduttivi.
“La forte alleanza avviata tra ministero dell’Ambiente e Confagricoltura può portare risultati proficui”, ha detto in quell’occasione Stefania Prestigiacomo, sottoscrivendo la richiesta del presidente Vecchioni che anche il mondo imprenditoriale agricolo possa entrare nel “Patto per l’ambiente” sottoscritto dal ministero con i privati”.
“Noi imprenditori agricoli - ha sottolineato Vecchioni - vogliamo riprenderci la responsabilità dell’ambiente e poiché siamo gente concreta diamo la misura del nostro impegno con un milione di alberi per l’Italia. Una foresta che andrà ad aggiungersi a quelle già esistenti, che coprono il 34% della superficie nazionale ed assorbono oltre 10 milioni di tonnellate di anidride carbonica l’anno. Un patrimonio di bellezza e salute gestito per il 63% dalle nostre aziende agricole”.

mercoledì 4 novembre 2009

Fonti rinnovabili, online Sportello Energia

Fonti rinnovabili, online Sportello Energia

La Regione Toscana ha messo a disposizione degli utenti uno "Sportello Energia" online, che li aiuterà ad orientarsi tra le opportunità e i finanziamenti relativi alle fonti rinnovabili

Risponde alla crescente domanda delle imprese - oltre che di cittadine e PAL - su come utilizzare in maniera produttiva le fonti rinnovabili, la Regione Toscana, attivando in Rete uno "Sportello energia online" articolato in tre distinte aree a seconda della tipologia di utenti.

Sono tredici i temi trattati in altrettante "librerie": Il piano energetico, Documenti, Leggi e sentenze, Notizie, Rassegna stampa, Fonti rinnovabili, Dalla Toscana, Dall'Italia e dall'estero, Da Kyoto a Copenaghen, Dal mondo della ricerca, Agenda, Link, Filo diretto, Multimedia.

Il tutto racchiuso in 1.200 pagine e 200 link ad altri siti utili per tenersi aggiornati sull'evoluzione di uno dei settori "più strategici per un futuro eco-efficiente e ambientalmente compatibile".

Il comparto industriale della produzione di energia da fonti rinnovabili, con il fotovoltaico e l'energia elettrica dal sole, è uno dei pochi a non accusare i forti influssi della crisi, tanto da fare registrare, proprio nella Regione Toscana una crescita del +614%. Ma il trend si sta replicando in tutta Italia, come ad esempio anche in Lazio.

Il nuovo sportello online si pone l'obiettivo di incentivare gli investimenti nella nascente economia verde, unitamente ai finanziamenti regionali nel campo delle energie rinnovabili.

Al fine di fornire un servizio flessibile e interattivo, è stato attivata anche una casella di posta elettronica (sportello.energia@regione.toscana.it) alla quale imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni si potranno rivolgere per esprimere dubbi, avanzare richieste di chiarimenti e per fare esaminare proposte.

Quelle foreste uccise dai mutamenti climatici

Una ricerca internazionale segnala almeno 88 casi di boschi spariti dal 1970 a oggi: colpa dell'aumento della temperatura e della siccità. Il quadro globale e la situazione italiana

di JACOPO PASOTTI da Repubblica.it

Coprono il 30% dei continenti, sono un simbolo di resistenza e longevità. Ma l'immagine che abbiamo delle foreste potrebbe essere troppo ottimistica. Un gruppo internazionale di 20 scienziati ha documentato la morte di intere foreste in ogni continente, ed ha confrontato le circostanze di questi eventi con il cambiamento climatico. Lo studio dimostra che il riscaldamento globale può causare stragi di boschi e foreste un po' ovunque, con conseguenze per l'ambiente (e l'economia) ancora tutte da capire. A dirigere il lavoro, pubblicato sulla rivista Forest Ecology and Management, è stato Craig Allen del servizio geologico statunitense (USGS).
Lo scenario globale. Allen e il team di ecologi e botanici presentano 88 casi ben documentati di foreste decimate dal 1970 ad oggi, dalla savana africana alle giungle tropicali del Borneo, a ogni latitudine. Tutti eventi causati da stress climatico, destinato in molti casi ad intensificarsi.
La lista è lunga: ci sono 0,5 milioni di ettari di pino rosso cinese scomparsi in pochi anni di siccità. E poi 5000 ettari di boschi di faggio australe spariti tra il 1984 ed il 1987 in Nuova Zelanda. O le foreste di miombo, nella savana dello Zimbawe: 500mila ettari decimati da siccità eccezionali all'inizio degli anni Novanta.
Morie legate al clima che inaridisce il terreno, quindi, ma favorisce anche il proliferare di alcuni parassiti. È il caso per esempio dei 56mila ettari di boschi di conifere uccisi da voraci coleotteri tra il 1986 ed il 1992 in California. A cavallo di questi animali, tra l'altro, le infezioni passano da un albero all'altro accelerandone il deperimento. Lo stesso vale per i 2 milioni di ettari di foreste boreali che coprono la Siberia da un capo all'altro, uccise dalla temperatura e dai coleotteri in due aridi estati, tra il 2004 e il 2006. Una perdita non da poco, se si considera che sono scomparsi 208 milioni di metri cubi di legname.

Lo scenario in Italia. Lo studio non trascura il territorio italiano, coperto per il 35% di boschi. Una percentuale che cresce, visto l'abbandono delle aree montane. Ma che non mette al riparo da un clima più irrequieto, avvertono gli esperti. Come Piergiorgio Terzuolo, dell'Istituto per le Piante da Legno e l'Ambiente in Piemonte, che segue da anni il deperimento dei 90 mila ettari di quercete e carpinete piemontesi. Gli "ultimi relitti di boschi primigeni" stanno lentamente scomparendo, stremati dal clima e poi aggrediti da funghi e parassiti. Lo studio diretto da Allen cita invece episodi di moria di boschi di pino silvestre in Tirolo e Valle d'Aosta, anch'essi indeboliti lungo tutto l'arco alpino.
Un antipasto di quello che ci aspetta in futuro, insomma, infatti già nel 2007 i dipartimenti di botanica delle università italiane avevano consegnato al ministero per l'Ambiente una lista di 21 foreste minacciate dal cambiamento climatico. Dalle pecciete della Valle d'Aosta, alle sugherete e le lecciete di Sardegna e Sicilia, gli alberi pativano un clima sempre più asciutto. Gli esperti italiani avevano esaminato i dati di 400 stazioni meteo e avevano avvertito che un bosco su tre soffriva già l'aumento della temperatura, mentre l'80% sopravviveva a stento in un terreno inaridito.
Una fissazione o un dato reale? Allen e colleghi spiegano di essere all'inizio di uno studio che dovrà per forza andare avanti e allargarsi. "Le ricerche che mettono in luce il legame tra aumento della siccità ed il recente riscaldamento globale crescono di anno in anno", dicono. Ed avvertono che se il legame con il clima verrà confermato, il male potrebbe espandersi fino a diventare cronico. Gli alberi trattengono nel loro legno molta più anidride carbonica dell'atmosfera, dice Allen, e ogni foresta abbattuta rimette in circolo il gas serra, rendendo ancora più in salita la corsa alla riduzione delle emissioni.
Certo, si può sempre sperare che gli alberi migrino in altre regioni. Il problema, spiega Allen, è che "molti semi non riescono a seguire il peregrinare del clima. E poi un albero impiega decenni, se non secoli, per diventare adulto, mentre il clima può uccidere una pianta bicentenaria in un paio di anni."

lunedì 2 novembre 2009

Lazio: nuovo bando per il microcredito regionale

Lazio: nuovo bando per il microcredito regionale

La Regione Lazio, con il supporto operativo di Supporto Lazio, ha aperto il nuovo bando per l'accesso al microcredito regionale, iniziativa ideata per sostenere lavoratori e imprese in difficoltà promuovendo la realizzazione di nuovi progetti imprenditoriali con prestiti a condizioni agevolate.

Le domande di microcredito avere come soggetti beneficiari microimprese costituite o costituende a elevato rischio finanziario e con oggettive difficoltà di accesso al credito ordinario.

Le risorse disponibili per l'erogazione dei finanziamenti sono 6 milioni di euro e, nel caso di contributi alle microimprese, prevedono un importo tra 5mila e 20mila euro.

Le consessioni di prestito agevolato prevedono una surata del finanziamento pari a 36/84 mesi, ed un tasso d'interesse dell'1%.

I soggetti richiedenti possono presentare domanda di finanziamento presso gli Operatori Territoriali, il cui elenco è presente anche sul portale microcredito.lazio.it.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare il numero verde 800 264 525.

domenica 1 novembre 2009

Ad Arezzo in mostra le Agrienergie

image Dal 6 all’8 Novembre 2009, presso il Centro Affari e Convegni di Arezzo si terrà la manifestazione fieristica Agrienergie 2009, appuntamento biennale dedicato quest’anno alle principali novità del settore delle energie rinnovabili “da e per l’agricoltura”. Ad “Agrienergie 2009” è previsto un ricco calendario di iniziative a carattere divulgativo e informativo: 3 convegni nazionali, 2 seminari e un’area forum ricca di eventi tecnici di approfondimento.

La prima iniziativa in calendario, prevista per venerdì 6 novembre mattina, è un convegno nazionale dal titolo “Programma ProBio: i risultati dei progetti interregionali per lo sviluppo delle Agrienergie”, promosso da Regione Toscana - Arsia in collaborazione con il MiPAAF nell’ambito del quale saranno esposti in particolare i risultati del progetto interregionale Woodland Energy “La filiera Legno-Energia come strumento di valorizzazione delle biomasse legnose d’origine agricola e forestale nelle regioni italiane”.

Nel pomeriggio di venerdì 6 novembre la manifestazione aretina ospiterà un convegno nazionale promosso da Legambiente dal titolo “Strategie per lo sviluppo delle filiere agroenergetiche in Italia - uso del suolo e criteri di sostenibilità”.

Nella mattinata di sabato 7 novembre, è previsto un terzo convegno nazionale dal titolo “Agrienergie, norme e incentivi: istruzioni per l’uso”, organizzato da Regione Toscana – Arsia in collaborazione con Anci (Associazione nazionale comuni italiani), Uncem (Unione nazionale comuni comunità enti montani), Upi (Unione delle province d'Italia) e con la segreteria tecnica di Aiel (Associazione italiana energie agroforestali).
Il sabato pomeriggio sarà dedicato ad un’iniziativa seminariale promossa da Arsia in collaborazione con il Gal Garfagnana Ambiente e Sviluppo, Aiel e Arbo Toscana (Associazione regionale boscaioli) dal titolo “Le piattaforme per la gestione e commercializzazione professionale dei combustibili legnosi” - Progetto Europeo “Biomass Trade Centres”.

La domenica mattina si svolgerà il seminario “TRA.I.N.E.R. Formare nuove energie - solare fotovoltaico: istruzioni per l’uso” promosso da Cipaat Toscana.
Nell’ambito della manifestazione sarà presente anche un Area forum, con eventi tecnici di approfondimento della durata di circa 45-60 minuti relativi a progetti di eccellenza a livello nazionale in corso di attuazione da parte di istituzioni regionali/locali e di soggetti scientifici riguardanti il settore delle agrienergie.
Per ulteriori dettagli relativi alla fiera Agrienergie ed alle iniziative divulgative è possibile consultare il sito dell’ARSIA:  http://agrienergie.arsia.toscana.it

domenica 25 ottobre 2009

HP nella rete del WWF per salvare le foreste

 

WWF Global Forest Trade Network

HP ha aderito all’iniziativa del WWF Global Forest & Trade Network (GFTN), rete internazionale che si oppone al disboscamento illegale e al consumo indiscriminato del patrimonio forestale mondiale.

Divenendo parte del network, la multinazionale Usa si è assunta l’impegno di sviluppare progressivamente l’utilizzo e la vendita di carta prodotta secondo standard di sostenibilità ambientale.

Per la società di Palo Alto gli obbiettivi da conseguire entro il 2011 sono incrementare l’uso di carta riciclata ed estendere al 40% della carta venduta (280.000 tonnellate all’anno) l’etichetta del Forest Stewardship Council (FSC), un organismo non governativo con sede a Bonn, in Germania, che certifica, secondo criteri selettivi, i prodotti ricavati da una gestione ecologica e socialmente responsabile delle foreste.

Clienti e fornitori di HP saranno coinvolti in questo progetto mentre al WWF toccherà il compito di prestare consulenza affinché si possa contrastare il fenomeno della deforestazione e del degrado forestale che provoca aumento delle emissioni climalteranti.

Global Forest & Trade Network comprende e collega, allo stato, 360 tra aziende, ONG e associazioni di oltre 30 paesi diversi. Il suo scopo è quello di incentivare lo scambio di prodotti forestali raccolti in modo legale e dotati di requisiti ecologici.

giovedì 22 ottobre 2009

Il contributo del mondo rurale in vista della revisione del Protocollo di Kyoto a Copenaghen. La posizione italiana sulla lotta ai cambiamenti climatici

 

copertina invitoConvegno della Rete rurale nazionale su agricoltura e cambiamenti climatici il prossimo 29 ottobre

In vista della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in programma a dicembre a Copenaghen, sono in corso a Bruxelles le discussioni per definire la posizione negoziale dell'UE nella trattativa sul post- Kyoto. La posta in gioco è alta, poiché le decisioni che saranno prese a Copenaghen avranno effetti significativi sugli investimenti globali dei prossimi 20 anni nelle tecnologie e nelle politiche di sviluppo sostenibile, tra cui quelle dello sviluppo rurale e della gestione delle nostre filiere agro-forestali e industriali.
Il Mipaaf, anche con il supporto della Rete Rurale Nazionale, partecipa alla definizione della posizione europea puntando l'attenzione sui possibili contributi del settore agricolo nazionale e comunitario rispetto al tema del cambiamento climatico, nonché sulle sue necessità.
In tale contesto, la Rete rurale nazionale promuove il convegno dal titolo Il contributo del mondo rurale in vista della revisione del Protocollo a Copenaghen,  per un ruolo centrale del settore agro-forestale nel post- Kyoto, in programma il prossimo 29 ottobre a Roma, presso l'Hotel Exedra. L'obiettivo del convegno è creare un momento di analisi ed elaborazione di proposte condivise tra organi istituzionali, associazioni di categoria, imprenditori e tecnici che diano un contributo concreto al dibattito in corso sul ruolo e le opportunità della "green economy" per il  mondo rurale nella sfida ai cambiamenti climatici. L'evento vedrà la partecipazione del Ministro Zaia.

Iscriviti all'evento.

 (1.16 MB)Scarica l'invito e il programma (1.16 MB).

lunedì 19 ottobre 2009

A breve finanziamenti per chi sceglie l'energia sostenibile

mondoalbero E’ imminente la pubblicazione, da parte del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, della circolare che darà il via alle domande per accedere ai finanziamenti agevolati del Fondo rotativo Kyoto a sostegno degli interventi finalizzati all’efficienza energetica.

Il Fondo, istituito per favorire l’attuazione del Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, mette a disposizione, per un periodo di tre anni, 600 milioni di euro a favore di investimenti non antecedenti lo scorso 22 aprile. I finanziamenti saranno erogati, in una misura che varierà dal 70 al 90% degli investimenti ammissibili, dalla Cassa Depositi e Prestiti per la realizzazione di impianti eolici, idroelettrici, solari termici, a biomassa vegetale solida e fotovoltaici di piccola taglia, nonché di quelli che utilizzano, quali fonti energetiche, gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili liquidi di origine vegetale, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa.

Saranno altresì agevolati la sostituzione di motori elettrici che hanno potenza nominale superiore a 90 kWe con apparecchiature ad alta efficienza, una serie di interventi sull’involucro degli edifici, per esempio per la climatizzazione da impianti geotermici a bassa entalpia, e investimenti sui cicli produttivi delle imprese che producono acido adipico e di quelle quelle agro-forestali”.

E’ ampia la platea dei beneficiari: possono presentare la domanda imprese, privati, soggetti pubblici, condomini. La circolare applicativa del decreto che disciplina le modalità di erogazione dei finanziamenti indicherà i tassi e la tempistica.

SUCCESSO DEI CONSORZI FORESTALI IN LOMBARDIA

nat03 Uno scenario completo sul patrimonio forestale lombardo è stato per la prima volta reso possibile con la presentazione dei contenuti nel "Rapporto sullo stato delle foreste in Lombardia" elaborato da Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste) su incarico di Regione Lombardia e presentato a Milano.

"Il rapporto - sottolinea l'assessore all'Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi - è un'occasione per riepilogare e assemblare dati sulla consistenza del patrimonio forestale e sulla filiera bosco-legno. I dati confermano la buona salute del settore, con superfici in aumento: e' il frutto della costante attenzione della Regione e dell'assessorato all'Agricoltura".

La consistenza del patrimonio forestale al 31 dicembre 2007 era di 617.121 ettari, pari al 25,85% del territorio regionale. Sono dati che, infatti, permettono di rilevare come la superficie forestale sia incrementata dell'1,52% rispetto ai precedenti rilievi del 2000.

Nel settore della filiera bosco legno, osserviamo il successo dei 24 consorzi fra i proprietari forestali (Consorzi forestali), che gestiscono circa 105.000 ettari di territorio agro-silvo-pastorale e quasi l'11% dei boschi lombardi.

martedì 13 ottobre 2009

Bando di finanziamento Regione Lombardia - 10.000 ettari di bosco e sistemi verdi multifunzionali.

nat05 Regione Lombardia ha approvato il primo bando relativo all’iniziativa denominata «10.000 ettari di boschi e sistemi verdi multifunzionali» – Esercizio 2009.

Gli interventi finanziabili sono ricompresi in 3 categorie distinte: sistemi verdi caratterizzati dalla prevalenza del bosco, sistemi verdi caratterizzati dalla prevalenza di elementi lineari, sistemi verdi caratterizzati dalla prevalenza di zone umide.

I beneficiari previsti sono:

- Persone fisiche o giuridiche di diritto privato proprietari o possessori di terreni.

- Persone giuridiche di diritto pubblico proprietari o possessori di terreni (ad esempio enti gestori di parchi e di riserve regionali, Comuni, Comunità Montane, Province, l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste, consorzi forestali pubblici, consorzi di bonifica ecc.).

Il contributo previsto in conto capitale sulla spesa ammissibile non può superare, in conto capitale, la percentuale pari al:

- 90% delle spese ammissibili per la realizzazione degli interventi comprensivi di manutenzione e gestione con impegno novantanovennale per tutti i soggetti (pubblici o privati);

- 70% delle spese ammissibili per la realizzazione degli interventi comprensivi di manutenzione e gestione per interventi con impegno trentennale per tutti i soggetti (pubblici o privati).

In caso di ammissione a finanziamento con più fonti di aiuto, il richiedente deve, entro 15 giorni dalla comunicazione di ammissione a finanziamento, optare per una di esse e rinunciare formalmente alle altre.

La domanda, redatta su apposita modulistica, deve essere inviata in forma cartacea entro il 15 ottobre alla Provincia sul cui territorio si attua l’intervento.

lunedì 12 ottobre 2009

Innovazione Startup, pubblicato un nuovo bando

Innovazione Startup, pubblicato un nuovo bando

In arrivo nuovi contributi dal Ministero dello Sviluppo Economico per l'innovazione delle imprese startup, che potranno richiedere il finanziamento per via telematica fino al 21 gennaio 2010

Tempo fino al 21 gennaio 2010 per le imprese start up, anche in forma congiunta, che intendano avviare programmi di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di innovazioni di prodotto e/o di processo di alta e medio alta tecnologia, per richiedere il finanziamento previsto dall'ultimo bando pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I programmi agevolabili possono comprendere anche attività non preponderanti di ricerca industriale.

Potranno accedere le imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi ovvero attività di trasporto per terra, per acqua o per aria imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale, imprese artigiane di produzione di beni, centri di ricerca con personalità giuridica autonoma, consorzi e società consortili.

Il finanziamento prevede la copertura del 50% dei costi ammissibili, non inferiori ai 500.000 euro nè superiori a 2 milioni di euro.

Il 40% dei costi ammissibili verrà erogato a fondo perduto in caso di piccole imprese e organismi di ricerca, mentre per le medie imprese il contributo diretto alla spesa sarà del 30%, del 20% in caso di grandi imprese.

Le domande dovranno essere presentate per via telematica mediante lo specifico software predisposto dal Ministero. Una volta pubblicata la graduatoria, a partire da quella data le imprese avranno 6 mesi di tempo per avviare i progetti, che dovranno avere una durata compresa tra i 18 e i 36 mesi.

venerdì 25 settembre 2009

Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri Confcooperative

simbolo_settore_ico E‘convocato per il giorno Venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 10,30 presso la sede di Fedagri-Confcooperative Palazzo della Cooperazione (saletta 5° piano) – Via Torino, 146 – Roma il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità per discutere e deliberare sui seguenti punti posti all‘ordine del giorno

1. Comunicazioni del Presidente;

2. Aggiornamento realizzazione progetto ESCOFOR Impianti di microgenerazione a biomasse forestali;

3. Aggiornamento revisione PSR regionali ed emanazione bandi;

4. Problematiche di settore;

5. Iniziative ed attività ultimo trimestre2009;

6. Ipotesi manifestazione pubblica;

7. Varie ed eventuali.

martedì 15 settembre 2009

Appalti e Pmi: approvato il DL

Appalti e Pmi: approvato il DL anti-infrazioni

Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge n.59/2008 che mette l'Italia in linea con le disposizioni UE in tema di obblighi in materia di appalti.

Obiettivo, rendere più snelle le procedure di gara per società miste e imprese collegate e dare più opportunità di partecipazione alle Pmi.

D'ora in poi, potranno partecipare ad un bando pubblico anche due imprese collegate, possibilità finora negata dal nostro ordinamento per minaccia alla concorrenza. In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea, di parere diametralmente opposto, si abolisce il meccanismo di automatica esclusione, demandata alla Stazione Appaltante, che dovrà pronunciarsi caso per caso.

Per poter ridurre la partecipazione pubblica ad un tetto massimo del 30% entro il 31 dicembre 2012, sin da subito le le società a partecipazione mista potranno affrontare la "gara a doppio oggetto" per la scelta del socio privato, che dovrà però detenere il 40% del capitale e svolgerà funzioni operative connesse con la gestione del servizio.

Per quanto riguarda i servizi locali, la concessione a imprese private per la gestione dei servizi di acqua, gas, energia, rifiuti e trasporto dovrà passare per una gara obbligatoria. Le società per azioni miste dovranno avere invece una quota privata superiore al 40%.

Nel contempo si cerca inoltre di facilitare l'accessibilità agli appalti per le Pmi, in linea con le misure previste dallo "Small Business Act", emanate dalla Commissione Europea in favore delle piccole e medie imprese.

In questa ottica, per non escludere le Pmi dalle gare le Pubbliche Amministrazioni sono invitate a suddividere i contratti in lotti e a prevedere nuove possibilità di subappalto, evitando requisiti sproporzionati nel caso di dialogo con piccole imprese.

giovedì 10 settembre 2009

Il ministro Zaia all’incontro sugli “Assi del Cansiglio” certificati PEFC

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La foresta del Cansiglio era il bosco della Serenissima, dove la Repubblica di Venezia prendeva il legname di faggio per farne i remi della propria flotta navale. Oggi questa foresta, a cavallo fra le province di Treviso, Belluno e Pordenone, è interamente certifica PEFC e lancia il progetto “Assi del Cansiglio”, grazie all’accordo fra l’Itlas, azienda certificata PEFC che opera nel settore dei pavimenti in legno, e Veneto Agricoltura, l’azienda regionale che ha in gestione il patrimonio forestale del Veneto, di cui 65mila ettari certificati PEFC, con l’obiettivo di promuovere e tutelare il faggio del Cansiglio. Un matrimonio “ecocompatibile” che vede come testimoni il Ministro per le politiche agricole, alimentare e forestali Luca Zaia e il PEFC Italia, lo schema con cui è stato certificato l’intero territorio.
Andrà così sul mercato un prodotto con origine locale e certificata, quella di un bosco antico che sorge sull'altopiano delle Prealpi Orientali, nella logica della filiera sostenibile, corta e nazionale.
La presentazione del progetto si inserisce nella manifestazione Vivi la Foresta con Noi, che si svolgerà il 12 settembre a Pian del Cansiglio (inizio ore 10), organizzata da Itlas & Labor Legno in collaborazione con Veneto Agricoltura. “Il progetto – spiegano gli enti promotori – è unico nel suo genere, e darà modo di far conoscere questo territorio e di scoprirne non solo i valori naturalistici, ambientali, storici, ma anche produttivi”.
Dopo l’introduzione del progetto a cura di Patrizio Dei Tos, Amministratore di Itlas & Labor Legno, ci saranno gli interventi di Gianpaolo Bottaccin, Presidente Provincia di Belluno; Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura; Paola Berto, responsabile per Veneto Agricoltura del Settore Foresta, Riserve e Aree Naturali; Andrea Rigoni, amministratore delegato di Rigoni di Asiago, e le conclusioni del Ministro Luca Zaia.
L’evento sarà sintetizzato in formato video dalla redazione del Ministero e visibile al link www.mipaaf-news.com fin dal pomeriggio di sabato 12 settembre; una copertura dell’evento sarà disponibile anche nel sito www.agricolturaitalianaonline.gov.it
Per dettagli, vedere sezione news al sito www.venetoagricoltura.org o al sito www.assidelcansiglio.it

Incendi boschivi

HEINSNEXTGEN%20EXPLOSIVE A metà agosto i danni provocati in Europa dagli incendi hanno già superato quelli dell’intero 2008.
Secondo le stime del Sistema Europeo d'Informazione sugli Incendi Forestali  (EFFIS), a metà agosto erano già 200.000 gli ettari di terreno bruciati nell'Unione Europea dall’inizio del 2009, 20.000 in più rispetto a quelli distrutti nell’intero 2008. L'EFFIS tiene costantemente sotto controllo il rischio d'incendio boschivo, che resta ancora elevato in molte regioni anche nel mese di settembre. Ogni giorno l'EFFIS, utilizzando immagini satellitari, elabora mappe aggiornate delle aree colpite da incendi boschivi di superficie pari ad almeno 40 ettari di estensione. Le aree incendiate riportate sulle mappe corrispondono in media al 75% della superficie
totale bruciata. L'area finora colpita da incendi nel 2009 nell'Unione Europea e indicata sulle mappe è di 150.076 ettari che, secondo le stime, corrisponde a una superficie totale bruciata di circa 200.000 ettari.
Spagna e Italia i Paesi più colpiti
Quest'anno, la Spagna e l'Italia sono stati i Paesi maggiormente colpiti a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli agli incendi verificatesi nella seconda metà di luglio. Anche la Francia e, in misura minore, la Grecia e il Portogallo hanno subito danni significativi. Nel mese di marzo sono avvenuti insoliti episodi di incendio in Portogallo e nel nord ovest della Spagna che, favoriti da un tempo asciutto e vento forte, hanno bruciato una superficie stimata di circa 25 000 ettari. Nei prossimi giorni il pericolo d'incendio rimarrà molto elevato in molte regioni del Mediterraneo, con condizioni estreme a livello locale ma, secondo le attuali previsioni, non raggiungerà i livelli di allerta della fine di luglio.

Per maggiori informazioni: http://effis.jrc.ec.europa.eu

martedì 8 settembre 2009

Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ottiene la certificazione forestale

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Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ha certificato la gestione forestale sostenibile dei suoi 11.490 ettari di foreste dei comuni di Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva, in provincia di Sondrio. Sono la seconda certificazione forestale in Lombardia. Le foreste certificate sono gestite in prevalenza ad alto fusto (fustaie di abete, larice, pino cembro e pino silvestre). Con questa nuova certificazione salgono a 716.402,67 gli ettari di foreste certificate PEFC.
Per informazioni:
Via Scleva, 14
23030 Valdisotto (SO)
Tel.: 0342.951114
Fax: 0342.951127
cfavso@virgilio.it

venerdì 4 settembre 2009

Formazione forestale in Piemonte

j0282770 Dal 1 Settembre fino alla fine del 2009 è nuovamente possibile fornire la propria pre-adesione ai corsi di formazione in ambito forestale finanziati dalla Regione Piemonte per gli operatori del settore. I corsi corrisponderanno alle Unità Formative utili per il conseguimento della qualifica da Operatore.

Per maggiori informazioni e per fornire la propria pre-adesione è possibile visitare il sito della Regione Piemonte alla pagina: http://www.regione.piemonte.it

Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?

ForestaR375_110809 Secondo i rilievi realizzati nell'ambito del DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali), realizzati in base alle foto aeree dell'anno 2007, oltre 617.000 ettari, un quarto della Lombardia, sono coperti da boschi, la cui distribuzione è però molto eterogenea: in pianura quasi il 4% del territorio è coperto da boschi, mentre in montagna si supera il 50%.

Faggio, castagno, abete rosso, carpino nero e orniello, robinia sono gli alberi più frequenti nei boschi lombardi.

Nella cifra indicata non sono compresi gli impianti di arboricoltura da legno (pioppeti, cedui per biomassa, impianti di latifoglie di pregio a ciclo medio lungo), ma sono compresi i castagneti da frutto e le neo-formazioni.

Cliccando qui è possibile scaricare le tabelle coi dati riepilogativi DUSAF

mercoledì 2 settembre 2009

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Un investimento di 600 milioni di euro coinvolgerà 120 imprese associate per 170 Mw di potenza installata.

da “Energia 24 club”

Confagricoltura, e con essa le oltre 500mila imprese agricole associate (i due terzi del totale delle imprese del comparto) è fermamente convinta che il futuro del settore passi anche dalla diversificazione delle attività e del reddito. Se fino a poco tempo fa questo significava soprattutto agriturismo, ora si affaccia alla ribalta un'altra opportunità da non sottovalutare e, ancora, quasi integralmente da sfruttare. Si tratta della produzione di energia da fonti rinnovabili.
È stato chiaro in proposito Federico Vecchioni, presidente dell'Organizzazione agricola, che ha parlato in occasione della presentazione del Rapporto Enea Energia e ambiente: “Le imprese che si riferiscono a Confagricoltura credono nel capitolo energetico in un ottica di contenimento dei costi, aumento della competitività e recupero della domanda energetica, che è in grado di dare un contributo determinante al processo di sviluppo del Paese”.
L'intento è quello di affiancare il sistema produttivo con lo sviluppo di sistemi a biomassa, biogas e fotovoltaici. Secondo le dichiarazioni ufficiali il primo passo di questo percorso vedrà 120 imprese associate realizzare la prima rete di produzione energetica da biomasse di origine agricola, con un investimento di 600 milioni di euro e 170 megawatt di potenza installata. Secondo Confagricoltura il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa, con il disegno di legge 1195 approvato definitivamente al Senato in luglio, darà nuovo impulso allo sviluppo delle agroenergie, che si affiancherà allo sviluppo del fotovoltaico e dell'eolico in agricoltura.
A questo proposito, le disposizioni per il sostegno delle biomasse contenute nel provvedimento 1195 prevedono che per biogas e biomasse con una potenza non superiore a 1 Mw debba essere riconosciuta la tariffa omnicomprensiva (incentivo + energia elettrica prodotta) pari a 28 centesimi di euro per kWh immesso nella rete elettrica.

Link

lunedì 31 agosto 2009

Bosco-Arredo: progettare una filiera sostenibile

clip_image001Al via Bosco Mobile (BOMO), un progetto di ricerca finanziato dalla D.G. Agricoltura della Regione Lombardia finalizzato alla realizzazione ed ottimizzazione di una filiera corta lombarda bosco - legno.

Il progetto, che ha come capofila il Consorzio Forestale della Val d'Intelvi, prevede un'analisi di sostenibilità della filiera legno-arredo contestuale al tentativo, da parte di alcune realtà imprenditoriali lombarde, di tradurre nella pratica le indicazioni delle politiche europee e nazionali, producendo mobili utilizzando legno locale, proveniente da foreste certificate, riducendo quindi l'impatto derivato dal trasporto della materia prima dal luogo di prelievo al luogo di lavorazione.

Presso la MIA di Monza, il 26 Settembre 2009 alle ore 10.30, avrà luogo la conferenza stampa del progetto, per illustrarne specificità ed innovatività.

Per maggiori informazioni: www.boscomobile.it

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Vai al sito del Consorzio Forestale Lario Intelvese >>>>

Sul sito il manuale di Gestione Forestale Sostenibile e la presentazione delle attività del Consorzio Forestale

lunedì 24 agosto 2009

In Lombardia i Consorzi Forestali regolamentano (a pagamento) la raccolta dei funghi

    Ecco le aree della Bergamasca nelle quali la ricerca dei funghi è regolamentata e soggetta al pagamento di un apposito ticket.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA VALLE DI SCALVE (comprendente i territori dei comuni di Azzone, Colere, Schilpario, Vilminore): tesserino annuale 70 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per residenti e nativi della Valle di Scalve, minori di 10 anni e diversamente abili.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA PRESOLANA (comprendente i territori dei comuni di Cerete, Songavazzo, Onore, Fino del Monte, Rovetta, Castione della Presolana): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti e proprietari di seconda casa 10 euro; settimanale 15 euro; giornaliero 5 euro.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTO SERIO (comprendente i territori dei comuni di Villa d’Ogna, Ardesio, Gromo, Gandellino, Valbondione, Oltressenda Alta, Valgoglio): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti 8 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per le persone oltre 70 anni e i portatori di handicap.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI CLUSONE: tesserino annuale 75 euro; annuale per residenti non proprietari 50 euro; annuale per non residenti proprietari 50 euro; giornaliero 5 euro; gratuito per pensionati di età superiore ai 65 anni residenti nel territorio del Comune di Clusone.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI GANDINO: tesserino stagionale per residenti e proprietari 10 euro; stagionale per non residenti 40 euro; settimanale 20 euro, giornaliero 10.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTA VALLE BREMBANA (comprendente i territori dei comuni di Mezzoldo, Piazzatorre, Piazzolo, Averara, Cassiglio, Cusio, Olmo al Brembo, Ornica, Santa Brigida, Valtorta): tesserino stagionale residenti 10 euro; stagionale per villeggianti 30 euro; stagionale per gli altri 90 euro; giornaliero 8 euro.

    venerdì 7 agosto 2009

    Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry

    003191 "L'aumento a 28 Cent/kWh della tariffa omnicomprensiva per l'energia elettrica prodotta da biomassa negli impianti al di sotto di 1 MW apre la strada alle cooperative forestali per ampliare la filiera in questo settore". Così afferma Gasper Rino Talucci - Presidente del settore forestazione e Multifunzionalità di Fedagri Confcooperative dopo il varo definitivo della Legge su Sviluppo e Competitività.
    "Fino ad oggi lo sviluppo di piccole centrali a cogenerazione a biomassa forestale è stato frenato dalla bassa redditività, l'aumento della tariffa rappresenta quindi un forte incentivo allo sviluppo di una rete ti queste piccole centrali sul territorio. Fedagri-Confcooperative lancerà quindi in autunno il Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry che prevede l'istallazione iniziale di CINQUE IMPIANTI DI COGENERAZIONE CON MICROTURBINA E CALDAIA ALIMENTATA A BIOMASSA VEGETALE "POWER TEP" di cui due in Abruzzo (uno a L'Aquila in pieno cratere terremotato), uno nel Lazio, uno in Piemonte e uno in Sardegna. I singoli impianti producono un totale di 370 Kw/h, di cui 70 elettrici e 300 termici, per circa 7.000 ore di utilizzo anno. Il consumo previsto è di circa 7.000 - 10.000 Q.li di biomassa / anno per impianto in forma di cippato da legno vergine. Un taglio adatto alle nostre cooperative forestali."
    "Il progetto - continua Talucci - si fonda su alcune caratteristiche peculiari fra cui il principale è che l'energia termica viene utilizzata al massimo, sia per motivi economici che etici (non vogliamo tagliare boschi per produrre energia termica da buttare), e che quindi gli impianti vengono posizionati dove è possibile utilizzare l'energia termica e tenendo conto dei punti di approvvigionamento. Per le cooperative forestali si tratta di una attività integrativa a quella principale, che permette di allungare la filiera passando, in genere, dalla vendita di legna da ardere alla vendita di energia, di destagionalizzare una parte della attività in quanto la produzione di cippato per gli impianti non risente della eccessiva stagionalità della vendita della legna da ardere e di riutilizzare in modo produttivo scarti di lavorazione con scarso valore commerciale, se non addirittura con costi di smaltimento."
    "Un risultato dunque importante e lungamente atteso - prosegue Talucci - che favorisce l'avvio del progetto, fortemente sostenuto da Confcooperative per la diversificazione produttiva delle cooperative forestali.  Ora si potrà passare alla fase attuativa sperando che nel frattempo vengano risolti anche i problemi relativi allo snellimento dei tempi di attesa per gli allacciamenti dei nuovi impianti da parte dell'Enel".

    RENDICONTABILITA’ IVA NEL PSR

    002928 "La soluzione del problema della non rendicontabilità dell'IVA sostenuta dai soggetti pubblici che beneficiano dei fondi messi a disposizione dai programmi di sviluppo rurale (PSR) rappresenta un forte volano per l'accelerazione della spesa dei PSR regionali, oggi ad avanzamento medio nazionale dell'8,85%. - Afferma Gasper Rino Talucci, presidente del settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri-Confcooperative - Anche la soluzione trovata della costituzione di un "fondo speciale IVA", con cui sarà possibile finanziare la parte di spesa non rendicontabile alla Commissione Europea, è un'ottima soluzione, anche se, considerando l'aggravio di spesa per lo Stato, rischia di essere una soluzione temporanea. La soluzione trovata, comunque, permetterà l'attivazione di quelle misure di forestazione che alcune regioni hanno destinato prevalentemente a beneficiari pubblici (Comuni e Comunità Montane), ma anche di altre misure di carattere generale.
    Ora - continua Talucci - non ci sono più scuse per le Regioni per non attivare tutte le misure forestali, la cui spesa, rispetto alla media generale già bassa dell'8%, è meno della metà."

    martedì 4 agosto 2009

    Il mercato delle biomasse agroforestali? Ancora non decolla in Italia

    Malgrado i contributi Pac e gli incentivi regionali, si stenta a superare i vari ostacoli. Un compendio dell’Arsia toscana ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato.

    Il mercato delle biomasse agroforestali prodotte su terreni agricoli da colture energetiche a corta rotazione non ha avuto ancora un vero decollo in Italia, malgrado i contributi della PAC e gli incentivi dei programmi regionali, mentre esiste un panorama del riscaldamento nei piccoli comuni e nelle campagne fatto prevalentemente di stufe individuali (74%) che sono perlopiù dispositivi energeticamente inefficienti ed ecologicamente inadeguati, da sostituire con quelli moderni a cippato e pellet.
    Un ostacolo è la scarsa disponibilità di informazioni chiare e realistiche per gli agricoltori che non favorisce la scelta degli investimenti più convenienti in funzione della loro organizzazione aziendale. Un compendio dell’Arsia toscana, elaborato recentemente nell’ambito del progetto europeo Biomass Trade Centres, ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato essenziali su siepi e arboreti da energia, cedui di pioppo a corta rotazione e utilizzo energetico del miscanto.
    Tra i dati esposti nella pubblicazione, a disposizione dei richiedenti, i ricavi per un’azienda agricola medi annui che si possono avere per ettaro, con diversi livelli di produttività e prezzi di vendita del cippato di pioppo, con o senza contributo all’impianto. Ad esempio con un prezzo di vendita del cippato di 62 € /Tss (tonnellata di sostanza secca) e produttività di 18 Tss/He/anno si può avere un ricavo (senza contributi) di 68 €/He/anno, che sale a 308 con i contributi specifici.
    Il pioppo, principale coltura energetica sia in Italia sia negli altri paesi europei che partecipano al progetto (Slovenia, Austria, Polonia) è sempre più utilizzato per avere materia prima adatta per impianti di teleriscaldamento e cogenerazione. La raccolta è fatta con macchine falcia-trincia-caricatrice (tipo Spapperi o Claas) dedicate oppure con più piccole trincia-caricatrici; le produttività maggiori si hanno fra il secondo ed il terzo turno di utilizzo. Si ottiene cippato fresco venduto prevalentemente alle centrali elettriche a biomassa ed anche all’industria dei pannelli.

    giovedì 23 luglio 2009

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    La Commissione ha pubblicato il 13/07/2009 una relazione sullo stato di conservazione di oltre 1 150 specie e 200 tipi di habitat protetti dalla legislazione comunitaria. Solo una percentuale ridotta di questi habitat e specie vulnerabili ha raggiunto uno stato di conservazione definibile come buono e gli Stati membri dovranno incrementare il proprio impegno per migliorare la situazione. La relazione, riferita al periodo 2001-2006, è l'indagine più completa mai effettuata sulla biodiversità nell'UE e rappresenta un punto di riferimento prezioso per rilevare le tendenze future.

    Gli habitat erbosi, le zone umide e gli habitat costieri sono quelli che subiscono le pressioni maggiori, soprattutto a seguito del declino dei modelli agricoli tradizionali, dello sviluppo turistico e dei cambiamenti climatici. Il quadro non è però negativo ovunque e alcune delle specie più grandi ed emblematiche, come il lupo, la lince eurasiatica, il castoro e la lontra, stanno cominciando a ricolonizzare una parte della loro area di distribuzione tradizionale. Molti Stati membri hanno investito somme ingenti per il monitoraggio e nonostante alcune carenze l'esercizio di comunicazione dei dati è stato un grande successo.

    Il Commissario UE all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Ci siamo impegnati ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa e la relazione odierna non lascia spazio a manifestazioni di compiacimento. Riportare gli habitat e le specie vulnerabili ad un buono stato di conservazione richiede tempo e molto impegno. La legislazione UE sulla natura e la rete Natura 2000 sono gli elementi principali per realizzare i nostri obiettivi di tutela della biodiversità nell'UE. Ora che la parte terrestre della rete è quasi ultimata, possiamo attenderci notevoli miglioramenti nei prossimi 10 o 20 anni.".

    "In Europa la biodiversità sta subendo forti pressioni e corre gravi rischi. Anche se non si riuscisse ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2020, si stanno comunque ottenendo dei risultati. Come ha dichiarato il Commissario Dimas di recente ad Atene, l'obiettivo post-2010 deve essere ambizioso, quantificabile e chiaro. È importante continuare a puntare l'attenzione sul valore intrinseco della biodiversità, riconoscendo allo stesso tempo l'importanza di garantire lo stato di salute e la resilienza degli ecosistemi e dei servizi che essi forniscono"; così si è espressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente.

    Successi importanti, ma limitati

    La relazione riguarda 216 tipi di habitat e contiene informazioni su 1 182 specie circa. Anche se il messaggio generale che si può ricavare evidenzia il mancato raggiungimento di un buono stato di conservazione per molte specie e tipi di habitat, ci sono alcuni segnali che indicano che le misure di protezione cominciano ad avere degli effetti e che alcuni tipi di habitat e alcune specie stanno iniziando a recuperare. Per esempio, specie come l'orso bruno, il lupo e il castoro sono in fase di recupero e si stanno reinsediando in molte zone. Ciò significa che hanno trovato gli habitat adatti e che le pressioni negative come la caccia e l'inquinamento sono state ridotte.

    Terreni erbosi, zone umide e coste sono particolarmente a rischio

    Lo stato generale dei terreni erbosi, delle zone umide e degli habitat costieri è particolarmente scadente. I terreni erbosi sono essenzialmente associati a modelli agricoli tradizionali, che stanno scomparendo in tutta l'UE. Lo stato di conservazione di tutti i tipi di habitat associati ad attività agricole è molto peggiore di quello degli altri tipi di habitat: solo il 7% delle valutazioni dello stato di conservazione ha avuto esito soddisfacente, rispetto al 21% degli habitat "non

    agricoli". Questo risultato è dovuto al passaggio a un modello di agricoltura più intensivo, all'abbandono delle terre e ad una scarsa gestione del suolo. Le zone umide vengono convertite ad altri usi e subiscono anche gli effetti dei cambiamenti climatici perché si tratta di habitat associati ai ghiacciai di montagna. Gli habitat costieri, infine, subiscono la pressione sempre più forte del turismo.

    Carenza di informazioni

    Nel complesso, lo stato di conservazione del 13% circa degli habitat regionali e del 27% delle specie regionali è stato ritenuto "sconosciuto". Questa classificazione è stata usata molto per le specie dell'Europa meridionale; in particolare, a Cipro, in Grecia, in Spagna e in Portogallo oltre il 50% delle specie presenti nei rispettivi territori presentava uno stato di conservazione "sconosciuto".

    L'ambiente marino è particolarmente problematico: basti pensare che lo stato di conservazione del 57% delle specie marine e di circa il 40% degli habitat marini è classificato come "sconosciuto".

    Contesto: la relazione a norma dell'articolo 17

    L'articolo 17 della direttiva Habitat impone agli Stati membri di presentare ogni sei anni informazioni sull'attuazione. Per il periodo 2001-2006 le relazioni contenevano, per la prima volta, la valutazione dello stato di conservazione delle specie e degli habitat disciplinati dalla direttiva e presenti nel territorio di ciascun paese. L'Agenzia europea dell'ambiente si è basata sulle relazioni per elaborare una valutazione integrata per ogni regione biogeografica, specie e habitat. La Commissione ha successivamente attinto alle valutazioni per redigere la relazione globale prevista dalla direttiva.

    La direttiva Habitat

    L'ambiente naturale europeo è tutelato da due normative principali: la direttiva sugli uccelli selvatici e la direttiva sugli habitat. Quest'ultima impone agli Stati membri di mantenere un certo numero di tipi di habitat e di specie designati in uno stato di conservazione soddisfacente in determinati siti concordati con la Commissione. Con i siti designati nell'ambito della direttiva Uccelli selvatici, questi vanno a far parte della rete Natura 2000, la rete ecologica più vasta al mondo. Nell'ambito della direttiva Habitat sono stati designati quasi 22 000 siti, pari al 13,3% del territorio dell'UE. Nel complesso la rete Natura 2000 contiene più di 25 000 siti (totale dei siti designati dalla direttiva Uccelli selvatici e Habitat) e occupa il 17% circa del territorio dell'UE.

    Per approfondire

    Le politiche europee sulla biodiversità

    Sito della DG Ambiente: pagina dedicata alla biodiversità

    Pagina dell'Agenzia europea dell'ambiente dedicata alla biodiversità

    Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

    Direttiva 79/409/CEE del concernente la conservazione degli uccelli selvatici

    Comunicazione della Commissione "Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 — e oltre. Sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano"

    Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente

    Glossario di terminololgia ambientale dell'AEE

    Conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 25/6/2009

    Rete Natura 2000

    Carta di Siracusa sulla biodiversità

    Convenzione dell'ONU sulla diversità biologica (1993) – Testo in italiano

    lunedì 20 luglio 2009

    Le politiche forestali nelle strategie di sviluppo rurale.

    Il Quaderno rappresenta il primo lavoro di approfondimento tematico nell’ambito delle attività di ricerca svolte dall’Osservatorio Foreste dell’INEA, e ha lo scopo di fornire una prima analisi degli interventi forestali previsti per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 dal regolamento comunitario per lo Sviluppo Rurale 1698 del 2005. La pubblicazione rientra nell’ambito del Progetto “Osservatorio politiche strutturali” (D.M. 6827 del 17 luglio 2008).

    DOWNLOAD

    Quaderno n.1: Politiche Forestali e Sviluppo Rurale; situazione, prospettive e buone prassi.

    Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale - 13 luglio 2009

     

    copertina PSN

    Il 13 luglio è stato notificato il Piano Strategico Nazionale (PSN) dello sviluppo rurale 2007-2013 rivisto alla luce delle nuove sfide dell'Health Check e del Piano europeo di rilancio economico. Il testo in questione è stato discusso e concordato con il partenariato istituzionale e con quello socio-economico.
    In proposito, si precisa che, per rispettare i tempi di trasmissione previsti dal Regolamento, il testo è stato inviato prima dell'approvazione della Conferenza Stato-Regioni, con l'impegno ad apportarvi ulteriori modifiche in relazione agli elementi che emergeranno in tale contesto.


     (4.84 MB)PSN al 13 luglio 2009 (4.84 MB).

     (4.79 MB)PSN al 13 luglio 2009 con revisioni evidenziate (4.79 MB)

    mercoledì 15 luglio 2009

    Fisco: imprese agricole e norme fiscali su energie alternative

    Energie-Alternative L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato in questi giorni la Circolare n. 32/E, che fa il punto sugli aspetti fiscali inerenti ad imprenditori agricoli che producono energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, nonché di carburanti e prodotti chimici derivanti da prodotti del fondo.

    In particolare, il documento si occupa di definire il corretto trattamento tributario loro applicato, ricordando le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 e successive disposizioni: ampliate le attività agricole connesse, includendo la generazione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti "verdi".

    Ricordiamo che per le attività agricole connesse deriva un reddito agrario e non d'impresa e quindi non viene calcolato su base analitica con un confronto puntuale tra ricavi e costi, ma su base catastale applicando tariffe d'estimo stabilite per ogni qualità e classe, ai sensi dell'articolo 34 del Tuir.

    In merito all'energia prodotta tramite pannelli fotovoltaici, nella circolare si ricorda che deve esistere una correlazione tra la produzione di energia e la conduzione del fondo agricolo, poiché in questo caso l'Amministrazione finanziaria ritiene che la produzione di energia mediante pannelli fotovoltaici sia da ritenersi attività connessa atipica. Si sono pertanto resi necessari criteri alternativi che permettono di ricollegare tale attività a quella agricola.

    I parametri vengono fissati in base al confronto tra la potenza nominale dell'impianto installato, e alcuni fattori relativi alla attività agricola svolta. Se l'energia prodotta non supera i 200 Kw, questa rientra nel reddito agrario dell'impresa agraria.

    Finanziamenti alle PMI

    002928 Al sistema delle Banche Credito Cooperativo italiano (BCC) è stata riconosciuta e attribuita la quota del 15% della prima tranche di 3 miliardi di euro del plafond messo a disposizione dalla Cassa Depositi finalizzato al finanziamento delle piccole e medie imprese.

    Una disponibilità dunque di 450 milioni di euro, che sarà gestita da una rete di oltre 400 banche Credito Cooperativo e Casse Rurali - con 4.100 sportelli sul territorio nazionale - e dagli altri istituti del sistema, quali Iccrea Banca; Banca Agrileasing; Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo del Nord Est; Cassa Centrale Raiffeisen dell'Alto Adige.

    In totale, il plafond a disposizione delle Pmi attraverso il sistema bancario italiano è di 8 miliardi di euro e verrà erogato in due fasi, di cui questa è la prima e potrà essere utilizzata entro il 28 febbraio 2010.

    La seconda tranches di 5 miliardi - e quanto eventualmente non verrà utilizzato nella prima - potrà essere usato dopo quella data.

    Soddisfatto il Credito Cooperativo, al quale viene così riconosciuto l'importante ruolo che riveste nel finanziamento a favore delle piccole e medie imprese.

    APPUNTAMENTI BIOMASSE

    Bioenergy 2009
    Si terrà a Jyvaskyla (Finlandia) dal 31 agosto al 4 settembre 2009 la quarta conferenza internazionale sulle bioenergie. Per maggiori informazioni: http://www.bioenergy2009.finbioenergy.fi/default.asp

    Cambiamenti climatici
    Il 14-15 settembre a Stoccolma (Svezia) si terrà una conferenza sui cambiamenti climatici e sviluppo urbano sostenibile. Tutte le informazioni su http://www.se2009.eu/en/meetings_news/2009/9/14/highlevel_conference_european_cities_and_the_global_climate_challenge

    The International Bioenergy Days
    Si terrà a Trollhattan-Lidkoping (Svezia), dal 28 al 30 settembre, un evento internazionale dedicato alle bioenergie. L’iniziativa, che intende fornire informazioni sulle nuove tecnologie e soluzioni di investimento, è destinata agli amministratori e decisori  locali e operatori del settore. Per maggiori informazioni:
    http://www.bioenergydays.com

    Biomasse: Finalmente approvati gli incentivi per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse agricole

    “Con l’approvazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse, ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà. Grazie a questa norma daremo slancio alla ripresa economica e l’agricoltura contribuirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici”. Con queste parole il Ministro Luca Zaia ha commentato, durante un seminario, l’approvazione definitiva avvenuta nella seduta odierna del Senato della Repubblica del provvedimento relativo a “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”,

    al cui interno sono state inserite modifiche normative relative all’incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse. In particolare viene data immediata applicazione alla possibilità per gli impianti di potenza installata inferiore ad 1 MW di accedere ad una tariffa fissa omnicomprensiva pari a 0,28 euro per Kwh prodotto. Viene confermata la cumulabilità di tali incentivi con gli aiuti agli investimenti in conto capitale fino ad un’intensità massima del 40%. Il Ministro Zaia ha inoltre aggiunto che “ora potranno partire gli investimenti per decine di impianti di imprese agricole che erano in stallo e faremo di tutto per sostenerne il rapido avvio. Ora la nostra attenzione si concentra a completare il quadro delle regole del settore con la rapida definizione del decreto che – di concerto con il Ministero dello sviluppo economico – sblocca gli incentivi dei certificati verdi per gli impianti superiori a 1 MW.”

    _______________________________________________

    È diventato legge il Ddl Sviluppo (n. 1195-B) approvato lo scorso primo luglio alla Camera. Con il disco verde concesso oggi dal Senato, passa il pacchetto di misure volte a migliorare i processi produttivi nelle imprese italiane e a semplificare quelli amministrativi. La nuova legge, collegata alla Manovra d'estate 2008, ha; avuto un iter parlamentare lungo e complesso, per quasi un anno di dibattito serrato.

    Dall'Unione Europea 260 milioni di euro per l'agricoltura

    Dalla Commissione europea è arrivato l’ok al regime di aiuti italiani (260 milioni di euro) per l'agricoltura. I fondi verranno concessi tramite l'Istituto di sviluppo agroalimentare (Isa) per investimenti al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. L'Isa è una società pubblica le cui azioni sono interamente detenute dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il nuovo regime di aiuti, valido fino al 2013, consentirà di promuovere gli investimenti delle piccole e medie imprese e delle imprese intermedie localizzate in tutto il territorio nazionale e delle grandi imprese delle aree sottoutilizzate del Paese, mediante l’acquisizione di una partecipazione di minoranza al capitale sociale e l’erogazione di un finanziamento a tasso agevolato, pari al 30% del tasso di riferimento. Le spese ammissibili all’agevolazione comprendono gli investimenti in attività materiali (acquisto di terreni/aree fabbricabili, realizzazione di opere murarie e assimilate, impianti, macchinari e attrezzature), gli investimenti in attività immateriali (attività derivanti da trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto, licenze, know- how e conoscenze tecniche non brevettate), gli studi preliminari di fattibilità e le consulenze connesse agli investimenti. (Fonte: rv)

    mercoledì 3 giugno 2009

    Incontro settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare

    Mercoledì 17 giugno 2009 alle ore 10,30 presso la sede di Legacoop nazionale - Roma si svolgerà un incontro fra i settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, unitamente alle altre centrali, con il seguente O.d.G.:

    1. Situazione aggiornamento PSN e PSR regionali;

    2. INIZIATIVE 2009: strategie, politiche, strumenti, alleanze;

    3. IPOTESI DI MANIFESTAZIONE UNITARIA (autunno);

    4. Varie ed eventuali.

    Gli organizzatori sottolineano l’importanza di questo appuntamento finalizzato a rendere quanto più incisiva possibile l’azione del Movimento cooperativo forestale per il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agroforestale italiana, specie in questo particolare momento.

    Le nuove sfide per il settore forestale: è on-line il nuovo quaderno del “Gruppo 2013”

    gruppo2013

    Scopo del Quaderno del Gruppo 2013 “Mercato, energia, ambiente e politiche”, di Davide Pettenella (docente presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova) è analizzare i recenti sviluppi per “poter identificare, in prima approssimazione, i principali nodi problematici e le linee d'azione di una politica forestale integrata e coerente con altre linee di sviluppo del territorio rurale.

    L'elemento centrale di attenzione è l'analisi del mercato dei prodotti forestali, quali possibilità questo abbia di uno sviluppo autonomo che possa garantire insieme l'offerta di prodotti commerciali e di una serie di servizi d'interesse pubblico e quale il ruolo dei sistemi di regolazione e sostegno del mercato, a partire dalle misure di sviluppo rurale, delle politiche energetiche e di quelle ambientali. Il tutto ispirato dalla logica il mercato se possibile, il governo quando necessario”.

    Per il download del Quaderno: http://www.gruppo2013.it/quaderni/Pagine/default.aspx.

    17th European Biomass Conference and Exhibition

    European Biomass Conference and Exhibition

    La 17a Conferenza & Mostra europea sulla Biomassa, Amburgo -Germania dal 29 giugno al 3 luglio 2009, è incentrata verso la raccolta delle migliori competenze per discutere e analizzare il presente e il futuro della dinamica globale del settore della biomassa. La conferenza internazionale punta a stimolare il dibattito pubblico e a promuovere la visibilità della comunità impegnata sulle biomasse. Gli scienziati, l'industria, i fornitori, gli enti finanziatori e decisori politici sono invitati a rispondere alle attese dei più di 1.500 partecipanti attesi.
    La Mostra, che si svolgerà dal 29 giugno al 2 luglio, in parallelo con la conferenza, sarà incentrata sull'esposizione e dimostrazione dello state dell'arte dei prodotti nel settore della biomassa.

    Maggiori dettagli su: http://www.conference-biomass.com/index.htm.

    lunedì 11 maggio 2009

    Rinnovabili: in arrivo 200 milioni di euro dal Fondo Kyoto

    Energie-Alternative 200 milioni di euro per imprese, privati, fondazioni, associazioni, enti pubblici, condominii, per la realizzazione di impianti di microcogenerazione diffusa, impianti da fonti rinnovabili, interventi sull’involucro edilizio e sugli infissi, per la climatizzazione tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione, per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia.

    Con il DM del 25 novembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 2009, il Ministero dell’Ambiente disciplina le modalità di erogazione dei finanziamenti a sostegno delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

    Ai sensi del comma 1113 della Finanziaria 2007, al Fondo Kyoto affluiscono 200 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2007, 2008 e 2009, oltre alle rate di rimborso dei finanziamenti agevolati. L’erogazione delle risorse sarà definita dal Ministero dell’Ambiente, secondo modalità da concordare con la cassa Depositi e Prestiti (CDP).

    Per la prima annualità le risorse sono ripartite come segue:

    a) “Misura microcogenerazione diffusa”: 25 milioni di euro, di cui al Nord (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Trento e Bolzano) il 40%, al Centro (Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) il 25% e al Sud (Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) il 35%;

    b) “Misura rinnovabili”: 10 milioni di euro, di cui al Nord il 35%, al Centro il 25% e al Sud il 40%;

    c) “Misura motori elettrici”: 15 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    d) “Misura usi finali”: 130 milioni di euro, di cui al Nord il 40%, al Centro il 20% e al Sud il 40%;

    e) “Misura protossido di azoto”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    f) “Misura ricerca”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    g) “Misura gestione forestale sostenibile”: 10 milioni di euro per l'intero territorio nazionale.

    Con una Circolare, da emanarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, il Ministero dell’Ambiente comunicherà la ripartizione tra le Regioni delle risorse, tenendo conto della popolazione e dei consumi energetici regionali.

    L’articolo 5 elenca i beneficiari dei finanziamenti agevolati per ciascuna misura: imprese, persone fisiche, persone giuridiche private, soggetti pubblici, condominii. Possono essere agevolati esclusivamente nuovi investimenti, la cui realizzazione non sia iniziata in data precedente a quella di entrata in vigore del DM.

    Relativamente alle Misure “rinnovabili” e “usi finali”, gli investimenti agevolabili devono avere le seguenti caratteristiche:

    - “Misura rinnovabili”:sono ammessi investimenti per singolo intervento, in impianti di nuova costruzione di piccola taglia per l’utilizzo di singola fonte rinnovabile:

    1. impianti eolici con una potenza nominale installata compresa tra 1 kWp e 200 kWp

    2. impianti idroelettrici con una potenza nominale installata compresa tra 1kWp e 200 kWp;

    3. impianti solari termici con superficie d'apertura non superiore a 200 m2;

    4. impianti termici a biomassa vegetale solida (pellets o cippato) di potenza nominale termica (kWt) compresa tra 50 kWt e 450 kWt;

    5. impianti fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edifici con una potenza nominale compresa tra 1 kWp e 40 kWp;

    - “Misura usi finali”: sono ammessi investimenti per singolo intervento:

    1. sull’involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l'esterno e verso vani non riscaldati;

    2. I) per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. Tale intervento e' ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell'impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli edifici;

    II) per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia fino a 1 MWt;

    III) impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa.

    I costi ammissibili al finanziamento agevolato sono:

    a) Progettazione di sistema, compresi studi di fattibilità e diagnosi energetica. Tali costi sono riconosciuti nella misura massima dell'8% del totale;

    b) Costi delle apparecchiature comprensivo delle forniture di materiali e dei componenti strettamente necessari alla realizzazione dell'intervento;

    c) Costi delle infrastrutture comprese le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell'impianto, i costi di allacciamento alla rete, ovvero nel caso della “Misura usi finali”, i costi strettamente necessari al montaggio e assemblaggio delle tecnologie installabili;

    d) Costi di installazione, compresi avviamento e collaudo.

    Sono esclusi i costi di esercizio. I costi unitari massimi ammissibili sono definiti, per taglia e tecnologia, in una tabella allegata al DM. Per le imprese, il beneficio non può superare la quota di aiuto di Stato definita «de minimis».

    Le percentuali di agevolazione per i soggetti pubblici sono fissate a 90%, mentre per imprese, persone fisiche, persone giuridiche private e condominii sono fissate al 70%. L’articolo 10 stabilisce i massimali del finanziamento agevolato. Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali.

    Gli articoli successivi disciplinano le modalità di presentazione delle domande, l’istruttoria, l’ammissione all’agevolazione, i tempi e le modalità di realizzazione degli investimenti ammessi, le condizioni generali ed economiche dei finanziamenti agevolati, le modalità di erogazione e di documentazione delle spese, i casi di decadenza o revoca, il recupero delle somme, le eventuali varianti e variazioni di titolarità, verifiche, controlli e ispezioni, monitoraggio, divulgazione dei risultati e attività di informazione.