giovedì 10 settembre 2009

Incendi boschivi

HEINSNEXTGEN%20EXPLOSIVE A metà agosto i danni provocati in Europa dagli incendi hanno già superato quelli dell’intero 2008.
Secondo le stime del Sistema Europeo d'Informazione sugli Incendi Forestali  (EFFIS), a metà agosto erano già 200.000 gli ettari di terreno bruciati nell'Unione Europea dall’inizio del 2009, 20.000 in più rispetto a quelli distrutti nell’intero 2008. L'EFFIS tiene costantemente sotto controllo il rischio d'incendio boschivo, che resta ancora elevato in molte regioni anche nel mese di settembre. Ogni giorno l'EFFIS, utilizzando immagini satellitari, elabora mappe aggiornate delle aree colpite da incendi boschivi di superficie pari ad almeno 40 ettari di estensione. Le aree incendiate riportate sulle mappe corrispondono in media al 75% della superficie
totale bruciata. L'area finora colpita da incendi nel 2009 nell'Unione Europea e indicata sulle mappe è di 150.076 ettari che, secondo le stime, corrisponde a una superficie totale bruciata di circa 200.000 ettari.
Spagna e Italia i Paesi più colpiti
Quest'anno, la Spagna e l'Italia sono stati i Paesi maggiormente colpiti a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli agli incendi verificatesi nella seconda metà di luglio. Anche la Francia e, in misura minore, la Grecia e il Portogallo hanno subito danni significativi. Nel mese di marzo sono avvenuti insoliti episodi di incendio in Portogallo e nel nord ovest della Spagna che, favoriti da un tempo asciutto e vento forte, hanno bruciato una superficie stimata di circa 25 000 ettari. Nei prossimi giorni il pericolo d'incendio rimarrà molto elevato in molte regioni del Mediterraneo, con condizioni estreme a livello locale ma, secondo le attuali previsioni, non raggiungerà i livelli di allerta della fine di luglio.

Per maggiori informazioni: http://effis.jrc.ec.europa.eu

martedì 8 settembre 2009

Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ottiene la certificazione forestale

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Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ha certificato la gestione forestale sostenibile dei suoi 11.490 ettari di foreste dei comuni di Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva, in provincia di Sondrio. Sono la seconda certificazione forestale in Lombardia. Le foreste certificate sono gestite in prevalenza ad alto fusto (fustaie di abete, larice, pino cembro e pino silvestre). Con questa nuova certificazione salgono a 716.402,67 gli ettari di foreste certificate PEFC.
Per informazioni:
Via Scleva, 14
23030 Valdisotto (SO)
Tel.: 0342.951114
Fax: 0342.951127
cfavso@virgilio.it

venerdì 4 settembre 2009

Formazione forestale in Piemonte

j0282770 Dal 1 Settembre fino alla fine del 2009 è nuovamente possibile fornire la propria pre-adesione ai corsi di formazione in ambito forestale finanziati dalla Regione Piemonte per gli operatori del settore. I corsi corrisponderanno alle Unità Formative utili per il conseguimento della qualifica da Operatore.

Per maggiori informazioni e per fornire la propria pre-adesione è possibile visitare il sito della Regione Piemonte alla pagina: http://www.regione.piemonte.it

Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?

ForestaR375_110809 Secondo i rilievi realizzati nell'ambito del DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali), realizzati in base alle foto aeree dell'anno 2007, oltre 617.000 ettari, un quarto della Lombardia, sono coperti da boschi, la cui distribuzione è però molto eterogenea: in pianura quasi il 4% del territorio è coperto da boschi, mentre in montagna si supera il 50%.

Faggio, castagno, abete rosso, carpino nero e orniello, robinia sono gli alberi più frequenti nei boschi lombardi.

Nella cifra indicata non sono compresi gli impianti di arboricoltura da legno (pioppeti, cedui per biomassa, impianti di latifoglie di pregio a ciclo medio lungo), ma sono compresi i castagneti da frutto e le neo-formazioni.

Cliccando qui è possibile scaricare le tabelle coi dati riepilogativi DUSAF

mercoledì 2 settembre 2009

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Un investimento di 600 milioni di euro coinvolgerà 120 imprese associate per 170 Mw di potenza installata.

da “Energia 24 club”

Confagricoltura, e con essa le oltre 500mila imprese agricole associate (i due terzi del totale delle imprese del comparto) è fermamente convinta che il futuro del settore passi anche dalla diversificazione delle attività e del reddito. Se fino a poco tempo fa questo significava soprattutto agriturismo, ora si affaccia alla ribalta un'altra opportunità da non sottovalutare e, ancora, quasi integralmente da sfruttare. Si tratta della produzione di energia da fonti rinnovabili.
È stato chiaro in proposito Federico Vecchioni, presidente dell'Organizzazione agricola, che ha parlato in occasione della presentazione del Rapporto Enea Energia e ambiente: “Le imprese che si riferiscono a Confagricoltura credono nel capitolo energetico in un ottica di contenimento dei costi, aumento della competitività e recupero della domanda energetica, che è in grado di dare un contributo determinante al processo di sviluppo del Paese”.
L'intento è quello di affiancare il sistema produttivo con lo sviluppo di sistemi a biomassa, biogas e fotovoltaici. Secondo le dichiarazioni ufficiali il primo passo di questo percorso vedrà 120 imprese associate realizzare la prima rete di produzione energetica da biomasse di origine agricola, con un investimento di 600 milioni di euro e 170 megawatt di potenza installata. Secondo Confagricoltura il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa, con il disegno di legge 1195 approvato definitivamente al Senato in luglio, darà nuovo impulso allo sviluppo delle agroenergie, che si affiancherà allo sviluppo del fotovoltaico e dell'eolico in agricoltura.
A questo proposito, le disposizioni per il sostegno delle biomasse contenute nel provvedimento 1195 prevedono che per biogas e biomasse con una potenza non superiore a 1 Mw debba essere riconosciuta la tariffa omnicomprensiva (incentivo + energia elettrica prodotta) pari a 28 centesimi di euro per kWh immesso nella rete elettrica.

Link

lunedì 31 agosto 2009

Bosco-Arredo: progettare una filiera sostenibile

clip_image001Al via Bosco Mobile (BOMO), un progetto di ricerca finanziato dalla D.G. Agricoltura della Regione Lombardia finalizzato alla realizzazione ed ottimizzazione di una filiera corta lombarda bosco - legno.

Il progetto, che ha come capofila il Consorzio Forestale della Val d'Intelvi, prevede un'analisi di sostenibilità della filiera legno-arredo contestuale al tentativo, da parte di alcune realtà imprenditoriali lombarde, di tradurre nella pratica le indicazioni delle politiche europee e nazionali, producendo mobili utilizzando legno locale, proveniente da foreste certificate, riducendo quindi l'impatto derivato dal trasporto della materia prima dal luogo di prelievo al luogo di lavorazione.

Presso la MIA di Monza, il 26 Settembre 2009 alle ore 10.30, avrà luogo la conferenza stampa del progetto, per illustrarne specificità ed innovatività.

Per maggiori informazioni: www.boscomobile.it

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Vai al sito del Consorzio Forestale Lario Intelvese >>>>

Sul sito il manuale di Gestione Forestale Sostenibile e la presentazione delle attività del Consorzio Forestale

lunedì 24 agosto 2009

In Lombardia i Consorzi Forestali regolamentano (a pagamento) la raccolta dei funghi

    Ecco le aree della Bergamasca nelle quali la ricerca dei funghi è regolamentata e soggetta al pagamento di un apposito ticket.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA VALLE DI SCALVE (comprendente i territori dei comuni di Azzone, Colere, Schilpario, Vilminore): tesserino annuale 70 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per residenti e nativi della Valle di Scalve, minori di 10 anni e diversamente abili.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA PRESOLANA (comprendente i territori dei comuni di Cerete, Songavazzo, Onore, Fino del Monte, Rovetta, Castione della Presolana): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti e proprietari di seconda casa 10 euro; settimanale 15 euro; giornaliero 5 euro.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTO SERIO (comprendente i territori dei comuni di Villa d’Ogna, Ardesio, Gromo, Gandellino, Valbondione, Oltressenda Alta, Valgoglio): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti 8 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per le persone oltre 70 anni e i portatori di handicap.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI CLUSONE: tesserino annuale 75 euro; annuale per residenti non proprietari 50 euro; annuale per non residenti proprietari 50 euro; giornaliero 5 euro; gratuito per pensionati di età superiore ai 65 anni residenti nel territorio del Comune di Clusone.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI GANDINO: tesserino stagionale per residenti e proprietari 10 euro; stagionale per non residenti 40 euro; settimanale 20 euro, giornaliero 10.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTA VALLE BREMBANA (comprendente i territori dei comuni di Mezzoldo, Piazzatorre, Piazzolo, Averara, Cassiglio, Cusio, Olmo al Brembo, Ornica, Santa Brigida, Valtorta): tesserino stagionale residenti 10 euro; stagionale per villeggianti 30 euro; stagionale per gli altri 90 euro; giornaliero 8 euro.

    venerdì 7 agosto 2009

    Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry

    003191 "L'aumento a 28 Cent/kWh della tariffa omnicomprensiva per l'energia elettrica prodotta da biomassa negli impianti al di sotto di 1 MW apre la strada alle cooperative forestali per ampliare la filiera in questo settore". Così afferma Gasper Rino Talucci - Presidente del settore forestazione e Multifunzionalità di Fedagri Confcooperative dopo il varo definitivo della Legge su Sviluppo e Competitività.
    "Fino ad oggi lo sviluppo di piccole centrali a cogenerazione a biomassa forestale è stato frenato dalla bassa redditività, l'aumento della tariffa rappresenta quindi un forte incentivo allo sviluppo di una rete ti queste piccole centrali sul territorio. Fedagri-Confcooperative lancerà quindi in autunno il Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry che prevede l'istallazione iniziale di CINQUE IMPIANTI DI COGENERAZIONE CON MICROTURBINA E CALDAIA ALIMENTATA A BIOMASSA VEGETALE "POWER TEP" di cui due in Abruzzo (uno a L'Aquila in pieno cratere terremotato), uno nel Lazio, uno in Piemonte e uno in Sardegna. I singoli impianti producono un totale di 370 Kw/h, di cui 70 elettrici e 300 termici, per circa 7.000 ore di utilizzo anno. Il consumo previsto è di circa 7.000 - 10.000 Q.li di biomassa / anno per impianto in forma di cippato da legno vergine. Un taglio adatto alle nostre cooperative forestali."
    "Il progetto - continua Talucci - si fonda su alcune caratteristiche peculiari fra cui il principale è che l'energia termica viene utilizzata al massimo, sia per motivi economici che etici (non vogliamo tagliare boschi per produrre energia termica da buttare), e che quindi gli impianti vengono posizionati dove è possibile utilizzare l'energia termica e tenendo conto dei punti di approvvigionamento. Per le cooperative forestali si tratta di una attività integrativa a quella principale, che permette di allungare la filiera passando, in genere, dalla vendita di legna da ardere alla vendita di energia, di destagionalizzare una parte della attività in quanto la produzione di cippato per gli impianti non risente della eccessiva stagionalità della vendita della legna da ardere e di riutilizzare in modo produttivo scarti di lavorazione con scarso valore commerciale, se non addirittura con costi di smaltimento."
    "Un risultato dunque importante e lungamente atteso - prosegue Talucci - che favorisce l'avvio del progetto, fortemente sostenuto da Confcooperative per la diversificazione produttiva delle cooperative forestali.  Ora si potrà passare alla fase attuativa sperando che nel frattempo vengano risolti anche i problemi relativi allo snellimento dei tempi di attesa per gli allacciamenti dei nuovi impianti da parte dell'Enel".

    RENDICONTABILITA’ IVA NEL PSR

    002928 "La soluzione del problema della non rendicontabilità dell'IVA sostenuta dai soggetti pubblici che beneficiano dei fondi messi a disposizione dai programmi di sviluppo rurale (PSR) rappresenta un forte volano per l'accelerazione della spesa dei PSR regionali, oggi ad avanzamento medio nazionale dell'8,85%. - Afferma Gasper Rino Talucci, presidente del settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri-Confcooperative - Anche la soluzione trovata della costituzione di un "fondo speciale IVA", con cui sarà possibile finanziare la parte di spesa non rendicontabile alla Commissione Europea, è un'ottima soluzione, anche se, considerando l'aggravio di spesa per lo Stato, rischia di essere una soluzione temporanea. La soluzione trovata, comunque, permetterà l'attivazione di quelle misure di forestazione che alcune regioni hanno destinato prevalentemente a beneficiari pubblici (Comuni e Comunità Montane), ma anche di altre misure di carattere generale.
    Ora - continua Talucci - non ci sono più scuse per le Regioni per non attivare tutte le misure forestali, la cui spesa, rispetto alla media generale già bassa dell'8%, è meno della metà."

    martedì 4 agosto 2009

    Il mercato delle biomasse agroforestali? Ancora non decolla in Italia

    Malgrado i contributi Pac e gli incentivi regionali, si stenta a superare i vari ostacoli. Un compendio dell’Arsia toscana ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato.

    Il mercato delle biomasse agroforestali prodotte su terreni agricoli da colture energetiche a corta rotazione non ha avuto ancora un vero decollo in Italia, malgrado i contributi della PAC e gli incentivi dei programmi regionali, mentre esiste un panorama del riscaldamento nei piccoli comuni e nelle campagne fatto prevalentemente di stufe individuali (74%) che sono perlopiù dispositivi energeticamente inefficienti ed ecologicamente inadeguati, da sostituire con quelli moderni a cippato e pellet.
    Un ostacolo è la scarsa disponibilità di informazioni chiare e realistiche per gli agricoltori che non favorisce la scelta degli investimenti più convenienti in funzione della loro organizzazione aziendale. Un compendio dell’Arsia toscana, elaborato recentemente nell’ambito del progetto europeo Biomass Trade Centres, ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato essenziali su siepi e arboreti da energia, cedui di pioppo a corta rotazione e utilizzo energetico del miscanto.
    Tra i dati esposti nella pubblicazione, a disposizione dei richiedenti, i ricavi per un’azienda agricola medi annui che si possono avere per ettaro, con diversi livelli di produttività e prezzi di vendita del cippato di pioppo, con o senza contributo all’impianto. Ad esempio con un prezzo di vendita del cippato di 62 € /Tss (tonnellata di sostanza secca) e produttività di 18 Tss/He/anno si può avere un ricavo (senza contributi) di 68 €/He/anno, che sale a 308 con i contributi specifici.
    Il pioppo, principale coltura energetica sia in Italia sia negli altri paesi europei che partecipano al progetto (Slovenia, Austria, Polonia) è sempre più utilizzato per avere materia prima adatta per impianti di teleriscaldamento e cogenerazione. La raccolta è fatta con macchine falcia-trincia-caricatrice (tipo Spapperi o Claas) dedicate oppure con più piccole trincia-caricatrici; le produttività maggiori si hanno fra il secondo ed il terzo turno di utilizzo. Si ottiene cippato fresco venduto prevalentemente alle centrali elettriche a biomassa ed anche all’industria dei pannelli.

    giovedì 23 luglio 2009

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    La Commissione ha pubblicato il 13/07/2009 una relazione sullo stato di conservazione di oltre 1 150 specie e 200 tipi di habitat protetti dalla legislazione comunitaria. Solo una percentuale ridotta di questi habitat e specie vulnerabili ha raggiunto uno stato di conservazione definibile come buono e gli Stati membri dovranno incrementare il proprio impegno per migliorare la situazione. La relazione, riferita al periodo 2001-2006, è l'indagine più completa mai effettuata sulla biodiversità nell'UE e rappresenta un punto di riferimento prezioso per rilevare le tendenze future.

    Gli habitat erbosi, le zone umide e gli habitat costieri sono quelli che subiscono le pressioni maggiori, soprattutto a seguito del declino dei modelli agricoli tradizionali, dello sviluppo turistico e dei cambiamenti climatici. Il quadro non è però negativo ovunque e alcune delle specie più grandi ed emblematiche, come il lupo, la lince eurasiatica, il castoro e la lontra, stanno cominciando a ricolonizzare una parte della loro area di distribuzione tradizionale. Molti Stati membri hanno investito somme ingenti per il monitoraggio e nonostante alcune carenze l'esercizio di comunicazione dei dati è stato un grande successo.

    Il Commissario UE all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Ci siamo impegnati ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa e la relazione odierna non lascia spazio a manifestazioni di compiacimento. Riportare gli habitat e le specie vulnerabili ad un buono stato di conservazione richiede tempo e molto impegno. La legislazione UE sulla natura e la rete Natura 2000 sono gli elementi principali per realizzare i nostri obiettivi di tutela della biodiversità nell'UE. Ora che la parte terrestre della rete è quasi ultimata, possiamo attenderci notevoli miglioramenti nei prossimi 10 o 20 anni.".

    "In Europa la biodiversità sta subendo forti pressioni e corre gravi rischi. Anche se non si riuscisse ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2020, si stanno comunque ottenendo dei risultati. Come ha dichiarato il Commissario Dimas di recente ad Atene, l'obiettivo post-2010 deve essere ambizioso, quantificabile e chiaro. È importante continuare a puntare l'attenzione sul valore intrinseco della biodiversità, riconoscendo allo stesso tempo l'importanza di garantire lo stato di salute e la resilienza degli ecosistemi e dei servizi che essi forniscono"; così si è espressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente.

    Successi importanti, ma limitati

    La relazione riguarda 216 tipi di habitat e contiene informazioni su 1 182 specie circa. Anche se il messaggio generale che si può ricavare evidenzia il mancato raggiungimento di un buono stato di conservazione per molte specie e tipi di habitat, ci sono alcuni segnali che indicano che le misure di protezione cominciano ad avere degli effetti e che alcuni tipi di habitat e alcune specie stanno iniziando a recuperare. Per esempio, specie come l'orso bruno, il lupo e il castoro sono in fase di recupero e si stanno reinsediando in molte zone. Ciò significa che hanno trovato gli habitat adatti e che le pressioni negative come la caccia e l'inquinamento sono state ridotte.

    Terreni erbosi, zone umide e coste sono particolarmente a rischio

    Lo stato generale dei terreni erbosi, delle zone umide e degli habitat costieri è particolarmente scadente. I terreni erbosi sono essenzialmente associati a modelli agricoli tradizionali, che stanno scomparendo in tutta l'UE. Lo stato di conservazione di tutti i tipi di habitat associati ad attività agricole è molto peggiore di quello degli altri tipi di habitat: solo il 7% delle valutazioni dello stato di conservazione ha avuto esito soddisfacente, rispetto al 21% degli habitat "non

    agricoli". Questo risultato è dovuto al passaggio a un modello di agricoltura più intensivo, all'abbandono delle terre e ad una scarsa gestione del suolo. Le zone umide vengono convertite ad altri usi e subiscono anche gli effetti dei cambiamenti climatici perché si tratta di habitat associati ai ghiacciai di montagna. Gli habitat costieri, infine, subiscono la pressione sempre più forte del turismo.

    Carenza di informazioni

    Nel complesso, lo stato di conservazione del 13% circa degli habitat regionali e del 27% delle specie regionali è stato ritenuto "sconosciuto". Questa classificazione è stata usata molto per le specie dell'Europa meridionale; in particolare, a Cipro, in Grecia, in Spagna e in Portogallo oltre il 50% delle specie presenti nei rispettivi territori presentava uno stato di conservazione "sconosciuto".

    L'ambiente marino è particolarmente problematico: basti pensare che lo stato di conservazione del 57% delle specie marine e di circa il 40% degli habitat marini è classificato come "sconosciuto".

    Contesto: la relazione a norma dell'articolo 17

    L'articolo 17 della direttiva Habitat impone agli Stati membri di presentare ogni sei anni informazioni sull'attuazione. Per il periodo 2001-2006 le relazioni contenevano, per la prima volta, la valutazione dello stato di conservazione delle specie e degli habitat disciplinati dalla direttiva e presenti nel territorio di ciascun paese. L'Agenzia europea dell'ambiente si è basata sulle relazioni per elaborare una valutazione integrata per ogni regione biogeografica, specie e habitat. La Commissione ha successivamente attinto alle valutazioni per redigere la relazione globale prevista dalla direttiva.

    La direttiva Habitat

    L'ambiente naturale europeo è tutelato da due normative principali: la direttiva sugli uccelli selvatici e la direttiva sugli habitat. Quest'ultima impone agli Stati membri di mantenere un certo numero di tipi di habitat e di specie designati in uno stato di conservazione soddisfacente in determinati siti concordati con la Commissione. Con i siti designati nell'ambito della direttiva Uccelli selvatici, questi vanno a far parte della rete Natura 2000, la rete ecologica più vasta al mondo. Nell'ambito della direttiva Habitat sono stati designati quasi 22 000 siti, pari al 13,3% del territorio dell'UE. Nel complesso la rete Natura 2000 contiene più di 25 000 siti (totale dei siti designati dalla direttiva Uccelli selvatici e Habitat) e occupa il 17% circa del territorio dell'UE.

    Per approfondire

    Le politiche europee sulla biodiversità

    Sito della DG Ambiente: pagina dedicata alla biodiversità

    Pagina dell'Agenzia europea dell'ambiente dedicata alla biodiversità

    Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

    Direttiva 79/409/CEE del concernente la conservazione degli uccelli selvatici

    Comunicazione della Commissione "Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 — e oltre. Sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano"

    Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente

    Glossario di terminololgia ambientale dell'AEE

    Conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 25/6/2009

    Rete Natura 2000

    Carta di Siracusa sulla biodiversità

    Convenzione dell'ONU sulla diversità biologica (1993) – Testo in italiano

    lunedì 20 luglio 2009

    Le politiche forestali nelle strategie di sviluppo rurale.

    Il Quaderno rappresenta il primo lavoro di approfondimento tematico nell’ambito delle attività di ricerca svolte dall’Osservatorio Foreste dell’INEA, e ha lo scopo di fornire una prima analisi degli interventi forestali previsti per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 dal regolamento comunitario per lo Sviluppo Rurale 1698 del 2005. La pubblicazione rientra nell’ambito del Progetto “Osservatorio politiche strutturali” (D.M. 6827 del 17 luglio 2008).

    DOWNLOAD

    Quaderno n.1: Politiche Forestali e Sviluppo Rurale; situazione, prospettive e buone prassi.

    Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale - 13 luglio 2009

     

    copertina PSN

    Il 13 luglio è stato notificato il Piano Strategico Nazionale (PSN) dello sviluppo rurale 2007-2013 rivisto alla luce delle nuove sfide dell'Health Check e del Piano europeo di rilancio economico. Il testo in questione è stato discusso e concordato con il partenariato istituzionale e con quello socio-economico.
    In proposito, si precisa che, per rispettare i tempi di trasmissione previsti dal Regolamento, il testo è stato inviato prima dell'approvazione della Conferenza Stato-Regioni, con l'impegno ad apportarvi ulteriori modifiche in relazione agli elementi che emergeranno in tale contesto.


     (4.84 MB)PSN al 13 luglio 2009 (4.84 MB).

     (4.79 MB)PSN al 13 luglio 2009 con revisioni evidenziate (4.79 MB)

    mercoledì 15 luglio 2009

    Fisco: imprese agricole e norme fiscali su energie alternative

    Energie-Alternative L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato in questi giorni la Circolare n. 32/E, che fa il punto sugli aspetti fiscali inerenti ad imprenditori agricoli che producono energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, nonché di carburanti e prodotti chimici derivanti da prodotti del fondo.

    In particolare, il documento si occupa di definire il corretto trattamento tributario loro applicato, ricordando le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 e successive disposizioni: ampliate le attività agricole connesse, includendo la generazione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti "verdi".

    Ricordiamo che per le attività agricole connesse deriva un reddito agrario e non d'impresa e quindi non viene calcolato su base analitica con un confronto puntuale tra ricavi e costi, ma su base catastale applicando tariffe d'estimo stabilite per ogni qualità e classe, ai sensi dell'articolo 34 del Tuir.

    In merito all'energia prodotta tramite pannelli fotovoltaici, nella circolare si ricorda che deve esistere una correlazione tra la produzione di energia e la conduzione del fondo agricolo, poiché in questo caso l'Amministrazione finanziaria ritiene che la produzione di energia mediante pannelli fotovoltaici sia da ritenersi attività connessa atipica. Si sono pertanto resi necessari criteri alternativi che permettono di ricollegare tale attività a quella agricola.

    I parametri vengono fissati in base al confronto tra la potenza nominale dell'impianto installato, e alcuni fattori relativi alla attività agricola svolta. Se l'energia prodotta non supera i 200 Kw, questa rientra nel reddito agrario dell'impresa agraria.

    Finanziamenti alle PMI

    002928 Al sistema delle Banche Credito Cooperativo italiano (BCC) è stata riconosciuta e attribuita la quota del 15% della prima tranche di 3 miliardi di euro del plafond messo a disposizione dalla Cassa Depositi finalizzato al finanziamento delle piccole e medie imprese.

    Una disponibilità dunque di 450 milioni di euro, che sarà gestita da una rete di oltre 400 banche Credito Cooperativo e Casse Rurali - con 4.100 sportelli sul territorio nazionale - e dagli altri istituti del sistema, quali Iccrea Banca; Banca Agrileasing; Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo del Nord Est; Cassa Centrale Raiffeisen dell'Alto Adige.

    In totale, il plafond a disposizione delle Pmi attraverso il sistema bancario italiano è di 8 miliardi di euro e verrà erogato in due fasi, di cui questa è la prima e potrà essere utilizzata entro il 28 febbraio 2010.

    La seconda tranches di 5 miliardi - e quanto eventualmente non verrà utilizzato nella prima - potrà essere usato dopo quella data.

    Soddisfatto il Credito Cooperativo, al quale viene così riconosciuto l'importante ruolo che riveste nel finanziamento a favore delle piccole e medie imprese.

    APPUNTAMENTI BIOMASSE

    Bioenergy 2009
    Si terrà a Jyvaskyla (Finlandia) dal 31 agosto al 4 settembre 2009 la quarta conferenza internazionale sulle bioenergie. Per maggiori informazioni: http://www.bioenergy2009.finbioenergy.fi/default.asp

    Cambiamenti climatici
    Il 14-15 settembre a Stoccolma (Svezia) si terrà una conferenza sui cambiamenti climatici e sviluppo urbano sostenibile. Tutte le informazioni su http://www.se2009.eu/en/meetings_news/2009/9/14/highlevel_conference_european_cities_and_the_global_climate_challenge

    The International Bioenergy Days
    Si terrà a Trollhattan-Lidkoping (Svezia), dal 28 al 30 settembre, un evento internazionale dedicato alle bioenergie. L’iniziativa, che intende fornire informazioni sulle nuove tecnologie e soluzioni di investimento, è destinata agli amministratori e decisori  locali e operatori del settore. Per maggiori informazioni:
    http://www.bioenergydays.com

    Biomasse: Finalmente approvati gli incentivi per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse agricole

    “Con l’approvazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse, ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà. Grazie a questa norma daremo slancio alla ripresa economica e l’agricoltura contribuirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici”. Con queste parole il Ministro Luca Zaia ha commentato, durante un seminario, l’approvazione definitiva avvenuta nella seduta odierna del Senato della Repubblica del provvedimento relativo a “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”,

    al cui interno sono state inserite modifiche normative relative all’incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse. In particolare viene data immediata applicazione alla possibilità per gli impianti di potenza installata inferiore ad 1 MW di accedere ad una tariffa fissa omnicomprensiva pari a 0,28 euro per Kwh prodotto. Viene confermata la cumulabilità di tali incentivi con gli aiuti agli investimenti in conto capitale fino ad un’intensità massima del 40%. Il Ministro Zaia ha inoltre aggiunto che “ora potranno partire gli investimenti per decine di impianti di imprese agricole che erano in stallo e faremo di tutto per sostenerne il rapido avvio. Ora la nostra attenzione si concentra a completare il quadro delle regole del settore con la rapida definizione del decreto che – di concerto con il Ministero dello sviluppo economico – sblocca gli incentivi dei certificati verdi per gli impianti superiori a 1 MW.”

    _______________________________________________

    È diventato legge il Ddl Sviluppo (n. 1195-B) approvato lo scorso primo luglio alla Camera. Con il disco verde concesso oggi dal Senato, passa il pacchetto di misure volte a migliorare i processi produttivi nelle imprese italiane e a semplificare quelli amministrativi. La nuova legge, collegata alla Manovra d'estate 2008, ha; avuto un iter parlamentare lungo e complesso, per quasi un anno di dibattito serrato.

    Dall'Unione Europea 260 milioni di euro per l'agricoltura

    Dalla Commissione europea è arrivato l’ok al regime di aiuti italiani (260 milioni di euro) per l'agricoltura. I fondi verranno concessi tramite l'Istituto di sviluppo agroalimentare (Isa) per investimenti al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. L'Isa è una società pubblica le cui azioni sono interamente detenute dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il nuovo regime di aiuti, valido fino al 2013, consentirà di promuovere gli investimenti delle piccole e medie imprese e delle imprese intermedie localizzate in tutto il territorio nazionale e delle grandi imprese delle aree sottoutilizzate del Paese, mediante l’acquisizione di una partecipazione di minoranza al capitale sociale e l’erogazione di un finanziamento a tasso agevolato, pari al 30% del tasso di riferimento. Le spese ammissibili all’agevolazione comprendono gli investimenti in attività materiali (acquisto di terreni/aree fabbricabili, realizzazione di opere murarie e assimilate, impianti, macchinari e attrezzature), gli investimenti in attività immateriali (attività derivanti da trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto, licenze, know- how e conoscenze tecniche non brevettate), gli studi preliminari di fattibilità e le consulenze connesse agli investimenti. (Fonte: rv)

    mercoledì 3 giugno 2009

    Incontro settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare

    Mercoledì 17 giugno 2009 alle ore 10,30 presso la sede di Legacoop nazionale - Roma si svolgerà un incontro fra i settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, unitamente alle altre centrali, con il seguente O.d.G.:

    1. Situazione aggiornamento PSN e PSR regionali;

    2. INIZIATIVE 2009: strategie, politiche, strumenti, alleanze;

    3. IPOTESI DI MANIFESTAZIONE UNITARIA (autunno);

    4. Varie ed eventuali.

    Gli organizzatori sottolineano l’importanza di questo appuntamento finalizzato a rendere quanto più incisiva possibile l’azione del Movimento cooperativo forestale per il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agroforestale italiana, specie in questo particolare momento.

    Le nuove sfide per il settore forestale: è on-line il nuovo quaderno del “Gruppo 2013”

    gruppo2013

    Scopo del Quaderno del Gruppo 2013 “Mercato, energia, ambiente e politiche”, di Davide Pettenella (docente presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova) è analizzare i recenti sviluppi per “poter identificare, in prima approssimazione, i principali nodi problematici e le linee d'azione di una politica forestale integrata e coerente con altre linee di sviluppo del territorio rurale.

    L'elemento centrale di attenzione è l'analisi del mercato dei prodotti forestali, quali possibilità questo abbia di uno sviluppo autonomo che possa garantire insieme l'offerta di prodotti commerciali e di una serie di servizi d'interesse pubblico e quale il ruolo dei sistemi di regolazione e sostegno del mercato, a partire dalle misure di sviluppo rurale, delle politiche energetiche e di quelle ambientali. Il tutto ispirato dalla logica il mercato se possibile, il governo quando necessario”.

    Per il download del Quaderno: http://www.gruppo2013.it/quaderni/Pagine/default.aspx.

    17th European Biomass Conference and Exhibition

    European Biomass Conference and Exhibition

    La 17a Conferenza & Mostra europea sulla Biomassa, Amburgo -Germania dal 29 giugno al 3 luglio 2009, è incentrata verso la raccolta delle migliori competenze per discutere e analizzare il presente e il futuro della dinamica globale del settore della biomassa. La conferenza internazionale punta a stimolare il dibattito pubblico e a promuovere la visibilità della comunità impegnata sulle biomasse. Gli scienziati, l'industria, i fornitori, gli enti finanziatori e decisori politici sono invitati a rispondere alle attese dei più di 1.500 partecipanti attesi.
    La Mostra, che si svolgerà dal 29 giugno al 2 luglio, in parallelo con la conferenza, sarà incentrata sull'esposizione e dimostrazione dello state dell'arte dei prodotti nel settore della biomassa.

    Maggiori dettagli su: http://www.conference-biomass.com/index.htm.

    lunedì 11 maggio 2009

    Rinnovabili: in arrivo 200 milioni di euro dal Fondo Kyoto

    Energie-Alternative 200 milioni di euro per imprese, privati, fondazioni, associazioni, enti pubblici, condominii, per la realizzazione di impianti di microcogenerazione diffusa, impianti da fonti rinnovabili, interventi sull’involucro edilizio e sugli infissi, per la climatizzazione tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione, per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia.

    Con il DM del 25 novembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 2009, il Ministero dell’Ambiente disciplina le modalità di erogazione dei finanziamenti a sostegno delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

    Ai sensi del comma 1113 della Finanziaria 2007, al Fondo Kyoto affluiscono 200 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2007, 2008 e 2009, oltre alle rate di rimborso dei finanziamenti agevolati. L’erogazione delle risorse sarà definita dal Ministero dell’Ambiente, secondo modalità da concordare con la cassa Depositi e Prestiti (CDP).

    Per la prima annualità le risorse sono ripartite come segue:

    a) “Misura microcogenerazione diffusa”: 25 milioni di euro, di cui al Nord (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Trento e Bolzano) il 40%, al Centro (Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) il 25% e al Sud (Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) il 35%;

    b) “Misura rinnovabili”: 10 milioni di euro, di cui al Nord il 35%, al Centro il 25% e al Sud il 40%;

    c) “Misura motori elettrici”: 15 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    d) “Misura usi finali”: 130 milioni di euro, di cui al Nord il 40%, al Centro il 20% e al Sud il 40%;

    e) “Misura protossido di azoto”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    f) “Misura ricerca”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

    g) “Misura gestione forestale sostenibile”: 10 milioni di euro per l'intero territorio nazionale.

    Con una Circolare, da emanarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, il Ministero dell’Ambiente comunicherà la ripartizione tra le Regioni delle risorse, tenendo conto della popolazione e dei consumi energetici regionali.

    L’articolo 5 elenca i beneficiari dei finanziamenti agevolati per ciascuna misura: imprese, persone fisiche, persone giuridiche private, soggetti pubblici, condominii. Possono essere agevolati esclusivamente nuovi investimenti, la cui realizzazione non sia iniziata in data precedente a quella di entrata in vigore del DM.

    Relativamente alle Misure “rinnovabili” e “usi finali”, gli investimenti agevolabili devono avere le seguenti caratteristiche:

    - “Misura rinnovabili”:sono ammessi investimenti per singolo intervento, in impianti di nuova costruzione di piccola taglia per l’utilizzo di singola fonte rinnovabile:

    1. impianti eolici con una potenza nominale installata compresa tra 1 kWp e 200 kWp

    2. impianti idroelettrici con una potenza nominale installata compresa tra 1kWp e 200 kWp;

    3. impianti solari termici con superficie d'apertura non superiore a 200 m2;

    4. impianti termici a biomassa vegetale solida (pellets o cippato) di potenza nominale termica (kWt) compresa tra 50 kWt e 450 kWt;

    5. impianti fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edifici con una potenza nominale compresa tra 1 kWp e 40 kWp;

    - “Misura usi finali”: sono ammessi investimenti per singolo intervento:

    1. sull’involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l'esterno e verso vani non riscaldati;

    2. I) per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. Tale intervento e' ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell'impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli edifici;

    II) per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia fino a 1 MWt;

    III) impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa.

    I costi ammissibili al finanziamento agevolato sono:

    a) Progettazione di sistema, compresi studi di fattibilità e diagnosi energetica. Tali costi sono riconosciuti nella misura massima dell'8% del totale;

    b) Costi delle apparecchiature comprensivo delle forniture di materiali e dei componenti strettamente necessari alla realizzazione dell'intervento;

    c) Costi delle infrastrutture comprese le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell'impianto, i costi di allacciamento alla rete, ovvero nel caso della “Misura usi finali”, i costi strettamente necessari al montaggio e assemblaggio delle tecnologie installabili;

    d) Costi di installazione, compresi avviamento e collaudo.

    Sono esclusi i costi di esercizio. I costi unitari massimi ammissibili sono definiti, per taglia e tecnologia, in una tabella allegata al DM. Per le imprese, il beneficio non può superare la quota di aiuto di Stato definita «de minimis».

    Le percentuali di agevolazione per i soggetti pubblici sono fissate a 90%, mentre per imprese, persone fisiche, persone giuridiche private e condominii sono fissate al 70%. L’articolo 10 stabilisce i massimali del finanziamento agevolato. Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali.

    Gli articoli successivi disciplinano le modalità di presentazione delle domande, l’istruttoria, l’ammissione all’agevolazione, i tempi e le modalità di realizzazione degli investimenti ammessi, le condizioni generali ed economiche dei finanziamenti agevolati, le modalità di erogazione e di documentazione delle spese, i casi di decadenza o revoca, il recupero delle somme, le eventuali varianti e variazioni di titolarità, verifiche, controlli e ispezioni, monitoraggio, divulgazione dei risultati e attività di informazione.

    mercoledì 15 aprile 2009

    ASTA PUBBLICA PER LA VENDITA DI LEGNO DI FAGGIO DEL CONSORZIO FORESTALE ALTO SANGRO

    j0289250 CONSORZIO FORESTALE ALTO SANGRO - ASTA PUBBLICA GIOVEDI’ 7 maggio 2009 alle ore 12,00 PER LA VENDITA A CORPO E ALL’IMPOSTO DEL MATERIALE LEGNOSO DI FAGGIO PROVENIENTE DALL’UTILIZZAZIONE DEL LOTTO BOSCHIVO ASSEGNATO AL TAGLIO NELLA PARTICELLA ASSESTAMENTALE N° 10, IN LOC. “SHIAPPARO” PER UNA MASSA LEGNOSA STIMATA DI CIRCA 2.909 MC, PARI A CIRCA 29.095 Q.LI (STATO FRESCO), IN TERRITORIO E DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI RIVISONDOLI (L’AQUILA).

    SCARICA QUI L’AVVISO D’ASTA >>>>>

    giovedì 9 aprile 2009

    Una casa di legno contro i terremoti

    Il progettista Ceccotti: La piattaforma si mette in movimento e simula il terremoto di Kobe del 1995 (7,2 della scala Richter, 6.500 morti e 300 mila senzatetto). La casa di sette piani posta sulla piattaforma comincia a oscillare, sedie e tavolo volano via, il lampadario sembra un pipistrello impazzito. Lunghi secondi di tensione, e alla fine, placata la furia della terra, la casa si rimette in posizione come se niente fosse successo. Il test è stato effettuato nel 2006 e ha promosso a pieni voti Sofie, ovvero il Sistema Costruttivo Fiemme (www.progettosofie.it), che ha “riscoperto” il legno come antidoto ideale contro i terremoti, lo spreco energetico e perfino gli incendi.

    «La casa, alta 24 metri, non solo è rimasta in piedi, ma non ha avuto lesioni importanti. Era perfettamente agibile, è stata una sorpresa anche per noi» spiega l’ingegner Ario Ceccotti, responsabile del progetto. Sono partiti con i test su un pannello, poi su una casa di un piano, poi su una casa di tre piani.

    Professore, all’Aquila sono crollati edifici antichi e altri moderni. Quelli di legno avrebbero resistito?

    «Negli ultimi cento anni le tecniche di costruzione hanno fatto progressi enormi - spiega Ceccotti - il legno oggi, se è lavorato come si deve, ha dimostrato di poter resistere a sismi come quelli giapponesi, e a maggior ragione resisterebbe a quelli italiani che sono di intensità minore. Avrebbe anche il vantaggio che non resta lesionato e pericolante come il cemento armato, che poi va abbattuto». E il problema incendi? «Abbiamo fatto anche un test su quelli, la casa è andata avanti a bruciare per ore, la struttura è rimasta in piedi».

    Il legno dei miracoli è banalissimo abete rosso, il più comune sulle nostre montagne. Una scelta ecosostenibile che le sfrutterebbe senza saccheggiarle e non a caso Sofie è un progetto dell’Istituto Ivalsa del Cnr, appoggiato dalla Provincia di Trento. Il “trucco” è nella lavorazione, pannelli da 5 a 30 centimetri assemblati incollando strati incrociati di tavole di spessore medio di 2 centimetri. Il risultato è una casa leggera, elastica e resistente.

    «In Italia c’è un po’ di prevenzione verso le case di legno - spiega Gabriele Bonamini, coordinatore scientifico del progetto - aldilà del problema incendi o umidità, ormai superabile, l’idea è che non durino. All’estero, in Canada, Stati Uniti, Nordeuropa, l’atteggiamento è diverso».

    Già. Ai figli si lascia il “mattone”. Ma ora anche il mercato italiano sta cambiando, e le case di legno crescono a ritmo record. Forse si dovrebbe prenderle in considerazione anche per la “new town” che il premier Silvio Berlusconi prevede di far sorgere all’Aquila in 24-28 mesi.

    «Le case in legno si potrebbero costruire molto più in fretta - conferma Ceccotti - basterebbero mesi, e non anni. E a parità di costi con le altre sarebbero case vere, solide, e garantirebbero grandi prestazioni anche dal punto di vista energetico».

    E allora quali sono gli ostacoli? «Il nostro è un mercato giovane - spiega Bonamini - l’edilizia tradizionale è molto più agguerrita...».

    Ma a questo punto non si parla più solo di architettura.

    Lazio: al via oggi il bando cooperative Pmi per 4mln di euro

    sviluppo lazio Nuovo ossigeno per le cooperative laziali, che costituiscono il 10% delle Pmi della regione. Aperte da oggi le prenotazioni online inerenti l'avviso pubblico per la concessione di finanziamenti a favore delle cooperative, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Lazio (n.13, 07/04/09 - parte terza).

    Il bando mediante il quale la Regione Lazio finanzierà i progetti presentati dalle cooperative per un totale di 4,3 milioni di euro, nell'ambito della Legge regionale n. 20/03, è stato appprvsato con Determinazione n.583 25/03/09.

    I finanziamenti saranno curati da Sviluppo Lazio e prevedono un contributo per la copertura del 50% delle spese ammissibili per un massimo di 80mila euro.

    Fanno parte di queste ultime gli investimenti in immobilizzazioni come l’acquisto di macchinari, attrezzature, auto aziendali, opere murarie, e l'acquisizione di servizi reali quali progettazioni, piani di promozione, consulenze, etc.

    Possono partecipare tutte le cooperative, ad eccezione di quelle operanti nel settore Pesca e Acquacoltura, Agricoltura primaria, Assistenza sanitaria ed Esportazione.

    Le cooperative interessate possono dunque presentare domanda, sia prenotandosi in via telematica sul sito di Sviluppo Lazio sia inviando la domanda e la documentazione cartacea. Le scadenze sono fissare rispettivamente entro 60 giorni e 65 giorni dalla data di pubblicazione.

    lunedì 30 marzo 2009

    Percentuale di anticipo investimenti PSR: aumento dal 20 al 50%

    europa%2019_04 25.03.09 - L'Italia ha chiesto ed ottenuto a Bruxelles la possibilità di alzare dal 20 al 50% la percentuale di anticipo che verrà erogato agli imprenditori agricoli impegnati nella realizzazione di investimenti. Lo ha annunciato oggi il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali precisando che la novità interessa le aziende beneficiarie degli aiuti agli investimenti previsti dai Programmi di sviluppo rurale 2007-2013.

    lunedì 23 marzo 2009

    Piantagioni energetiche: come valutare la biomassa SFR?

    1953

    Si fa un gran discutere sulle potenzialità delle innovative biomasse Short Rotation Forestry di cloni pioppo/salice. Ma quali sono i metodi di valutazione? Conviene sempre questo tipo di soluzione? Approfondiamo la questione per il caso di terreni marginali

    CONTINUA >>>>>>

    da RINNOVABILI.IT

    mercoledì 18 marzo 2009

    Convegno Nazionale: POLITICHE FORESTALI E STRUMENTI DI ATTUAZIONE - ESPERIENZE, OPPORTUNITÀ E PROSPETTIVE DOPO IL TERZO CONGRESSO NAZIONALE DI SELVICOLTURA

    Organizzato da: Accademia Italiana di Scienze Forestali - Associazione Laureati Italiani in Scienze Forestali - Corpo Forestale dello Stato - Regione Lazio

    giovedì 26 marzo 2009

    Sala Sant’Agostino, Antrodoco (Rieti)

    Negli ultimi decenni le nuove dimensioni attribuite ai boschi hanno determinato una crescita dell’importanza, ma anche della complessità del sistema. La proprietà forestale deve essere concretamente messa nelle condizioni di accettare le sfide che provengono dai mutamenti sociali, economici e culturali, coniugando la gestione sostenibile con la possibilità di non deprimere l’utilizzazione delle produzioni forestali. Di fatto, la gestione sostenibile non è in conflitto con l’uso produttivo delle risorse forestali: se guidate mediante adeguate politiche di programmazione e pianificazione, le forze di mercato possono costituire un incentivo per le attività selvicolturali. In questa ottica, il presente Convegno si propone come momento di discussione sui principali aspetti connessi al tema indicato, alla luce di quanto emerso nel Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura svoltosi a Taormina e con particolare riferimento alle strategie di attuazione da parte degli Enti competenti in materia, ai Piani di Sviluppo Rurale e al Programma Quadro del Settore Forestale.

    9.15 - Apertura dei lavori

    Introduzione: P. Corona (Presidente Associazione Laureati Italiani in Scienze Forestali)

    Indirizzi di saluto:

    - M. Faina (Sindaco di Antrodoco)

    - D. Campanile (Coordinamento Tecnico Forestale, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome)

    - E. Rugini (Preside Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Tuscia)

    Interviene: C. Patrone (Capo del Corpo Forestale dello Stato)

    Sono stati invitati a intervenire l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio (F. Zaratti) e la Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

    10.00 - Prima Sessione: Strategie di attuazione

    Presiede: O. Ciancio (Presidente Accademia Italiana di Scienze Forestali)

    Relazioni:

    - Economia forestale tra mercati consolidati e nuove opportunità di valorizzazione delle risorse (D. Pettenella - Università degli Studi di Padova)

    - Misure forestali nei Piani di Sviluppo Rurale: stato di attuazione (R. Romano – INEA Osservatorio Foreste)

    - Ruolo del Programma Quadro del Settore Forestale (L. Colletti – Corpo Forestale dello Stato)

    - Esempi di strumenti normativi e operativi per l’attivazione della gestione forestale sostenibile:

    - Lazio (R. De Filippis) - Veneto (G. Munari) - Trentino (R. Masè) - Umbria (F. Grohman) - Molise (N. Pavone) - Sicilia (R. Cibella)

    13.00 – Dibattito

    13.30 – Conclusioni (O. Ciancio)

    13.45 - Buffet

    15.00 - Seconda Sessione: Strumenti operativi

    Presiede: P. Corona (Università degli Studi della Tuscia)

    Relazioni:

    - Pianificazione e certificazione forestale (M. Marchetti – Accademia Italiana di Scienze Forestali)

    - Esperienze di gestione associata delle risorse forestali (L. Molinari, R. Tomasetti – Federforeste)

    - Cooperazione forestale: dalla esecuzione di lavori alla gestione della risorsa bosco (R. Talucci – COLAFOR)

    - Strumenti inventariali e cartografici (G. Chirici - Università degli Studi del Molise)

    - Bilanci ambientali: approcci interdisciplinari e processi partecipativi (C. Cellamare – Sapienza Università degli Studi di Roma)

    - Contributo della ricerca a supporto delle politiche forestali (G. Scarascia Mugnozza – CRA Dipartimento Territorio e Foreste)

    17.00 – Dibattito

    17.30 – Conclusioni (S. Nocentini, Università degli Studi di Firenze)

    ______________________________________________________

    Comitato scientifico: O. Ciancio, P. Corona, F. Iovino, M. Marchetti, S. Nocentini, D. Pettenella, L. Portoghesi, G. Scarascia Mugnozza, L. Venzi

    Coordinamento organizzativo: F. Carbone (Università degli Studi della Tuscia, tel. 0761-357748; email: fcarbone@unitus.it)

    Segreteria: Giovanna Puccioni, Accademia Italiana di Scienze Forestali, tel. 055/570348; fax: 055/575724; email: giovanna.puccioni@aisf.it

    Info: www.aisf.it

    sabato 28 febbraio 2009

    SITO WEB DEL PIF VALE

    16%5C160433_Thumbnail E’ stato reso operativo il sito del Consorzio V.A.L.E. - Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia che coordina l’omonimo Progetto di Filiera nella regione Lazio.

    L’indirizzo del sito è:

    http://consorziovale.pifvale.net/ 

    TABELLE LAVORATORI FORESTALI DAL 1 GENNAIO 2009

     

    IMPIEGATI

    (RETRIBUZIONI MENSILI)

    LIVELLO MINIMI RETRIBUTIVI NAZIONALI CONGLOBATI
    MENSILI (€)
    6° 1.666,80
    5° 1.451,60
    4° 1.335,53
    3° 1.254,79
    2° 1.183,46
    1° 1.094,25
     

    OPERAI

    (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO / RETRIBUZIONI MENSILI)

    LIVELLO MINIMI RETRIBUTIVI NAZIONALI CONGLOBATI
    MENSILI (€)
    5° SPEC.SUPER 1.348,60
    4° SPECIALIZ. 1.269,39
    3° QUAL.SUPER 1.214,61
    2° QUALIFIC. 1.186,16
    1° COMUNE 1.094,25

    OPERAI

    (RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO / RETRIBUZIONI ORARIE)

    LIVELLO

    MINIMO RETRIBUTIVO NAZIONALE (€)

    3° ELEMENTO 31,36% DI MIN. RETR. NAZ (€)

    TOTALE SAL NAZ. (€)

    T.F.R. NAZ. 9,15% SU MIN.RET. NAZ (€)

    5° SPEC. SUPER

    7,97988

    2,50249

    10,48237

    0,73016

    4°SPECIALIZ.

    7,51118

    2,35551

    9,86669

    0,68727

    3° QUAL. SUPER

    7,18704

    2,25386

    9,44090

    0,65761

    2° QUALIFIC.

    7,01870

    2,20106

    9,21976

    0,64221

    1° COMUNE

    6,47479

    2,03050

    8,50529

    0,59244

    lunedì 23 febbraio 2009

    Decreto anti-crisi e PEC: cosa cambia per le aziende?

    pec La conversione in legge del decreto anti-crisi comporta per le aziende differenti cambiamenti. Tra questi, anche quelli legati all’utilizzo della posta elettronica certificata (PEC) che ha un ruolo chiave nel rapporto con le istituzioni.

    Evidenziamo in particolare alcuni passaggi della “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”, che impattano sulle Pmi.

    La direttiva più importante è quella al comma 6 art 16 del testo del decreto-legge indicante che “le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese.
    Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.
    ”

    Lo strumento PEC non è obbligatorio solo per le imprese ma anche per i professionisti. Nello specifico, al comma 7 dell’art. 16 del testo si legge: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.”

    Ovviamente, il decreto pone precisi vincoli anche alle pubbliche amministrazioni, che già avrebbero dovuto dotarsi di casella di PEC in virtù dell’articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

    Una novità assoluta riguarda invece i privati e liberi cittadini che, su richiesta, potranno beneficiare di una casella di posta elettronica certificata. Entro novanta giorni verranno definite in dettaglio le “modalità di rilascio e di uso della casella”.
    In questo ambito, quello che può interessare le Pmi è che “agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 5 si provvede mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie assegnate, ai sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, al progetto Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese“.

    Per ogni informazione sulla posta elettronica certificata e per consultare l’elenco pubblico dei gestori che possono erogare il servizio, consultare il sito ufficiale del CNIPA

    Aiuti alle imprese in regime "de minimis"

    003793 Nel 2006 la Commissione Europea affrontò, in in tema di finanza agevolata per le Pmi, un nodo cruciale: salvaguardare la libera concorrenza nel mercato comune europeo ma garantire anche aiuti alle imprese.

    Con il Regolamento CE n.1998/2006 del 15.12.2006 (GUCE n. L379/5 del 28.12.2006) vennero presi in considerazione quegli aiuti "minori", e quindi non lesivi della concorrenza nè gli scambi fra Stati Membri, sottraendoli all'applicazione del veto (di cui all'art. 87, parag. 1) del Trattato Istitutivo della CE. Questo, istituendo una soglia di aiuto al di sotto della quale il veto diventa inapplicabile. Per questo la UE ha loro conferito loro l'appellativo di "de minimis".

    Una prima scrematura avviene in base a dimensioni e ubicazione dell'impresa richiedente, settore di appartenenza e finalità dell'aiuto, attraverso un parametro di equiparazione tale da esentare Stati Membri e PA dalla notifica alla Commissione per gli aiuti al di sotto dei massimali fissati in percentuale sugli investimenti.

    Gli aiuti devono poi essere trasparenti e, nel caso di sovvenzioni, esenzioni fiscali e finanziamenti a tasso agevolato, si deve poter determinare anticipatamente l'equivalente sovvenzione lordo senza analisi del rischio.

    La garanzia prestata per i finanziamenti - per interventi consulenziali o programmi d'investimento - non potrà eccedere i 750mila euro.

    Possono oggi considerarsi incluse nel computo del "de minimis" le imprese che operano con prodotti della pesca (trasformazione e commercializzazione) o prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato, quando l'importo dell'aiuto sia fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi nel mercato dalle imprese interessate, oppure quando l'aiuto è subordinato al fatto di venire trasferito a produttori primari.

    Il regolamento CE 1998/2006 ha quindi integrato quanto stabilito Reg. CE 69/2001: dal primo gennaio 2007, infatti, è stata ampliata la sfera dei soggetti ammessi, facendovi entrare anche le imprese operanti nel settore della commercializzazione e trasformazione di prodotti agricoli e trasporti, restando escluso l'acquisto di veicoli e previsto il massimale di 100mila euro per i trasporti su strada.

    Inapplicabilità

    Rimangono escluse dall'applicabilità del de minimis le imprese operanti nel settore pesca, acquacoltura e produzione primaria dei prodotti agricoli, di cui all'Allegato I del Trattato CE.

    Tra gli esclusi anche le imprese attive nell'esportazione verso Paesi Terzi o Stati Membri, quelle che impiegano prodotti interni piuttosto che d'importazione, quelle operanti nel settore carboniero o dell'acquisto di veicoli per trasporto merci su strada per conto terzi o imprese in difficoltà.

    Si considerano tali (Comunicazione Commissione orientamenti Comunitari in GU C 244 dell'01.10.2004) tutte quelle imprese che rischiano di collassare nel breve periodo ma anche quelle che manifestino solo un livello crescente di perdite o diminuzione di fatturato.

    Alcuni esempi: le S.R.L. che abbiano perduto più delle metà del capitale, di cui la metà della perdita negli ultimi dodici mesi; le società nella cui compagine sociali appaiano soci a responsabilità illimitata nel momento in cui esse abbiano perduto più della metà dei propri fondi dei quali più della metà negli ultimi dodici mesi; le imprese per le quali sussistano gli estremi dell'apertura di una procedura concorsuale in loro danno, in base alla normativa nazionale di appartenenza.

    Secondo il Regolamento CE n.1998/2006, sono poi escluse dal "de minimis" anche le attività comprese in ambito: caccia e silvicoltura e relativi servizi; allevamento del bestiame; cattura di animali per allevamento e ripopolamento di selvaggina; pesca, piscicoltura e servizi connessi.

    Sono parimenti esclusi: estrazione e agglomerazione carbon fossile, lignite e torba; fabbricazione prodotti di cokeria; commercio all'ingrosso e al dettaglio di prodotti di pesca; conservazione, inscatolamento di prodotti e conserve a base di pesce, crostacei e molluschi.

    La concessione degli aiuti è anche condizionata dal fatto che siano slegati al prezzo o al quantitativo dei prodotti, se esclusi dall'esportazione verso paesi terzi o condizionati all'uso interno.

    Parametri della sovvenzione

    I criteri di elargizione della sovvenzione diretta in denaro prevedono un limite di erogazione al lordo delle imposte pari a massimo 200mila euro (fino al 31 dicembre 2013), indipendentemente dalla forma dell'aiuto o dell'obiettivo, nell'arco di tre esercizi finanziari a far data dalla prima erogazione. Se invece la concessione avviene in forma diversa la misura sarà rappresentata dall'ESL, ovvero l'Equivalente Sovvenzione Lordo.

    L'ESL è la base comune di conversione delle varie tipologie di incentivazione al lordo delle imposte e degli oneri applicati all'aiuto. Rappresenta il vantaggio finale di cui l'impresa gode a seguito dell'erogazione, previa detrazione dell'imposta sugli utili d'esercizio dovuti all'aiuto stesso. Esprime in percentuale il valore dell'agevolazione stessa concessa al lordo delle tasse rapportato all'intero investimento. Nel caso di contributi in conto capitale è pari alla sovvenzione nominale mentre, negli altri casi (ad esempio nel caso del conto interessi), deve essere rapportato a equivalente Sovvenzione.

    La conseguenza dell'introduzione di tale parametro è che ogni impresa diviene una realtà a se stante, e l'ammontare dell'agevolazione viene personalizzato in base e elementi specifici: localizzazione, settore, forma societaria, mix degli investimenti da realizzare, piano temporale di investimento, regime fiscale.

    Tale calcolo, tuttavia, si fonda su un algoritmo basato su elementi di defiscalizzazione e attuazione che parte da fattori oggettivi: tasso di attualizzazione, quello di interesse di riferimento e quello agevolato, aliquota fiscale, durata del mutuo, percentuale di incidenza di ogni categoria di spese sul totale dell'investimento, durata dell'investimento, numero delle rate, periodo di preammortamento e durata dell'abbuono.

    Se in corso di svolgimento si verifica la variazione di uno dei parametri, si renderanno necessari verifica della compatibilità e ricalcalo delle agevolazioni concesse anche se, in genere, visto che il legislatore esprime le agevolazioni in termini di contributi in conto capitale o in conto interessi, la verifica viene effettuata in precedenza avendo riguardo ai dettami comunitari.

    Qualsiasi liquidazione eccedente il massimale di 200mila euro non potrà considerarsi erogata in regime "de minimis" e dovrà soggiacere all'obbligo della preventiva notifica anche nel caso in cui detta soglia sia stata superata attraverso il cumulo con gli aiuti statali.

    L'accertamento del rispetto di tale limite sarà preventivamente devoluto ai vari Stati , predisponendo un'informativa in forma scritta o elettronica sulla reale natura dell'aiuto e su quelli già percepiti nei due anni precedenti e nell'anno corrente.

    In ultima analisi, il "de minimis" consente di paragonare aiuti concessi in ambienti fiscali diversi, qualunque forma il contributo assuma, per poterne verificare la compatibilità con la politica europea di salvaguardia del regime di concorrenza nel mercato europeo, il cui sistema di calcolo tiene conto degli scostamenti temporali tra realizzazione degli investimenti, erogazione delle agevolazioni e imposizioni fiscali sull'agevolazione stessa.