mercoledì 15 luglio 2009

Biomasse: Finalmente approvati gli incentivi per i piccoli impianti di produzione di energia elettrica da biomasse agricole

“Con l’approvazione degli incentivi per la produzione di energia elettrica da biomasse, ora la produzione diffusa di energia rinnovabile in agricoltura diventa una realtà. Grazie a questa norma daremo slancio alla ripresa economica e l’agricoltura contribuirà al raggiungimento degli obiettivi europei per il contrasto ai cambiamenti climatici”. Con queste parole il Ministro Luca Zaia ha commentato, durante un seminario, l’approvazione definitiva avvenuta nella seduta odierna del Senato della Repubblica del provvedimento relativo a “Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia”,

al cui interno sono state inserite modifiche normative relative all’incentivazione della produzione di energia elettrica da biomasse. In particolare viene data immediata applicazione alla possibilità per gli impianti di potenza installata inferiore ad 1 MW di accedere ad una tariffa fissa omnicomprensiva pari a 0,28 euro per Kwh prodotto. Viene confermata la cumulabilità di tali incentivi con gli aiuti agli investimenti in conto capitale fino ad un’intensità massima del 40%. Il Ministro Zaia ha inoltre aggiunto che “ora potranno partire gli investimenti per decine di impianti di imprese agricole che erano in stallo e faremo di tutto per sostenerne il rapido avvio. Ora la nostra attenzione si concentra a completare il quadro delle regole del settore con la rapida definizione del decreto che – di concerto con il Ministero dello sviluppo economico – sblocca gli incentivi dei certificati verdi per gli impianti superiori a 1 MW.”

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È diventato legge il Ddl Sviluppo (n. 1195-B) approvato lo scorso primo luglio alla Camera. Con il disco verde concesso oggi dal Senato, passa il pacchetto di misure volte a migliorare i processi produttivi nelle imprese italiane e a semplificare quelli amministrativi. La nuova legge, collegata alla Manovra d'estate 2008, ha; avuto un iter parlamentare lungo e complesso, per quasi un anno di dibattito serrato.

Dall'Unione Europea 260 milioni di euro per l'agricoltura

Dalla Commissione europea è arrivato l’ok al regime di aiuti italiani (260 milioni di euro) per l'agricoltura. I fondi verranno concessi tramite l'Istituto di sviluppo agroalimentare (Isa) per investimenti al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. L'Isa è una società pubblica le cui azioni sono interamente detenute dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il nuovo regime di aiuti, valido fino al 2013, consentirà di promuovere gli investimenti delle piccole e medie imprese e delle imprese intermedie localizzate in tutto il territorio nazionale e delle grandi imprese delle aree sottoutilizzate del Paese, mediante l’acquisizione di una partecipazione di minoranza al capitale sociale e l’erogazione di un finanziamento a tasso agevolato, pari al 30% del tasso di riferimento. Le spese ammissibili all’agevolazione comprendono gli investimenti in attività materiali (acquisto di terreni/aree fabbricabili, realizzazione di opere murarie e assimilate, impianti, macchinari e attrezzature), gli investimenti in attività immateriali (attività derivanti da trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto, licenze, know- how e conoscenze tecniche non brevettate), gli studi preliminari di fattibilità e le consulenze connesse agli investimenti. (Fonte: rv)

mercoledì 3 giugno 2009

Incontro settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare

Mercoledì 17 giugno 2009 alle ore 10,30 presso la sede di Legacoop nazionale - Roma si svolgerà un incontro fra i settori forestali di Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare, unitamente alle altre centrali, con il seguente O.d.G.:

1. Situazione aggiornamento PSN e PSR regionali;

2. INIZIATIVE 2009: strategie, politiche, strumenti, alleanze;

3. IPOTESI DI MANIFESTAZIONE UNITARIA (autunno);

4. Varie ed eventuali.

Gli organizzatori sottolineano l’importanza di questo appuntamento finalizzato a rendere quanto più incisiva possibile l’azione del Movimento cooperativo forestale per il consolidamento e lo sviluppo della cooperazione agroforestale italiana, specie in questo particolare momento.

Le nuove sfide per il settore forestale: è on-line il nuovo quaderno del “Gruppo 2013”

gruppo2013

Scopo del Quaderno del Gruppo 2013 “Mercato, energia, ambiente e politiche”, di Davide Pettenella (docente presso il Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova) è analizzare i recenti sviluppi per “poter identificare, in prima approssimazione, i principali nodi problematici e le linee d'azione di una politica forestale integrata e coerente con altre linee di sviluppo del territorio rurale.

L'elemento centrale di attenzione è l'analisi del mercato dei prodotti forestali, quali possibilità questo abbia di uno sviluppo autonomo che possa garantire insieme l'offerta di prodotti commerciali e di una serie di servizi d'interesse pubblico e quale il ruolo dei sistemi di regolazione e sostegno del mercato, a partire dalle misure di sviluppo rurale, delle politiche energetiche e di quelle ambientali. Il tutto ispirato dalla logica il mercato se possibile, il governo quando necessario”.

Per il download del Quaderno: http://www.gruppo2013.it/quaderni/Pagine/default.aspx.

17th European Biomass Conference and Exhibition

European Biomass Conference and Exhibition

La 17a Conferenza & Mostra europea sulla Biomassa, Amburgo -Germania dal 29 giugno al 3 luglio 2009, è incentrata verso la raccolta delle migliori competenze per discutere e analizzare il presente e il futuro della dinamica globale del settore della biomassa. La conferenza internazionale punta a stimolare il dibattito pubblico e a promuovere la visibilità della comunità impegnata sulle biomasse. Gli scienziati, l'industria, i fornitori, gli enti finanziatori e decisori politici sono invitati a rispondere alle attese dei più di 1.500 partecipanti attesi.
La Mostra, che si svolgerà dal 29 giugno al 2 luglio, in parallelo con la conferenza, sarà incentrata sull'esposizione e dimostrazione dello state dell'arte dei prodotti nel settore della biomassa.

Maggiori dettagli su: http://www.conference-biomass.com/index.htm.

lunedì 11 maggio 2009

Rinnovabili: in arrivo 200 milioni di euro dal Fondo Kyoto

Energie-Alternative 200 milioni di euro per imprese, privati, fondazioni, associazioni, enti pubblici, condominii, per la realizzazione di impianti di microcogenerazione diffusa, impianti da fonti rinnovabili, interventi sull’involucro edilizio e sugli infissi, per la climatizzazione tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione, per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia.

Con il DM del 25 novembre 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 2009, il Ministero dell’Ambiente disciplina le modalità di erogazione dei finanziamenti a sostegno delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto.

Ai sensi del comma 1113 della Finanziaria 2007, al Fondo Kyoto affluiscono 200 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2007, 2008 e 2009, oltre alle rate di rimborso dei finanziamenti agevolati. L’erogazione delle risorse sarà definita dal Ministero dell’Ambiente, secondo modalità da concordare con la cassa Depositi e Prestiti (CDP).

Per la prima annualità le risorse sono ripartite come segue:

a) “Misura microcogenerazione diffusa”: 25 milioni di euro, di cui al Nord (Piemonte, Liguria, Valle d'Aosta, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Province Autonome di Trento e Bolzano) il 40%, al Centro (Toscana, Umbria, Lazio, Marche, Abruzzo) il 25% e al Sud (Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna) il 35%;

b) “Misura rinnovabili”: 10 milioni di euro, di cui al Nord il 35%, al Centro il 25% e al Sud il 40%;

c) “Misura motori elettrici”: 15 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

d) “Misura usi finali”: 130 milioni di euro, di cui al Nord il 40%, al Centro il 20% e al Sud il 40%;

e) “Misura protossido di azoto”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

f) “Misura ricerca”: 5 milioni di euro per l'intero territorio nazionale;

g) “Misura gestione forestale sostenibile”: 10 milioni di euro per l'intero territorio nazionale.

Con una Circolare, da emanarsi entro 60 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto, il Ministero dell’Ambiente comunicherà la ripartizione tra le Regioni delle risorse, tenendo conto della popolazione e dei consumi energetici regionali.

L’articolo 5 elenca i beneficiari dei finanziamenti agevolati per ciascuna misura: imprese, persone fisiche, persone giuridiche private, soggetti pubblici, condominii. Possono essere agevolati esclusivamente nuovi investimenti, la cui realizzazione non sia iniziata in data precedente a quella di entrata in vigore del DM.

Relativamente alle Misure “rinnovabili” e “usi finali”, gli investimenti agevolabili devono avere le seguenti caratteristiche:

- “Misura rinnovabili”:sono ammessi investimenti per singolo intervento, in impianti di nuova costruzione di piccola taglia per l’utilizzo di singola fonte rinnovabile:

1. impianti eolici con una potenza nominale installata compresa tra 1 kWp e 200 kWp

2. impianti idroelettrici con una potenza nominale installata compresa tra 1kWp e 200 kWp;

3. impianti solari termici con superficie d'apertura non superiore a 200 m2;

4. impianti termici a biomassa vegetale solida (pellets o cippato) di potenza nominale termica (kWt) compresa tra 50 kWt e 450 kWt;

5. impianti fotovoltaici integrati o parzialmente integrati negli edifici con una potenza nominale compresa tra 1 kWp e 40 kWp;

- “Misura usi finali”: sono ammessi investimenti per singolo intervento:

1. sull’involucro di edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari esistenti, riguardanti strutture opache verticali, orizzontali o inclinate, chiusure trasparenti comprensive di infissi e vetri, chiusure apribili e assimilabili quali porte e vetrine anche se non apribili, delimitanti il volume riscaldato, verso l'esterno e verso vani non riscaldati;

2. I) per la climatizzazione diretta tramite teleriscaldamento da impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 500 kWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa. Tale intervento e' ammissibile solo se contempla sia la realizzazione dell'impianto di cogenerazione che la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad esso abbinata, inclusi gli allacciamenti agli edifici;

II) per la climatizzazione degli edifici da impianti geotermici a bassa entalpia fino a 1 MWt;

III) impianti di cogenerazione di potenza nominale fino a 5 MWe alimentati da gas naturale, biomassa vegetale solida, biocombustibili vegetali liquidi, biogas e in co-combustione gas naturale-biomassa.

I costi ammissibili al finanziamento agevolato sono:

a) Progettazione di sistema, compresi studi di fattibilità e diagnosi energetica. Tali costi sono riconosciuti nella misura massima dell'8% del totale;

b) Costi delle apparecchiature comprensivo delle forniture di materiali e dei componenti strettamente necessari alla realizzazione dell'intervento;

c) Costi delle infrastrutture comprese le opere edili strettamente necessarie alla realizzazione dell'impianto, i costi di allacciamento alla rete, ovvero nel caso della “Misura usi finali”, i costi strettamente necessari al montaggio e assemblaggio delle tecnologie installabili;

d) Costi di installazione, compresi avviamento e collaudo.

Sono esclusi i costi di esercizio. I costi unitari massimi ammissibili sono definiti, per taglia e tecnologia, in una tabella allegata al DM. Per le imprese, il beneficio non può superare la quota di aiuto di Stato definita «de minimis».

Le percentuali di agevolazione per i soggetti pubblici sono fissate a 90%, mentre per imprese, persone fisiche, persone giuridiche private e condominii sono fissate al 70%. L’articolo 10 stabilisce i massimali del finanziamento agevolato. Le agevolazioni sono cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali.

Gli articoli successivi disciplinano le modalità di presentazione delle domande, l’istruttoria, l’ammissione all’agevolazione, i tempi e le modalità di realizzazione degli investimenti ammessi, le condizioni generali ed economiche dei finanziamenti agevolati, le modalità di erogazione e di documentazione delle spese, i casi di decadenza o revoca, il recupero delle somme, le eventuali varianti e variazioni di titolarità, verifiche, controlli e ispezioni, monitoraggio, divulgazione dei risultati e attività di informazione.

mercoledì 15 aprile 2009

ASTA PUBBLICA PER LA VENDITA DI LEGNO DI FAGGIO DEL CONSORZIO FORESTALE ALTO SANGRO

j0289250 CONSORZIO FORESTALE ALTO SANGRO - ASTA PUBBLICA GIOVEDI’ 7 maggio 2009 alle ore 12,00 PER LA VENDITA A CORPO E ALL’IMPOSTO DEL MATERIALE LEGNOSO DI FAGGIO PROVENIENTE DALL’UTILIZZAZIONE DEL LOTTO BOSCHIVO ASSEGNATO AL TAGLIO NELLA PARTICELLA ASSESTAMENTALE N° 10, IN LOC. “SHIAPPARO” PER UNA MASSA LEGNOSA STIMATA DI CIRCA 2.909 MC, PARI A CIRCA 29.095 Q.LI (STATO FRESCO), IN TERRITORIO E DI PROPRIETA’ DEL COMUNE DI RIVISONDOLI (L’AQUILA).

SCARICA QUI L’AVVISO D’ASTA >>>>>

giovedì 9 aprile 2009

Una casa di legno contro i terremoti

Il progettista Ceccotti: La piattaforma si mette in movimento e simula il terremoto di Kobe del 1995 (7,2 della scala Richter, 6.500 morti e 300 mila senzatetto). La casa di sette piani posta sulla piattaforma comincia a oscillare, sedie e tavolo volano via, il lampadario sembra un pipistrello impazzito. Lunghi secondi di tensione, e alla fine, placata la furia della terra, la casa si rimette in posizione come se niente fosse successo. Il test è stato effettuato nel 2006 e ha promosso a pieni voti Sofie, ovvero il Sistema Costruttivo Fiemme (www.progettosofie.it), che ha “riscoperto” il legno come antidoto ideale contro i terremoti, lo spreco energetico e perfino gli incendi.

«La casa, alta 24 metri, non solo è rimasta in piedi, ma non ha avuto lesioni importanti. Era perfettamente agibile, è stata una sorpresa anche per noi» spiega l’ingegner Ario Ceccotti, responsabile del progetto. Sono partiti con i test su un pannello, poi su una casa di un piano, poi su una casa di tre piani.

Professore, all’Aquila sono crollati edifici antichi e altri moderni. Quelli di legno avrebbero resistito?

«Negli ultimi cento anni le tecniche di costruzione hanno fatto progressi enormi - spiega Ceccotti - il legno oggi, se è lavorato come si deve, ha dimostrato di poter resistere a sismi come quelli giapponesi, e a maggior ragione resisterebbe a quelli italiani che sono di intensità minore. Avrebbe anche il vantaggio che non resta lesionato e pericolante come il cemento armato, che poi va abbattuto». E il problema incendi? «Abbiamo fatto anche un test su quelli, la casa è andata avanti a bruciare per ore, la struttura è rimasta in piedi».

Il legno dei miracoli è banalissimo abete rosso, il più comune sulle nostre montagne. Una scelta ecosostenibile che le sfrutterebbe senza saccheggiarle e non a caso Sofie è un progetto dell’Istituto Ivalsa del Cnr, appoggiato dalla Provincia di Trento. Il “trucco” è nella lavorazione, pannelli da 5 a 30 centimetri assemblati incollando strati incrociati di tavole di spessore medio di 2 centimetri. Il risultato è una casa leggera, elastica e resistente.

«In Italia c’è un po’ di prevenzione verso le case di legno - spiega Gabriele Bonamini, coordinatore scientifico del progetto - aldilà del problema incendi o umidità, ormai superabile, l’idea è che non durino. All’estero, in Canada, Stati Uniti, Nordeuropa, l’atteggiamento è diverso».

Già. Ai figli si lascia il “mattone”. Ma ora anche il mercato italiano sta cambiando, e le case di legno crescono a ritmo record. Forse si dovrebbe prenderle in considerazione anche per la “new town” che il premier Silvio Berlusconi prevede di far sorgere all’Aquila in 24-28 mesi.

«Le case in legno si potrebbero costruire molto più in fretta - conferma Ceccotti - basterebbero mesi, e non anni. E a parità di costi con le altre sarebbero case vere, solide, e garantirebbero grandi prestazioni anche dal punto di vista energetico».

E allora quali sono gli ostacoli? «Il nostro è un mercato giovane - spiega Bonamini - l’edilizia tradizionale è molto più agguerrita...».

Ma a questo punto non si parla più solo di architettura.

Lazio: al via oggi il bando cooperative Pmi per 4mln di euro

sviluppo lazio Nuovo ossigeno per le cooperative laziali, che costituiscono il 10% delle Pmi della regione. Aperte da oggi le prenotazioni online inerenti l'avviso pubblico per la concessione di finanziamenti a favore delle cooperative, pubblicato sul Bollettino Ufficiale del Lazio (n.13, 07/04/09 - parte terza).

Il bando mediante il quale la Regione Lazio finanzierà i progetti presentati dalle cooperative per un totale di 4,3 milioni di euro, nell'ambito della Legge regionale n. 20/03, è stato appprvsato con Determinazione n.583 25/03/09.

I finanziamenti saranno curati da Sviluppo Lazio e prevedono un contributo per la copertura del 50% delle spese ammissibili per un massimo di 80mila euro.

Fanno parte di queste ultime gli investimenti in immobilizzazioni come l’acquisto di macchinari, attrezzature, auto aziendali, opere murarie, e l'acquisizione di servizi reali quali progettazioni, piani di promozione, consulenze, etc.

Possono partecipare tutte le cooperative, ad eccezione di quelle operanti nel settore Pesca e Acquacoltura, Agricoltura primaria, Assistenza sanitaria ed Esportazione.

Le cooperative interessate possono dunque presentare domanda, sia prenotandosi in via telematica sul sito di Sviluppo Lazio sia inviando la domanda e la documentazione cartacea. Le scadenze sono fissare rispettivamente entro 60 giorni e 65 giorni dalla data di pubblicazione.

lunedì 30 marzo 2009

Percentuale di anticipo investimenti PSR: aumento dal 20 al 50%

europa%2019_04 25.03.09 - L'Italia ha chiesto ed ottenuto a Bruxelles la possibilità di alzare dal 20 al 50% la percentuale di anticipo che verrà erogato agli imprenditori agricoli impegnati nella realizzazione di investimenti. Lo ha annunciato oggi il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali precisando che la novità interessa le aziende beneficiarie degli aiuti agli investimenti previsti dai Programmi di sviluppo rurale 2007-2013.

lunedì 23 marzo 2009

Piantagioni energetiche: come valutare la biomassa SFR?

1953

Si fa un gran discutere sulle potenzialità delle innovative biomasse Short Rotation Forestry di cloni pioppo/salice. Ma quali sono i metodi di valutazione? Conviene sempre questo tipo di soluzione? Approfondiamo la questione per il caso di terreni marginali

CONTINUA >>>>>>

da RINNOVABILI.IT

mercoledì 18 marzo 2009

Convegno Nazionale: POLITICHE FORESTALI E STRUMENTI DI ATTUAZIONE - ESPERIENZE, OPPORTUNITÀ E PROSPETTIVE DOPO IL TERZO CONGRESSO NAZIONALE DI SELVICOLTURA

Organizzato da: Accademia Italiana di Scienze Forestali - Associazione Laureati Italiani in Scienze Forestali - Corpo Forestale dello Stato - Regione Lazio

giovedì 26 marzo 2009

Sala Sant’Agostino, Antrodoco (Rieti)

Negli ultimi decenni le nuove dimensioni attribuite ai boschi hanno determinato una crescita dell’importanza, ma anche della complessità del sistema. La proprietà forestale deve essere concretamente messa nelle condizioni di accettare le sfide che provengono dai mutamenti sociali, economici e culturali, coniugando la gestione sostenibile con la possibilità di non deprimere l’utilizzazione delle produzioni forestali. Di fatto, la gestione sostenibile non è in conflitto con l’uso produttivo delle risorse forestali: se guidate mediante adeguate politiche di programmazione e pianificazione, le forze di mercato possono costituire un incentivo per le attività selvicolturali. In questa ottica, il presente Convegno si propone come momento di discussione sui principali aspetti connessi al tema indicato, alla luce di quanto emerso nel Terzo Congresso Nazionale di Selvicoltura svoltosi a Taormina e con particolare riferimento alle strategie di attuazione da parte degli Enti competenti in materia, ai Piani di Sviluppo Rurale e al Programma Quadro del Settore Forestale.

9.15 - Apertura dei lavori

Introduzione: P. Corona (Presidente Associazione Laureati Italiani in Scienze Forestali)

Indirizzi di saluto:

- M. Faina (Sindaco di Antrodoco)

- D. Campanile (Coordinamento Tecnico Forestale, Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome)

- E. Rugini (Preside Facoltà di Agraria, Università degli Studi della Tuscia)

Interviene: C. Patrone (Capo del Corpo Forestale dello Stato)

Sono stati invitati a intervenire l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio (F. Zaratti) e la Direzione per la Protezione della Natura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

10.00 - Prima Sessione: Strategie di attuazione

Presiede: O. Ciancio (Presidente Accademia Italiana di Scienze Forestali)

Relazioni:

- Economia forestale tra mercati consolidati e nuove opportunità di valorizzazione delle risorse (D. Pettenella - Università degli Studi di Padova)

- Misure forestali nei Piani di Sviluppo Rurale: stato di attuazione (R. Romano – INEA Osservatorio Foreste)

- Ruolo del Programma Quadro del Settore Forestale (L. Colletti – Corpo Forestale dello Stato)

- Esempi di strumenti normativi e operativi per l’attivazione della gestione forestale sostenibile:

- Lazio (R. De Filippis) - Veneto (G. Munari) - Trentino (R. Masè) - Umbria (F. Grohman) - Molise (N. Pavone) - Sicilia (R. Cibella)

13.00 – Dibattito

13.30 – Conclusioni (O. Ciancio)

13.45 - Buffet

15.00 - Seconda Sessione: Strumenti operativi

Presiede: P. Corona (Università degli Studi della Tuscia)

Relazioni:

- Pianificazione e certificazione forestale (M. Marchetti – Accademia Italiana di Scienze Forestali)

- Esperienze di gestione associata delle risorse forestali (L. Molinari, R. Tomasetti – Federforeste)

- Cooperazione forestale: dalla esecuzione di lavori alla gestione della risorsa bosco (R. Talucci – COLAFOR)

- Strumenti inventariali e cartografici (G. Chirici - Università degli Studi del Molise)

- Bilanci ambientali: approcci interdisciplinari e processi partecipativi (C. Cellamare – Sapienza Università degli Studi di Roma)

- Contributo della ricerca a supporto delle politiche forestali (G. Scarascia Mugnozza – CRA Dipartimento Territorio e Foreste)

17.00 – Dibattito

17.30 – Conclusioni (S. Nocentini, Università degli Studi di Firenze)

______________________________________________________

Comitato scientifico: O. Ciancio, P. Corona, F. Iovino, M. Marchetti, S. Nocentini, D. Pettenella, L. Portoghesi, G. Scarascia Mugnozza, L. Venzi

Coordinamento organizzativo: F. Carbone (Università degli Studi della Tuscia, tel. 0761-357748; email: fcarbone@unitus.it)

Segreteria: Giovanna Puccioni, Accademia Italiana di Scienze Forestali, tel. 055/570348; fax: 055/575724; email: giovanna.puccioni@aisf.it

Info: www.aisf.it

sabato 28 febbraio 2009

SITO WEB DEL PIF VALE

16%5C160433_Thumbnail E’ stato reso operativo il sito del Consorzio V.A.L.E. - Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia che coordina l’omonimo Progetto di Filiera nella regione Lazio.

L’indirizzo del sito è:

http://consorziovale.pifvale.net/ 

TABELLE LAVORATORI FORESTALI DAL 1 GENNAIO 2009

 

IMPIEGATI

(RETRIBUZIONI MENSILI)

LIVELLO MINIMI RETRIBUTIVI NAZIONALI CONGLOBATI
MENSILI (€)
6° 1.666,80
5° 1.451,60
4° 1.335,53
3° 1.254,79
2° 1.183,46
1° 1.094,25
 

OPERAI

(RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO / RETRIBUZIONI MENSILI)

LIVELLO MINIMI RETRIBUTIVI NAZIONALI CONGLOBATI
MENSILI (€)
5° SPEC.SUPER 1.348,60
4° SPECIALIZ. 1.269,39
3° QUAL.SUPER 1.214,61
2° QUALIFIC. 1.186,16
1° COMUNE 1.094,25

OPERAI

(RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO DETERMINATO / RETRIBUZIONI ORARIE)

LIVELLO

MINIMO RETRIBUTIVO NAZIONALE (€)

3° ELEMENTO 31,36% DI MIN. RETR. NAZ (€)

TOTALE SAL NAZ. (€)

T.F.R. NAZ. 9,15% SU MIN.RET. NAZ (€)

5° SPEC. SUPER

7,97988

2,50249

10,48237

0,73016

4°SPECIALIZ.

7,51118

2,35551

9,86669

0,68727

3° QUAL. SUPER

7,18704

2,25386

9,44090

0,65761

2° QUALIFIC.

7,01870

2,20106

9,21976

0,64221

1° COMUNE

6,47479

2,03050

8,50529

0,59244

lunedì 23 febbraio 2009

Decreto anti-crisi e PEC: cosa cambia per le aziende?

pec La conversione in legge del decreto anti-crisi comporta per le aziende differenti cambiamenti. Tra questi, anche quelli legati all’utilizzo della posta elettronica certificata (PEC) che ha un ruolo chiave nel rapporto con le istituzioni.

Evidenziamo in particolare alcuni passaggi della “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, recante misure urgenti per il sostegno a famiglie, lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro strategico nazionale”, che impattano sulle Pmi.

La direttiva più importante è quella al comma 6 art 16 del testo del decreto-legge indicante che “le imprese costituite in forma societaria sono tenute a indicare il proprio indirizzo di posta elettronica certificata nella domanda di iscrizione al registro delle imprese.
Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente legge tutte le imprese, già costituite in forma societaria alla medesima data di entrata in vigore, comunicano al registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata. L’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria.
”

Lo strumento PEC non è obbligatorio solo per le imprese ma anche per i professionisti. Nello specifico, al comma 7 dell’art. 16 del testo si legge: “I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.”

Ovviamente, il decreto pone precisi vincoli anche alle pubbliche amministrazioni, che già avrebbero dovuto dotarsi di casella di PEC in virtù dell’articolo 47, comma 3, lettera a), del Codice dell’Amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

Una novità assoluta riguarda invece i privati e liberi cittadini che, su richiesta, potranno beneficiare di una casella di posta elettronica certificata. Entro novanta giorni verranno definite in dettaglio le “modalità di rilascio e di uso della casella”.
In questo ambito, quello che può interessare le Pmi è che “agli oneri derivanti dall’attuazione del comma 5 si provvede mediante l’utilizzo delle risorse finanziarie assegnate, ai sensi dell’articolo 27 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, al progetto Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese“.

Per ogni informazione sulla posta elettronica certificata e per consultare l’elenco pubblico dei gestori che possono erogare il servizio, consultare il sito ufficiale del CNIPA

Aiuti alle imprese in regime "de minimis"

003793 Nel 2006 la Commissione Europea affrontò, in in tema di finanza agevolata per le Pmi, un nodo cruciale: salvaguardare la libera concorrenza nel mercato comune europeo ma garantire anche aiuti alle imprese.

Con il Regolamento CE n.1998/2006 del 15.12.2006 (GUCE n. L379/5 del 28.12.2006) vennero presi in considerazione quegli aiuti "minori", e quindi non lesivi della concorrenza nè gli scambi fra Stati Membri, sottraendoli all'applicazione del veto (di cui all'art. 87, parag. 1) del Trattato Istitutivo della CE. Questo, istituendo una soglia di aiuto al di sotto della quale il veto diventa inapplicabile. Per questo la UE ha loro conferito loro l'appellativo di "de minimis".

Una prima scrematura avviene in base a dimensioni e ubicazione dell'impresa richiedente, settore di appartenenza e finalità dell'aiuto, attraverso un parametro di equiparazione tale da esentare Stati Membri e PA dalla notifica alla Commissione per gli aiuti al di sotto dei massimali fissati in percentuale sugli investimenti.

Gli aiuti devono poi essere trasparenti e, nel caso di sovvenzioni, esenzioni fiscali e finanziamenti a tasso agevolato, si deve poter determinare anticipatamente l'equivalente sovvenzione lordo senza analisi del rischio.

La garanzia prestata per i finanziamenti - per interventi consulenziali o programmi d'investimento - non potrà eccedere i 750mila euro.

Possono oggi considerarsi incluse nel computo del "de minimis" le imprese che operano con prodotti della pesca (trasformazione e commercializzazione) o prodotti agricoli di cui all'Allegato I del Trattato, quando l'importo dell'aiuto sia fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi nel mercato dalle imprese interessate, oppure quando l'aiuto è subordinato al fatto di venire trasferito a produttori primari.

Il regolamento CE 1998/2006 ha quindi integrato quanto stabilito Reg. CE 69/2001: dal primo gennaio 2007, infatti, è stata ampliata la sfera dei soggetti ammessi, facendovi entrare anche le imprese operanti nel settore della commercializzazione e trasformazione di prodotti agricoli e trasporti, restando escluso l'acquisto di veicoli e previsto il massimale di 100mila euro per i trasporti su strada.

Inapplicabilità

Rimangono escluse dall'applicabilità del de minimis le imprese operanti nel settore pesca, acquacoltura e produzione primaria dei prodotti agricoli, di cui all'Allegato I del Trattato CE.

Tra gli esclusi anche le imprese attive nell'esportazione verso Paesi Terzi o Stati Membri, quelle che impiegano prodotti interni piuttosto che d'importazione, quelle operanti nel settore carboniero o dell'acquisto di veicoli per trasporto merci su strada per conto terzi o imprese in difficoltà.

Si considerano tali (Comunicazione Commissione orientamenti Comunitari in GU C 244 dell'01.10.2004) tutte quelle imprese che rischiano di collassare nel breve periodo ma anche quelle che manifestino solo un livello crescente di perdite o diminuzione di fatturato.

Alcuni esempi: le S.R.L. che abbiano perduto più delle metà del capitale, di cui la metà della perdita negli ultimi dodici mesi; le società nella cui compagine sociali appaiano soci a responsabilità illimitata nel momento in cui esse abbiano perduto più della metà dei propri fondi dei quali più della metà negli ultimi dodici mesi; le imprese per le quali sussistano gli estremi dell'apertura di una procedura concorsuale in loro danno, in base alla normativa nazionale di appartenenza.

Secondo il Regolamento CE n.1998/2006, sono poi escluse dal "de minimis" anche le attività comprese in ambito: caccia e silvicoltura e relativi servizi; allevamento del bestiame; cattura di animali per allevamento e ripopolamento di selvaggina; pesca, piscicoltura e servizi connessi.

Sono parimenti esclusi: estrazione e agglomerazione carbon fossile, lignite e torba; fabbricazione prodotti di cokeria; commercio all'ingrosso e al dettaglio di prodotti di pesca; conservazione, inscatolamento di prodotti e conserve a base di pesce, crostacei e molluschi.

La concessione degli aiuti è anche condizionata dal fatto che siano slegati al prezzo o al quantitativo dei prodotti, se esclusi dall'esportazione verso paesi terzi o condizionati all'uso interno.

Parametri della sovvenzione

I criteri di elargizione della sovvenzione diretta in denaro prevedono un limite di erogazione al lordo delle imposte pari a massimo 200mila euro (fino al 31 dicembre 2013), indipendentemente dalla forma dell'aiuto o dell'obiettivo, nell'arco di tre esercizi finanziari a far data dalla prima erogazione. Se invece la concessione avviene in forma diversa la misura sarà rappresentata dall'ESL, ovvero l'Equivalente Sovvenzione Lordo.

L'ESL è la base comune di conversione delle varie tipologie di incentivazione al lordo delle imposte e degli oneri applicati all'aiuto. Rappresenta il vantaggio finale di cui l'impresa gode a seguito dell'erogazione, previa detrazione dell'imposta sugli utili d'esercizio dovuti all'aiuto stesso. Esprime in percentuale il valore dell'agevolazione stessa concessa al lordo delle tasse rapportato all'intero investimento. Nel caso di contributi in conto capitale è pari alla sovvenzione nominale mentre, negli altri casi (ad esempio nel caso del conto interessi), deve essere rapportato a equivalente Sovvenzione.

La conseguenza dell'introduzione di tale parametro è che ogni impresa diviene una realtà a se stante, e l'ammontare dell'agevolazione viene personalizzato in base e elementi specifici: localizzazione, settore, forma societaria, mix degli investimenti da realizzare, piano temporale di investimento, regime fiscale.

Tale calcolo, tuttavia, si fonda su un algoritmo basato su elementi di defiscalizzazione e attuazione che parte da fattori oggettivi: tasso di attualizzazione, quello di interesse di riferimento e quello agevolato, aliquota fiscale, durata del mutuo, percentuale di incidenza di ogni categoria di spese sul totale dell'investimento, durata dell'investimento, numero delle rate, periodo di preammortamento e durata dell'abbuono.

Se in corso di svolgimento si verifica la variazione di uno dei parametri, si renderanno necessari verifica della compatibilità e ricalcalo delle agevolazioni concesse anche se, in genere, visto che il legislatore esprime le agevolazioni in termini di contributi in conto capitale o in conto interessi, la verifica viene effettuata in precedenza avendo riguardo ai dettami comunitari.

Qualsiasi liquidazione eccedente il massimale di 200mila euro non potrà considerarsi erogata in regime "de minimis" e dovrà soggiacere all'obbligo della preventiva notifica anche nel caso in cui detta soglia sia stata superata attraverso il cumulo con gli aiuti statali.

L'accertamento del rispetto di tale limite sarà preventivamente devoluto ai vari Stati , predisponendo un'informativa in forma scritta o elettronica sulla reale natura dell'aiuto e su quelli già percepiti nei due anni precedenti e nell'anno corrente.

In ultima analisi, il "de minimis" consente di paragonare aiuti concessi in ambienti fiscali diversi, qualunque forma il contributo assuma, per poterne verificare la compatibilità con la politica europea di salvaguardia del regime di concorrenza nel mercato europeo, il cui sistema di calcolo tiene conto degli scostamenti temporali tra realizzazione degli investimenti, erogazione delle agevolazioni e imposizioni fiscali sull'agevolazione stessa.

DISEGNO DI LEGGE RECANTE DISPOSIZIONI PER IL RAFFORZAMENTO DELLA COMPETITIVITÀ DEL SETTORE AGROALIMENTARE.

albero1 Il Disegno di Legge per la competitività nel settore agroalimentare contiene due importanti disposizioni riguardanti il settore forestale.

L’articolo 3 reca misure intese a promuovere la produzione di energia elettrica da biomassa agricola in impianti a produzione diffusa.
La norma nasce dall’esigenza di riconoscere un incentivo maggiore all’energia elettrica prodotta a partire da Biomasse e biogas derivanti da attività agricola, allevamento e forestale, ivi inclusi i sottoprodotti, per impianti di taglia non superiore a 1 Mw; infatti tale sistema di incentivazione si rende necessario per coprire i maggiori costi derivanti dall’utilizzo di materia prima agricola per la produzione di energia elettrica.
L’utilizzo ai fini della produzione di energia elettrica in impianti di potenza elettrica non superiore ad 1 Mw, la cosiddetta generazione diffusa, di biomasse agricole, di allevamento e forestali, inoltre, costituisce la migliore soluzione per lo sviluppo delle aziende agricole e il loro coinvolgimento diretto rispetto ai benefici economici che ne derivano.

La ridotta dimensione degli impianti garantisce che l’approvvigionamento sarà prevalentemente circoscritto al mercato locale, consentendo, al contempo, di minimizzare le esternalità legate alla movimentazione delle biomasse.
La norma proposta ha il vantaggio di rendere di fatto operativo il principio della Legge n. 244 del 2007 superando i ritardi legati alla definizione e al recepimento dei principi di filiera e filiera corta. Questo permetterà di dare avvio operativo ai progetti basati sulle filiere agricole locali impostati a seguito della legge finanziaria per il 2008 e fino ad ora rimasti bloccati in attesa dei provvedimenti attuativi.
Sulla scorta di tali considerazioni, il DL fissa l’importo della tariffa di 28 euro cent /kWh. La nuova formulazione dell’art. 3, risultante dall’accoglimento delle modifiche richieste dalla Conferenza Stato-Regioni, permette di interpretare con maggiore efficacia l’obiettivo espresso dalle Regioni di estendere agli oli vegetali puri l’accesso all’incentivo della tariffa omnicomprensiva di 0,28 cent definito dalla norma.
In pratica, con la nuova formulazione rimangono esclusi da tale incentivo solo gli oli vegetali puri di origine extracomunitaria, in quanto non rispondenti ai requisiti di tracciabilità del Reg. (CE) 1782/2003, nonché gli altri biocombustibili liquidi (es. biodiesel e bioetanolo) che già sono legati a specifiche norme di promozione ed incentivo per l’uso in qualità di biocarburanti.
Dal punto di vista finanziario, la norma non determina maggiori oneri a carico dello Stato, in quanto i costi della tariffa omnicomprensiva ivi
definita, incidono direttamente ed esclusivamente sulla tariffa elettrica (quindi a carico degli utenti).

L’articolo 4, comma 1, introduce nell’articolato normativo di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, una nuova disposizione in forza della quale con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, vengono definiti i “Criteri e buone pratiche di gestione forestale”.
La norma si rende necessaria ed urgente in connessione con l’attivazione delle misure forestali presenti nei programmi di sviluppo rurale di cui al reg. CE n. 1698/2005. La Commissione europea, nelle numerose riunioni negoziali per l’approvazione dei predetti programmi, ha comunicato la necessità che siano definite delle baselines nazionali per la gestione selvicolturale, al fine di poter “misurare” gli impegni dei singoli agricoltori eccedenti la “normale” gestione forestale.
La norma non reca nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato in quanto si limita a disciplinare le pratiche di “buona forestazione”.
Il comma 2 detta la tempistica in ordine all’adozione del decreto di
approvazione dei “Criteri e buone pratiche di gestione forestale”.

IL TESTO

ART. 3
(Promozione della produzione diffusa di energia elettrica da biomasse)
1. All’articolo 1, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 e successive
modifiche e integrazioni, è abrogato il comma 382-ter.
2. Nella tabella 3 allegata alla legge 24 dicembre 2007, n. 244, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) la fonte di cui alla riga 6 è sostituita dalla seguente: “biogas e biomasse, esclusi i biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e controllo previsto dal Regolamento (CE) 1782/2003 e la corrispondente entità della tariffa è posta pari a 28 euro cent/kWh;
b) la riga 7 è eliminata;
c) la riga 8 è rinumerata riga 7 e la corrispondente fonte è sostituita
dalla seguente: “gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione, biocombustibili liquidi ad eccezione degli oli vegetali puri tracciabili attraverso il sistema integrato di gestione e controllo
previsto dal Regolamento (CE) 1782/2003.
3. All’articolo 2, comma 150 punto c), della Legge 24 dicembre 2007,
n. 244, le parole “e 3” sono eliminate.
4. All’articolo 2, comma 152, della Legge 24 dicembre 2007, n. 244,
dopo le parole “in conto interessi con capitalizzazione anticipata.” è
aggiunto il seguente periodo: “Per gli impianti, di proprietà di aziende
agricole o gestiti in connessione con aziende agricole, agro alimentari, di allevamento e forestali, alimentati dalle fonti di cui alla riga 6 della predetta tabella 3, l’accesso alla tariffa fissa omnicomprensiva è cumulabile con altri incentivi pubblici di natura nazionale, regionale, locale o comunitaria in conto capitale o conto interessi con capitalizzazione anticipata, non eccedenti il 40% del costo dell’investimento.”.

ART. 4.
(Disciplina delle attività selvicolturali)
1. All’articolo 6 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, dopo
il comma 1 è inserito il seguente:
“1-bis. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, sentito il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono approvati i “Criteri e buone pratiche di gestione forestale”, nel rispetto degli impegni assunti dall'Italia nell'ambito delle Convenzioni internazionali che a diverso titolo, perseguono specifici programmi di lavoro per gli ecosistemi forestali e delle Conferenze ministeriali per la protezione delle foreste in Europa e in attuazione di quanto previsto dal regolamento (CE) n. 1698/2005.”.
2. Il decreto di cui all’articolo 6, comma 1-bis, del decreto legislativo
18 maggio 2001, n. 227, è adottato entro 45 giorni dall’entrata in vigore della presente legge.

mercoledì 11 febbraio 2009

Costituito nel Lazio il consorzio V.A.L.E. per la promozione e la gestione di un progetto Integrato di Filiera Legno – Energia nella regione Lazio

003660 Una delle principali novità del Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013 è rappresentato dai Progetti di Filiera. Dalla possibilità della presentazione di “domande collettive di finanziamento” da parte di un gruppo di operatori dello stesso settore.

Tale opportunità è stata colta dalla Regione Lazio che, nella predisposizione dei bandi per la concessione dei finanziamenti, ha inserito, e fortemente sostenuto, anche questa innovativa modalità.

La cooperazione non poteva rimanere indifferente a questa possibilità: chi meglio dei cooperatori è attrezzato, anche culturalmente, a creare aggregazione, a ricercare collaborazioni che permettano di realizzare un progetto comune?

Così è stato anche nel settore forestale, prima attraverso la partecipazione ad un progetto coordinato dalla Comunità Montana dei Castelli Romani e poi, nel prosieguo della strutturazione del Progetto, assumendo in qualche modo il coordinamento del progetto stesso.

Progetto che vede coinvolti 25 operatori, fra cui molte cooperative e consorzi forestali, oltre a l’Università della Tuscia e diversi Enti Pubblici, per un investimento previsto di circa sei milioni di euro, una cifra considerevole per il settore forestale.

Così si è arrivati, lo scorso 5 febbraio, alla costituzione del Consorzio V.A.L.E. - Valorizzazione Ambientale per il Legno e l’Energia – che andrà a coordinare e gestire le misure di sistema dell’omonimo Progetto Integrato di Filiera nel settore Foresta - Legno.

La sede legale del consorzio è stata stabilita nella sede di Confcooperative Lazio e presidente del Consorzio è stato eletto Gasper Rino Talucci, presidente nazionale del Settore forestazione e multifunzionalità di Fedagri-Confcooperative, a testimonianza dell’impegno di Confcooperative nel settore forestale e nell’utilizzo di tutti gli strumenti di possibili di sviluppo.