lunedì 12 ottobre 2009

Innovazione Startup, pubblicato un nuovo bando

Innovazione Startup, pubblicato un nuovo bando

In arrivo nuovi contributi dal Ministero dello Sviluppo Economico per l'innovazione delle imprese startup, che potranno richiedere il finanziamento per via telematica fino al 21 gennaio 2010

Tempo fino al 21 gennaio 2010 per le imprese start up, anche in forma congiunta, che intendano avviare programmi di sviluppo sperimentale finalizzati alla realizzazione di innovazioni di prodotto e/o di processo di alta e medio alta tecnologia, per richiedere il finanziamento previsto dall'ultimo bando pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

I programmi agevolabili possono comprendere anche attività non preponderanti di ricerca industriale.

Potranno accedere le imprese che esercitano attività industriale diretta alla produzione di beni o di servizi ovvero attività di trasporto per terra, per acqua o per aria imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale, imprese artigiane di produzione di beni, centri di ricerca con personalità giuridica autonoma, consorzi e società consortili.

Il finanziamento prevede la copertura del 50% dei costi ammissibili, non inferiori ai 500.000 euro nè superiori a 2 milioni di euro.

Il 40% dei costi ammissibili verrà erogato a fondo perduto in caso di piccole imprese e organismi di ricerca, mentre per le medie imprese il contributo diretto alla spesa sarà del 30%, del 20% in caso di grandi imprese.

Le domande dovranno essere presentate per via telematica mediante lo specifico software predisposto dal Ministero. Una volta pubblicata la graduatoria, a partire da quella data le imprese avranno 6 mesi di tempo per avviare i progetti, che dovranno avere una durata compresa tra i 18 e i 36 mesi.

venerdì 25 settembre 2009

Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri Confcooperative

simbolo_settore_ico E‘convocato per il giorno Venerdì 2 ottobre 2009 alle ore 10,30 presso la sede di Fedagri-Confcooperative Palazzo della Cooperazione (saletta 5° piano) – Via Torino, 146 – Roma il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità per discutere e deliberare sui seguenti punti posti all‘ordine del giorno

1. Comunicazioni del Presidente;

2. Aggiornamento realizzazione progetto ESCOFOR Impianti di microgenerazione a biomasse forestali;

3. Aggiornamento revisione PSR regionali ed emanazione bandi;

4. Problematiche di settore;

5. Iniziative ed attività ultimo trimestre2009;

6. Ipotesi manifestazione pubblica;

7. Varie ed eventuali.

martedì 15 settembre 2009

Appalti e Pmi: approvato il DL

Appalti e Pmi: approvato il DL anti-infrazioni

Approvato dal Consiglio dei Ministri il Decreto Legge n.59/2008 che mette l'Italia in linea con le disposizioni UE in tema di obblighi in materia di appalti.

Obiettivo, rendere più snelle le procedure di gara per società miste e imprese collegate e dare più opportunità di partecipazione alle Pmi.

D'ora in poi, potranno partecipare ad un bando pubblico anche due imprese collegate, possibilità finora negata dal nostro ordinamento per minaccia alla concorrenza. In seguito alla pronuncia della Corte di Giustizia Europea, di parere diametralmente opposto, si abolisce il meccanismo di automatica esclusione, demandata alla Stazione Appaltante, che dovrà pronunciarsi caso per caso.

Per poter ridurre la partecipazione pubblica ad un tetto massimo del 30% entro il 31 dicembre 2012, sin da subito le le società a partecipazione mista potranno affrontare la "gara a doppio oggetto" per la scelta del socio privato, che dovrà però detenere il 40% del capitale e svolgerà funzioni operative connesse con la gestione del servizio.

Per quanto riguarda i servizi locali, la concessione a imprese private per la gestione dei servizi di acqua, gas, energia, rifiuti e trasporto dovrà passare per una gara obbligatoria. Le società per azioni miste dovranno avere invece una quota privata superiore al 40%.

Nel contempo si cerca inoltre di facilitare l'accessibilità agli appalti per le Pmi, in linea con le misure previste dallo "Small Business Act", emanate dalla Commissione Europea in favore delle piccole e medie imprese.

In questa ottica, per non escludere le Pmi dalle gare le Pubbliche Amministrazioni sono invitate a suddividere i contratti in lotti e a prevedere nuove possibilità di subappalto, evitando requisiti sproporzionati nel caso di dialogo con piccole imprese.

giovedì 10 settembre 2009

Il ministro Zaia all’incontro sugli “Assi del Cansiglio” certificati PEFC

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La foresta del Cansiglio era il bosco della Serenissima, dove la Repubblica di Venezia prendeva il legname di faggio per farne i remi della propria flotta navale. Oggi questa foresta, a cavallo fra le province di Treviso, Belluno e Pordenone, è interamente certifica PEFC e lancia il progetto “Assi del Cansiglio”, grazie all’accordo fra l’Itlas, azienda certificata PEFC che opera nel settore dei pavimenti in legno, e Veneto Agricoltura, l’azienda regionale che ha in gestione il patrimonio forestale del Veneto, di cui 65mila ettari certificati PEFC, con l’obiettivo di promuovere e tutelare il faggio del Cansiglio. Un matrimonio “ecocompatibile” che vede come testimoni il Ministro per le politiche agricole, alimentare e forestali Luca Zaia e il PEFC Italia, lo schema con cui è stato certificato l’intero territorio.
Andrà così sul mercato un prodotto con origine locale e certificata, quella di un bosco antico che sorge sull'altopiano delle Prealpi Orientali, nella logica della filiera sostenibile, corta e nazionale.
La presentazione del progetto si inserisce nella manifestazione Vivi la Foresta con Noi, che si svolgerà il 12 settembre a Pian del Cansiglio (inizio ore 10), organizzata da Itlas & Labor Legno in collaborazione con Veneto Agricoltura. “Il progetto – spiegano gli enti promotori – è unico nel suo genere, e darà modo di far conoscere questo territorio e di scoprirne non solo i valori naturalistici, ambientali, storici, ma anche produttivi”.
Dopo l’introduzione del progetto a cura di Patrizio Dei Tos, Amministratore di Itlas & Labor Legno, ci saranno gli interventi di Gianpaolo Bottaccin, Presidente Provincia di Belluno; Paolo Pizzolato, amministratore unico di Veneto Agricoltura; Paola Berto, responsabile per Veneto Agricoltura del Settore Foresta, Riserve e Aree Naturali; Andrea Rigoni, amministratore delegato di Rigoni di Asiago, e le conclusioni del Ministro Luca Zaia.
L’evento sarà sintetizzato in formato video dalla redazione del Ministero e visibile al link www.mipaaf-news.com fin dal pomeriggio di sabato 12 settembre; una copertura dell’evento sarà disponibile anche nel sito www.agricolturaitalianaonline.gov.it
Per dettagli, vedere sezione news al sito www.venetoagricoltura.org o al sito www.assidelcansiglio.it

Incendi boschivi

HEINSNEXTGEN%20EXPLOSIVE A metà agosto i danni provocati in Europa dagli incendi hanno già superato quelli dell’intero 2008.
Secondo le stime del Sistema Europeo d'Informazione sugli Incendi Forestali  (EFFIS), a metà agosto erano già 200.000 gli ettari di terreno bruciati nell'Unione Europea dall’inizio del 2009, 20.000 in più rispetto a quelli distrutti nell’intero 2008. L'EFFIS tiene costantemente sotto controllo il rischio d'incendio boschivo, che resta ancora elevato in molte regioni anche nel mese di settembre. Ogni giorno l'EFFIS, utilizzando immagini satellitari, elabora mappe aggiornate delle aree colpite da incendi boschivi di superficie pari ad almeno 40 ettari di estensione. Le aree incendiate riportate sulle mappe corrispondono in media al 75% della superficie
totale bruciata. L'area finora colpita da incendi nel 2009 nell'Unione Europea e indicata sulle mappe è di 150.076 ettari che, secondo le stime, corrisponde a una superficie totale bruciata di circa 200.000 ettari.
Spagna e Italia i Paesi più colpiti
Quest'anno, la Spagna e l'Italia sono stati i Paesi maggiormente colpiti a causa delle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli agli incendi verificatesi nella seconda metà di luglio. Anche la Francia e, in misura minore, la Grecia e il Portogallo hanno subito danni significativi. Nel mese di marzo sono avvenuti insoliti episodi di incendio in Portogallo e nel nord ovest della Spagna che, favoriti da un tempo asciutto e vento forte, hanno bruciato una superficie stimata di circa 25 000 ettari. Nei prossimi giorni il pericolo d'incendio rimarrà molto elevato in molte regioni del Mediterraneo, con condizioni estreme a livello locale ma, secondo le attuali previsioni, non raggiungerà i livelli di allerta della fine di luglio.

Per maggiori informazioni: http://effis.jrc.ec.europa.eu

martedì 8 settembre 2009

Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ottiene la certificazione forestale

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Il Consorzio Forestale Alta Valtellina ha certificato la gestione forestale sostenibile dei suoi 11.490 ettari di foreste dei comuni di Sondalo, Valdidentro, Valdisotto e Valfurva, in provincia di Sondrio. Sono la seconda certificazione forestale in Lombardia. Le foreste certificate sono gestite in prevalenza ad alto fusto (fustaie di abete, larice, pino cembro e pino silvestre). Con questa nuova certificazione salgono a 716.402,67 gli ettari di foreste certificate PEFC.
Per informazioni:
Via Scleva, 14
23030 Valdisotto (SO)
Tel.: 0342.951114
Fax: 0342.951127
cfavso@virgilio.it

venerdì 4 settembre 2009

Formazione forestale in Piemonte

j0282770 Dal 1 Settembre fino alla fine del 2009 è nuovamente possibile fornire la propria pre-adesione ai corsi di formazione in ambito forestale finanziati dalla Regione Piemonte per gli operatori del settore. I corsi corrisponderanno alle Unità Formative utili per il conseguimento della qualifica da Operatore.

Per maggiori informazioni e per fornire la propria pre-adesione è possibile visitare il sito della Regione Piemonte alla pagina: http://www.regione.piemonte.it

Quanti boschi ci sono in Lombardia? Di che tipo?

ForestaR375_110809 Secondo i rilievi realizzati nell'ambito del DUSAF (Destinazione d’Uso dei Suoli Agricoli e Forestali), realizzati in base alle foto aeree dell'anno 2007, oltre 617.000 ettari, un quarto della Lombardia, sono coperti da boschi, la cui distribuzione è però molto eterogenea: in pianura quasi il 4% del territorio è coperto da boschi, mentre in montagna si supera il 50%.

Faggio, castagno, abete rosso, carpino nero e orniello, robinia sono gli alberi più frequenti nei boschi lombardi.

Nella cifra indicata non sono compresi gli impianti di arboricoltura da legno (pioppeti, cedui per biomassa, impianti di latifoglie di pregio a ciclo medio lungo), ma sono compresi i castagneti da frutto e le neo-formazioni.

Cliccando qui è possibile scaricare le tabelle coi dati riepilogativi DUSAF

mercoledì 2 settembre 2009

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Confagricoltura imbocca la strada delle biomasse

Un investimento di 600 milioni di euro coinvolgerà 120 imprese associate per 170 Mw di potenza installata.

da “Energia 24 club”

Confagricoltura, e con essa le oltre 500mila imprese agricole associate (i due terzi del totale delle imprese del comparto) è fermamente convinta che il futuro del settore passi anche dalla diversificazione delle attività e del reddito. Se fino a poco tempo fa questo significava soprattutto agriturismo, ora si affaccia alla ribalta un'altra opportunità da non sottovalutare e, ancora, quasi integralmente da sfruttare. Si tratta della produzione di energia da fonti rinnovabili.
È stato chiaro in proposito Federico Vecchioni, presidente dell'Organizzazione agricola, che ha parlato in occasione della presentazione del Rapporto Enea Energia e ambiente: “Le imprese che si riferiscono a Confagricoltura credono nel capitolo energetico in un ottica di contenimento dei costi, aumento della competitività e recupero della domanda energetica, che è in grado di dare un contributo determinante al processo di sviluppo del Paese”.
L'intento è quello di affiancare il sistema produttivo con lo sviluppo di sistemi a biomassa, biogas e fotovoltaici. Secondo le dichiarazioni ufficiali il primo passo di questo percorso vedrà 120 imprese associate realizzare la prima rete di produzione energetica da biomasse di origine agricola, con un investimento di 600 milioni di euro e 170 megawatt di potenza installata. Secondo Confagricoltura il completamento del quadro normativo sulla produzione di energia da biomassa, con il disegno di legge 1195 approvato definitivamente al Senato in luglio, darà nuovo impulso allo sviluppo delle agroenergie, che si affiancherà allo sviluppo del fotovoltaico e dell'eolico in agricoltura.
A questo proposito, le disposizioni per il sostegno delle biomasse contenute nel provvedimento 1195 prevedono che per biogas e biomasse con una potenza non superiore a 1 Mw debba essere riconosciuta la tariffa omnicomprensiva (incentivo + energia elettrica prodotta) pari a 28 centesimi di euro per kWh immesso nella rete elettrica.

Link

lunedì 31 agosto 2009

Bosco-Arredo: progettare una filiera sostenibile

clip_image001Al via Bosco Mobile (BOMO), un progetto di ricerca finanziato dalla D.G. Agricoltura della Regione Lombardia finalizzato alla realizzazione ed ottimizzazione di una filiera corta lombarda bosco - legno.

Il progetto, che ha come capofila il Consorzio Forestale della Val d'Intelvi, prevede un'analisi di sostenibilità della filiera legno-arredo contestuale al tentativo, da parte di alcune realtà imprenditoriali lombarde, di tradurre nella pratica le indicazioni delle politiche europee e nazionali, producendo mobili utilizzando legno locale, proveniente da foreste certificate, riducendo quindi l'impatto derivato dal trasporto della materia prima dal luogo di prelievo al luogo di lavorazione.

Presso la MIA di Monza, il 26 Settembre 2009 alle ore 10.30, avrà luogo la conferenza stampa del progetto, per illustrarne specificità ed innovatività.

Per maggiori informazioni: www.boscomobile.it

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Vai al sito del Consorzio Forestale Lario Intelvese >>>>

Sul sito il manuale di Gestione Forestale Sostenibile e la presentazione delle attività del Consorzio Forestale

lunedì 24 agosto 2009

In Lombardia i Consorzi Forestali regolamentano (a pagamento) la raccolta dei funghi

    Ecco le aree della Bergamasca nelle quali la ricerca dei funghi è regolamentata e soggetta al pagamento di un apposito ticket.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA VALLE DI SCALVE (comprendente i territori dei comuni di Azzone, Colere, Schilpario, Vilminore): tesserino annuale 70 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per residenti e nativi della Valle di Scalve, minori di 10 anni e diversamente abili.
    CONSORZIO FORESTALE DELLA PRESOLANA (comprendente i territori dei comuni di Cerete, Songavazzo, Onore, Fino del Monte, Rovetta, Castione della Presolana): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti e proprietari di seconda casa 10 euro; settimanale 15 euro; giornaliero 5 euro.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTO SERIO (comprendente i territori dei comuni di Villa d’Ogna, Ardesio, Gromo, Gandellino, Valbondione, Oltressenda Alta, Valgoglio): tesserino annuale 50 euro; annuale per residenti 8 euro; settimanale 20 euro; giornaliero 6 euro; gratuito per le persone oltre 70 anni e i portatori di handicap.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI CLUSONE: tesserino annuale 75 euro; annuale per residenti non proprietari 50 euro; annuale per non residenti proprietari 50 euro; giornaliero 5 euro; gratuito per pensionati di età superiore ai 65 anni residenti nel territorio del Comune di Clusone.
    CONSORZIO FORESTALE DEL COMUNE DI GANDINO: tesserino stagionale per residenti e proprietari 10 euro; stagionale per non residenti 40 euro; settimanale 20 euro, giornaliero 10.
    CONSORZIO FORESTALE DELL’ALTA VALLE BREMBANA (comprendente i territori dei comuni di Mezzoldo, Piazzatorre, Piazzolo, Averara, Cassiglio, Cusio, Olmo al Brembo, Ornica, Santa Brigida, Valtorta): tesserino stagionale residenti 10 euro; stagionale per villeggianti 30 euro; stagionale per gli altri 90 euro; giornaliero 8 euro.

    venerdì 7 agosto 2009

    Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry

    003191 "L'aumento a 28 Cent/kWh della tariffa omnicomprensiva per l'energia elettrica prodotta da biomassa negli impianti al di sotto di 1 MW apre la strada alle cooperative forestali per ampliare la filiera in questo settore". Così afferma Gasper Rino Talucci - Presidente del settore forestazione e Multifunzionalità di Fedagri Confcooperative dopo il varo definitivo della Legge su Sviluppo e Competitività.
    "Fino ad oggi lo sviluppo di piccole centrali a cogenerazione a biomassa forestale è stato frenato dalla bassa redditività, l'aumento della tariffa rappresenta quindi un forte incentivo allo sviluppo di una rete ti queste piccole centrali sul territorio. Fedagri-Confcooperative lancerà quindi in autunno il Progetto E.S.CO.FOR. - Energy Saving Company Forestry che prevede l'istallazione iniziale di CINQUE IMPIANTI DI COGENERAZIONE CON MICROTURBINA E CALDAIA ALIMENTATA A BIOMASSA VEGETALE "POWER TEP" di cui due in Abruzzo (uno a L'Aquila in pieno cratere terremotato), uno nel Lazio, uno in Piemonte e uno in Sardegna. I singoli impianti producono un totale di 370 Kw/h, di cui 70 elettrici e 300 termici, per circa 7.000 ore di utilizzo anno. Il consumo previsto è di circa 7.000 - 10.000 Q.li di biomassa / anno per impianto in forma di cippato da legno vergine. Un taglio adatto alle nostre cooperative forestali."
    "Il progetto - continua Talucci - si fonda su alcune caratteristiche peculiari fra cui il principale è che l'energia termica viene utilizzata al massimo, sia per motivi economici che etici (non vogliamo tagliare boschi per produrre energia termica da buttare), e che quindi gli impianti vengono posizionati dove è possibile utilizzare l'energia termica e tenendo conto dei punti di approvvigionamento. Per le cooperative forestali si tratta di una attività integrativa a quella principale, che permette di allungare la filiera passando, in genere, dalla vendita di legna da ardere alla vendita di energia, di destagionalizzare una parte della attività in quanto la produzione di cippato per gli impianti non risente della eccessiva stagionalità della vendita della legna da ardere e di riutilizzare in modo produttivo scarti di lavorazione con scarso valore commerciale, se non addirittura con costi di smaltimento."
    "Un risultato dunque importante e lungamente atteso - prosegue Talucci - che favorisce l'avvio del progetto, fortemente sostenuto da Confcooperative per la diversificazione produttiva delle cooperative forestali.  Ora si potrà passare alla fase attuativa sperando che nel frattempo vengano risolti anche i problemi relativi allo snellimento dei tempi di attesa per gli allacciamenti dei nuovi impianti da parte dell'Enel".

    RENDICONTABILITA’ IVA NEL PSR

    002928 "La soluzione del problema della non rendicontabilità dell'IVA sostenuta dai soggetti pubblici che beneficiano dei fondi messi a disposizione dai programmi di sviluppo rurale (PSR) rappresenta un forte volano per l'accelerazione della spesa dei PSR regionali, oggi ad avanzamento medio nazionale dell'8,85%. - Afferma Gasper Rino Talucci, presidente del settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri-Confcooperative - Anche la soluzione trovata della costituzione di un "fondo speciale IVA", con cui sarà possibile finanziare la parte di spesa non rendicontabile alla Commissione Europea, è un'ottima soluzione, anche se, considerando l'aggravio di spesa per lo Stato, rischia di essere una soluzione temporanea. La soluzione trovata, comunque, permetterà l'attivazione di quelle misure di forestazione che alcune regioni hanno destinato prevalentemente a beneficiari pubblici (Comuni e Comunità Montane), ma anche di altre misure di carattere generale.
    Ora - continua Talucci - non ci sono più scuse per le Regioni per non attivare tutte le misure forestali, la cui spesa, rispetto alla media generale già bassa dell'8%, è meno della metà."

    martedì 4 agosto 2009

    Il mercato delle biomasse agroforestali? Ancora non decolla in Italia

    Malgrado i contributi Pac e gli incentivi regionali, si stenta a superare i vari ostacoli. Un compendio dell’Arsia toscana ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato.

    Il mercato delle biomasse agroforestali prodotte su terreni agricoli da colture energetiche a corta rotazione non ha avuto ancora un vero decollo in Italia, malgrado i contributi della PAC e gli incentivi dei programmi regionali, mentre esiste un panorama del riscaldamento nei piccoli comuni e nelle campagne fatto prevalentemente di stufe individuali (74%) che sono perlopiù dispositivi energeticamente inefficienti ed ecologicamente inadeguati, da sostituire con quelli moderni a cippato e pellet.
    Un ostacolo è la scarsa disponibilità di informazioni chiare e realistiche per gli agricoltori che non favorisce la scelta degli investimenti più convenienti in funzione della loro organizzazione aziendale. Un compendio dell’Arsia toscana, elaborato recentemente nell’ambito del progetto europeo Biomass Trade Centres, ha cercato di fornire informazioni tecnico-economiche e di mercato essenziali su siepi e arboreti da energia, cedui di pioppo a corta rotazione e utilizzo energetico del miscanto.
    Tra i dati esposti nella pubblicazione, a disposizione dei richiedenti, i ricavi per un’azienda agricola medi annui che si possono avere per ettaro, con diversi livelli di produttività e prezzi di vendita del cippato di pioppo, con o senza contributo all’impianto. Ad esempio con un prezzo di vendita del cippato di 62 € /Tss (tonnellata di sostanza secca) e produttività di 18 Tss/He/anno si può avere un ricavo (senza contributi) di 68 €/He/anno, che sale a 308 con i contributi specifici.
    Il pioppo, principale coltura energetica sia in Italia sia negli altri paesi europei che partecipano al progetto (Slovenia, Austria, Polonia) è sempre più utilizzato per avere materia prima adatta per impianti di teleriscaldamento e cogenerazione. La raccolta è fatta con macchine falcia-trincia-caricatrice (tipo Spapperi o Claas) dedicate oppure con più piccole trincia-caricatrici; le produttività maggiori si hanno fra il secondo ed il terzo turno di utilizzo. Si ottiene cippato fresco venduto prevalentemente alle centrali elettriche a biomassa ed anche all’industria dei pannelli.

    giovedì 23 luglio 2009

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    Non si fa ancora abbastanza per difendere la biodiversità in Europa

    La Commissione ha pubblicato il 13/07/2009 una relazione sullo stato di conservazione di oltre 1 150 specie e 200 tipi di habitat protetti dalla legislazione comunitaria. Solo una percentuale ridotta di questi habitat e specie vulnerabili ha raggiunto uno stato di conservazione definibile come buono e gli Stati membri dovranno incrementare il proprio impegno per migliorare la situazione. La relazione, riferita al periodo 2001-2006, è l'indagine più completa mai effettuata sulla biodiversità nell'UE e rappresenta un punto di riferimento prezioso per rilevare le tendenze future.

    Gli habitat erbosi, le zone umide e gli habitat costieri sono quelli che subiscono le pressioni maggiori, soprattutto a seguito del declino dei modelli agricoli tradizionali, dello sviluppo turistico e dei cambiamenti climatici. Il quadro non è però negativo ovunque e alcune delle specie più grandi ed emblematiche, come il lupo, la lince eurasiatica, il castoro e la lontra, stanno cominciando a ricolonizzare una parte della loro area di distribuzione tradizionale. Molti Stati membri hanno investito somme ingenti per il monitoraggio e nonostante alcune carenze l'esercizio di comunicazione dei dati è stato un grande successo.

    Il Commissario UE all'ambiente, Stavros Dimas, ha dichiarato: "Ci siamo impegnati ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa e la relazione odierna non lascia spazio a manifestazioni di compiacimento. Riportare gli habitat e le specie vulnerabili ad un buono stato di conservazione richiede tempo e molto impegno. La legislazione UE sulla natura e la rete Natura 2000 sono gli elementi principali per realizzare i nostri obiettivi di tutela della biodiversità nell'UE. Ora che la parte terrestre della rete è quasi ultimata, possiamo attenderci notevoli miglioramenti nei prossimi 10 o 20 anni.".

    "In Europa la biodiversità sta subendo forti pressioni e corre gravi rischi. Anche se non si riuscisse ad arrestare la perdita di biodiversità in Europa entro il 2020, si stanno comunque ottenendo dei risultati. Come ha dichiarato il Commissario Dimas di recente ad Atene, l'obiettivo post-2010 deve essere ambizioso, quantificabile e chiaro. È importante continuare a puntare l'attenzione sul valore intrinseco della biodiversità, riconoscendo allo stesso tempo l'importanza di garantire lo stato di salute e la resilienza degli ecosistemi e dei servizi che essi forniscono"; così si è espressa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell'Agenzia europea dell'ambiente.

    Successi importanti, ma limitati

    La relazione riguarda 216 tipi di habitat e contiene informazioni su 1 182 specie circa. Anche se il messaggio generale che si può ricavare evidenzia il mancato raggiungimento di un buono stato di conservazione per molte specie e tipi di habitat, ci sono alcuni segnali che indicano che le misure di protezione cominciano ad avere degli effetti e che alcuni tipi di habitat e alcune specie stanno iniziando a recuperare. Per esempio, specie come l'orso bruno, il lupo e il castoro sono in fase di recupero e si stanno reinsediando in molte zone. Ciò significa che hanno trovato gli habitat adatti e che le pressioni negative come la caccia e l'inquinamento sono state ridotte.

    Terreni erbosi, zone umide e coste sono particolarmente a rischio

    Lo stato generale dei terreni erbosi, delle zone umide e degli habitat costieri è particolarmente scadente. I terreni erbosi sono essenzialmente associati a modelli agricoli tradizionali, che stanno scomparendo in tutta l'UE. Lo stato di conservazione di tutti i tipi di habitat associati ad attività agricole è molto peggiore di quello degli altri tipi di habitat: solo il 7% delle valutazioni dello stato di conservazione ha avuto esito soddisfacente, rispetto al 21% degli habitat "non

    agricoli". Questo risultato è dovuto al passaggio a un modello di agricoltura più intensivo, all'abbandono delle terre e ad una scarsa gestione del suolo. Le zone umide vengono convertite ad altri usi e subiscono anche gli effetti dei cambiamenti climatici perché si tratta di habitat associati ai ghiacciai di montagna. Gli habitat costieri, infine, subiscono la pressione sempre più forte del turismo.

    Carenza di informazioni

    Nel complesso, lo stato di conservazione del 13% circa degli habitat regionali e del 27% delle specie regionali è stato ritenuto "sconosciuto". Questa classificazione è stata usata molto per le specie dell'Europa meridionale; in particolare, a Cipro, in Grecia, in Spagna e in Portogallo oltre il 50% delle specie presenti nei rispettivi territori presentava uno stato di conservazione "sconosciuto".

    L'ambiente marino è particolarmente problematico: basti pensare che lo stato di conservazione del 57% delle specie marine e di circa il 40% degli habitat marini è classificato come "sconosciuto".

    Contesto: la relazione a norma dell'articolo 17

    L'articolo 17 della direttiva Habitat impone agli Stati membri di presentare ogni sei anni informazioni sull'attuazione. Per il periodo 2001-2006 le relazioni contenevano, per la prima volta, la valutazione dello stato di conservazione delle specie e degli habitat disciplinati dalla direttiva e presenti nel territorio di ciascun paese. L'Agenzia europea dell'ambiente si è basata sulle relazioni per elaborare una valutazione integrata per ogni regione biogeografica, specie e habitat. La Commissione ha successivamente attinto alle valutazioni per redigere la relazione globale prevista dalla direttiva.

    La direttiva Habitat

    L'ambiente naturale europeo è tutelato da due normative principali: la direttiva sugli uccelli selvatici e la direttiva sugli habitat. Quest'ultima impone agli Stati membri di mantenere un certo numero di tipi di habitat e di specie designati in uno stato di conservazione soddisfacente in determinati siti concordati con la Commissione. Con i siti designati nell'ambito della direttiva Uccelli selvatici, questi vanno a far parte della rete Natura 2000, la rete ecologica più vasta al mondo. Nell'ambito della direttiva Habitat sono stati designati quasi 22 000 siti, pari al 13,3% del territorio dell'UE. Nel complesso la rete Natura 2000 contiene più di 25 000 siti (totale dei siti designati dalla direttiva Uccelli selvatici e Habitat) e occupa il 17% circa del territorio dell'UE.

    Per approfondire

    Le politiche europee sulla biodiversità

    Sito della DG Ambiente: pagina dedicata alla biodiversità

    Pagina dell'Agenzia europea dell'ambiente dedicata alla biodiversità

    Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche

    Direttiva 79/409/CEE del concernente la conservazione degli uccelli selvatici

    Comunicazione della Commissione "Arrestare la perdita di biodiversità entro il 2010 — e oltre. Sostenere i servizi ecosistemici per il benessere umano"

    Sito dell'Agenzia europea dell'ambiente

    Glossario di terminololgia ambientale dell'AEE

    Conclusioni del Consiglio "Ambiente" del 25/6/2009

    Rete Natura 2000

    Carta di Siracusa sulla biodiversità

    Convenzione dell'ONU sulla diversità biologica (1993) – Testo in italiano

    lunedì 20 luglio 2009

    Le politiche forestali nelle strategie di sviluppo rurale.

    Il Quaderno rappresenta il primo lavoro di approfondimento tematico nell’ambito delle attività di ricerca svolte dall’Osservatorio Foreste dell’INEA, e ha lo scopo di fornire una prima analisi degli interventi forestali previsti per il nuovo periodo di programmazione 2007-2013 dal regolamento comunitario per lo Sviluppo Rurale 1698 del 2005. La pubblicazione rientra nell’ambito del Progetto “Osservatorio politiche strutturali” (D.M. 6827 del 17 luglio 2008).

    DOWNLOAD

    Quaderno n.1: Politiche Forestali e Sviluppo Rurale; situazione, prospettive e buone prassi.

    Piano Strategico Nazionale per lo Sviluppo Rurale - 13 luglio 2009

     

    copertina PSN

    Il 13 luglio è stato notificato il Piano Strategico Nazionale (PSN) dello sviluppo rurale 2007-2013 rivisto alla luce delle nuove sfide dell'Health Check e del Piano europeo di rilancio economico. Il testo in questione è stato discusso e concordato con il partenariato istituzionale e con quello socio-economico.
    In proposito, si precisa che, per rispettare i tempi di trasmissione previsti dal Regolamento, il testo è stato inviato prima dell'approvazione della Conferenza Stato-Regioni, con l'impegno ad apportarvi ulteriori modifiche in relazione agli elementi che emergeranno in tale contesto.


     (4.84 MB)PSN al 13 luglio 2009 (4.84 MB).

     (4.79 MB)PSN al 13 luglio 2009 con revisioni evidenziate (4.79 MB)

    mercoledì 15 luglio 2009

    Fisco: imprese agricole e norme fiscali su energie alternative

    Energie-Alternative L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato in questi giorni la Circolare n. 32/E, che fa il punto sugli aspetti fiscali inerenti ad imprenditori agricoli che producono energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, nonché di carburanti e prodotti chimici derivanti da prodotti del fondo.

    In particolare, il documento si occupa di definire il corretto trattamento tributario loro applicato, ricordando le novità introdotte dalla Finanziaria 2006 e successive disposizioni: ampliate le attività agricole connesse, includendo la generazione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti "verdi".

    Ricordiamo che per le attività agricole connesse deriva un reddito agrario e non d'impresa e quindi non viene calcolato su base analitica con un confronto puntuale tra ricavi e costi, ma su base catastale applicando tariffe d'estimo stabilite per ogni qualità e classe, ai sensi dell'articolo 34 del Tuir.

    In merito all'energia prodotta tramite pannelli fotovoltaici, nella circolare si ricorda che deve esistere una correlazione tra la produzione di energia e la conduzione del fondo agricolo, poiché in questo caso l'Amministrazione finanziaria ritiene che la produzione di energia mediante pannelli fotovoltaici sia da ritenersi attività connessa atipica. Si sono pertanto resi necessari criteri alternativi che permettono di ricollegare tale attività a quella agricola.

    I parametri vengono fissati in base al confronto tra la potenza nominale dell'impianto installato, e alcuni fattori relativi alla attività agricola svolta. Se l'energia prodotta non supera i 200 Kw, questa rientra nel reddito agrario dell'impresa agraria.

    Finanziamenti alle PMI

    002928 Al sistema delle Banche Credito Cooperativo italiano (BCC) è stata riconosciuta e attribuita la quota del 15% della prima tranche di 3 miliardi di euro del plafond messo a disposizione dalla Cassa Depositi finalizzato al finanziamento delle piccole e medie imprese.

    Una disponibilità dunque di 450 milioni di euro, che sarà gestita da una rete di oltre 400 banche Credito Cooperativo e Casse Rurali - con 4.100 sportelli sul territorio nazionale - e dagli altri istituti del sistema, quali Iccrea Banca; Banca Agrileasing; Cassa Centrale Banca-Credito Cooperativo del Nord Est; Cassa Centrale Raiffeisen dell'Alto Adige.

    In totale, il plafond a disposizione delle Pmi attraverso il sistema bancario italiano è di 8 miliardi di euro e verrà erogato in due fasi, di cui questa è la prima e potrà essere utilizzata entro il 28 febbraio 2010.

    La seconda tranches di 5 miliardi - e quanto eventualmente non verrà utilizzato nella prima - potrà essere usato dopo quella data.

    Soddisfatto il Credito Cooperativo, al quale viene così riconosciuto l'importante ruolo che riveste nel finanziamento a favore delle piccole e medie imprese.

    APPUNTAMENTI BIOMASSE

    Bioenergy 2009
    Si terrà a Jyvaskyla (Finlandia) dal 31 agosto al 4 settembre 2009 la quarta conferenza internazionale sulle bioenergie. Per maggiori informazioni: http://www.bioenergy2009.finbioenergy.fi/default.asp

    Cambiamenti climatici
    Il 14-15 settembre a Stoccolma (Svezia) si terrà una conferenza sui cambiamenti climatici e sviluppo urbano sostenibile. Tutte le informazioni su http://www.se2009.eu/en/meetings_news/2009/9/14/highlevel_conference_european_cities_and_the_global_climate_challenge

    The International Bioenergy Days
    Si terrà a Trollhattan-Lidkoping (Svezia), dal 28 al 30 settembre, un evento internazionale dedicato alle bioenergie. L’iniziativa, che intende fornire informazioni sulle nuove tecnologie e soluzioni di investimento, è destinata agli amministratori e decisori  locali e operatori del settore. Per maggiori informazioni:
    http://www.bioenergydays.com