giovedì 4 febbraio 2010

EUFORMAG: riviste forestali europee in rete

EUFORMAG: riviste forestali europee in reteE’ nata EUFORMAG,  una rete europea di riviste del settore forestale che attualmente riunisce 6 periodici di 5 diversi paesi. Le riviste associate alla rete divulgano regolarmente contenuti tecnico-scientifici ed esperienze di gestione a più di 10.000 proprietari, tecnici pubblici e privati, gestori e imprenditori forestali europei.

EUFORMAG si è costituita con lo scopo di diffondere conoscenze utili e pratiche che possano riguardare due o più paesi europei e si propone anche come strumento efficace e privilegiato per la diffusione dei risultati dei progetti forestali di interesse europeo.

Per conoscere meglio Euformag visita il sito www.euformag.eu!

da: www.rivistasherwood.it

Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giusto

 Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giusto

Un manuale divulgativo per conoscere meglio il mondo delle biomasse legnose come fonte energetica, rivolto ad un pubblico ampio e per questo realizzato con un linguaggio semplice e diretto. Biomax, una “scaglia di cippato parlante”, guida il lettore attraverso i diversi sistemi di riscaldamento a legna, cippato e pellet, rispondendo alle più comuni domande e sfatando alcuni luoghi comuni.

Questo manuale tascabile è stato realizzato nell’ambito del progetto “Sviluppo della multifunzionalità delle aziende agricole sulle agrienergie”, promosso da Provincia di Arezzo e ARSIA e finanziato con il contributo della LRT 34/01. Si ringrazia il Dott. Stefano Boncompagni, dirigente del Servizio Agricoltura della Provincia di Arezzo per la gentile concessione.

da: http://www.rivistasherwood.it/

Allegati (1)

lunedì 18 gennaio 2010

Incontro informativo sui Consorzi Forestali nelle Marche

Nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007 – 2013 REG. CE n. 1968/05 della REGIONE MARCHE il CONSORZIO MARCHE VERDI ha organizzato per il giorno Giovedì 21 Gennaio 2010 presso la SALA RIUNIONI C/O RISTORANTE GRILL CROSS SNC in LOCALITA’ MONTEPORRO – ESANATOGLIA (MC) un seminario informativo sul tema

“Certificazione forestale aziendale o collettiva?”

Sono invitati a partecipare:
– gli imprenditori agricoli e forestali interessati all’iniziativa di informazione, titolari di numero di partita IVA e di iscrizione alla C.C.I.A.A.;
– i tecnici operatori nel settore agricolo e forestale, addetti alle fasi direttive nell’ambito dell’azienda agricola e/o forestale, e qualificati nel settore di competenza, oggetto della tematiche di informazione.

Relatore dell'incontro è GASPER RINO TALUCCI, vice presidente di FORESTABRUZZO Consorzi Forestali Associati e dell'FSC Italia.

Sono previsti fra febbraio ed aprile altri tre incontri simili
.

lunedì 11 gennaio 2010

Foreste: i propositi per l'anno nuovo

Anno nuovo, foreste antiche: le foreste millenarie sono una promessa di futuro. Eppure le stiamo perdendo: ogni anno vengono distrutti 13 milioni di ettari di foreste l'anno, una superficie pari a quella della Grecia.
Negli ultimi 15 anni è l'Africa ad aver subito i maggiori danni, scendendo da 700 a 635 milioni di ettari di foresta. In Sudamerica si è scesi invece da 970 a 930 milioni di ettari. Tra i propositi per l'anno nuovo, non dimentichiamo di proteggere le foreste. Ecco qualche semplice consiglio per mettere da parte un po' di futuro...

  • evita prodotti che contengono olio di palma, in particolare il biodiesel: l'espansione delle piantagioni di palma da olio sono è uno dei principali motivi di deforestazione nei tropici
  • ricordati che il legno è un materiale vivo: acquista prodotti in legno certificati FSC, per usare il legno proteggendo le foreste
  • non accettare riviste pubblicitarie: è carta (e foresta) gettata nel cassonetto
  • ricordati di riciclare la carta: tutta la carta riciclata evita l'abbattimento di alberi (e evita tanto inquinamento). Per lo stesso motivo, usa prodotti in carta riciclata
  • pianta un albero, assicurandoti che sia una specie autoctona, ossia nativa della tua regione
  • chiedi al tuo comune di risparmiare carta e usare solo prodotti riciclati o certificati FSC

da: www.salvaleforeste.it

martedì 5 gennaio 2010

Pmi: raddoppiati fondi per rinnovabili

Pmi: raddoppiati fondi per rinnovabili

In arrivo 250 milioni di euro per finanziare le Pmi green e innovative, in prevalenza nel Mezzogiorno: lo ha annunciato ieri il Ministro dello viluppo Economico Claudio Scajola

Pmi e Green Economy: il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato ieri che i fondi per le piccole e medie imprese che investono in energie rinnovabili e innovazione salgono a 250 milioni di euro, il doppio rispetto al precedente stanziamento.

Le risorse saranno ricavate da fondi europei e da un ulteriore gettito nel Fondo di Garanzia per le Pmi, pari appunto a 250 mln di euro, per un totale di 740 mln per il 2010.

Le risorse arriveranno a 1.800 milioni nel 2012, in quanto lo stanziamento prevede di innescare investimenti per circa 4 miliardi già nel 2010 e 30 mld tra due anni. Queste le dichiarazioni d'intento del Ministero.

La misura è volta a creare due corsie preferenziali. La prima è quella degli investimenti green, con l'obiettivo di posizionare l'Italia tra i primi paesi a recepire le recentissime direttive di Copenhagen.

La seconda è quella volta a premiare gli sforzi delle imprese del Mezzogiorno e le reti di aziende, in linea con la Legge Sviluppo.

«Quello che il Ministero dello Sviluppo Economico sta sostenendo è un grande programma di alleanze, anche con il rilascio della garanzia di Stato, affinché il nostro sistema delle piccole e medie imprese abbia sempre maggiori possibilità e opportunità per conquistare i mercati europeo e mondiale».

giovedì 24 dicembre 2009

FSC-Foreste-Carbonio: disponibile primo rapporto

E' stata pubblicato il primo rapporto del Gruppo di Lavoro FSC sul tema Foreste-Carbonio. Il documento presenta in sintesi gli esiti del primo incontro di tale Gruppo, tenutosi a Bonn lo scorso 9-11 settembre. Gli obiettivi di lavoro identificati al momento sono due: assicurare che gli standard FSC, pur conservando la propria intergrità e credibilità, tengano in considerazione i requisiti specifici dei progetti e programmi operanti nel settore dei "Carbon-projects"; garantire che la certificazione FSC sia ampiamente riconosciuta e impiegata nell'ambito dei sistemi volontari per la generazione e lo scambio di crediti di Carbonio correlati al settore forestale.  
Il tema "Foreste-Carbonio" é al centro dell'agenda di FSC sin da una prima comunicazione di interesse verso il tema, pubblicata nel settembre 2008, e si é consolidato a seguito di una specifica mozione (n. 43) approvata nel corso dell'ultima Assemblea Generale di Città del Capo. Dallo scorso luglio é operativo un gruppo di lavoro dedicato all'argomento e composto da 12 membri, equamente ripartiti tra le 3 Camere e tra Nord e Sud del mondo.
FSC - come riportato in dettaglio in questa newsletter - é inoltre attivamente coinvolto nella Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (COP15) in corso in questi giorni a Copenaghen, con una delegazione "sul campo" e con la partecipazione a convegni e seminari.
Per maggiori informazioni sulle attività del Gruppo di lavoro su Foreste e Carbonio: http://www.fsc.org/climatechange.html.

martedì 22 dicembre 2009

NATALE 2009

sbernardo

Il Bimbo che viene porta a tutti la Buona Novella, a tutti e a ciascuno di noi.

Ci confermi nel nostro lavoro, ci dia fiducia e speranza per i giorni a venire, ci dia la forza per lavorare, e per lottare, per difendere i frutti del nostro sudore.

Buon Natale e Felice Anno 2010

mercoledì 16 dicembre 2009

L'OPERA DICEMBRE 2009

In questo numero:
Lettera di Gianni Chiodi, presidente della Regione Abruzzo, alla Assemblea dell'associazionismo forestale 2009;
Foto dell'evento.

Scarica la versione .pdf da qui

mercoledì 9 dicembre 2009

ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE - PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO” SABATO 12 DICEMBRE 2009

manifesto assemblea

La presente per invitare all’evento “ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE - PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO” che si svolgerà SABATO 12 DICEMBRE 2009 con inizio alle ore 9,00 a L’AQUILA presso l’Auditorium di Palazzo Silone in Via Leonardo da Vinci, 6.

L’evento è promosso da FORESTABRUZZO e dalle Centrali cooperative CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP e AGCI. I dettagli dell’iniziativa sono reperibili sul sito internet: http://assemblea2009.consorziforestali.net

All’evento è prevista la partecipazione di cooperatori forestali, amministratori di Consorzi Forestali, amministratori comunali e di comunità montane, politici e dirigenti regionali. Fra le finalità della Assemblea l’illustrazione e il sostegno al Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", la soluzione dei problemi legati alle autorizzazioni dei tagli colturali e, non ultimo, il varo dei bandi per le misure forestali del PSR..

E’ importante quindi la massima partecipazione.

E’ gradita anche l’adesione alla Assemblea sul sito internet sopra indicato.

Giovanni Meuti

ForestAbruzzo

Elio Di Odoardo

Legacoop Abruzzo

Gasper Rino Talucci

Fedagri Confcooperative Abruzzo

Nino Silverio

AGCI Abruzzo


ASSEMBLEA DELL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE

PER UNA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ FORESTALI NELLA REGIONE ABRUZZO

PIATTAFORMA

Premessa

Il perdurare di una situazione di totale immobilismo della Regione Abruzzo nel settore forestale ci induce a proporre una prima manifestazione dell'associazionismo forestale (cooperative e consorzi) per iniziare a far sentire la nostra voce.

La situazione è infatti drammatica e porterà, perdurando la situazione attuale, alla estinzione dell'associazionismo nel settore forestale, ma forse alla scomparsa dell’intero settore come attività economica.

Infatti non bastavano i tre anni di ritardo sulle altre regioni nell'utilizzo dei fondi PSR, ora si è passati al blocco di fatto dei tagli colturali senza finanziamento e al blocco di tutte le attività forestali dei consorzi forestali attuata con una lettura "a rate" di una legge regionale del 1988.

Così si sono persi in tre anni 500 posti di lavoro. E molti altri se ne perderanno nel 2010 non potendo programmare per tempo le attività. E molti cittadini delle aree montane non potranno avere la legna di uso civico, o lo avranno ad un costo maggiore.

Nel mentre il Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale", che risolverebbe molti dei problemi, è fermo in 3^ commissione.

Questa situazione non può vederci morire senza tentare di far sentire la voce del settore.

Le nostre richieste

PROGETTO DI LEGGE REGIONALE 36-09

Immediata approvazione del Progetto di Legge Regionale 36-09 "Norme in materia di consorzi forestali per la gestione associata del patrimonio agro-silvo-pastorale" attualmente all’esame della 3^ commissione.

Il PDL presentato da Antonio Del Corvo, presidente della terza commissione agricoltura della Regione Abruzzo, rappresenta la soluzione per molti dei problemi che oggi bloccano l’attività forestale nella nostra regione.

Ci sono oggi nella nostra regione ben 17 Consorzi Forestali, che associano circa 50 amministrazioni comunali (il loro numero è in continuo aumento), alcune Amministrazioni Separate degli Usi civici e tre Comunità Montane. I territori gestiti superano ormai i 60.000 ettari di cui oltre 40.000 ettari di superfici forestali.

Numeri che ben rendono l’idea di come lo strumento rappresenti la soluzione a molti problemi di gestione del patrimonio agro-silvo-pastorale di cui soffrono i piccoli comuni soprattutto montani. Significativamente in alcuni casi sono state le stesse Comunità Montane a farsi promotori della costituzione dei consorzi. Alcune di queste realtà si stanno aggregando in consorzi di secondo grado, al fine di una migliore economia di gestione e anche al fine di gestire in modo unitario le certificazioni della Gestione Forestale Sostenibile (FSC e PEFC).

Il PLR si propone quindi di dare compiuta attuazione nella nostra regione al D.L.vo 18 maggio 2001 n. 227 e di regolamentare una realtà che è ormai divenuta significativa ed è in continua crescita in una logica di sussidiarietà.

Il PLR, proponendosi il rilancio dello sviluppo socio-economico delle aree interne, senza oneri per la Regione, ottiene un incremento della attività imprenditoriale e della occupazione attraverso la razionalizzazione e lo snellimento della gestione forestale e delle sue attività. Le aree forestali, infatti, se razionalmente gestite, rappresentano una ricchezza per le popolazioni delle aree montane, per gli introiti ai comuni per i tagli ad uso commercio, per i risparmi alle famiglie con i tagli ad uso civico e per l’occupazione che queste attività generano.

Il PLR prevede, similmente a quanto previsto in altre regioni (cfr Lombardia), una forma di “riconoscimento” finalizzato a garantire il rispetto delle basilari regole sia nella fase costitutiva che successivamente in quella di gestione.

Il PLR supera quindi, di fatto, tutti i problemi in essere in merito all’utilizzo dei terreni di uso civico e di autorizzazione dei tagli colturali che oggi bloccano l’attività dei Consorzi.

Il PLR è stato presentato dal Presidente della Commissione Antonio Del Corvo (PDL) e ci risulta aver avuto in commissione il sostegno anche di importanti forze di opposizione, oltre che il sostengo, in audizione, dell’ANCI (Comuni) e UNCEM (Comunità Montane).

L’APPROVAZIONE IN TEMPI BREVI DEL PLR E’ LA PIU’ DECISA RICHIESTA CHE VIENE DALL’ASSOCIAZIONISMO FORESTALE!

PIANO DI SVILUPPO RURALE

Se la situazione dell’attuazione del PSR in generale è “difficile”, quella delle misure forestali è drammatica. La prospettiva del disimpegno automatico del 31 dicembre 2010 è pericolosamente vicina!

AD OGGI NON E’ STATO SPESO UN SOLO EURO DEL PSR NEL SETTORE FORESTALE!

L’unico bando varato nel settore (mis. 226) vede ad oggi in corso le istruttorie, la cui difficoltà di elaborazione risente del delirio burocratico in cui è precipitato il settore.

E i soldi del PSR sono gli unici disponibili.

CHIEDIAMO IL VARO DI TUTTI I BANDI DEL SETTORE FORESTALE, A PARTIRE DALLA MISURA 227.

E SOPRATTUTTO CHIEDIAMO CHE I BANDI SIANO SEMPLICI, NELL’OTTICA DI ALLARGARE LA PLATEA DEI BENEFICIARI E NON DI CREARE ARTIFICIOSE BARRIERE BUROCRATICHE!

POLITICA NEL SETTORE

La situazione amministrativa del settore forestale abruzzese è gravissima.

Si registra in questi ultimi quattro anni un totale vuoto amministrativo, in parte dovuto alle note vicissitudini politiche, ma essenzialmente dovuto alla inconsistenza amministrativa e tecnica del Servizio regionale, a cui i politici non hanno posto rimedio. E a cui, in verità, nemmeno questa amministrazione regionale sta sinora ponendo rimedio.

Ciò ha portato la nostra regione ad attuare l’unico caso in Italia di “federalismo alla rovescia”. Le funzioni della ”autorità forestale regionale”, che in tutta Italia sono prerogativa delle Regioni (come da Costituzione vigente), in Abruzzo sono state totalmente delegate al Corpo Forestale dello Stato. Il CFS in Abruzzo istruisce progetti, approva o non approva, supervisiona e controlla i lavori, collauda, oltre a svolgere le funzioni di polizia, con potere di sanzione e incriminazione. E se si prova a far ricorso alla Regione, la Regione rimanda di nuovo al CFS per un “supplemento di istruttoria”.

Il Servizio regionale è, ad oggi, totalmente succube di tale situazione e non riesce nemmeno a far applicare le leggi regionali esistenti nel settore (ad esempio la normativa regionale sui tagli colturali) né a fornire alcuna direttiva o almeno risposte.

RICHIEDIAMO CON FORZA CHE LE FUNZIONI AMMINISTRATIVE NEL SETTORE TORNINO IN CAPO ALLA STRUTTURA REGIONALE!

E se l’obiezione è la mancanza di personale e di risorse..

RICHIEDIAMO CON FORZA LA SEMPLIFICAZIONE E LA SBUROCRATIZZAZIONE DEL SETTORE!

Bisogna passare dalla logica del “tutto è vietato, se non è autorizzato” alla logica del “tutto è permesso, salvo quello che è vietato”.

E diciamo basta alla logica per cui se c’è qualcuno che sta lavorando bisogna fare di tutto per farlo smettere!

BASTA AI PROGETTI BLOCCATI PER MOTIVI PRETESTUOSI CHE RASENTANO IL RIDICOLO!

BASTA ALLE LEGGI RIESUMATE DOPO 21 ANNI E POI LETTE A RATE!

Sappiamo che l’unico modo di attuare una politica di sviluppo è una sana collaborazione fra le istituzioni e il mondo sociale ed imprenditoriale.

I nostri colleghi di altre regioni sono ormai impegnati nello sviluppo delle energie rinnovabili da biomasse forestali, MA COME SI PUO’ PENSARE DI REALIZZARE INVESTIMENTI IN UNA SITUAZIONE DI TOTALE BLOCCO BUROCRATICO DELLE ATTIVITA’ FORESTALI?

OCCORRE UN CAMBIAMENTO RADICALE NELL’AZIONE DELLA AMMINISTRAZIONE REGIONALE CHE PERMETTA IL “RIPARTIRE” DEL SETTORE FORESTALE, PER L’OCCUPAZIONE E PER LO SVILUPPO.

assemblea2009.consorziforestali.net

mercoledì 25 novembre 2009

Approvati 11 dei 21 PSR modificati

campo

Buone notizie da Bruxelles. Salgono a 11, su un totale di 21, i PSR italiani approvati dal Comitato di Sviluppo Rurale. Dopo il disco verde ottenuto da Toscana e Sardegna nel mese di ottobre, la riunione del Comitato del 23 novembre ha sancito il via libera per altre nove Regioni e Province Autonome italiane: Abruzzo, Bolzano, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Trento, Umbria, Valle d'Aosta.

I nuovi PSR recepiscono i contenuti delle recenti riforme riguardanti la Politica agricola comune (Health Check della Pac) e la strategia europea anticrisi (European Economic Recovery Plan). Tali riforme, assieme al trasferimento verso lo sviluppo rurale di risorse provenienti dall'OCM Vino, comporta per l'Italia un aumento complessivo di fondi pubblici dedicati ai PSR di oltre 1.156 milioni di euro.

I fondi aggiuntivi saranno utilizzati, principalmente, per attuare le cosiddette "nuove sfide" dello sviluppo rurale ovvero per misure dedicate all'espansione dell'utilizzo delle energie rinnovabili, alla tutela della biodiversità, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla gestione delle acque, ad interventi di accompagnamento alla ristrutturazione del settore lattiero-caseario e per la diffusione della connessione internet a banda larga nelle aree rurali.

I Programmi delle dieci Regioni ancora in fase di esame da parte della Commissione europea, saranno approvati, presumibilmente, nel corso del Comitato di dicembre che dovrebbe completare il quadro di riforma derivante dall'Health Check della Pac e sancire il passaggio alla fase operativa.

Per ogni ulteriore informazione, è possibile visitare la sezione sviluppo rurale del sito www.politicheagricole.gov.it ed il sito www.reterurale.it che dedicano ampio spazio alla programmazione dello sviluppo rurale, con approfondimenti per tutti i programmi e per tutti gli Stati membri.

domenica 22 novembre 2009

Pubblicazione: Deforestazione e processi di degrado delle foreste globali. La risposta del sistema foresta-legno italiano

Il rapporto descrive i caratteri quantitativi e qualitativi della deforestazione e del degrado delle foreste a scala globale; esamina le cause e la dimensione d’illegalità e di corruzione nel sistema mondiale foresta-legno; valuta e indica ai decisori politici gli strumenti legislativi, gli accordi internazionali regionali e bilaterali con i partner commerciali occidentali, la legislazione nazionale e gli accordi volontari, utili per contrastare il fenomeno.

» Visualizza la pubblicazione (pdf 10709 Kb)

giovedì 19 novembre 2009

Investire nelle rinnovabili? In Italia è un risky business

Investire nelle rinnovabili? In Italia è un risky business

Deutsche Bank ha recentemente reso noto un proprio studio in cui vengono assegnati i punteggi ad un gruppo di 109 paesi, relativamente alla presenza di condizioni più o meno favorevoli per investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

La ricerca, intitolata Global Climate Change Policy Tracker: An Investor’s Assessment è stata realizzata da Deutsche Bank Columbia Climate Center presso Earth Institute, Columbia University.

Sono stati individuati tre livelli di rischio che sono stati assegnati sulla base di otto criteri, ed hanno portato alla definizione della “pagella” attribuita ai diversi stati con il raggiungimento di punteggi dall’otto al dodici (livello 1), dal tredici al venti (livello di rischio 2) e oltre ventuno (livello di rischio 3).

Leggendo il punteggio assegnato al nostro paese ed il livello di rischio attribuito (livello 3 - rischio elevato) si possono fare diverse considerazioni ma soprattutto non si può non pensare che in fondo (ma mica tanto) non potevamo che aspettarci un giudizio così severo da parte dei banchieri tedeschi sul modo in cui gli investimenti in energie rinnovabili vengono incoraggiati e promossi nel “paese del sole”.

Le ricadute economiche su industria ed economia italiana, giudicate notevoli secondo una ricerca IEFE (Centre for Research on Energy and Enviromental Economics and Policy dell’Università Bocconi) promossa da GSE (Gestore Servizi Elettrici) rischiano di rimanere solo teoriche secondo l’analisi svolta dall’Istituto tedesco.

Il criterio principale (trattandosi di investimenti) è rappresentato dagli incentivi, suddiviso in cinque sotto-criteri.

Per Deutsche Bank (e non solo) è fondamentale anzitutto l’esistenza di tariffe incentivanti nei paesi in cui si va a investire, viene inoltre assegnato un giudizio sulla efficacia delle politiche adottate dagli stati messi sotto osservazione, che consentano di mantenere il riscaldamento globale al di sotto della soglia dei due gradi Celsius oltre la quale il cambiamento climatico viene considerato irreversibile.

In Italia, pur esistendo un sistema tariffe incentivanti si sottolinea la presenza di ostacoli significativi agli investimenti, riconducibili ad una forte burocratizzazione, alle scarse disponibilità di finanza pubblica e all’assenza di un sistema sanzionatorio per le inadempienze.

Investire nel settore delle fonti rinnovabili: molte Pmi avranno stimato che il mercato italiano è semplicemente difficile ed invece è addirittura….rischioso!

lunedì 16 novembre 2009

Dossier Enea: le rinnovabili termiche su i target UE

rinovabili (da Rinnovabili.it)

“l’Italia è molto in ritardo negli usi termici delle fonti rinnovabili, mentre sta rapidamente crescendo (anche se a caro costo) la quota di generazione elettrica. Occorre e conviene colmare questo ritardo, e rivedere in aumento il peso degli usi termici delle rinnovabili nel soddisfare quella quota del 17% al 2020 che la Commissione Europea ci ha assegnato. Questo vuole anche dire una riduzione della pressione sugli usi elettrici, che renda gli obiettivi più realistici e meno costosi”. E’ l’opinione di Ugo Farinelli, segretario generale dell’Associazione Italiana Economisti dell’Energia a commento del dossier Usi termici delle fonti rinnovabili presentato oggi nell’ambito del workshop, promosso congiuntamente da ENEA con AIEE e FIRE. Il documento come il convegno raccoglie le varie tecnologie per gli usi termici delle rinnovabili a partire dal solare alla geotermia fino alle biomasse esaminando stato dell’arte e prospettive tecnologiche in riferimento soprattutto ai target Ue contenuti nella Direttiva “20-20-20”.
“Da un punto di vista economico, – afferma Farinelli – non c’è dubbio che nella maggior parte dei casi il costo di produzione di un kWh termico sia inferiore di quello necessario per produrre un kWh elettrico; appare quindi evidente l’importanza di operare per promuovere la diffusione delle tecnologie per le rinnovabili termiche rivedendo un sistema d’incentivazione, basato sui certificati verdi e sul conto energia, che non sembra rispondere compiutamente a questa esigenza”.
Per rendere chiaro il contesto in cui attualmente l’Italia si trova l’Enea ha redatto schede tecnologiche per le sopracitate fonti, stralcio del Rapporto “Fonti Rinnovabili” in fase di pubblicazione, definendo per ognuna: stato dell’arte; prospettive tecnologiche e R&D, potenziale di sviluppo e barriere alla diffusione; analisi economica.

Capitolo controverso soprattutto quello relativo alle biomasse, per le quali Giuseppe Tomassetti della Fire ha mostrato le proposte di evoluzione del sistema incentivi, da indirizzare “alle imprese più che ai singoli consumatori”. L’attenzione in questo caso andrebbe alle nuove definizioni di “sostenibile”. Per Tommasetti le priorità divengono essenzialmente “utilizzare meglio, cioè a più alta efficienza e con minor emissioni, le biomasse già attualmente disponibili sul mercato, favorendo la tipizzazione dei combustibili e la qualità delle caldaie” e “far crescere la disponibilità sul mercato di combustibili, di qualità standardizzata, derivati da biomasse prodotte in Italia sia dal mondo agricolo sui terreni di pianura, che dal mondo forestale nelle aree montane, in accordo con le funzioni di protezione del territorio”.

Da Carlo Manna, responsabile ufficio Studi dell’Enea, arrivano invece le proposte per recuperare il ritardo dell’Italia sull’uso termico delle fonti di energia rinnovabili ed in particolare nel campo del solare termico. “Sia per le capacità tecnologiche di cui disponiamo, sia per fattori ambientali, l’Italia dovrebbe farsi trovare più preparata – ha dichiarato Manna – e probabilmente la particolare attenzione che c‘è stata verso la generazione elettrica da fonti rinnovabili ha fatto trascurare questo tipo di utilizzo delle rinnovabili. E’ necessaria a questo punto una revisione complessiva di alcuni meccanismi e misure da attuare. A partire da quelli sui titoli di efficienza energetica, troppo poco attenti alle potenzialità di un uso termico delle fonti rinnovabili”. Rivedere tutti i nei dei certificati bianchi, dunque, ma ottenere una “certezza del funzionamento di certi meccanismi, come quello del 55% sull’Irpef”.

venerdì 13 novembre 2009

Enerlegno 2009

clip_image001Nell’ambito della Fiera Enerlegno 2009, Fiper - Federazione Italiana Produttori di Energia Rinnovabile organizza in collaborazione con Aper il convegno: “Una risorsa essenziale per accrescere l'autonomia energetica nazionale e diffondere una cultura rispettosa dell'ambiente”.

L’evento si svolgerà il giorno 27 Novembre 2009 dalle ore 10.00 presso la Sala Sagittarius - Rho Milano Fiere.

Nell’ambito dell’evento fieristico saranno organizzati altri convegni:

Sempre il 27 Novembre, dalle 15.00 alle 17.00, si svolgerà un incontro dedicato al pellet, mentre il giorno successivo, sabato 28, uno dedicato al cippato, dalle 10.00 alle 13.00.

Per maggiori info:

http://www.greenergyexpo.eu/it/conf_2009.asp?fiera=ELG

giovedì 12 novembre 2009

Seminario "Il patrimonio forestale nell'area del mediterraneo. Quali politiche europee per una gestione sostenibile?"

foresta

Bruxelles, 26-27 Novembre 2009

Il seminario intende affrontare nello specifico la gestione sostenibile del patrimonio forestale nel Mediterraneo con particolare riferimento al centro Italia. Nel corso dei lavori verranno  evidenziate criticità e fabbisogni ed individuate azioni volte a rafforzare una politica forestale integrata e coerente con le linee di sviluppo del territorio rurale. L'incontro, inoltre,  vuole contribuire ad individuare le migliori strategie per calare nel patrimonio forestale dell'Italia centrale gli strumenti e le iniziative messe a disposizione dall'Unione europea, nonché contribuire ad identificare una auspicabile strategia forestale specifica per le foreste mediterranee.

 (27.21 KB)Programma draft (27.21 KB)

Giornata di studio sul tema della deforestazione e della degradazione forestale globali

003188 Roma, 20 novembre, Auditorium ISPRA, via Curtatone 7

In occasione della presentazione del rapporto ISPRA “Deforestazione e degradazione forestale. Le risposte del sistema foreste-legno italiano”, frutto di una collaborazione tra l'Università di Padova e l'ISPRA, il 20 novembre 2009 si terrà presso l'Auditorium ISPRA, Via Curtatone 7, Roma, con inizio alle 9:30, una giornata di studio sul tema della deforestazione e della degradazione forestale globali (dimensioni, cause ed effetti del problema), sulle responsabilità e le risposte del sistema foresta-legno e sulle possibili soluzioni e aree di intervento.

All'interno dell'evento è prevista una tavola rotonda, con inizio alle 11:00, moderata da una giornalista di un quotidiano nazionale, a cui partecipano i rappresentanti delle istituzioni italiane, della Commisisone Europea, delle ONG e del settore industriale (Federlegno), per discutere di implementazione di accordi sovranazionali e intergovernativi in materia (Forest Law Enforcement, Governance and Trade, Due Diligence, ecc.); di integrazione e coordinamento tra le politiche settoriali di contrasto ai fenomeni; di promozione di forme di partnership e di collaborazione pubblico-privato, di acquisti verdi da parte della pubblica amministrazione (di cui il 12 ottobre è stato varato un decreto del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo).

Stakeholder Consultation for Forest Evaluation per certificazione FSC in Lombardia

logo_fsc_ico ICILA, organismo di certificazione specializzato nel settore forestale (allegato 1), con la presente intende informarVi che h in corso il processo di certificazione secondo lo schema FSC del Sistema di Gestione Forestale dell'ERSAF, in relazione alle seguenti aree forestali appartenenti alle Foreste di Lombardia:

Foresta di Azzaredo Casy (BG), Gardesana Occidentale (BS), Alpe Vaia (BS), Val Grigna (BS), Anfo - Val Caffaro (BS), Val di Scalve (BS), Legnoli (BS), Corni di Canzo (CO), Valsolda (CO), Monte Generoso (CO), Valle Intelvi (CO), Resegone (LC), Foppabona (LC), Val Masino (SO), Val Lesina (SO), Val Gerola (SO), Alpe Boron (SO), Carpaneta (MN), Isola Boschina (MN) e Valle del Freddo (BG).

Lo standard FSC-STD-20-006 (Stakeholder Consultation for Forest Evaluation) prevede che ICILA consulti, acquisisca e valuti informazioni,opinioni e commenti, espressi dalle Parti Interessate (Stakeholders), riguardanti la conformit` ai requisiti ambientali, economici, legali, tecnici e sociali dell'organizzazione che richiede la certificazione. Per coloro che fossero interessati ad approfondire queste tematiche, h possibile scaricare dal sito www.fsc.org la relativa documentazione (standard di riferimento e corollari) ed al seguente link la check list Icila applicabile: http://www.icila.org/documenti/check%20list%20forestale%20arco%20alpino%20rev%202.pdf.

Potete farci pervenire i Vostri punti di vista e commenti, tramite e-mail al seguente indirizzo di posta elettronica: stakeholder@icila.org.

Inoltre, h prevista la possibilità d'incontrare personalmente o collettivamente, nella piy totale confidenzialità`, il nostro gruppo di audit in occasione della preverifica e della verifica che saranno tenute rispettivamente in data 11-12/11/2009 e 25/11/2009, a partire dalle 16:00, presso la sede centrale dell'ERSAF (via Copernico n0 38, Milano). A questo fine Vi preghiamo di confermarci la Vostra partecipazione anticipatamente, in modo da poterci organizzare nella maniera migliore possibile e comunicarvi eventuali cambiamenti. Vi rendiamo noto che ogni informazione ricevuta dovrà` essere in primo luogo confermata da una seconda fonte o verificata in campo dal nostro gruppo di verifica e che in seguito ne verrà` valutata l'attinenza e la conformità` allo standard. Eventuali dispute e contenziosi sono normalmente gestiti da ICILA secondo una procedura di risoluzione dei conflitti che potrete scaricare al seguente link: www.icila.org/documenti/Profsc06r4.pdf

ICILA si impegna, salvo Vostra diversa disposizione, a mantenere nella piy totale riservatezza le fonti delle informazioni ricevute. Vi alleghiamo una serie di quesiti indicativi (allegato 2) ma non esaustivi riferiti ai principali temi contenuti nello standard applicabile (FSC-STD-01-001 - FSC Principles and Criteria), in riferimento ai quali attendiamo Vs. commenti.

Vi ringraziamo sin da ora del prezioso contributo che vorrete fornirci.

In attesa di un Vostro riscontro, vogliate accettare i nostri migliori saluti.

ICILA

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Allegato 1 (Presentazione ICILA)

ICILA Srl h un Organismo di Certificazione che fornisce servizi di certificazione di sistemi di gestione, di certificazione di prodotto, di formazione, a livello nazionale ed internazionale, prevalentemente, ma non esclusivamente, alle organizzazioni che si occupano della produzione e della lavorazione del legno e dei suoi derivati, alle organizzazioni che operano, a vario titolo, nella filiera legno, ed in generale alle organizzazioni che erogano servizi. ICILA Srl far parte del Gruppo IMQ ed opera come azienda controllata da IMQ Spa.

ICILA detiene le competenze tecniche e ispettive specifiche per fornire servizi di certificazione alle organizzazioni clienti, tenendo conto delle peculiarità` dei prodotti, della produzione e delle strutture aziendali tipiche, h accreditato dai seguenti Enti di Accreditamento:

- SINCERT per i Sistemi di Gestione per la Qualità` (ISO 9001), per i Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14001), e per la certificazione di Prodotti e Servizi di Certificazione Forestale (PEFC/GFS; PEFC/GSP) e di Certificazione della Catena di Custodia (PEFC/COC).

- Comitato per l'Ecolabel e L'Ecoaudit per la Convalida della dichiarazione ambientale ai fini della registrazione EMAS.

- ASI per la certificazione forestale (FSC/FM) e per la Certificazione della Catena di Custodia (FSC/COC).

SERVIZI OFFERTI

- Certificazione dei Sistemi di Gestione per la qualità` (ISO 9001)

- Certificazione dei Sistemi di Gestione Ambientale (ISO 14001)

- Convalida di dichiarazioni ambientali (Registrazione EMAS)

- Certificazione Chain of Custody FSC (Forest Stewardship Council)

- Certificazione Forestale FSC (Forest Stewardship Council)

- Certificazione Chain of Custody PEFC (Programme for endorsement of Forest Certification)

- Certificazione Sistema di Gestione Forestale Sostenibile PEFC (Programme for endorsement of Forest Certification)

- Certificazione Sistema di Pioppicoltura sostenibile PEFC (Programme for endorsement of Forest Certification)

- Certificazione dei Sistemi di gestione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro (OHSAS 18001)

- Certificazione dei Sistemi di responsabilità` sociale (SA 8000)

- Marcatura fitosanitaria FITOK

- Servizi ispettivi per il Certificato GOSST

- Formazione/Informazione

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Allegato 2 (Stakeholder Predetermined Question List)

Quesiti indicativi relativi allo standard FSC-STD-20-006 - Stakeholder consultation for Forest Evaluation.

1 Ritenete che l'organizzazione richiedente la certificazione rispetti la legislazione nazionale in vigore ed eventuali accordi e trattati internazionali (CITES, ILO ecc.)?

2 A Vs conoscenza, si sono mai verificate violazioni dei diritti di proprietà` e/o d'uso della terra o delle risorse forestali? Si sono mai verificate dispute o contenziosi tra organizzazione richiedente e parti terze in riferimento a quando detto ?

3 Ritenete che le attività` di gestione forestale dell'organizzazione che richiede la certificazione apportino benefici economici e sociali ai lavoratori ed alle comunità` limitrofe? Quali?

4 Ritenete che la gestione forestale conservi la biodiversità` ed i relativi valori, le risorse idriche, il suolo e gli ecosistemi e paesaggi? In che modo? Se no, potete fornirci qualche indicazione aggiuntiva?

5 A Vs conoscenza, vengono mantenute le funzioni ecologiche e l'integrità` della foresta? Come? Se no, potete fornirci qualche indicazione aggiuntiva?

6 Ritenete che le attività` di gestione delle aree caratterizzate da valori ad alta conservazione (es: ZPS e SIC) siano rispettose di tali valori e adeguate al fine della loro preservazione? Credete esistano altre aree forestali, specie della fauna e della flora da tutelare in modo particolare?

7 Ritenete che le Piantagioni apportino benefici economici, sociali e ambientali ? (Applicabile solo in caso di piantagioni)

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Informativa art. 13, d. lgs 196/2003: I vostri dati sono trattati, con modalità` prevalentemente elettroniche, da Icila srl - titolare del trattamento - Piazzale Giotto 1, 20035 Lissone (MB) per adempiere a norme di legge e per fini amministrativi, specie con riferimento all'attività` di certificazione. Gli incaricati preposti al trattamento sono gli addetti alla certificazione ed attività` amministrative e ai sistemi informativi e di sicurezza dei dati. Saranno trattati dai revisori e ispettori in qualità` di responsabili del trattamento. Ai sensi dell'art. 7, d. lgs 196/2003 potete esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati o opporvi al loro trattamento per motivi legittimi, rivolgendovi al titolare all'indirizzo postale sopra indicato o inviare un'e-mail a stakeholder@icila.org. Allo stesso modo h possibile richiedere l'elenco dei responsabili del trattamento.

Marco Clementi - Funzione Tecnica - Area Forestale e Catena di Custodia - Forest Management & Chain of Custody

ICILA S.r.l. - 20035 Lissone (MB) – Italy - Piazzale Giotto, 1

Tel +39 039 3300232 - int. 203  - Fax +39 039 3300230

http://www.icila.org/

AB Training: corso per Auditor per la Catena di Custodia FSC

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AB Training (www.abtraining.biz), società specializzata in formazione sulla certificazione FSC, organizza in Italia un corso di formazione per ispettori dal titolo:
Corso per auditor della catena di custodia - 11-14 gennaio 2010
Obiettivo: alla fine del corso i partecipanti conosceranno gli standard FSC per la catena di custodia/legno controllato e avranno sviluppato abilità e competenze pratiche per la loro applicazione nel ambito della certificazione FSC.

Temi trattati:
i. Introduzione alla certificazione in generale con enfasi sulla certificazione per il settore forestale, storia e situazione attuale del FSC, relazione fra ISO 65 ed FSC;
ii. Standard FSC per la certificazione della catena di custodia;
iii. Standard FSC per il legno controllato.
iv. Certificazione di progetto.
v. Utilizzo corretto dei marchi di certificazione sul prodotto e utilizzo per scopi promozionali.
Il corso si svolgerà in italiano, a Milano , presso gli uffici di SGS Italia, in Via Gaspare Gozzi 1/A.

La metodologia d’insegnamento abbinerà le presentazioni del tutor alle esercitazioni mirate allo sviluppo delle capacità pratiche per l’applicazione delle norme e politiche FSC riguardanti la catena di custodia. Inoltre é previsto l’utilizzo di materiale video per illustrare il funzionamento della catena di custodia ed il collegamento fra foresta e mercato di prodotti forestali.
I corsi AB Training permetteranno ai partecipanti di iniziare un percorso formativo come ispettore per la certificazione FSC. Oltre ai corsi auditor FSC, per completare l’iter formativo, é necessario partecipare ad un corso Auditor ISO 9000 o ISO 14000. Inoltre, si dovrà completare un percorso formativo come auditor in affiancamento presso uno degli enti di certificazione accreditati FSC.
Costo: Corso per Auditor della Catena di Custodia - 950 Euro.
AB Training offre uno sconto di 25% agli studenti che si registreranno ai corsi Auditor FSC. Il costo del corso non comprende l’eventuale alloggio per la durata delle lezioni.
Per informazioni aggiuntive e registrazione: www.abtraining.biz
oppure tramite e-mail: Liviu Amarieri liviu@abtraining.biz

lunedì 9 novembre 2009

Io da che parte sto?

di Giorgio Nebbia – www.rinnovabili.it


Campo eolico

C’è un famoso racconto, attribuito ad Esopo, intitolato: il padre, il figlio e l’asino. Un padre anziano, un figlio giovinetto e un asino andavano per la loro strada. Il padre, stanco, sale sull’asino e la gente che li vede passare dice: che egoista quel padre che lascia andare un giovinetto a piedi. Allora il padre scende e fa salire sull’asino il figlio e la gente che li vede passere dice: vergogna quel giovinetto che lascia andare a piedi il padre anziano. Allora padre e figlio salgono tutti e due sull’asino e la gente dice: vergogna: due persone che sfiancano il povero asino. Allora padre e figlio scendono e vanno a piedi al fianco dell’asino e la gente dice: ma sono proprio scemi quei due che potrebbero andare senza stancarsi. Il racconto non dice come è finita: forse si sono fermati tutti e tre. E’ quanto sta avvenendo nel dibattito sulle fonti energetiche rinnovabili che vi propongo qui di seguito.

L’uso dei combustibili fossili comporta l’esaurimento delle riserve esistenti e provoca mutamenti climatici e la soluzione nucleare è inaccettabile. La vera soluzione va cercata nel ricorso alle fonti energetiche rinnovabili, tutte derivate dal Sole, sotto forma di calore solare o di energia eolica o di moto delle acque.

Niente vero. Sulla produzione di energia dal Sole non si può contare perché occorrerebbero migliaia di chilometri quadrati di superficie terrestre coperta di pannelli solari per avere quantità apprezzabili di calore o elettricità. Invece sarebbe una cosa molto buona perché le grandi zone terrestri in cui la radiazione solare è elevata sono proprio nei deserti poco abitati dei paesi poveri e quindi da questi potrebbe venire il rifornimento di energia futura per i paesi industriali. No, è inaccettabile la dipendenza da nuovi monopoli energetici, questa volta costituiti dai paesi ricchi di Sole e di impianti solari. Però i paesi industriali potrebbero vendere pannelli solari ai paesi con elevata insolazione e comprare in cambio energia elettrica o idrogeno solari dai paesi oggi arretrati.

Energia PulitaIl ricorso al solare sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti solari, termici o fotovoltaici, hanno una durata limitata, e dopo alcuni anni o decenni si dovrebbero smaltire enormi quantità di rottami inquinanti. Però solo i pannelli solari al silicio comportano problemi di smaltimento e di inquinamento tanto che tendono ad essere sostituiti da pannelli fotovoltaici a semiconduttori organici. Non ci si deve neanche pensare, perché il rendimento dei nuovi pannelli fotovoltaici è basso e occorrerebbero superfici terrestri ancora più grandi per fornire l’elettricità oggi necessaria nel mondo.

Per produrre elettricità dal Sole conviene usare non i pannelli fotovoltaici ma piuttosto il calore solare con concentrazione per ottenere vapore per alimentare turbine. Questa soluzione non convince perché i sistemi per concentrazione producono vapore in maniera intermittente e la produzione di vapore cessa se il cielo è coperto di nuvole. Però il calore solare ad alta temperatura può essere accumulato in speciali materiali e reso disponibile durante tutto il giorno.

Allora se proprio si vuole ottenere elettricità dalle fonti rinnovabili meglio usare i motori eolici alimentati dal vento che si genera sulla terre emerse e sugli oceani dal movimento di aria che scorre dalle parti calde alle parti fredde del pianeta, dal momento che il vento ha dentro di se una forza grandissima. Ma le centrali eoliche deturpano il paesaggio e uccidono gli uccelli che vengono risucchiati dal moto delle pale. Però l’energia eolica potrebbe fornire elettricità in forma decentrata e quindi si eviterebbero le grandi reti di trasmissione dell’elettricità generata dalle grandi centrali termoelettriche e nucleari. Sarebbe una soluzione pessima perché gli impianti eolici forniscono elettricità in forma discontinua e una interruzione dell’erogazione potrebbe far morire negli ospedali i pazienti dipendenti da apparecchiature elettriche. Ma i problemi della discontinuità sono inesistenti perché l’elettricità di origine eolica può essere accumulata, a mano a mano che si forma, in adatte batterie ricaricabili come le recenti a ioni di litio. Sarebbe un disastro perché le maggiori riserve mondiali di litio sono nelle mani della Bolivia, un paese socialista e nemico del capitalismo, e il prezzo delle batterie al litio sarebbe destinato ad aumentare. Allora la forza del vento potrebbe essere utilizzata nella maniera migliore usando la forza delle onde generate dal vento, ma le centrali elettriche a onde marine comportano devastanti interventi sulle coste.

Produzione di BiocarburantiLa principale funzione che il Sole sa svolgere bene è la ”fabbricazione” di biomassa vegetale con la fotosintesi clorofilliana, che porta via anidride carbonica dall’atmosfera, e dalla biomassa vegetale è possibile ottenere sia combustibili solidi, sia combustibili liquidi come l’alcol etilico o il biodiesel da usare come carburanti per autoveicoli.

Niente vero. La produzione di alcol etilico, o bioetanolo, dagli amidi di cereali, alimenti indispensabili per gli esseri umani e ancora di più per le popolazioni povere, sottrae una grande massa di alimenti alle bocche di chi ha fame; così i poveri non avrebbero di che mangiare per permettere ai SUV dei paesi ricchi di andare a tutta velocità. Ma l’uso dell’alcol etilico come carburante libera dalla dipendenza dal petrolio e il bioetanolo può essere ottenuto da zuccheri o da materiali lignocellulosici e scarti della lavorazione del legno. Anche in questo modo si incentiverebbe la piantagione di piante da zucchero o alberi a rapida crescita che alterano molti ecosistemi naturali e impoveriscono la biodiversità.

Invece di alcol carburante si possono usare biocarburanti ottenuti dai grassi, il biodiesel. No, non si devono usare grassi da trasformare in biodiesel perché i grassi sono prodotti in monocolture che sottrarrebbero terreno alle coltivazioni di piante alimentari. Conti accurati mostrano che la quantità di energia impiegata nelle varie operazioni di produzione dei biocarburanti è inferiore, talvolta molto inferiore, a quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Invece conti accurati mostrano che il consumo di energia, in parte ottenuta da combustibili fossili, per la preparazione dei terreni da coltivare a piante energetiche, per la semina, per il raccolto, la trasformazione in carburanti, per la distillazione, e lo smaltimento dei residui e sottoprodotti è molto più alta di quella che i biocarburanti liberano nei motori a scoppio. Anche se i sottoprodotti della trasformazione di prodotti agricoli e forestali in biocarburanti possono trovare utile impiego nell’alimentazione del bestiame..

Però la produzione di carburanti dalla biomassa vegetale, fatti bene i conti, contribuisce anche lei ai mutamenti climatici. Ma no, l’uso dei biocarburanti è importante per contrastare il riscaldamento globale perché essi immettono nell’atmosfera anidride carbonica e gas serra nella produzione e nella combustione, ma si tratta dell’anidride carbonica sottratta dall’atmosfera quando le materie prime si sono formate per fotosintesi.

Potrei andare avanti a lungo sugli esempi di negazionismo e revisionismo associati ai soli problemi energetici e ambientali: sembra che il revisionismo sia il grande sport del ventesimo e ventunesimo secolo applicato a molti aspetti della vita civile. Direi della vita “incivile” perché il progresso richiederebbe una grande operazione di ricerca della vera-verità anche nel campo scientifico e tecnologico e la fine del chiacchiericcio che esplode intorno ad ogni nuovo o vecchio aspetto, amplificato dai giornali, dalle televisioni e da Internet spesso disposti a credere chiunque sia in cerca di qualche visibilità con idee anche strampalate.
Io da che parte sto?
Una persona potrebbe essere indotta a credere che la verità vada cercata nella “scienza”, ma purtroppo spesso sono “scienziati” apparentemente “attendibili”, quelli che dicono una cosa e quelli che dicono il suo contrario. Stiamo vivendo in un’epoca in cui, come diceva Mao, al buio tutti i gatti sono grigi. Ci deve essere allora qualche guida che aiuta a districarsi nella selva di semi-verità e di semi-menzogne. Purtroppo la risposta non va cercata nei computers, nelle riviste o nei trattati, ma nella propria testa, nello sforzo di conoscenza e di approfondimento diretto dei fatti, nella verifica delle notizie alla luce dei valori che ciascuno porta nel proprio cuore.

E’ un valore la possibilità di muoversi e di illuminare le case e di avere un lavoro ed è un valore il diritto alla salute e ad avere cibo sufficiente e acqua pulita: la tale proposta o invenzione in quale maniera rende massima l‘accesso a ciascuno di questi diritti da parte di ciascuno e di tutti ? Chi guadagna proponendo una certa invenzione o innovazione e chi ci rimette, natura e ambiente compresi? e io da che parte sto fra chi ci guadagna e chi ci rimette?

Per maggiori informazioni sugli argomenti trattati in questo articolo

sabato 7 novembre 2009

CONSORZIO SANTA TERESA

santa teresa piccolo E’ stato costituito il 23 ottobre 2009 il Consorzio Santa Teresa - Società Consortile Agricola Cooperativa.

Il Consorzio ha come mission principale la partecipazione ai pubblici appalti e, come ricorderete, questo tipo di consorzio permette, in caso di vincita di una gara, di affidare i lavori, totalmente, ai soci.

Il Consorzio è immediatamente operativo attraverso l’utilizzo dello strumento dell’avvalimento, per cui le nostre strutture abilitate con la SOA potranno garantire il Consorzio Santa Teresa fino a che questa non avrà conseguito autonome certificazioni.

Il consorzio è stato costituito quindi come Consorzio di Società cooperative in forma di Società Cooperativa a responsabilità limitata avente per oggetto sociale esclusivo le attività di lavoro agricolo di cui all’art. 2135 del codice civile e potrà esercitare tutte le attività agricole, connesse ed equiparate previste dai Decreti Legislativi n. 227 e 228 del 18/05/2001 e successive integrazioni e modificazioni, nessuna esclusa. In tal modo potrà applicare anche tutte le normative per l’affidamento di lavori e servizi riservate alle cooperative agricole e forestali di cui alle leggi Art. 17 - L.97/1994, Art. 15 - Decreto Leg.vo 228/2001 e Art. 2 - comma 134 - L. 244/2007 (Legge finanziaria 2008) e successive modifiche ed integrazioni nonché altre normative similari, avendo anche sede legale in area montana in Farindola (PE).

Soci fondatori del Consorzio sono stati CO.L.A.FOR., A.C.F., Verde Abruzzo e Dendron. Le cariche sociali sono: Marianna Corvetto (Presidente), Andrea Trancanella, Angelo Fiordigigli, Gabriele Marini e Gasper Rino Talucci (Consiglieri).

Si ricorda che, per rispettare le normativa sugli appalti, possono essere soci di questo Consorzio esclusivamente COOPERATIVE, con esclusione di soci in altre forme societarie.

Tutte le informazioni sul consorzio sono reperibili sul sito internet: www.consorziosantateresa.com