venerdì 4 giugno 2010

Il taglio dei boschi: un servizio di “Striscia la notizia” accende la polemica sulla deforestazione

Giovedì 03 Giugno 2010

Scritto da Lisa Vagnozzi su http://www.greenme.it

Un servizio televisivo di “Striscia la notizia” ha recentemente innescato una vera e propria polemica sullo stato dei boschi italiani, sulla loro tutela, sul loro sfruttamento e sul ruolo giocato della deforestazione selvaggia nell’alterazione degli equilibri idrogeologici del territorio. Ma procediamo con ordine. Lo scorso 14 maggio 2010, il popolare tg satirico di Canale 5 ha mandato in onda un servizio di Max Laudadio interamente dedicato allo sfruttamento indiscriminato dei boschi.

Il servizio “incriminato” inizia in un bosco lombardo, nella provincia di Varese, con inquadrature che passano da alberi verdi ad evidenti residui di tagli, accompagnate da confronti, commenti e osservazioni sul tema della scarsa tutela del nostro patrimonio boschivo. Nella ricostruzione dei fatti offerta dal servizio, lo sfruttamento indiscriminato dei boschi sarebbe dovuto all’assenza di una legislazione nazionale: attualmente, infatti, ogni decisione e ogni azione riguardo al patrimonio forestale e boschivo è demandata alle singole regioni. Il giornalista menziona e oppone il “buon esempio” offerto dal Trentino al “cattivo esempio” offerto dalla Lombardia. Nelle fasi successive del servizio, Laudadio intervista sul tema della deforestazione un rappresentante dell’associazione ecologista Fare Ambiente, un esponente di Legambiente e lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

L’eco-denuncia di Laudadio ha scatenato una serie di reazioni piuttosto forti da parte di associazioni ed esperti, con tanto di attribuzione di un simbolico ma significativo Tapiro Verde al giornalista, alla redazione di “Striscia la notizia” e al Ministro Prestigiacomo da parte della rivista forestale tecnico-scientifica Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi. Oltre a Sherwood, forti critiche ai contenuti del servizio sono venute anche da PEFC Italia, dal Gruppo FSC-Italia e dall’UNAGA - Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura.

L’accusa principale che è stata mossa al servizio di Laudadio è di aver veicolato con leggerezza e superficialità informazioni erronee e dati approssimativi, capaci di suscitare nel pubblico dei telespettatori (circa 6 o 7 milioni di persone) pregiudizi riguardo alla filiera produttiva del bosco e allarmi infondati.

In particolare, le organizzazioni menzionate fanno notare come i due boschi messi a confronto nella prima parte del servizio siano in realtà due cedui di castagno tagliati nello stesso modo ma in periodi diversi: il bosco rigoglioso utilizzato come termine di paragone per condannare la deforestazione selvaggia altro non è che un ceduo già ricresciuto. Il punto che agli esperti del settore preme sottolineare è che in selvicoltura il taglio di parte del bosco non coincide con la sua fine o con la sua distruzione: al contrario, gli alberi vengono di fatto coltivati, facendo in modo che quelli tagliati vengano sostituiti da nuovi germogli.

Gli esperti e le organizzazioni sottolineano il danno di immagine che il servizio di “Striscia” ha arrecato alla filiera produttiva del bosco. L’utilizzo del legno dei boschi non implica “sfruttamento” e “disboscamento”, ma contempla una gestione sostenibile delle risorse forestali. La produzione del legname, se portata avanti seguendo le regole esistenti, può alimentare un'economia legata al territorio e contribuire all’approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile: il legno prodotto dal taglio sostenibile dei boschi è infatti una materia prima a basso impatto ambientale e rappresenta una valida fonte energetica, in grado di sostituire i derivati del petrolio.

Per quanto riguarda le regioni menzionate, le organizzazioni ne difendono l’operato, “scagionando” la Lombardia dalle accuse formulate nel servizio: in Lombardia, infatti, così come in Trentino e in molte altre regioni italiane, esiste una normativa che tutela le foreste, regolandone i prelievi in modo sostenibile.

Infine, le organizzazione e gli esperti intervenuti nella polemica precisano che in Italia è in atto già da alcuni decenni un processo di riforestazione naturale: l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio del 2005 ha registrato una superficie forestale nazionale di circa 10 milioni di ettari, il doppio di quella registrata nel 1950. Ma, cosa piuttosto grave, nel servizio “incriminato” sia il giornalista che il Ministro dimostrano di ignorare completamente l’esistenza di inventari del patrimonio forestale italiano: sia dell’Inventario Forestale Nazionale del 1985 che del già menzionato Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio, realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, con il Corpo Forestale dello Stato e con le Amministrazioni locali.

Lisa Vagnozzi

FEDAGRI: per difesa territorio e gestione foreste ci sono fondi inutilizzati nei PSR regionali

camaldoli 015 “Se è vero che oltre il 70% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, utilizzando pienamente le risorse disponibili dei Programmi di Sviluppo Rurale si potrebbero attuare misure per il miglioramento dell’ambiente e la difesa del territorio, a partire da una gestione più attenta delle nostre foreste”. Lo ha sostenuto il Presidente del Settore Forestazione di Fedagri Gasper Rino Talucci nel corso del Comitato di settore svoltosi il 3 giugno 2010 a Palazzo della Cooperazione a Roma.

“I piani Regionali potrebbero essere quindi una grande occasione anche dal punto di vista finanziario – ha proseguito Talucci – per consentire al settore forestale quel salto di qualità necessario per promuovere lo sviluppo sostenibile del nostro patrimonio boschivo e realizzare politiche di salvaguardia territoriale. Auspichiamo pertanto che le regioni, nell’ambito dei propri Piani Regionali, colgano le opportunità e gli stimoli offerti dagli strumenti comunitari per dare piena realizzazione a tali obiettivi”.

“Purtroppo le regioni hanno accumulato notevoli ritardi nelle procedure di attuazione e nei pagamenti dei Piani di Sviluppo Rurale – ha concluso Talucci – che destano forti preoccupazioni. Sono ritardi che rischiano, in virtù delle regole di disimpegno automatico della spesa, di far perdere al nostro Paese notevoli risorse comunitarie e nazionali a discapito di tutti quegli imprenditori agricoli che, soprattutto in un momento di grave crisi come quello attuale, intendono investire per aumentare il livello di competitività delle proprie aziende”.

Il Comitato infine ha giudicato positivamente la pubblicazione, da parte della Commissione europea, del Libro Verde sulle foreste sul quale la cooperazione avvierà un dibattito e un confronto nell’ambito del Convegno nazionale previsto per il prossimo 18 giugno a San Miniato (PI) alla presenza del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro e del Presidente del Cogeca, Paolo Bruni.

mercoledì 2 giugno 2010

Venerdì 18 giugno 2010 - Convegno nazionale della cooperazione forestale sul libro verde sulla protezione delle foreste nella U.E.

camaldoli 016

CONVEGNO NAZIONALE

di Legacoop Agroalimentare e Fedagri Confcooperative

LIBRO VERDE LA PROTEZIONE E L’INFORMAZIONE SULLE FORESTE NELL’UNIONE EUROPEA: PREPARARE LE FORESTE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

LE IDEE ED IL CONTRIBUTO DELLA COOPERAZIONE FORESTALE IN MERITO AL CONFRONTO APERTO DALLA COMUNITA’ EUROPEA.

VENERDI 18 GIUGNO 2010 ore 15.30

SAN MINIATO (PI) - Centro Studi “I CAPPUCCINI”

La Cooperazione forestale italiana rappresenta oltre 300 imprese con un’occupazione di circa 5000 addetti fra soci e lavoratori e un fatturato di oltre 200 milioni di euro.
I settori forestali del movimento cooperativo sono strumento delle realtà imprenditoriali per trasferire esperienze, conoscenze e modelli organizzativi fra le varie realtà regionali affinché tutti si possa crescere e affermarsi in una dimensione nazionale ed europea.
In tal senso la cooperazione forestale ha giudicato positivamente la pubblicazione da parte della Commissione U.E. del Libro verde sulle foreste così come è importante la decisione della Commissione di aprire un confronto trasparente sulla definizione delle nuove strategie di intervento per la valorizzazione delle funzioni ambientali e socio economiche nonché per definire politiche selvicolturali nuove di contrasto ai cambiamenti climatici.
La Gestione Sostenibile delle Foreste è una scelta strategica della cooperazione forestale. Noi che viviamo e operiamo tutti i giorni nella salvaguardia del bosco non possiamo non partecipare al confronto aperto dalla Commissione portando il bagaglio delle nostre esperienze e conoscenze che mettiamo al servizio di tutti.
Trovare nuove forme di gestione che superino i limiti fra proprietà e impresa, costruire politiche che riconoscano la specificità della forestazione mediterranea, trovare nuovi strumenti di sostegno finanziario che compensino le funzioni ecologiche e sociali delle foreste, il riconoscimento ai proprietari e ai gestori dei vantaggi economici derivanti dallo stoccaggio della CO2, garanzie per il settore forestale nella nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, questi sono alcuni dei temi che vogliamo sottoporre al confronto con le istituzioni preposte: Regioni, Stato, Comunità Europea.


Programma:
Saluti delle autorità presenti
Vittorio Gabbanini - Sindaco di San Miniato
Paolo Tognocchi - Consigliere Regionale della Toscana
Andrea Pieroni - Presidente Provincia di Pisa

Relazioni
Marco Scaltritti - Presidente Consorzio Toscana Verde
Teodoro Bolognini - Resp. Settore Forestazione Legacoop Agroalimentare
Raul Romano - Rete Rurale Nazionale Osservatorio Foreste INEA
Giovanni Vignozzi - Associazione ANARF
Gasper Rino Talucci - Presidente Settore Forestazione Fedagri Confcooperative


Interverrà
Gianni Salvadori - Assessore Agricoltura Regione Toscana

Conclusioni

Paolo Bruni
Presidente COGECA - Confederazione Generale delle Cooperative Agricole dell’Unione Europea

E' previsto l’intervento di

Paolo De Castro
Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo

Coordina i lavori Roberto Negrini - Presidente Legacoop Agroalimentare Toscana

Allegati (1)

martedì 25 maggio 2010

Fiper: “Evitiamo gli errori del fotovoltaico”

biomassa 
legnosa

Il presidente della Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili fa il punto sulle necessità del filiera legno-energia e di quella del biogas in Italia. E avverte: “La normativa nazionale è ancora troppo lacunosa”

Cresce anche nel nostro Paese l’interesse per la filiera del legno-energia e per lo sviluppo del biogas. Un’opportunità di sviluppo soprattutto per molte Regioni italiane chiamate, in questo settore, a contribuire alla creazione di una rete nazionale allargata. Abbiamo intervistato il presidente della Fiper, Walter Righini, per analizzare le buone pratiche e i futuri modelli di sviluppo di tutta la filiera e capire quali obiettivi l’Italia potrà raggiungere in questo settore entro i prossimi anni.

Sofia Capone: Presidente Righini, Fiper il prossimo anno compirà dieci anni di attività. Uno degli obiettivi che vi siete da sempre prefissati è stata la promozione della produzione di energia termica ed elettrica utilizzando le fonti rinnovabili presenti sul territorio. Quali sono stati i punti di forza della vostra federazione in questi anni e quali sono, invece, le sfide che vi ponete per il futuro?
Walter Righini: Siamo stati dalla nostra costituzione i portavoce dei produttori di calore da fonte rinnovabile. Nel 2001 eravamo in 6 associati, determinati e con la convinzione di far riconoscere l’importanza del kWh termico in un paese dalla visione “elettrocentrica”, qual è l’Italia. Sono stati anni di duro lavoro, nel portare avanti un’istanza di interesse nazionale secondario con la forza di piccole e medie imprese energetiche che fornivano teleriscaldamento a biomassa in ambito montano. Ma non abbiamo mai perso di vista la “visione”, la necessità di definire indicazioni per la definizione di una linea politica chiara per la promozione del riscaldamento e rinfrescamento da fonti rinnovabili. In questo senso, la Direttiva 2009/28/CE ha rappresentato una rivoluzione copernicana: ha sancito pari dignità tra il kwh termico ed elettrico. Il target di produzione del 17% di energia da fonti rinnovabili, che l’Italia dovrà raggiungere entro il 2020, è di fatto calcolato sui consumi finali. Oggi rappresentiamo oltre 70 impianti di teleriscaldamento a biomassa corrispondenti a circa il 75% di quelli avviati sul territorio nazionale, mentre da settembre 2009 ci siamo aperti ai produttori di biogas agricolo. Uno dei nostri punti di forza è stato rappresentare esclusivamente i gestori delle reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa legnosa e i produttori di biogas agricolo. Una scelta che ha senza dubbio “chiuso le porte” ad una serie di aziende di componentistica (come caldaie e moduli), di gestione rifiuti e Forsu, delle altre fonti (fotovoltaico, eolico) ma che ci ha permesso di diventare il punto di riferimento nazionale per gli usi termici da biomassa legnosa vergine. Al momento la priorità FIPER è presentare una proposta realistica e concreta da inserire nel piano di azione nazionale che l’Italia presenterà al 30 giugno 2010 in sede europea, per promuovere l’uso delle rinnovabili termiche in un approccio sistemico di filiera.

Centrale 
di Teleriscaldamento Cooperativa di Dobbiaco (BZ) - FiperS.C.: Lo sviluppo locale e il rispetto dell’ambiente sono stati due principi cardine delle vostre azioni. Attualmente, secondo lei, nella filiera legno-energia e in quella del biogas quali possono essere i modelli d’eccellenza esportabili anche su scala nazionale?
W.R.: Diverse delegazioni provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e Canada visitano ogni anno gli impianti della Fiper. Il modello si fonda sulla creazione e consolidamento di piccoli e medi impianti di teleriscaldamento (1-10 MW termici, 1-1,5 MW elettrici) che forniscono riscaldamento e acqua sanitaria attraverso reti di altissima qualità ed immettono energia elettrica in rete prodotta in co-generazione. La rete svolge un ruolo strategico; incide dal 50% al 80% del costo dell’investimento. La dimensione degli impianti è funzionale alla domanda potenziale, e alla disponibilità di materia prima (cippato) in filiera corta. (70 km dalla centrale di teleriscaldamento). Il modello si ispira alla filosofia dei “distretti industriali”; nel nostro caso l’indotto è rappresentato dalle segherie, dai consorzi forestali, dalle cooperative agricole. Insomma un progetto territoriale che coinvolge i diversi stakeholder presenti in un’economia di montagna.
In Alto Adige il modello FIPER è stato replicato sull’intera provincia: 42 gli impianti di teleriscaldamento presenti nella sola provincia autonoma di Bolzano. Opportunità di sviluppo interessanti per le minireti di teleriscaldamento a biomassa sono riscontrabili lungo l’arco appenninico e alpino. Anche l’Abruzzo, sta valutando per la ricostruzione di avviare minicentrali di teleriscaldamento nella provincia di L’Aquila. Nel nuovo scenario in cui le Regioni agiranno in seguito alla definizione dei Burden sharing, il forte radicamento territoriale rappresenta un vantaggio competitivo che Fiper può e deve giocare per promuovere un modello energetico sostenibile di lungo periodo. Per quello che riguarda la filiera del biogas bisogna definire un nuovo modello societario e di gestione di impianto a biogas, rispetto ai grandi allevamenti di suini e bovini presenti nella pianura padana lombarda, emiliana, veneta. Laddove la proprietà è frazionata, costituire società a progetto che riuniscano i diversi allevatori e agricoltori per il conferimento della biomassa di origine animale e vegetale in un unico impianto a biogas costituisce un’innovazione di processo importante.

S.C.: Quali sono, invece, a suo avviso le istanze e i nodi critici avanzati dai vostri associati su cui è necessario lavorare da subito? E quali sono gli strumenti normativi da adottare con più urgenza per potenziare lo sviluppo del vostro comparto?
W.R.: Il primo nodo critico è rappresentato senza dubbio dalla normativa nazionale molto lacunosa, frammentata, continuamente modificata, che non consente una programmazione imprenditoriale corretta degli interventi per l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Di fatto le vere fonti rinnovabili non sono incentivate o lo sono in maniera distorta. Tra le urgenze: definire gli incentivi sul comparto termico da rinnovabili legati all’efficienza produttiva. In relazione alla biomassa legnosa è importante identificare criteri di efficienza e rendimento condivisi per la produzione di energia. Oggi il rendimento del calore e/o dell’elettricità prodotta dalla biomassa legnosa varia dal 25% al 90%.
Da circa 5 anni gli operatori attendono l’emanazione del Decreto sulla co-generazione ad alto rendimento in riferimento all’applicazione della direttiva. A riguardo, Fiper concorda con il legislatore francese, che riconosce l’incentivo pubblico per la produzione di energia elettrica in co-generazione con un livello minimo di efficienza del 50%.
Per quel che riguarda il comparto del biogas tra le urgenze da affrontare: l’impiego a fini agronomici dei sotto prodotti della filiera (digestato e ceneri), il riconoscimento degli incentivi della legge n.99 per gli impianti antecedenti al 1° gennaio 2008, oltre alla pubblicazione delle schede di calcolo del risparmio per l’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica, e una regolamentazione chiara e precisa sul biometano. Pensiamo, inoltre, di individuare una struttura che si occupi del monitoraggio, della qualificazione e della regolazione della produzione e dell’uso del calore come priorità per lo sviluppo organico del comparto. Completerebbe il quadro la messa a punto di una banca dati nazionale che fornisca indicazioni dell’energia termica prodotta ripartita secondo le diverse tipologie di biomassa e di tecnologia utilizzata rappresenta il primo passo per definire l’incidenza dell’energia prodotta in termini di impatto ambientale.

S.C.: Presidente Righini, lei concorda con quanto ha dichiarato qualche settimana fa il direttore della Fire, Dario Di Santo, che ha affermato che per sviluppare adeguatamente le rinnovabili termiche in Italia gli incentivi da soli non bastano ma sono necessari un mercato e una cultura industriale?
W.R.: Si, bisogna pensare all’intera filiera. Fiper suggerisce una politica energetica che stimoli una progettualità di sistema con ricadute in termini di innovazione tecnologica ed organizzativa. Occorre evitare gli errori commessi per il fotovoltaico, i cui incentivi sono stati trasferiti a prodotti importati dall’estero. Impianto TCVVV a 
Santa Caterina Valfurva Parco dello Stelvio - FiperLa priorità è strutturare e organizzare filiere industriali italiane a energia rinnovabile, a partire dall’industria meccanica che offre già innovazioni tecnologiche ad alta efficienza energetica. Sulla gestione e manutenzione degli impianti di teleriscaldamento, invece, è necessario investire in formazione e specializzazione destinata agli imprenditori, agli operatori tecnici e alle maestranze. Inoltre diviene sempre più strategica la presenza di ESCO di qualità, capaci intervenire in situazioni di emergenza, nella qualifica dei progetti e nel servizio post-contatore. Alla cultura industriale si affianca la promozione della “cultura forestale”, fiore all’occhiello dei territori montani del nostro Bel Paese. Fiper suggerisce la definizione e messa a punto di un piano di azione per la manutenzione e gestione forestale, che permetta di consolidare la filiera legno-energia e di salvaguardare la funzione idrogeologica e di protezione ambientale che i boschi svolgono sul territorio montano e appenninico. Completano il quadro le misure fiscali e finanziarie ad hoc che favoriscano una sostenibilità di impresa di medio lungo periodo. Proponiamo, ad esempio, che le detrazioni fiscali siano vincolate alla qualità delle caldaie riguardo a efficienza ed emissioni e che i progetti di teleriscaldamento a biomassa nelle aree rurali e montane siano supportati mediante mutui di lungo periodo (15 – 20 anni). Tra le altre misure pensiamo, ad esempio, a istituire fondi di garanzia per la forestazione rapida che garantisca il reddito annuale agli agricoltori e a ridurre o eliminare l’aliquota IVA al livello EU sulle biomasse legnose per evitare attività commerciali non formalizzate e far emergere il mercato sommerso.

da: www.rinnovabili.it

Convocato il Comitato di Settore Nazionale Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri - Confcooperative

badia prataglia - camaldoli 002 Gasper Rino Talucci, presidente del SETTORE FORESTAZIONE E
MULTIFUNZIONALITA’
di FEDAGRI CONFCOOPERATIVE ha convocato per GIOVEDI’ 3 GIUGNO 2010 alle ore 11,00 a Roma in Via Torino 146 il Comitato di Settore Nazionale Forestazione e Multifunzionalità per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente;
2. Programma attività ed iniziative anno 2010;
3. Aggiornamento stato di avanzamento dei PSR e attuazione misure forestali Sviluppo Rurale sul territorio;
4. Aggiornamento politiche europee;
5. Rinnovo CCNL cooperative forestali;
6. Adempimenti conseguenti l’Assemblea: nomina Vice Presidente, invitati.
7. Varie ed eventuali.

sabato 22 maggio 2010

Rinnovato il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri - Confcooperative

badia prataglia - camaldoli 001 E' stato rinnovato il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri Confcooperative.

Presidente è stato confermato Gasper Rino TALUCCI (colafor@gmail.com)

Componenti sono stati eletti:  
Gianni TARELLO (Piemonte) – Coop. Valli Unite del Canavese (g.tarello@valliunite.org )
Gianni POMPEDDA (Sardegna) – Coop. Sololche (sololche@tiscalinet.it )
Luciano MAZZONI (Toscana) – Consorzio Toscano Forestale (uniondati@tin.it )
Roberto TRENTANI (Lazio) – Coop. Lago di Vico (coop.lagodivico@libero.it )
Antonio BASSO (Basilicata) – Coop Rinascita (bassoantonio@libero.it )
Mario DE ANGELIS (Puglia) – Coop. Ecol Forest (ecolforest1@virgilio.it )
Benedetto BIUNDO  (Sicilia) – Coop. La Lumaca (cooperativalalumaca@libero.it )
Francesco CASTALDO (Campania) – Coop. Agri Ecologi
Virginio GHIRARDINI (Emilia Romagna) – Coop. COFAP (info@unilanghirano.com )
Stelio PITTIN (Friuli Venezia Giulia) – Coop. Agricola Forestale Alto But – C.A.F.A.B. (info@cafab.it )

In allegato l'intervista a Talucci pubblicata su Italia Cooperativa.

Allegati:

lunedì 17 maggio 2010

CONVEGNO CAMALDOLI: 28-29 Maggio 2010

IL CODICE FORESTALE CAMALDOLESE: Le radici della sostenibilità.
28 e 29 maggio
Monastero di Camaldoli (Arezzo)
Sala Landino

I principi di sostenibilità e multifunzionalità che oggi accompagnano le politiche di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle risorse ambientali, non sono una novità nella storia della montagna italiana e in particolare per l'Appennino centrale. La filiera agro-silvo-pastorale istituita e gestita per oltre otto secoli dai monaci Camaldolesi è infatti un esempio tangibile di gestione multifunzionale, flessibile e durevole delle risorse. Comprenderne i principi di base, analizzarne i dinamismi e attualizzarne i significati sono fra gli obiettivi del progetto "Codice Forestale Camaldolese, le radici della sostenibilità".

Questo primo incontro, dedicato alle foreste, oggetto e simbolo della presenza della Congregazione Camaldolese, attraverso le testimonianze e gli studi di monaci, ricercatori e tecnici forestali vuole ricostruire la complessità e l'efficienza di un sistema consolidato nel tempo, che può rappresentare un moderno modello per una gestione attiva e sostenibile delle risorse ambientali.

Il Convegno è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come corso di aggiornamento ai sensi della Direttiva n. 90 del 1/12/2003.

Programma

28 maggio

Ore 10.00 Saluti e presentazioni

Istituto Nazionale Economia Agraria, Priore Generale Congregazione Camaldolese, Corpo Forestale dello Stato Foreste Casentinesi, Parco Foreste Casentinesi, Comunità Montana del Casentino

A seguire inizio lavori:

Salvatore Frigerio: Il rapporto tra Camaldolesi e Ambiente; Collegium Scriptorium Fontis Avellanae.

Simone Borchi: Dall'esperienza camaldolese all'attuale selvicoltura in Casentino: la gestione forestale come protagonista dell'economia montana; Comunità Montana del Casentino.

Alessandro Bottacci: La gestione dalla Riserva naturale biogenetica di Camaldoli tra continuità e novità; Corpo Forestale Foreste Casentinesi.

Nella mattina verranno inoltre presentati i lavori di approfondimento realizzati dagli Istituti Superiori nell'ambito delle "Attività Scuola" del Progetto Codice Forestale Camaldolese (responsabile Prof.sa Cinzia Marasca).

Ore 14.30 Interventi

Pietro Piussi: Modalità di ceduazione nei secoli passati; Professore Ordinario di Selvicoltura Generale.

Antonio Gabbrielli: L'Opera del duomo di Firenze e l'eremo di Camaldoli: due approcci diversi per la gestione del bosco; Ispettore Corpo Forestale dello Stato.

Carlo Urbinati: Boschi e gestione forestale a Camaldoli fra cambiamenti climatici e d'uso del suolo;. Professore Associato di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.

Roberto Mercurio: Le abetine delle foreste casentinesi: tra rinaturalizzazione e conservazione; Professore Ordinario di Assestamento Forestale.

Alfredo Bresciani: Il Piano di gestione delle Foreste Casentinesi; Comunità Montana del Casentino.

Luca Cesaro: La sostenibilità nelle politiche europee e nazionali; punti di forza e criticità; Primo Ricercatore INEA.

29 maggio

ore 9:00 - 12:00: Escursione tematica nelle foreste Camaldolesi

Tre punti di vista, tre modi di gestire la foresta, tre modi di intendere la sostenibilità e il legame con l'uomo. La storia di questi luoghi, lunga otto secoli, entra nel bosco per toccare comprendere differenze e affinità e intrecciare le riflessioni in un confronto tecnico e politico sulla gestione delle risorse forestali e ambientali. Un progetto proposto dall'Osservatorio Foreste dell'INEA, realizzato grazie alla collaborazione degli esperti del Corpo Forestale Stato, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, della Comunità Montana del Casentino.

1. Percorso didattico a cura della Comunità Montana del Casentino.

ITINERARIO

Camaldoli - Badia Prataglia (località Campo dell'Agio)

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

La visita consente di osservare i tagli di rinnovazione dell'abetina matura (130 anni) e la rinnovazione artificiale posticipata protetta dai danni degli ungulati selvatici mediante microchiudende.

CARATTERISTICHE

L'itinerario da percorrere a piedi ha una lunghezza di 1,5 km, su pista forestale pianeggiante, senza alcuna difficoltà. Tempo di percorrenza 40 minuti

INFORMAZIONI UTILI

È necessario provvedere a un'auto privata per il percorso di ritorno da Campo dell'Agio a Camaldoli. Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

2. Percorso didattico a cura dell'Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinese, assistita dal CTA CFS.

ITINERARIO

Partenza e arrivo a Camaldoli - Comando Stazione forestale/Punto informazioni del Parco

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

Conservazione "sotto pressione". Il percorso presenta esempi di uso multifunzionale del bosco, evoluzione dei cedui invecchiati, alberature storiche e monumentali, interferenze fauna/foresta, gestione dei castagneti, uso e tutela delle risorse idriche.

CARATTERISTICHE

L'itinerario circolare è da percorrere a piedi passando per Fonte del Menchino, Cerreta, Pucini, Prato al Tiglio, Colonica dei Monaci e rientro. Tempo di percorrenza  2 ore e 30 circa.

INFORMAZIONI UTILI

Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

3. Percorso didattico a cura del Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio

ITINERARIO

Partenza e arrivo all'Eremo del monastero di Camaldoli

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

Il percorso intende evidenziare il rapporto storico instauratosi tra monaci e foresta. Durante l'escursione sarà possibile discutere dei problemi di gestione delle abetine coetanee (conservazione e trasformazione), sarà possibile ammirare le formazioni di crinale importanza per la tutela e per la biodiversità e le aree umide montane.

CARATTERISTICHE

L'itinerario circolare è da percorrere a piedi passando per S. Eremo, Gioghetto, Giogana, Prato alla Penna, Croce di Badia, Laghetto Traversari, S. Eremo. Tempo di percorrenza  2 ore e 30 circa.

INFORMAZIONI UTILI

Tratto iniziale in salita, per il resto percorso facile Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

Per motivi organizzativi, è necessaria l'iscrizione anticipata.

Per informazioni e iscrizioni: www.codiceforestale.it

email: brandi@inea.it - dipietro@inea.it

Tel. 06.47856426

Come arrivare-dove dormire

Tapiro Verde a Striscia la Notizia

Tapiro Verde a Striscia la 
Notizia

La Rivista forestale tecnico-scientifica “Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi” , distribuita a livello nazionale, consegna simbolicamente, facendosi portavoce dei numerosi lettori che hanno inviato segnalazioni, un “Tapiro Verde” al giornalista Max Laudadio, alla Redazione di “Striscia la Notizia” e al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per il servizio andato in onda Venerdì 14 Maggio, in cui è stato presentato in modo superficiale e strumentale il taglio di un bosco ceduo in Lombardia. Nel servizio vengono date numerose informazioni errate dal punto di vista ecologico, tecnico e normativo.

Quello di presentare come “uno scempio” una normale utilizzazione forestale in un bosco ceduo, realizzata in modo corretto e rispettoso della normativa vigente, è stato un errore grossolano da parte della Redazione di “Striscia la Notizia” che fa capo a Max Ludadio, peraltro non in linea, in questo caso, con le consuetudini giornalistiche della trasmissione, che ci ha abituati negli anni a offrire scoop basati su fatti reali, provati e discussi con la controparte.

In particolare, prima della preparazione del servizio e come da normale prassi giornalistica, la Redazione non ha verificato delle informazioni di base essenziali per poter parlare di gestione forestale ad un pubblico vasto:

  • Il “bellissimo” bosco in cui Max Laudadio si presenta all’inizio del servizio non è in realtà diverso dalla parte di bosco mostrata successivamente e definita “uno scempio”: sono entrambi cedui di castagno, tagliati allo stesso modo ma in periodi diversi. Semplicemente il bosco definito “bellissimo” è ricresciuto, come ricrescerà quello appena tagliato;
  • non è stato verificato il reale funzionamento del governo a ceduo: non è assolutamente vero, infatti, che nella parte utilizzata “il bosco non c’è più”. Il bosco rimane bosco, ricrescerà proprio dalle ceppaie tagliate;
  • non è stato verificato il motivo per cui la normativa prevede, per i cedui di castagno, il rilascio di 50 piante ad ettaro, ovvero per garantire l’afflusso di luce necessario alla ricrescita di nuovi alberi in tempi brevi dalle ceppaie tagliate: troppe piante rilasciate significano meno luce e quindi meno possibilità di ricrescita del bosco;
  • non è stata verificata correttamente la legislazione vigente: in Lombardia, al contrario di quanto affermato, esiste una normativa che tutela le foreste regolandone i prelievi in modo sostenibile, al pari del citato Trentino e di altre numerose Regioni italiane;
  • non è stata verificata correttamente la gravissima informazione data a riguardo delle frane scaturite dopo il taglio dei boschi. E’ proprio la mancanza di presidio attivo da parte di boscaioli e agricoltori di montagna che può infatti minare la  stabilità dei versanti. L’abbandono, specie da parte dei giovani, è proprio dovuto a questo lavoro faticoso, difficile e pericoloso, poco retribuito e malvisto dai cosiddetti “ambientalisti della prima ora”, che però garantisce presidio, cura e non ultimo produzione di materie prime e fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale, come il legno;

Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha anch’esso riferito informazioni non corrette, gravi e penalizzanti per l’intero settore forestale, dapprima ringraziando Striscia per “l’ennesimo scoop in campo ambientale” senza aver evidentemente approfondito la questione, poi per aver associato nuovamente l’utilizzazione forestale a disastrosi eventi di dissesto, e infine per l’affermazione: “sembra assurdo ma non esiste uno strumento per capire quanti alberi ci sono nel nostro Paese”. L’inventariazione delle risorse forestali è attiva da decenni in Italia, sia a livello centrale che regionale. L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio è stato completato nel 2005 ed è prevista una revisione per il 2012.

Grazie a questo strumento si evince che i boschi, in Italia, sono raddoppiati rispetto agli anni ’50, triplicati rispetto al primo dopoguerra, il tutto grazie a quella gestione forestale che il servizio di Striscia ha frettolosamente definito “uno scempio”.

Invitiamo “Striscia la Notizia” a rettificare il servizio andato in onda, coinvolgendo le autorità nazionali e regionali competenti, i ricercatori, i docenti, i liberi professionisti e le imprese boschive, scusandosi con un intero settore che ogni giorno lavora per la gestione sostenibile, in equilibrio tra economia ed ecologia, di questa risorsa preziosa per tutti. Questo anche per scongiurare un immotivato proliferarsi di denunce (suggerite da uno degli ambientalisti coinvolti) a danno dei privati che lecitamente lavorano in bosco, che porterebbe ad un inutile dispendio di risorse pubbliche per il coinvolgimento dei servizi di controllo.

La Redazione di Sherwood, proprio per il servizio cui è portata a compiere, rimane disponibile per fornire tutte le informazioni necessarie per una rettifica del servizio.

Da: www.rivistasherwood.it

Disinformazione forestale a Striscia la notizia

Quello che è accaduto è pura DISINFORMAZIONE. Viene fatto passare un normale taglio di ceduo di castagno come un grave danno ambientale, una grave violazione di legge (sic!) e i boscaioli per banditi!
Sarebbe bene che l'Antonio Nicoletti del filmato si informasse prima di sparare cazzate, magari dal suo amico Antonio Morabito che, facendo parte del Comitato esecutivo FSC, forse gli può spiegare qualcosa sulla Gestione Forestale Sostenibile.
Non parliamo poi del Ministro, che evidentemente non sapeva di cosa stava parlando ed ha avvallato una cazzata!
E tutti questi campano su chi lavora!

Pubblichiamo condividendo pienamente:

sabato 15 maggio 2010 da  www.foresteinforma.it

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GUARDA IL VIDEO ANDATO IN ONDA

Lettera inviata a:

Al Ministro dell'Ambiente

p.c. Alla Direzione Generale MIPAAF

p.c. Alla Direzione Generale CFS

p.c. Alla redazione di "Striscia la notizia"

Venerdì sera  14 maggio durante la trasmissione "Striscia la notizia" è andato in onda un servizio sui tagli boschivi in Lombardia, nel quale si è voluto "vendere" al pubblico una regolare ceduazione autorizzata dalla legge (taglio periodico con rinnovazione vegetativa naturale del bosco) per un taglio illegale con effetti ambientali disastrosi. Oltre all'inconsistenza ed alla pretestuosità dei commenti del conduttore e dei due intervistati appartenenti ad associazioni ambientaliste (sarebbe stato opportuno intervistare anche chi aveva autorizzato il taglio) sono risultate molto gravi le affermazioni del ministro Prestigiacomo che ha dato risposte assolutamente inadeguate e non corrette, ignorando che la ceduazione dei boschi si esegue da secoli nei nostri boschi e senza particolari problemi. A tale proposito si ricorda che nel documento "Criteri e buone pratiche di gestione forestale" redatto dalla Task Force Foreste del MIIPAF nel 2009 e sottoscritto anche dal MATTM è riportato che "...i boschi cedui rappresentano un’opportunità se correttamente gestite ed indirizzate.

Infatti, una corretta gestione selvicolturale potrebbe consentire di contribuire al mantenimento o miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, oltre che una risorsa economica ed energetica importante per le aree rurali e in particolare per la montagna".

In secondo luogo il Ministro dovrebbe essere informato che i colleghi del MIPAAF ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato hanno già realizzato il secondo Inventario Forestale Nazionale (il primo nel 1985 ed il secondo nel 2005, i cui dati sono disponibili on line) e che attestano che in Italia i boschi costituiscono oltre il 30% della superficie totale (un dato 3 volte superiore a quello di un secolo fa).
Ciò che è avvenuto venerdì sera evidenzia, ancora una volta, un'assoluta mancanza di controllo nell'informazione che giunge a milioni di persone, ma soprattutto una superficialità da parte della massima autorità in campo ambientale, che nel caso specifico ha addirittura ringraziato il conduttore per aver segnalato un caso di abuso ambientale e, senza premura di verificare con i propri tecnici la fondatezza delle accuse esplicitate, ha fornito risposte che avrebbe potuto dare un qualunque cittadino poco informato.

Questo è un duro colpo per tutti coloro (ricercatori, tecnici del ministero e delle regioni, professionisti e operatori del settore) che da tempo si dedicano con passione e dedizione a studiare, divulgare ed applicare i principi ed i metodi della gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali, la quale, se adeguatamente diffusa garantirebbe contemporaneamente conservazione ed uso delle risorse, con benefici per le generazioni attuali e future. Solo così sarà possibile ridurre la pressione sulle foreste dei paesi in via di sviluppo dove ancora la deforestazione è davvero perpetrata a causa della forte importazione, anche illegale, di legname da parte di molti paesi occidentali fra cui l'Italia.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti

Carlo Urbinati e Giorgio Iorio

Docenti del settore forestale dell'Università Politecnica delle Marche

Il gruppo d'informazione FORESTEINFORMA (www.foresteinforma.it)

lunedì 10 maggio 2010

Baseline forestali. Pubblicato il decreto che ne definisce la base giuridica

albero1 E' stato pubblicato sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 74 del  30 marzo 2010 (10A03605) il decreto ministeriale "Criteri minimi concernenti le buone pratiche forestali ai fini dell'applicazione della misura «pagamenti silvoambientali»" che definisce a livello nazionale la base giuridica (Baseline), mediante la quale può  essere concesso un pagamento ad ettaro di superficie forestale a quei beneficiari che assumono volontariamente, nel rispetto delle vigenti norme in materia, impegni silvo-ambientali al di là dei pertinenti requisiti obbligatori a norma dell'art. 47 del regolamento (CE) n.1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il documento guida "Criteri e buone pratiche di gestione forestale Baseline per l'attuazione della misura silvo-ambientale" a cui si fa riferimento nel decreto è stato messo a punto da un gruppo di lavoro tecnico costituito presso il Mipaaf, designato per la stesura del Programma quadro per il settore forestale, al quale hanno partecipato il Mipaaf, il Mattm, una rappresentanza delle Regioni nominata dalla Conferenza Stato Regioni, Inea, Ismea e Cra.

Leggi il decreto.

Proteggere le foreste europee. Parliamone! Blog in www.rivistasherwood.it

Proteggere le foreste europeeIl 1° Marzo 2010 la Commissione Europea ha presentato  il Libro Verde documento che descrive le  principali  problematiche delle foreste europee e pone  una serie di interrogativi riguardanti lo sviluppo delle future politiche da attuare, soprattutto in funzione dei cambiamenti climatici.

Contemporaneamente la Commissione ha dato il via alla consultazione pubblica attraverso un forum (http://ec.europa.eu/environment/consultations/forests_en.htm ) per raccogliere indicazioni da: Stati membri, istituzioni e portatori d’interesse, per orientare politiche ed interventi in vista del periodo programmatico post 2013.

Questo forum, al quale è opportuno partecipare in lingua inglese,  rimarrà aperto fino al 31 Luglio. Si tratta di un’iniziativa a cui la pena  partecipare attivamente segnalando azioni e indirizzi politici che riteniamo importanti per la realtà forestale italiana. Molto spesso, soprattutto in passato, nelle politiche forestali europee i  Paesi mediterranei hanno subito una supremazia sia politica che tecnica dei paesi  del centro nord e non sempre le indicazioni e le strategie proposte a livello europeo sono riuscite ad adeguarsi e ad essere propizie nella realtà italiana. In questo momento di riflessione sulle politiche forestali e sui cambiamenti reali e potenziali in atto, sarebbe opportuno che anche il settore forestale tecnico e operativo italiano dicesse la sua.

Credendo di poter contribuire in questo senso, www.rivistasherwood.it ha attivato nel blog una discussione (in italiano) finalizzata al confronto sui temi sollevati dal Libro verde e alla raccolta di commenti, riflessioni e proposte su azioni che riteniamo utili per il futuro delle foreste e del settore forestale italiano. Obiettivo  concreto di questa discussione, se si rivelerà partecipata ed interessante, è anche quello di elaborare un intervento riguardante una o più delle tematiche affrontate dal Libro Verde  da condividere, tradurre  e poi presentare nel forum della Commissione.

Invitiamo tutti gli interessati a prendere visione del Libro verde (documento abbastanza sintetico e scritto con un linguaggio chiaro)  e a partecipare al blog segnalando magari (secondo il seguente schema) a quale questione il proprio intervento fa riferimento.

Per motivi organizzativi questa discussione rimarrà aperta solo fino al 20 Giugno.

5 domande su cui confrontarsi

Domanda 1 - le funzioni delle foreste

  1. A) Ritenete che sia opportuno dedicare maggiore attenzione al mantenimento, bilanciamento e potenziamento delle funzioni svolte dalle foreste?
  2. B) In caso affermativo, a che livello sarebbe opportuno intervenire: di UE, nazionale o ad altri livelli? E come si dovrebbe procedere?

Domanda 2 - ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle foreste

A) In che misura le foreste e il settore forestale dell’UE sono pronti ad affrontare il tipo e l’entità delle problematiche poste dai cambiamenti climatici?
B) Ritenete che vi siano regioni particolari o determinati paesi più esposti o vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici?
C) Su quali fonti di informazioni basate la vostra risposta?
D) Sentireste la necessità di un intervento tempestivo a livello di UE per garantire il mantenimento di tutte le funzioni delle foreste?
E) In che modo l’UE potrebbe contribuire garantendo un valore aggiunto all’impegno dei vari Stati membri?

Domanda 3 - strumenti disponibili per la tutela delle foreste

A) Ritenete che le politiche dell’UE e degli Stati membri siano sufficienti per garantire che l’UE dia il proprio contributo alla tutela delle foreste, comprese la preparazione in vista dei cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità nei boschi e nelle foreste?
B) In quale settore ritenete eventualmente necessario un ulteriore intervento?
C) Come si potrebbe organizzare tale intervento: nell’ambito del quadro politico dato o in un altro?

Domanda 4 - gestione forestale

A) Come si potrebbe aggiornare l’attuazione pratica della gestione sostenibile delle foreste per migliorare le funzioni produttive e protettive svolte dalle foreste e, in generale, la redditività della selvicoltura e come si potrebbe rafforzare la resilienza delle foreste dell’UE rispetto ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità?
B) Quali provvedimenti occorre adottare per garantire la conservazione del pool di geni del materiale di moltiplicazione forestale in tutta la sua diversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici?

Domanda 5 - informazioni e dati sul settore forestale

A) Tenuto conto dei vari livelli d’azione interessati, oggi sono disponibili informazioni sufficienti sulle foreste che permettano di valutare con adeguata accuratezza e coerenza:

    1. 1) lo stato di salute e le condizioni delle foreste dell’UE?
    2. 2) Il loro potenziale di produzione?
    3. 3) Il loro bilancio del carbonio?
    4. 4) Le rispettive funzioni di protezione (del suolo, delle acque, della biodiversità e la regolazione delle condizioni meteorologiche)?
    5. 5) La fornitura di servizi alla società e la rispettiva funzione sociale?
    6. 6) La redditività globale della silvicoltura?

B) Se tali informazioni non sono sufficienti, come si potrebbero migliorare?
C) L’impegno per armonizzare la raccolta dei dati sulle foreste è sufficiente?
D) Che cosa può fare l’UE per sviluppare e/o potenziare ancora di più i sistemi d’informazione sulle foreste?

    Il Codice forestale camaldolese: le radici della sostenibilità

    image La filiera agro-silvo-pastorale istituita e gestita per oltre otto secoli dai monaci camaldolesi è un esempio tangibile di gestione multifunzionale, flessibile e durevole delle risorse.

    Comprenderne i principi di base, analizzarne i dinamismi e attualizzarne i significati sono fra gli obiettivi di un progetto realizzato da INEA e Osservatorio Foreste, che sarà al centro di una  due giorni di convegni ed escursioni tecniche organizzata presso il monastero in cui interverranno numerosi esperti di gestione forestale.

    La due giorni si svolgerà presso il Monastero di Camaldoli (Poppi - AR) in data 28 e 29 Maggio.

    La giornata di Venerdì 28 maggio sarà dedicata alla parte di convegni. Per Sabato 29 maggio sarà invece organizzata un’escursione tecnica.

    Scarica il programma >>>

    Per informazioni e iscrizioni: www.codiceforestale.it

    E-mail: brandi@inea.it - dipietro@inea.it 

    Tel. 06.47856426

    Su richiesta, è possibile pernottare presso la foresteria del Monastero di Camaldoli.

    Energia dalle biomasse, ecco i requisiti per ottenere i certificati verdi

    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio il decreto interministeriale che stabilisce le modalità con le quali è garantita la tracciabilità e la rintracciabilità delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica incentivabile mediante il rilascio di certificati verdi. Il provvedimento, che giunge dopo un iter tortuoso iniziato con la legge finanziaria 2007, stabilisce che all’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomasse, della potenza superiore a 1 MW, è riconosciuto dei certificati verdi con un coefficiente di moltiplicazione pari a 1,8.

    Il decreto definisce inoltre le tipologie delle biomasse che potranno essere utilizzate per produrre energia elettrica al fine di ottenere i certificati verdi. Si tratta si biomassa e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ovvero la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse; di biomassa da intese di filiera, ovvero prodotti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro; e da filiera corta, ovvero prodotta entro il raggio di 70 km dall’impianto di produzione dell’energia elettrica.

    La lunghezza del predetto raggio è misurata come la distanza in linea d’aria che intercorre tra l’impianto di produzione dell’energia elettrica e i confini amministrativi del Comune in cui ricade il luogo di produzione della biomassa (individuato sulla base della tabella B allegata al decreto).

    Per quanto riguarda la tracciabilità, il produttore di energia dovrà trasmettere al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, entro il 30 novembre di ciascuno degli anni per cui si richiede l’emissione dei certificati verdi, la documentazione in relazione a ciascuna tipologia di biomassa (contenuta nella tabella A del decreto) e in particolare una serie di informazioni circa i fornitori stessi, le specie di ciascuna materia prima, il quantitativo di prodotto ottenuto e così via.

    Per richiedere i certificati verdi e accedere al coefficiente moltiplicativo di 1,8 è inoltre necessario presentare al Gestore Servizi Energetici domanda di qualifica Iafr (impianti a fonti rinnovabili), prerequisito imprescindibile per l’ottenimento di incentivi previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Superate le verifiche il produttore potrà percepire gli incentivi. Oltre a determinare la provenienza delle biomasse, l’esito della verifica del ministero punta al controllo della quantità delle biomasse utilizzate dal produttore di energia elettrica nel corso dell’anno solare.

    giovedì 29 aprile 2010

    Prevenzione e sicurezza nei lavori forestali

    Prevenzione e sicurezza nei lavori forestaliwww.rivistasherwood.it ha reso disponibile il manuale “Linee guida per la prevenzione e sicurezza nei lavori forestali in Toscana”, edito da Compagnia delle Foreste e realizzato per conto della Regione Toscana da uno staff di esperti sulle tematiche del lavoro in bosco e della sicurezza del lavoro.

    Il manuale è oggi in fase di aggiornamento, alla luce del cambiamento normativo avvenuto dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81 del 2008, ma rappresenta tutt’ora un’analisi approfondita dei rischi presenti nelle lavorazioni forestali, dando inoltre informazioni sulle macchine e le attrezzature al fine di indicarne un corretto utilizzo.

    Carbomark: mercati locali e volontari 
del carbonioScarica il manuale >>>

    venerdì 16 aprile 2010

    IN REGIONE VENETO UN BANDO DA 7 M€ PER L’ENERGIA TERMICA DA RINNOVABILI

    20080624_4 È stato pubblicato sul sito della regione veneto l’atteso bando POR che prevede uno stanziamento iniziale di quasi 7 M€ - e uno complessivo di 16 M€ - per finanziare al 70% in conto capitale progetti presentati dagli enti pubblici che prevedono la produzione di energia termica da fonti rinnovabili: biomasse, solare, geotermico e impianti ibridi.

    La delibera di Giunta e la modulistica per presentare le domande è disponibile sul sito della Regione Veneto.

    http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/POR+CRO+FESR+2007-2013.htm

    lunedì 12 aprile 2010

    VENDITA LOTTI BOSCHIVI DI FUSTAIA DI FAGGIO

    legno ForestAbruzzo comunica che sono disponibili due lotti boschivi di fustaia di faggio, la prima in comune di COLLELONGO(AQ) (Consorzio Forestale le Valli dell’Orso) di Q.li 20.000 e l’altro in comune di RIVISONDOLI (AQ) (Consorzio Forestale Alto Sangro) Q.li 30.000.

    Per entrambi si procede a trattativa privata essendo già state esperite le procedure di evidenza pubblica e soddisfatti i Comuni proprietari.

    Per informazioni e offerte rivolgersi al Dott. For. Franco Compagnoni (Tel. 085 4972302 – 348 8750097) (E-mail: compagnoni.franco@gmail.com ).

    martedì 6 aprile 2010

    Costituita L'Associazione CONDOTTA FORESTALE

    Il 31 marzo 2010 è stato costituito a Pescara presso lo Studio del Notaio Bulferi "CONDOTTA FORESTALE Associazione degli Interessi e delle Comunità Forestali".
    L'Associazione si propone di rappresentare e tutelare ad ogni livello gli interessi delle comunità forestali.
    L’associazione quindi attua tutte le opportune iniziative tendenti a valorizzare le competenze nel campo della gestione sostenibile delle risorse forestali nei suoi aspetti economici, sociali ed ambientali, allo sviluppo delle aree rurali e montane in generale, in ogni loro dimensione, per migliorare e potenziare ogni supporto per la conservazione della biodiversità forestale integrando le azioni nell’ambito dei principi e raccomandazioni scaturite a livello  nazionale, comunitario ed  internazionale.
    Presidente della Associazione è stato eletto Michele De Capite Mancini, (foto) vice sindaco del comune di  Pettorano sul Gizio e amministratore del Consorzio Forestale Alto Gizio. Vice presidente è Gasper Rino Talucci, cooperatore forestale e promotore di consorzi forestali nonché presidente nazionale del settore forestale di Confcooperative. Consigliere è Marina Paolucci, dottore forestale, presidente dell'Istituto di Ricerca e Formazione per la Montagna e la Foresta.
    Alla Associazione possono aderire tutti gli Enti interessati al settore (comuni, comunità montane, consorzi forestali, amministrazioni separate, cooperative, ditte, ecc.) ed anche privati cittadini operanti o interessati al settore forestale.

    E’ possibile seguire le attività dell’organizzazione sul sito: www.condottaforestale.org

    Allegati: 31032010059.jpg

    Gratis on-line: sicurezza e produttività in bosco

    clip_image001[5]Pubblichiamo e rendiamo gratuitamente scaricabile, nella sezione “Pubblicazioni CdF”, la nuova brochure “Più sicurezza e produttività per il lavoro in bosco”, realizzata da Compagnia delle Foreste per conto della Provincia di Arezzo, con la collaborazione di Coldiretti.

    L'opuscolo è un sintetico aggiornamento sull’uso in sicurezza e la manutenzione delle principali attrezzature forestali e spazia dalla descrizione delle principali macchine utilizzate in bosco alla meccanizzazione avanzata, fino alle opportunità di finanziamento offerte dal P.S.R. per il rinnovo del parco macchine.

    Scarica la brochure >>>

    Presentati dalla FAO i risultati del Rapporto “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010”

    albero3 A livello globale la deforestazione, causata prevalentemente dalla conversione delle foreste tropicali in terra agricola, negli ultimi dieci anni è diminuita, tuttavia in molti Paesi continua ad una tasso allarmante. A livello mondiale, nel decennio 2000-2010, ogni anno circa 13 milioni di ettari di foreste sono stati convertiti ad altro uso, o sono andati perduti per cause naturali, rispetto ai circa 16 milioni di ettari l'anno perduti nel decennio precedente. Questi sono alcuni dei risultati a cui è giunto il rapporto della FAO “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010”, lo studio (che copre 233 Paesi e territori) più attendibile ed esaustivo sinora disponibile sulle risorse forestali del pianeta.
    La situazione nelle diverse aree Il Brasile e l'Indonesia, che negli anni '90 registravano la più alta perdita netta di foreste, hanno ridotto in modo significativo i loro tassi di deforestazione. Inoltre, grazie agli ambiziosi programmi di riforestazione della Cina, dell'India, degli Stati Uniti e del Vietnam - insieme con l'espansione naturale delle foreste in alcune regioni - ogni anno si sono aggiunti oltre sette milioni di ettari di nuove foreste. Di conseguenza, la perdita netta di area forestale tra il 2000 ed il 2009 si è ridotta di 5,2 milioni di ettari l'anno, rispetto agli 8,3 milioni di ettari degli anni '90. La superficie forestale totale nel mondo copre poco più di quattro miliardi di ettari, vale a dire il 31% del totale della superficie terrestre. La perdita netta annuale di foreste (quando la somma di tutte le nuove aree forestali guadagnate è minore delle perdite) negli anni 2000-2009 è stata equivalente ad un'area grande quanto il Costarica.
    Le perdite più estese in Sud America e in Africa
    Nel decennio 2000-2009 è in Sud America ed in Africa che si è registrata la maggiore perdita netta di foreste, rispettivamente con 4 milioni e con 3,4 milioni di ettari. Anche l'Oceania ha subito una perdita netta, in parte dovuta alla grave siccità dell'Australia a partire dal 2000. L'Asia, invece, nell'ultimo decennio ha registrato un guadagno netto di circa 2,2 milioni di ettari l'anno, dovuto in buona parte ai programmi di rimboschimento su larga scala attuati in Cina, in India e in Vietnam, che negli ultimi cinque anni sono riusciti ad espandere l'area forestale per un totale di quasi quattro milioni di ettari. Tuttavia, la conversione di superficie forestale ad altri usi è continuata in molti Paesi a tassi molto alti. In Nord America ed in America Centrale la superficie forestale è rimasta abbastanza stabile, mentre in Europa ha continuato ad espandersi, sebbene ad un tasso meno rapido rispetto al passato.
    Foreste e cambiamento climatico
    Le foreste svolgono un ruolo molto importante nel mitigare il cambiamento climatico, infatti immagazzinano un enorme ammontare di carbonio. Quando una foresta viene tagliata e convertita ad altro uso, il carbonio viene di nuovo rilasciato nell'atmosfera. Un tasso di deforestazione più basso e la creazione di nuove foreste aiutano ad abbassare l'alto livello di emissioni di carbonio causato dalla deforestazione e dal degrado forestale. Occorre però guardare al futuro, perché gli estesi programmi di rimboschimento della Cina, dell'India e del Vietnam, responsabili del recente incremento di superficie forestale, si concluderanno nel 2020. Ciò significa che non c’è tanto tempo a disposizione per adottare misure efficaci e permanenti volte a ridurre in modo significativo l'attuale tasso di deforestazione e di degrado forestale. Senza decisi interventi si rischia un brusco ritorno all'alto livello di perdita netta di foreste e di emissioni di carbonio da foreste che si
    aveva negli anni ‘90".
    Conclusioni: parole chiave
    - Il Brasile negli ultimi 10 anni ha perduto in media 2,6 milioni di ettari di foresta l'anno, mentre negli anni '90 ne aveva perduti 2,9 l'anno. L'Indonesia ha perduto una media di 0,5 milioni di ettari nell'ultimo decennio rispetto agli 1,9 degli anni '90.
    - Le foreste primarie rappresentano il 36% del totale della superficie forestale, ma dal 2000 ad oggi sono diminuite di oltre 40 milioni di ettari. Questa perdita è da addebitare in larga misura alla riclassificazione delle foreste primarie in "altre foreste rigenerate naturalmente", a causa del taglio del legname selettivo e di altri interventi umani.
    - L'area forestale protetta nella forma di parchi nazionali, aree naturali protette o altre forme legali di salvaguardia, dal 1990 ad oggi è aumentata di oltre 94 milioni di ettari, ed attualmente è pari al 13% della superficie forestale totale.
    - Le foreste sono tra i principali serbatoi di carbonio del pianeta. Esse immagazzinano circa 289 gigatonnellate (Gt) di carbonio negli alberi e nella vegetazione. Il carbonio immagazzinato nella biomassa
    forestale, nel legno secco, nello strame messi insieme è maggiore di tutto il carbonio nell'atmosfera. A livello globale, lo stock di carbonio nella biomassa forestale si stima sia diminuito, tra il 2000 ed il 2009, di circa 0,5 GT all'anno, principalmente a causa della riduzione del totale della superficie forestale.
    - Incendi, parassiti ed infestazioni stanno causando grossi danni alle foreste di alcuni paesi. In media, l'1% di tutte le foreste ogni anno è compromesso a causa degli incendi boschivi. Si stima che le infestazioni di insetti danneggi ogni anno circa 35 milioni di ettari di area forestale. Anche gli eventi climatici estremi, quali tempeste, bufere e terremoti hanno causato grandi perdite nell'ultimo decennio.
    - A partire dal 2000, sono 76 i Paesi che hanno redatto per la prima volta, o aggiornato, le proprie politiche forestali e 69 i Paesi, per lo più in Europa ed in Africa, che dal 2005 ad oggi hanno promulgato o modificato la propria legislazione forestale.
    - La raccolta dei dati per la Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali è diventata molto più precisa ed esaustiva. L'acquisizione di nuovi dati ed informazioni sul rimboschimento e sull'espansione naturale delle foreste nel corso degli ultimi 20 anni ha consentito di calcolare con molta più precisione i tassi di deforestazione e la perdita per cause naturali. La nuova stima di deforestazione globale per il decennio 1990-2000, vicina a 16 milioni di ettari per anno, è più alta di quanto non fosse stata precedentemente stimata (13 milioni di ettari) perché ora include anche la deforestazione all'interno di Paesi che hanno nell'insieme registrato un aumento netto di superficie forestale.
    - Un'indagine di rilevamento a distanza condotta dalla FAO, che ha preso in esame circa 13.500 aree nel corso di 15 anni, fornirà per la fine del 2011 dati ancora più precisi sui tassi regionali e mondiali di deforestazione.
    Il Rapporto “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010” viene pubblicato ogni cinque anni. Per la realizzazione dell’ultima edizione sono stati coinvolti oltre 900 specialisti di 178 Paesi. Il Rapporto sarà
    pubblicato per intero nel prossimo mese di ottobre. (Fonte: fao)

    Arboricoltura e biomasse legnose

    2469t La Regione Veneto - Direzione Foreste ed Economia montana ha edito la pubblicazione “Arboricoltura e biomasse legnose”.

    Il testo raccoglie gli interventi presentati al convegno tenutosi nel 2007 a Portogruaro (VE) e un contributo sugli incentivi finanziari (situazione al mese di febbraio 2010).

    Il testo può essere richiesto a: foreste@regione.veneto.it

    domenica 4 aprile 2010

    PASQUA 2010

    resurrex

    “Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

    Il Signore risorto ci dia la forza di lottare sempre contro il male per il bene, con intelligenza e perseveranza, con tutte le persone buone che incontriamo, con la certezza che la morte è già sconfitta dal Signore che risorge ogni giorno in noi.

    Buona Pasqua

    lunedì 29 marzo 2010

    Le certezze che mancano alle agroenergie

    Scarti dell'industria 
del legno Dal 1° gennaio 2011 non si sa quanto varrà la tariffa onnicomprensiva. L'utilizzo dell'energia termica non è adeguatamente incentivato e mancano i criteri di tracciabilità per l'olio vegetale puro. C'è bisogno di chiarezza affinché cresca un settore che, al momento, si limita a promettere bene. Un manifesto sottoscritto da Agroenergia, Aiel, Aper, Consorzio Italiano Bio-Gas, Fiper e Kyoto Club.

    Rispetto alla crescita delle rinnovabili in Italia, in particolare di fotovoltaico ed eolico, il settore agroenergetico non riesce ancora a esprimere le sue reali potenzialità. Permangono ancora una serie di barriere che ne limitano la diffusione e che, in alcuni casi, alimentano incertezza e spengono le attese. Presentiamo di seguito il quadro dei principali problemi concreti da risolvere.

    Tariffe incentivanti e certificati verdi
    Malgrado dal 15 agosto 2009 il Gse (Gestore servizi energetici) abbia iniziato a pagare la tariffa onnicomprensiva 0,28 euro/kWh per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW, ancora oggi non vi sono garanzie formali da parte del Ministero dello sviluppo economico sull’entità di questo importo nei 15 anni previsti,almeno per gli impianti entrati in esercizio commerciale entro il 31 dicembre 2010. Inoltre, occorre chiarire che agli impianti entrati in esercizio tra il 1° gennaio 2008 e il 14 agosto 2009, anche per tale periodo, si applica la tariffa onnicomprensiva di 0,28 euro/kWh. Occorre intervenire affinché l’attuale sistema di incentivazione di energia elettrica venga esteso agli impianti di biogas entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2007.

    Mancano ancora informazioni sulla definizione della tariffa onnicomprensiva che verrà applicata a partire dal 1º gennaio 2011. Proprio nel momento in cui gli effetti degli incentivi avevano stimolato un avvio positivo, l’assenza di indicazioni sulle prospettive sta frenando nuovamente gli investimenti. Gli agricoltori, gli operatori e le banche sono in attesa di sapere quale sarà la tariffa incentivante per i prossimi anni. Sull’ammontare della tariffa, in questi ultimi due anni abbiamo assistito a un balletto davvero sconcertante: 0,30 –0,22 – 0,18 – 0,28 e tutt’ora non sembra essere ancora terminato.

    Per quanto riguarda il coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi 1,8 previsto per gli impianti oltre 1 MW, la vicenda sembra essere in dirittura d’arrivo. Dopo la firma dei due ministri competenti sarà necessario attendere le procedure formali per giungere alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale nell’arco di alcune settimane. C’è da domandarsi se era proprio necessario protrarre per oltre due anni una discussione sulla filiera corta e sulla accettazione o meno dei 70 km da parte della Commissione europea, per poi giungere a confermare le stesse condizioni di partenza, determinando anche in questo caso incertezza e disorientamento tra gli operatori del settore.

    Biomasse: incentivi per l’energia termica
    Malgrado l’energia termica rappresenti ancora nel settore delle biomasse la forma energetica più efficiente e conveniente, non è stato ancora previsto un adeguato sistema di sostengo al pari di quella elettrica.
    È necessario riformare il meccanismo dei certificati bianchi per l’energia termica da biomasse, con il riconoscimento di tariffe più vantaggiose di quelle attuali e procedure meno complicate.

    Autorizzazioni
    Le linee guida sulle norme autorizzative per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, elaborate dal Ministero per lo sviluppo economico, e più volte annunciate, non sono ancora approvate.
    Nel settore delle biomasse e del biogas si registrano palesi difformità dei criteri applicati nelle varie regioni. Alcune hanno scelto di gestire direttamente le procedure autorizzative, altre hanno delegato le Province, altre ancora i Comuni, ma non sempre la delega ha determinato un miglioramento dei tempi. Può accadere quindi che due impianti realizzati a cavallo di due regioni debbano scontare tempi e criteri profondamente diversi.
    Per quanto riguarda le connessioni alla rete elettrica, i richiedenti sono soggetti ai tempi dell’Enel, che in molti casi sono troppo lunghi.

    Olio vegetale puro
    Circa la produzione di energia elettrica da impianti alimentati con oli vegetali provenienti da colture oleaginose coltivate in ambito Ue tutto è ancora fermo,in attesa della circolare del Mipaaf che dovrà indicare i criteri di tracciabilità che renderanno applicabile la tariffa onnicomprensiva 0,28 per impianti di potenza inferiore a 1 MW. È annunciato a breve un provvedimento che però dovrà attendere l’attivazione di un portale informatico gestito dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sul quale dovranno essere registrati tutti i dati delle coltivazioni di oleaginose. È auspicabile l’adozione di una formula che, nel rispetto dei criteri di tracciabilità, consenta un approccio semplice e snello senza eccessive complicazioni burocratiche.

    È necessario risolvere, inoltre, una contraddizione palese che si manifesta quando nell’impianto a olio vegetale, oltre all’energia elettrica immessa in rete, viene valorizzata e quindi utilizzata l’energia termica. In questo caso le norme vigenti prevedono che l’energia termica sia sottoposta ad accisa, mentre quella elettrica ne è esente. Quindi il produttore che non si rassegna a dover dissipare un importante quantità di energia termica e intenda utilizzarla viene penalizzato ingiustamente. Sull’utilizzo di olio vegetale puro nei motori agricoli, a differenza di alcuni Paesi nord europei (Austria e Germania ad esempio) dove da tempo è riconosciuta l’esenzione dall’accisa, in Italia, malgrado l’approvazione di una norma di legge che va esattamente in questa direzione, permane l’impossibilità di applicarla, poiché è necessaria l’approvazione non metta sullo stesso piano la produzione di olio vegetale a scala decentralizzata e locale, con una raffineria di prodotti petroliferi.

    Biomasse solide.
    Iva al 20% per il cippato. Un pronunciamento dell’Agenzia delle entrate dello scorso anno ha determinato, in pratica, il raddoppio dell’aliquota Iva per il cippato di legno. L’interpretazione dell’Agenzia è che al legno ridotto in schegge si debba applicare l’aliquota del 20% rispetto all’aliquota del 10% applicata alla legna da ardere. Risulta incomprensibile il fatto che l’Iva risulti diversa in ragione delle dimensioni del pezzo di legna, posto che la destinazione è la stessa, cioè la combustione. Questa interpretazione ha generato un danno al settore, soprattutto ai sistemi di teleriscaldamento che subiscono un aumento del costo del combustibile. Aumento che non produce alcun beneficio ai produttori di cippato, che devono versare integralmente la differenza di Iva.

    Modifiche alla detrazione fiscale del 55%.
    Un recente decreto del Ministero per lo sviluppo economico ha introdotto modifiche ai criteri per il riconoscimento della detrazione fiscale del 55% previsti per la sostituzione di una caldaia a combustibili fossili con una caldaia a biomasse. Le nuove regole riducono drasticamente la possibilità di usufruire di questa positiva agevolazione, in quanto vincolano il riconoscimento del beneficio alla completa sostituzione di tutti gli infissi dell’edificio con quelli che rispettano i limiti massimi di trasmittanza. Condizione che di fatto blocca ogni ragionevole possibilità di utilizzare l’incentivo fiscale per le caldaie a biomassa a scala domestica.
    In alternativa a questa drastica penalizzazione si potrebbe prevedere un aumento obbligatorio dell’efficienza degli impianti, il vincolo dell’installazione di valvole termostatiche su ogni radiatore, la regolazione climatica in funzione della temperatura esterna e l’obbligo di installazione dell’accumulo inerziale per le caldaie manuali. Gli effetti in questo modo risulterebbero decisamente migliori, sia nella riduzione di emissioni sia l’efficienza energetica ottenibile.

    Le ceneri di combustione sono rifiuti speciali
    In molti Paesi nord europei sono state introdotte norme per consentire, secondo chiare regole e procedure, l’utilizzo delle ceneri prodotte dalla combustione di legno vergine come ammendanti nei terreni agricoli e nelle zone forestali. In Italia, invece, permane l’obbligo anacronistico di inviare queste ceneri alle discariche, in quanto rifiuti speciali. È tempo che queste norme siano aggiornate e adeguate agli standard europei. Le ricerche realizzate dal Comitato termotecnico italiano, nell’ambito del progetto Biocen, hanno ampiamente dimostrato le condizioni ottimali per una corretta gestione delle ceneri nei suoli agricoli.

    Biogas
    Oltre alla necessità di uno snellimento delle procedure autorizzative degli impianti e una riduzione dei tempi di connessione alla rete elettrica sopra richiamati, sono altresì necessari chiari e definitivi pronunciamenti circa la classificazione del digestato che non può essere considerato un rifiuto speciale, bensì un fertilizzante a tutti gli effetti. È inoltre atteso un pronunciamento di legge che sciolga ogni dubbio circa la natura dei sottoprodotti agricoli destinati alla valorizzazione energetica nei digestori anaerobici. La mancanza di chiarezza provoca un approccio penalizzante da parte degli organi di controllo locali.

    Biometano
    Il processo di «pulizia» del biogas, che consente di produrre il biometano, la sua immissione in rete, per un utilizzo come combustibile per il riscaldamento o per la cogenerazione o come biocarburante, sta incontrando un forte interesse da parte di alcuni importanti Paesi nord europei.
    L’Italia presenta oggettive e importanti potenzialità in questo settore. Per stimolare la produzione di biometano nel nostro Paese servono due fondamentali provvedimenti:
    -uno specifico regime di incentivi al pari di quelli previsti per la produzione di energia elettrica da biogas;
    -norme per la regolamentazione della produzione, standardizzazione e distribuzione del biometano.

    Riepilogando ecco in sintesi le lacune da colmare:

    • Mancano informazioni sulla definizione delle tariffa onnicomprensiva dopo il 1º gennaio 2011
    • C’è bisogno di certezza e stabilità sulle tariffe incentivanti
    • I certificati bianchi per la valorizzazione dell’energia termica da biomassa dovrebbero prevedere tariffe più vantaggiose e procedure più semplici
    • Si attendono da anni le linee guida sulle norme autorizzative per gli impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile
    • I tempi dell’Enel per la connessione alla rete sono "biblici"
    • Sono attesi i criteri di tracciabilità dell’olio vegetale puro a scopo energetico
    • È assurdo sottoporre ad accisa l’energia termica proveniente dagli impianti a cogenerazione. Così si penalizzano i produttori più efficienti
    • La dispensa dal deposito fiscale per l’olio vegetale puro a scopo energetico è limitata a depositi che non superino i 50 quintali. (quantità decisamente insufficiente)
    • Il cippato è sottoposto a un’aliquota Iva del 20%, la legna da ardere del 10%
    • La detrazione fiscale del 55% per sostituire la caldaia con una a biomassa è vincolata alla sostituzione degli infissi dell’abitazione. In questo modo si scoraggia il passaggio dai combustibili fossili a quelli rinnovabili
    • Le ceneri della combustione della legna da ardere sono considerati rifiuti speciali e devono essere smaltiti in discarica
    • Il digestato va considerato un fertilizzante e non un rifiuto speciale
    • Vanno fugati i dubbi sulla natura dei sottoprodotti agricoli destinati alla valorizzazione energetica nei digestori anaerobici
    • Per lo sviluppo del settore del biometano sono necessari un regime di incentivi come quello per il biogas e norme per la sua produzione, standardizzazione e distribuzione
    • Sblocco schede 21-22 per il riconoscimento dei certificati bianchi alle centrali di teleriscaldamento a biomassa
    • Definizione schede di calcolo del risparmio per il calore prodotto dagli impianti di biogas

    I firmatari del manifesto:
    Agroenergia
    Aiel
    Aper
    Consorzio Italiano Bio-Gas
    Fiper
    Kyoto Club

    Scarica il documento (pdf)

    lunedì 22 marzo 2010

    L'OPERA - MARZO 2010

    In questo numero:
    Le misure dell'asse Leader del PSR Abruzzo
    Volantino dell'incontro del 30 marzo 2010 a Raiano
    Il Piano di gestione del Comune di Pettorano

    Allegati: opera mar10.pdf 1409 k Visualizza Scarica

    martedì 16 marzo 2010

    Foreste: Presentato il libro verde sulla protezione delle foreste e avviata una consultazione on-line

    003793 La Commissione europea ha presentato, nei giorni scorsi, il Libro verde intitolato “La protezione delle foreste e l'informazione sulle foreste nell'Unione Europea: preparare le foreste al cambiamento climatico” che evidenzia i principali problemi delle foreste europee: perdita di biodiversità, domanda crescente di sistemazione per i servizi di tempo libero, ruolo delle energie rinnovabili in un contesto in cui la crescita delle superfici boscose rallenta.

    Il Libro presenta anche i sistemi d'informazione esistenti sulle foreste e gli strumenti disponibili per garantire la loro protezione e propone degli strumenti per la loro protezione, la loro gestione e l'informazione sulle foreste. Il Libro verde sarà discusso nel corso di una conferenza sulla protezione delle foreste che organizzerà la presidenza spagnola il 6-7 aprile in Spagna. 

    E’ aperta fino al 31 luglio 2010 la consultazione pubblica sul Libro verde collegandosi al seguente indirizzo web: http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/index_it.htm (Fonte: ue)

    Allegati: Libro Verde UE IT.pdf il 16/mar/2010 16.11 da Presidenza ForestAbruzzo 131 k Visualizza Scarica

    giovedì 11 marzo 2010

    Viterbo – 18-19 marzo 2010 - “Foresta Aperta, non solo legno”

    ForestaR375_110809 A Viterbo si terrà l’evento dal titolo “Foresta Aperta, non solo legno”, organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia.

    L’evento comprende 2 giorni di convegni e tavole rotonde dedicati agli aspetti multifunzionali del bosco.

    Il primo giorno, Giovedì 18 marzo, si terranno 2 eventi: il convegno dal titolo “Foreste, natura, ecoturismo” e la tavola rotonda: “Ridare ossigeno e nobiltà al bosco italiano: i boschi tra riserva di carbonio e valorizzazione economica”.

    Il secondo giorno, Venerdì 19 marzo, si terrà il convegno “Alberi, spezie, medicina: la salute si incontra in foresta”.

    Per maggiori info: daf@unitus.it 

    Per scaricare il programma: Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giustoScarica >>>