lunedì 17 maggio 2010

Tapiro Verde a Striscia la Notizia

Tapiro Verde a Striscia la 
Notizia

La Rivista forestale tecnico-scientifica “Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi” , distribuita a livello nazionale, consegna simbolicamente, facendosi portavoce dei numerosi lettori che hanno inviato segnalazioni, un “Tapiro Verde” al giornalista Max Laudadio, alla Redazione di “Striscia la Notizia” e al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per il servizio andato in onda Venerdì 14 Maggio, in cui è stato presentato in modo superficiale e strumentale il taglio di un bosco ceduo in Lombardia. Nel servizio vengono date numerose informazioni errate dal punto di vista ecologico, tecnico e normativo.

Quello di presentare come “uno scempio” una normale utilizzazione forestale in un bosco ceduo, realizzata in modo corretto e rispettoso della normativa vigente, è stato un errore grossolano da parte della Redazione di “Striscia la Notizia” che fa capo a Max Ludadio, peraltro non in linea, in questo caso, con le consuetudini giornalistiche della trasmissione, che ci ha abituati negli anni a offrire scoop basati su fatti reali, provati e discussi con la controparte.

In particolare, prima della preparazione del servizio e come da normale prassi giornalistica, la Redazione non ha verificato delle informazioni di base essenziali per poter parlare di gestione forestale ad un pubblico vasto:

  • Il “bellissimo” bosco in cui Max Laudadio si presenta all’inizio del servizio non è in realtà diverso dalla parte di bosco mostrata successivamente e definita “uno scempio”: sono entrambi cedui di castagno, tagliati allo stesso modo ma in periodi diversi. Semplicemente il bosco definito “bellissimo” è ricresciuto, come ricrescerà quello appena tagliato;
  • non è stato verificato il reale funzionamento del governo a ceduo: non è assolutamente vero, infatti, che nella parte utilizzata “il bosco non c’è più”. Il bosco rimane bosco, ricrescerà proprio dalle ceppaie tagliate;
  • non è stato verificato il motivo per cui la normativa prevede, per i cedui di castagno, il rilascio di 50 piante ad ettaro, ovvero per garantire l’afflusso di luce necessario alla ricrescita di nuovi alberi in tempi brevi dalle ceppaie tagliate: troppe piante rilasciate significano meno luce e quindi meno possibilità di ricrescita del bosco;
  • non è stata verificata correttamente la legislazione vigente: in Lombardia, al contrario di quanto affermato, esiste una normativa che tutela le foreste regolandone i prelievi in modo sostenibile, al pari del citato Trentino e di altre numerose Regioni italiane;
  • non è stata verificata correttamente la gravissima informazione data a riguardo delle frane scaturite dopo il taglio dei boschi. E’ proprio la mancanza di presidio attivo da parte di boscaioli e agricoltori di montagna che può infatti minare la  stabilità dei versanti. L’abbandono, specie da parte dei giovani, è proprio dovuto a questo lavoro faticoso, difficile e pericoloso, poco retribuito e malvisto dai cosiddetti “ambientalisti della prima ora”, che però garantisce presidio, cura e non ultimo produzione di materie prime e fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale, come il legno;

Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha anch’esso riferito informazioni non corrette, gravi e penalizzanti per l’intero settore forestale, dapprima ringraziando Striscia per “l’ennesimo scoop in campo ambientale” senza aver evidentemente approfondito la questione, poi per aver associato nuovamente l’utilizzazione forestale a disastrosi eventi di dissesto, e infine per l’affermazione: “sembra assurdo ma non esiste uno strumento per capire quanti alberi ci sono nel nostro Paese”. L’inventariazione delle risorse forestali è attiva da decenni in Italia, sia a livello centrale che regionale. L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio è stato completato nel 2005 ed è prevista una revisione per il 2012.

Grazie a questo strumento si evince che i boschi, in Italia, sono raddoppiati rispetto agli anni ’50, triplicati rispetto al primo dopoguerra, il tutto grazie a quella gestione forestale che il servizio di Striscia ha frettolosamente definito “uno scempio”.

Invitiamo “Striscia la Notizia” a rettificare il servizio andato in onda, coinvolgendo le autorità nazionali e regionali competenti, i ricercatori, i docenti, i liberi professionisti e le imprese boschive, scusandosi con un intero settore che ogni giorno lavora per la gestione sostenibile, in equilibrio tra economia ed ecologia, di questa risorsa preziosa per tutti. Questo anche per scongiurare un immotivato proliferarsi di denunce (suggerite da uno degli ambientalisti coinvolti) a danno dei privati che lecitamente lavorano in bosco, che porterebbe ad un inutile dispendio di risorse pubbliche per il coinvolgimento dei servizi di controllo.

La Redazione di Sherwood, proprio per il servizio cui è portata a compiere, rimane disponibile per fornire tutte le informazioni necessarie per una rettifica del servizio.

Da: www.rivistasherwood.it

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