lunedì 10 maggio 2010

Proteggere le foreste europee. Parliamone! Blog in www.rivistasherwood.it

Proteggere le foreste europeeIl 1° Marzo 2010 la Commissione Europea ha presentato  il Libro Verde documento che descrive le  principali  problematiche delle foreste europee e pone  una serie di interrogativi riguardanti lo sviluppo delle future politiche da attuare, soprattutto in funzione dei cambiamenti climatici.

Contemporaneamente la Commissione ha dato il via alla consultazione pubblica attraverso un forum (http://ec.europa.eu/environment/consultations/forests_en.htm ) per raccogliere indicazioni da: Stati membri, istituzioni e portatori d’interesse, per orientare politiche ed interventi in vista del periodo programmatico post 2013.

Questo forum, al quale è opportuno partecipare in lingua inglese,  rimarrà aperto fino al 31 Luglio. Si tratta di un’iniziativa a cui la pena  partecipare attivamente segnalando azioni e indirizzi politici che riteniamo importanti per la realtà forestale italiana. Molto spesso, soprattutto in passato, nelle politiche forestali europee i  Paesi mediterranei hanno subito una supremazia sia politica che tecnica dei paesi  del centro nord e non sempre le indicazioni e le strategie proposte a livello europeo sono riuscite ad adeguarsi e ad essere propizie nella realtà italiana. In questo momento di riflessione sulle politiche forestali e sui cambiamenti reali e potenziali in atto, sarebbe opportuno che anche il settore forestale tecnico e operativo italiano dicesse la sua.

Credendo di poter contribuire in questo senso, www.rivistasherwood.it ha attivato nel blog una discussione (in italiano) finalizzata al confronto sui temi sollevati dal Libro verde e alla raccolta di commenti, riflessioni e proposte su azioni che riteniamo utili per il futuro delle foreste e del settore forestale italiano. Obiettivo  concreto di questa discussione, se si rivelerà partecipata ed interessante, è anche quello di elaborare un intervento riguardante una o più delle tematiche affrontate dal Libro Verde  da condividere, tradurre  e poi presentare nel forum della Commissione.

Invitiamo tutti gli interessati a prendere visione del Libro verde (documento abbastanza sintetico e scritto con un linguaggio chiaro)  e a partecipare al blog segnalando magari (secondo il seguente schema) a quale questione il proprio intervento fa riferimento.

Per motivi organizzativi questa discussione rimarrà aperta solo fino al 20 Giugno.

5 domande su cui confrontarsi

Domanda 1 - le funzioni delle foreste

  1. A) Ritenete che sia opportuno dedicare maggiore attenzione al mantenimento, bilanciamento e potenziamento delle funzioni svolte dalle foreste?
  2. B) In caso affermativo, a che livello sarebbe opportuno intervenire: di UE, nazionale o ad altri livelli? E come si dovrebbe procedere?

Domanda 2 - ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle foreste

A) In che misura le foreste e il settore forestale dell’UE sono pronti ad affrontare il tipo e l’entità delle problematiche poste dai cambiamenti climatici?
B) Ritenete che vi siano regioni particolari o determinati paesi più esposti o vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici?
C) Su quali fonti di informazioni basate la vostra risposta?
D) Sentireste la necessità di un intervento tempestivo a livello di UE per garantire il mantenimento di tutte le funzioni delle foreste?
E) In che modo l’UE potrebbe contribuire garantendo un valore aggiunto all’impegno dei vari Stati membri?

Domanda 3 - strumenti disponibili per la tutela delle foreste

A) Ritenete che le politiche dell’UE e degli Stati membri siano sufficienti per garantire che l’UE dia il proprio contributo alla tutela delle foreste, comprese la preparazione in vista dei cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità nei boschi e nelle foreste?
B) In quale settore ritenete eventualmente necessario un ulteriore intervento?
C) Come si potrebbe organizzare tale intervento: nell’ambito del quadro politico dato o in un altro?

Domanda 4 - gestione forestale

A) Come si potrebbe aggiornare l’attuazione pratica della gestione sostenibile delle foreste per migliorare le funzioni produttive e protettive svolte dalle foreste e, in generale, la redditività della selvicoltura e come si potrebbe rafforzare la resilienza delle foreste dell’UE rispetto ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità?
B) Quali provvedimenti occorre adottare per garantire la conservazione del pool di geni del materiale di moltiplicazione forestale in tutta la sua diversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici?

Domanda 5 - informazioni e dati sul settore forestale

A) Tenuto conto dei vari livelli d’azione interessati, oggi sono disponibili informazioni sufficienti sulle foreste che permettano di valutare con adeguata accuratezza e coerenza:

    1. 1) lo stato di salute e le condizioni delle foreste dell’UE?
    2. 2) Il loro potenziale di produzione?
    3. 3) Il loro bilancio del carbonio?
    4. 4) Le rispettive funzioni di protezione (del suolo, delle acque, della biodiversità e la regolazione delle condizioni meteorologiche)?
    5. 5) La fornitura di servizi alla società e la rispettiva funzione sociale?
    6. 6) La redditività globale della silvicoltura?

B) Se tali informazioni non sono sufficienti, come si potrebbero migliorare?
C) L’impegno per armonizzare la raccolta dei dati sulle foreste è sufficiente?
D) Che cosa può fare l’UE per sviluppare e/o potenziare ancora di più i sistemi d’informazione sulle foreste?

    Il Codice forestale camaldolese: le radici della sostenibilità

    image La filiera agro-silvo-pastorale istituita e gestita per oltre otto secoli dai monaci camaldolesi è un esempio tangibile di gestione multifunzionale, flessibile e durevole delle risorse.

    Comprenderne i principi di base, analizzarne i dinamismi e attualizzarne i significati sono fra gli obiettivi di un progetto realizzato da INEA e Osservatorio Foreste, che sarà al centro di una  due giorni di convegni ed escursioni tecniche organizzata presso il monastero in cui interverranno numerosi esperti di gestione forestale.

    La due giorni si svolgerà presso il Monastero di Camaldoli (Poppi - AR) in data 28 e 29 Maggio.

    La giornata di Venerdì 28 maggio sarà dedicata alla parte di convegni. Per Sabato 29 maggio sarà invece organizzata un’escursione tecnica.

    Scarica il programma >>>

    Per informazioni e iscrizioni: www.codiceforestale.it

    E-mail: brandi@inea.it - dipietro@inea.it 

    Tel. 06.47856426

    Su richiesta, è possibile pernottare presso la foresteria del Monastero di Camaldoli.

    Energia dalle biomasse, ecco i requisiti per ottenere i certificati verdi

    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio il decreto interministeriale che stabilisce le modalità con le quali è garantita la tracciabilità e la rintracciabilità delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica incentivabile mediante il rilascio di certificati verdi. Il provvedimento, che giunge dopo un iter tortuoso iniziato con la legge finanziaria 2007, stabilisce che all’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomasse, della potenza superiore a 1 MW, è riconosciuto dei certificati verdi con un coefficiente di moltiplicazione pari a 1,8.

    Il decreto definisce inoltre le tipologie delle biomasse che potranno essere utilizzate per produrre energia elettrica al fine di ottenere i certificati verdi. Si tratta si biomassa e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ovvero la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse; di biomassa da intese di filiera, ovvero prodotti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro; e da filiera corta, ovvero prodotta entro il raggio di 70 km dall’impianto di produzione dell’energia elettrica.

    La lunghezza del predetto raggio è misurata come la distanza in linea d’aria che intercorre tra l’impianto di produzione dell’energia elettrica e i confini amministrativi del Comune in cui ricade il luogo di produzione della biomassa (individuato sulla base della tabella B allegata al decreto).

    Per quanto riguarda la tracciabilità, il produttore di energia dovrà trasmettere al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, entro il 30 novembre di ciascuno degli anni per cui si richiede l’emissione dei certificati verdi, la documentazione in relazione a ciascuna tipologia di biomassa (contenuta nella tabella A del decreto) e in particolare una serie di informazioni circa i fornitori stessi, le specie di ciascuna materia prima, il quantitativo di prodotto ottenuto e così via.

    Per richiedere i certificati verdi e accedere al coefficiente moltiplicativo di 1,8 è inoltre necessario presentare al Gestore Servizi Energetici domanda di qualifica Iafr (impianti a fonti rinnovabili), prerequisito imprescindibile per l’ottenimento di incentivi previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Superate le verifiche il produttore potrà percepire gli incentivi. Oltre a determinare la provenienza delle biomasse, l’esito della verifica del ministero punta al controllo della quantità delle biomasse utilizzate dal produttore di energia elettrica nel corso dell’anno solare.

    giovedì 29 aprile 2010

    Prevenzione e sicurezza nei lavori forestali

    Prevenzione e sicurezza nei lavori forestaliwww.rivistasherwood.it ha reso disponibile il manuale “Linee guida per la prevenzione e sicurezza nei lavori forestali in Toscana”, edito da Compagnia delle Foreste e realizzato per conto della Regione Toscana da uno staff di esperti sulle tematiche del lavoro in bosco e della sicurezza del lavoro.

    Il manuale è oggi in fase di aggiornamento, alla luce del cambiamento normativo avvenuto dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81 del 2008, ma rappresenta tutt’ora un’analisi approfondita dei rischi presenti nelle lavorazioni forestali, dando inoltre informazioni sulle macchine e le attrezzature al fine di indicarne un corretto utilizzo.

    Carbomark: mercati locali e volontari 
del carbonioScarica il manuale >>>

    venerdì 16 aprile 2010

    IN REGIONE VENETO UN BANDO DA 7 M€ PER L’ENERGIA TERMICA DA RINNOVABILI

    20080624_4 È stato pubblicato sul sito della regione veneto l’atteso bando POR che prevede uno stanziamento iniziale di quasi 7 M€ - e uno complessivo di 16 M€ - per finanziare al 70% in conto capitale progetti presentati dagli enti pubblici che prevedono la produzione di energia termica da fonti rinnovabili: biomasse, solare, geotermico e impianti ibridi.

    La delibera di Giunta e la modulistica per presentare le domande è disponibile sul sito della Regione Veneto.

    http://www.regione.veneto.it/Bandi+Avvisi+Concorsi/Bandi/POR+CRO+FESR+2007-2013.htm

    lunedì 12 aprile 2010

    VENDITA LOTTI BOSCHIVI DI FUSTAIA DI FAGGIO

    legno ForestAbruzzo comunica che sono disponibili due lotti boschivi di fustaia di faggio, la prima in comune di COLLELONGO(AQ) (Consorzio Forestale le Valli dell’Orso) di Q.li 20.000 e l’altro in comune di RIVISONDOLI (AQ) (Consorzio Forestale Alto Sangro) Q.li 30.000.

    Per entrambi si procede a trattativa privata essendo già state esperite le procedure di evidenza pubblica e soddisfatti i Comuni proprietari.

    Per informazioni e offerte rivolgersi al Dott. For. Franco Compagnoni (Tel. 085 4972302 – 348 8750097) (E-mail: compagnoni.franco@gmail.com ).

    martedì 6 aprile 2010

    Costituita L'Associazione CONDOTTA FORESTALE

    Il 31 marzo 2010 è stato costituito a Pescara presso lo Studio del Notaio Bulferi "CONDOTTA FORESTALE Associazione degli Interessi e delle Comunità Forestali".
    L'Associazione si propone di rappresentare e tutelare ad ogni livello gli interessi delle comunità forestali.
    L’associazione quindi attua tutte le opportune iniziative tendenti a valorizzare le competenze nel campo della gestione sostenibile delle risorse forestali nei suoi aspetti economici, sociali ed ambientali, allo sviluppo delle aree rurali e montane in generale, in ogni loro dimensione, per migliorare e potenziare ogni supporto per la conservazione della biodiversità forestale integrando le azioni nell’ambito dei principi e raccomandazioni scaturite a livello  nazionale, comunitario ed  internazionale.
    Presidente della Associazione è stato eletto Michele De Capite Mancini, (foto) vice sindaco del comune di  Pettorano sul Gizio e amministratore del Consorzio Forestale Alto Gizio. Vice presidente è Gasper Rino Talucci, cooperatore forestale e promotore di consorzi forestali nonché presidente nazionale del settore forestale di Confcooperative. Consigliere è Marina Paolucci, dottore forestale, presidente dell'Istituto di Ricerca e Formazione per la Montagna e la Foresta.
    Alla Associazione possono aderire tutti gli Enti interessati al settore (comuni, comunità montane, consorzi forestali, amministrazioni separate, cooperative, ditte, ecc.) ed anche privati cittadini operanti o interessati al settore forestale.

    E’ possibile seguire le attività dell’organizzazione sul sito: www.condottaforestale.org

    Allegati: 31032010059.jpg

    Gratis on-line: sicurezza e produttività in bosco

    clip_image001[5]Pubblichiamo e rendiamo gratuitamente scaricabile, nella sezione “Pubblicazioni CdF”, la nuova brochure “Più sicurezza e produttività per il lavoro in bosco”, realizzata da Compagnia delle Foreste per conto della Provincia di Arezzo, con la collaborazione di Coldiretti.

    L'opuscolo è un sintetico aggiornamento sull’uso in sicurezza e la manutenzione delle principali attrezzature forestali e spazia dalla descrizione delle principali macchine utilizzate in bosco alla meccanizzazione avanzata, fino alle opportunità di finanziamento offerte dal P.S.R. per il rinnovo del parco macchine.

    Scarica la brochure >>>

    Presentati dalla FAO i risultati del Rapporto “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010”

    albero3 A livello globale la deforestazione, causata prevalentemente dalla conversione delle foreste tropicali in terra agricola, negli ultimi dieci anni è diminuita, tuttavia in molti Paesi continua ad una tasso allarmante. A livello mondiale, nel decennio 2000-2010, ogni anno circa 13 milioni di ettari di foreste sono stati convertiti ad altro uso, o sono andati perduti per cause naturali, rispetto ai circa 16 milioni di ettari l'anno perduti nel decennio precedente. Questi sono alcuni dei risultati a cui è giunto il rapporto della FAO “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010”, lo studio (che copre 233 Paesi e territori) più attendibile ed esaustivo sinora disponibile sulle risorse forestali del pianeta.
    La situazione nelle diverse aree Il Brasile e l'Indonesia, che negli anni '90 registravano la più alta perdita netta di foreste, hanno ridotto in modo significativo i loro tassi di deforestazione. Inoltre, grazie agli ambiziosi programmi di riforestazione della Cina, dell'India, degli Stati Uniti e del Vietnam - insieme con l'espansione naturale delle foreste in alcune regioni - ogni anno si sono aggiunti oltre sette milioni di ettari di nuove foreste. Di conseguenza, la perdita netta di area forestale tra il 2000 ed il 2009 si è ridotta di 5,2 milioni di ettari l'anno, rispetto agli 8,3 milioni di ettari degli anni '90. La superficie forestale totale nel mondo copre poco più di quattro miliardi di ettari, vale a dire il 31% del totale della superficie terrestre. La perdita netta annuale di foreste (quando la somma di tutte le nuove aree forestali guadagnate è minore delle perdite) negli anni 2000-2009 è stata equivalente ad un'area grande quanto il Costarica.
    Le perdite più estese in Sud America e in Africa
    Nel decennio 2000-2009 è in Sud America ed in Africa che si è registrata la maggiore perdita netta di foreste, rispettivamente con 4 milioni e con 3,4 milioni di ettari. Anche l'Oceania ha subito una perdita netta, in parte dovuta alla grave siccità dell'Australia a partire dal 2000. L'Asia, invece, nell'ultimo decennio ha registrato un guadagno netto di circa 2,2 milioni di ettari l'anno, dovuto in buona parte ai programmi di rimboschimento su larga scala attuati in Cina, in India e in Vietnam, che negli ultimi cinque anni sono riusciti ad espandere l'area forestale per un totale di quasi quattro milioni di ettari. Tuttavia, la conversione di superficie forestale ad altri usi è continuata in molti Paesi a tassi molto alti. In Nord America ed in America Centrale la superficie forestale è rimasta abbastanza stabile, mentre in Europa ha continuato ad espandersi, sebbene ad un tasso meno rapido rispetto al passato.
    Foreste e cambiamento climatico
    Le foreste svolgono un ruolo molto importante nel mitigare il cambiamento climatico, infatti immagazzinano un enorme ammontare di carbonio. Quando una foresta viene tagliata e convertita ad altro uso, il carbonio viene di nuovo rilasciato nell'atmosfera. Un tasso di deforestazione più basso e la creazione di nuove foreste aiutano ad abbassare l'alto livello di emissioni di carbonio causato dalla deforestazione e dal degrado forestale. Occorre però guardare al futuro, perché gli estesi programmi di rimboschimento della Cina, dell'India e del Vietnam, responsabili del recente incremento di superficie forestale, si concluderanno nel 2020. Ciò significa che non c’è tanto tempo a disposizione per adottare misure efficaci e permanenti volte a ridurre in modo significativo l'attuale tasso di deforestazione e di degrado forestale. Senza decisi interventi si rischia un brusco ritorno all'alto livello di perdita netta di foreste e di emissioni di carbonio da foreste che si
    aveva negli anni ‘90".
    Conclusioni: parole chiave
    - Il Brasile negli ultimi 10 anni ha perduto in media 2,6 milioni di ettari di foresta l'anno, mentre negli anni '90 ne aveva perduti 2,9 l'anno. L'Indonesia ha perduto una media di 0,5 milioni di ettari nell'ultimo decennio rispetto agli 1,9 degli anni '90.
    - Le foreste primarie rappresentano il 36% del totale della superficie forestale, ma dal 2000 ad oggi sono diminuite di oltre 40 milioni di ettari. Questa perdita è da addebitare in larga misura alla riclassificazione delle foreste primarie in "altre foreste rigenerate naturalmente", a causa del taglio del legname selettivo e di altri interventi umani.
    - L'area forestale protetta nella forma di parchi nazionali, aree naturali protette o altre forme legali di salvaguardia, dal 1990 ad oggi è aumentata di oltre 94 milioni di ettari, ed attualmente è pari al 13% della superficie forestale totale.
    - Le foreste sono tra i principali serbatoi di carbonio del pianeta. Esse immagazzinano circa 289 gigatonnellate (Gt) di carbonio negli alberi e nella vegetazione. Il carbonio immagazzinato nella biomassa
    forestale, nel legno secco, nello strame messi insieme è maggiore di tutto il carbonio nell'atmosfera. A livello globale, lo stock di carbonio nella biomassa forestale si stima sia diminuito, tra il 2000 ed il 2009, di circa 0,5 GT all'anno, principalmente a causa della riduzione del totale della superficie forestale.
    - Incendi, parassiti ed infestazioni stanno causando grossi danni alle foreste di alcuni paesi. In media, l'1% di tutte le foreste ogni anno è compromesso a causa degli incendi boschivi. Si stima che le infestazioni di insetti danneggi ogni anno circa 35 milioni di ettari di area forestale. Anche gli eventi climatici estremi, quali tempeste, bufere e terremoti hanno causato grandi perdite nell'ultimo decennio.
    - A partire dal 2000, sono 76 i Paesi che hanno redatto per la prima volta, o aggiornato, le proprie politiche forestali e 69 i Paesi, per lo più in Europa ed in Africa, che dal 2005 ad oggi hanno promulgato o modificato la propria legislazione forestale.
    - La raccolta dei dati per la Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali è diventata molto più precisa ed esaustiva. L'acquisizione di nuovi dati ed informazioni sul rimboschimento e sull'espansione naturale delle foreste nel corso degli ultimi 20 anni ha consentito di calcolare con molta più precisione i tassi di deforestazione e la perdita per cause naturali. La nuova stima di deforestazione globale per il decennio 1990-2000, vicina a 16 milioni di ettari per anno, è più alta di quanto non fosse stata precedentemente stimata (13 milioni di ettari) perché ora include anche la deforestazione all'interno di Paesi che hanno nell'insieme registrato un aumento netto di superficie forestale.
    - Un'indagine di rilevamento a distanza condotta dalla FAO, che ha preso in esame circa 13.500 aree nel corso di 15 anni, fornirà per la fine del 2011 dati ancora più precisi sui tassi regionali e mondiali di deforestazione.
    Il Rapporto “Valutazione delle Risorse Forestali Mondiali 2010” viene pubblicato ogni cinque anni. Per la realizzazione dell’ultima edizione sono stati coinvolti oltre 900 specialisti di 178 Paesi. Il Rapporto sarà
    pubblicato per intero nel prossimo mese di ottobre. (Fonte: fao)

    Arboricoltura e biomasse legnose

    2469t La Regione Veneto - Direzione Foreste ed Economia montana ha edito la pubblicazione “Arboricoltura e biomasse legnose”.

    Il testo raccoglie gli interventi presentati al convegno tenutosi nel 2007 a Portogruaro (VE) e un contributo sugli incentivi finanziari (situazione al mese di febbraio 2010).

    Il testo può essere richiesto a: foreste@regione.veneto.it

    domenica 4 aprile 2010

    PASQUA 2010

    resurrex

    “Signore perdona loro perché non sanno quello che fanno”.

    Il Signore risorto ci dia la forza di lottare sempre contro il male per il bene, con intelligenza e perseveranza, con tutte le persone buone che incontriamo, con la certezza che la morte è già sconfitta dal Signore che risorge ogni giorno in noi.

    Buona Pasqua

    lunedì 29 marzo 2010

    Le certezze che mancano alle agroenergie

    Scarti dell'industria 
del legno Dal 1° gennaio 2011 non si sa quanto varrà la tariffa onnicomprensiva. L'utilizzo dell'energia termica non è adeguatamente incentivato e mancano i criteri di tracciabilità per l'olio vegetale puro. C'è bisogno di chiarezza affinché cresca un settore che, al momento, si limita a promettere bene. Un manifesto sottoscritto da Agroenergia, Aiel, Aper, Consorzio Italiano Bio-Gas, Fiper e Kyoto Club.

    Rispetto alla crescita delle rinnovabili in Italia, in particolare di fotovoltaico ed eolico, il settore agroenergetico non riesce ancora a esprimere le sue reali potenzialità. Permangono ancora una serie di barriere che ne limitano la diffusione e che, in alcuni casi, alimentano incertezza e spengono le attese. Presentiamo di seguito il quadro dei principali problemi concreti da risolvere.

    Tariffe incentivanti e certificati verdi
    Malgrado dal 15 agosto 2009 il Gse (Gestore servizi energetici) abbia iniziato a pagare la tariffa onnicomprensiva 0,28 euro/kWh per gli impianti di potenza inferiore a 1 MW, ancora oggi non vi sono garanzie formali da parte del Ministero dello sviluppo economico sull’entità di questo importo nei 15 anni previsti,almeno per gli impianti entrati in esercizio commerciale entro il 31 dicembre 2010. Inoltre, occorre chiarire che agli impianti entrati in esercizio tra il 1° gennaio 2008 e il 14 agosto 2009, anche per tale periodo, si applica la tariffa onnicomprensiva di 0,28 euro/kWh. Occorre intervenire affinché l’attuale sistema di incentivazione di energia elettrica venga esteso agli impianti di biogas entrati in esercizio prima del 31 dicembre 2007.

    Mancano ancora informazioni sulla definizione della tariffa onnicomprensiva che verrà applicata a partire dal 1º gennaio 2011. Proprio nel momento in cui gli effetti degli incentivi avevano stimolato un avvio positivo, l’assenza di indicazioni sulle prospettive sta frenando nuovamente gli investimenti. Gli agricoltori, gli operatori e le banche sono in attesa di sapere quale sarà la tariffa incentivante per i prossimi anni. Sull’ammontare della tariffa, in questi ultimi due anni abbiamo assistito a un balletto davvero sconcertante: 0,30 –0,22 – 0,18 – 0,28 e tutt’ora non sembra essere ancora terminato.

    Per quanto riguarda il coefficiente di moltiplicazione dei certificati verdi 1,8 previsto per gli impianti oltre 1 MW, la vicenda sembra essere in dirittura d’arrivo. Dopo la firma dei due ministri competenti sarà necessario attendere le procedure formali per giungere alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale nell’arco di alcune settimane. C’è da domandarsi se era proprio necessario protrarre per oltre due anni una discussione sulla filiera corta e sulla accettazione o meno dei 70 km da parte della Commissione europea, per poi giungere a confermare le stesse condizioni di partenza, determinando anche in questo caso incertezza e disorientamento tra gli operatori del settore.

    Biomasse: incentivi per l’energia termica
    Malgrado l’energia termica rappresenti ancora nel settore delle biomasse la forma energetica più efficiente e conveniente, non è stato ancora previsto un adeguato sistema di sostengo al pari di quella elettrica.
    È necessario riformare il meccanismo dei certificati bianchi per l’energia termica da biomasse, con il riconoscimento di tariffe più vantaggiose di quelle attuali e procedure meno complicate.

    Autorizzazioni
    Le linee guida sulle norme autorizzative per gli impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili, elaborate dal Ministero per lo sviluppo economico, e più volte annunciate, non sono ancora approvate.
    Nel settore delle biomasse e del biogas si registrano palesi difformità dei criteri applicati nelle varie regioni. Alcune hanno scelto di gestire direttamente le procedure autorizzative, altre hanno delegato le Province, altre ancora i Comuni, ma non sempre la delega ha determinato un miglioramento dei tempi. Può accadere quindi che due impianti realizzati a cavallo di due regioni debbano scontare tempi e criteri profondamente diversi.
    Per quanto riguarda le connessioni alla rete elettrica, i richiedenti sono soggetti ai tempi dell’Enel, che in molti casi sono troppo lunghi.

    Olio vegetale puro
    Circa la produzione di energia elettrica da impianti alimentati con oli vegetali provenienti da colture oleaginose coltivate in ambito Ue tutto è ancora fermo,in attesa della circolare del Mipaaf che dovrà indicare i criteri di tracciabilità che renderanno applicabile la tariffa onnicomprensiva 0,28 per impianti di potenza inferiore a 1 MW. È annunciato a breve un provvedimento che però dovrà attendere l’attivazione di un portale informatico gestito dall’Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, sul quale dovranno essere registrati tutti i dati delle coltivazioni di oleaginose. È auspicabile l’adozione di una formula che, nel rispetto dei criteri di tracciabilità, consenta un approccio semplice e snello senza eccessive complicazioni burocratiche.

    È necessario risolvere, inoltre, una contraddizione palese che si manifesta quando nell’impianto a olio vegetale, oltre all’energia elettrica immessa in rete, viene valorizzata e quindi utilizzata l’energia termica. In questo caso le norme vigenti prevedono che l’energia termica sia sottoposta ad accisa, mentre quella elettrica ne è esente. Quindi il produttore che non si rassegna a dover dissipare un importante quantità di energia termica e intenda utilizzarla viene penalizzato ingiustamente. Sull’utilizzo di olio vegetale puro nei motori agricoli, a differenza di alcuni Paesi nord europei (Austria e Germania ad esempio) dove da tempo è riconosciuta l’esenzione dall’accisa, in Italia, malgrado l’approvazione di una norma di legge che va esattamente in questa direzione, permane l’impossibilità di applicarla, poiché è necessaria l’approvazione non metta sullo stesso piano la produzione di olio vegetale a scala decentralizzata e locale, con una raffineria di prodotti petroliferi.

    Biomasse solide.
    Iva al 20% per il cippato. Un pronunciamento dell’Agenzia delle entrate dello scorso anno ha determinato, in pratica, il raddoppio dell’aliquota Iva per il cippato di legno. L’interpretazione dell’Agenzia è che al legno ridotto in schegge si debba applicare l’aliquota del 20% rispetto all’aliquota del 10% applicata alla legna da ardere. Risulta incomprensibile il fatto che l’Iva risulti diversa in ragione delle dimensioni del pezzo di legna, posto che la destinazione è la stessa, cioè la combustione. Questa interpretazione ha generato un danno al settore, soprattutto ai sistemi di teleriscaldamento che subiscono un aumento del costo del combustibile. Aumento che non produce alcun beneficio ai produttori di cippato, che devono versare integralmente la differenza di Iva.

    Modifiche alla detrazione fiscale del 55%.
    Un recente decreto del Ministero per lo sviluppo economico ha introdotto modifiche ai criteri per il riconoscimento della detrazione fiscale del 55% previsti per la sostituzione di una caldaia a combustibili fossili con una caldaia a biomasse. Le nuove regole riducono drasticamente la possibilità di usufruire di questa positiva agevolazione, in quanto vincolano il riconoscimento del beneficio alla completa sostituzione di tutti gli infissi dell’edificio con quelli che rispettano i limiti massimi di trasmittanza. Condizione che di fatto blocca ogni ragionevole possibilità di utilizzare l’incentivo fiscale per le caldaie a biomassa a scala domestica.
    In alternativa a questa drastica penalizzazione si potrebbe prevedere un aumento obbligatorio dell’efficienza degli impianti, il vincolo dell’installazione di valvole termostatiche su ogni radiatore, la regolazione climatica in funzione della temperatura esterna e l’obbligo di installazione dell’accumulo inerziale per le caldaie manuali. Gli effetti in questo modo risulterebbero decisamente migliori, sia nella riduzione di emissioni sia l’efficienza energetica ottenibile.

    Le ceneri di combustione sono rifiuti speciali
    In molti Paesi nord europei sono state introdotte norme per consentire, secondo chiare regole e procedure, l’utilizzo delle ceneri prodotte dalla combustione di legno vergine come ammendanti nei terreni agricoli e nelle zone forestali. In Italia, invece, permane l’obbligo anacronistico di inviare queste ceneri alle discariche, in quanto rifiuti speciali. È tempo che queste norme siano aggiornate e adeguate agli standard europei. Le ricerche realizzate dal Comitato termotecnico italiano, nell’ambito del progetto Biocen, hanno ampiamente dimostrato le condizioni ottimali per una corretta gestione delle ceneri nei suoli agricoli.

    Biogas
    Oltre alla necessità di uno snellimento delle procedure autorizzative degli impianti e una riduzione dei tempi di connessione alla rete elettrica sopra richiamati, sono altresì necessari chiari e definitivi pronunciamenti circa la classificazione del digestato che non può essere considerato un rifiuto speciale, bensì un fertilizzante a tutti gli effetti. È inoltre atteso un pronunciamento di legge che sciolga ogni dubbio circa la natura dei sottoprodotti agricoli destinati alla valorizzazione energetica nei digestori anaerobici. La mancanza di chiarezza provoca un approccio penalizzante da parte degli organi di controllo locali.

    Biometano
    Il processo di «pulizia» del biogas, che consente di produrre il biometano, la sua immissione in rete, per un utilizzo come combustibile per il riscaldamento o per la cogenerazione o come biocarburante, sta incontrando un forte interesse da parte di alcuni importanti Paesi nord europei.
    L’Italia presenta oggettive e importanti potenzialità in questo settore. Per stimolare la produzione di biometano nel nostro Paese servono due fondamentali provvedimenti:
    -uno specifico regime di incentivi al pari di quelli previsti per la produzione di energia elettrica da biogas;
    -norme per la regolamentazione della produzione, standardizzazione e distribuzione del biometano.

    Riepilogando ecco in sintesi le lacune da colmare:

    • Mancano informazioni sulla definizione delle tariffa onnicomprensiva dopo il 1º gennaio 2011
    • C’è bisogno di certezza e stabilità sulle tariffe incentivanti
    • I certificati bianchi per la valorizzazione dell’energia termica da biomassa dovrebbero prevedere tariffe più vantaggiose e procedure più semplici
    • Si attendono da anni le linee guida sulle norme autorizzative per gli impianti di produzione energetica da fonte rinnovabile
    • I tempi dell’Enel per la connessione alla rete sono "biblici"
    • Sono attesi i criteri di tracciabilità dell’olio vegetale puro a scopo energetico
    • È assurdo sottoporre ad accisa l’energia termica proveniente dagli impianti a cogenerazione. Così si penalizzano i produttori più efficienti
    • La dispensa dal deposito fiscale per l’olio vegetale puro a scopo energetico è limitata a depositi che non superino i 50 quintali. (quantità decisamente insufficiente)
    • Il cippato è sottoposto a un’aliquota Iva del 20%, la legna da ardere del 10%
    • La detrazione fiscale del 55% per sostituire la caldaia con una a biomassa è vincolata alla sostituzione degli infissi dell’abitazione. In questo modo si scoraggia il passaggio dai combustibili fossili a quelli rinnovabili
    • Le ceneri della combustione della legna da ardere sono considerati rifiuti speciali e devono essere smaltiti in discarica
    • Il digestato va considerato un fertilizzante e non un rifiuto speciale
    • Vanno fugati i dubbi sulla natura dei sottoprodotti agricoli destinati alla valorizzazione energetica nei digestori anaerobici
    • Per lo sviluppo del settore del biometano sono necessari un regime di incentivi come quello per il biogas e norme per la sua produzione, standardizzazione e distribuzione
    • Sblocco schede 21-22 per il riconoscimento dei certificati bianchi alle centrali di teleriscaldamento a biomassa
    • Definizione schede di calcolo del risparmio per il calore prodotto dagli impianti di biogas

    I firmatari del manifesto:
    Agroenergia
    Aiel
    Aper
    Consorzio Italiano Bio-Gas
    Fiper
    Kyoto Club

    Scarica il documento (pdf)

    lunedì 22 marzo 2010

    L'OPERA - MARZO 2010

    In questo numero:
    Le misure dell'asse Leader del PSR Abruzzo
    Volantino dell'incontro del 30 marzo 2010 a Raiano
    Il Piano di gestione del Comune di Pettorano

    Allegati: opera mar10.pdf 1409 k Visualizza Scarica

    martedì 16 marzo 2010

    Foreste: Presentato il libro verde sulla protezione delle foreste e avviata una consultazione on-line

    003793 La Commissione europea ha presentato, nei giorni scorsi, il Libro verde intitolato “La protezione delle foreste e l'informazione sulle foreste nell'Unione Europea: preparare le foreste al cambiamento climatico” che evidenzia i principali problemi delle foreste europee: perdita di biodiversità, domanda crescente di sistemazione per i servizi di tempo libero, ruolo delle energie rinnovabili in un contesto in cui la crescita delle superfici boscose rallenta.

    Il Libro presenta anche i sistemi d'informazione esistenti sulle foreste e gli strumenti disponibili per garantire la loro protezione e propone degli strumenti per la loro protezione, la loro gestione e l'informazione sulle foreste. Il Libro verde sarà discusso nel corso di una conferenza sulla protezione delle foreste che organizzerà la presidenza spagnola il 6-7 aprile in Spagna. 

    E’ aperta fino al 31 luglio 2010 la consultazione pubblica sul Libro verde collegandosi al seguente indirizzo web: http://ec.europa.eu/yourvoice/consultations/index_it.htm (Fonte: ue)

    Allegati: Libro Verde UE IT.pdf il 16/mar/2010 16.11 da Presidenza ForestAbruzzo 131 k Visualizza Scarica

    giovedì 11 marzo 2010

    Viterbo – 18-19 marzo 2010 - “Foresta Aperta, non solo legno”

    ForestaR375_110809 A Viterbo si terrà l’evento dal titolo “Foresta Aperta, non solo legno”, organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia.

    L’evento comprende 2 giorni di convegni e tavole rotonde dedicati agli aspetti multifunzionali del bosco.

    Il primo giorno, Giovedì 18 marzo, si terranno 2 eventi: il convegno dal titolo “Foreste, natura, ecoturismo” e la tavola rotonda: “Ridare ossigeno e nobiltà al bosco italiano: i boschi tra riserva di carbonio e valorizzazione economica”.

    Il secondo giorno, Venerdì 19 marzo, si terrà il convegno “Alberi, spezie, medicina: la salute si incontra in foresta”.

    Per maggiori info: daf@unitus.it 

    Per scaricare il programma: Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giustoScarica >>>

    Le radici della gestione forestale sostenibile in un click

    Le radici della gestione forestale sostenibile in un click

    Inaugurato da INEA il primo sito dedicato al Codice forestale camaldolese.

    Con il sito www.inea.it/prog/camaldoli, interamente dedicato al progetto "Codice Forestale Camaldolese, la ricerca delle radici per lo sviluppo sostenibile", INEA, oltre a raccogliere e rendere disponibili i documenti storici che costituiscono il Codice Forestale Camaldolese, vuole anche dare voce a chi studia, lavora, frequenta, scopre e vive le foreste, contribuendo così ad arricchire il patrimonio di conoscenze e il bagaglio di esperienze utile alle generazioni future.

    Il progetto "Codice Forestale Camaldolese, la ricerca delle radici per lo sviluppo sostenibile" nasce dalla collaborazione tra l'Osservatorio Foreste INEA e il "Collegium Scriptorium Fontis Avellanae" e si propone il recupero, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico-culturale della Congregazione Benedettina Camaldolese nella secolare  gestione del territorio montano e delle sue risorse naturali (dal 1027 al 1868). In particolare lo studio del materiale conservato nelle fonti camaldolesi edite e in altri numerosi documenti e atti, in gran parte ancora sconosciuti, conservati negli Archivi di Stato e in collezioni private, permetterà di recuperare il patrimonio di conoscenze acquisite nella gestione agricola e nelle utilizzazioni forestali dei territori Appenninici.

    Non si tratta di un semplice studio rivolto al passato, bensì di un'opportunità per poter comprendere il senso profondo e le motivazioni che stanno alla base del rapporto uomo-ambiente inteso come fondamento etico essenziale per l'avvio di una politica nazionale, regionale e locale che riconosca il ruolo insostituibile svolto dagli operatori agricolo-forestali e artigianali della montagna italiana.

    Rete Rurale: aperto il Forum “Buone pratiche e innovazioni”

    Rete Rurale aperto il Forum “Buone pratiche e innovazioni”La Rete Rurale Nazionale ha dato il via ad un nuovo Forum di discussione su "I fabbisogni di buone pratiche e innovazioni nello sviluppo rurale".

    Un nuovo argomento del Forum, recentemente inserito, mira a raccogliere informazioni per produrre un elenco di esempi di successo di gestione delle foreste italiane.

    Il Forum rappresenta l'occasione per raccogliere opinioni, esperienze e segnalazioni, condividere pareri e punti di vista, invitiamo tutti a partecipare e a segnalare le proprie “Buone pratiche” nella gestione sostenibile delle foreste.

    Link al Forum: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2604


    Nota del Comitato Esecutivo del Gruppo FSC-Italia in merito al rapporto pubblicato dalla Sezione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta di WWF-Italia

    logo_fsc_ico La presente nota costituisce un commento del Comitato Esecutivo del Gruppo FSC-Italia al rapporto “Il grande inganno del progetto energetico da biomasse forestali della Regione Piemonte: sperpero di denaro pubblico ed enorme danno ambientale”, recentemente pubblicato dalla Sezione Regionale Piemonte e Valle d’Aosta di WWF-Italia.

    Senza voler entrare nel merito delle considerazioni relative alla Legge Forestale Regionale (LR n. 4/2009) e delle politiche energetiche e forestali della Regione Piemonte, desideriamo ricordare che il Gruppo FSC-Italia, in qualità di iniziativa nazionale del Forest Stewardship Council, ha come missione la promozione della gestione forestale responsabile, cioè di una gestione forestale che sia appropriata dal punto di vista ambientale, benefica dal punto di vista sociale e soddisfacente dal punto di vista economico.

    Alla luce di ciò, se condividiamo pienamente la considerazione per cui “(…) il legno è […] materiale prezioso e di enorme valore bioecologico e, secondo il criterio della sostenibilità, tale patrimonio dovrebbe essere trasmesso alle generazioni future” riteniamo assolutamente inadeguate e fuori luogo le conclusioni alle quali perviene il rapporto con riferimento all’opportunità e alla convenienza di preferire una non gestione delle risorse forestali.

    L’abbandono e la mancata gestione attiva dei nostri boschi, purtroppo, rappresentano fattori ed elementi di destabilizzazione per l’intero settore forestale italiano e costituiscono un grave rischio per la sopravvivenza del settore stesso e per l’integrità delle risorse forestali. E’ doveroso osservare, a tale proposito, come proprio dall’abbandono del territorio derivi ancor più urgentemente la necessità una sua corretta gestione.

    In linea con i principi fondanti del Forest Stewardship Council riteniamo fondamentale che tutte le parti portatrici di interesse possano prendere parte attivamente al confronto in merito alla gestione forestale, nondimeno auspichiamo che ciò si traduca in un comune e condiviso intento di promozione di pratiche responsabili e respingiamo fermamente che possa invece configurarsi come occasione di ulteriore disgregazione del settore e men che meno in propaganda a favore dell’abbandono dei boschi e della loro gestione attiva: si tratterebbe di un pessimo esempio per l’opinione pubblica, per lo più composta di non addetti ai lavori, e di un cattivo servizio reso ai nostri boschi.

    Il Comitato Esecutivo del Gruppo FSC-Italia

    CORSO per PREPOSTO ALLA SICUREZZA sui cantieri forestali

    Come a Vostra conoscenza i PREPOSTI PER LA SICUREZZA, la cui presenza è obbligatoria in ogni cantiere, devono obbligatoriamente frequentare un CORSO DI AGGIORNAMENTO annuale.

    Abbiamo quindi organizzato per VENERDI’ 19 MARZO 2010 un corso valido sia quale aggiornamento per i preposti già formati negli anni scorsi, sia per NUOVI PREPOSTI da formare.

    Il corso avrà la durata di otto ore così suddivise:

    ore 9,00 – 13,00 – Aggiornamenti legislativi (Dott. Mirco Del Gallo – RSPP)

    ore 14,30 – 18,30 – Aggiornamenti tecnici (Dott. For. Franco Compagnoni)

    Il corso si svolgerà presso la sede FORESTABRUZZO di S. Teresa di Spoltore. Per la partecipazione sarà rilasciato apposito attestato.

    Si ricorda che il corso è gratuito per dipendenti dei soci che hanno aderito al nostro servizio (CO.L.A.FOR. – Solidarietà e Ambiente – Consorservice – I.R.M.F. – Gestifor – Valle Subequana – Consorservice – Agricoop – CIEFIZOOM – Silva – Coop. Verde Abruzzo – Coop. La Sorgente – Az. Agr. Sagittario (Di Vito) – Coop. Monte Genzana – Marsiforest), mentre per gli altri soci ha un costo di € 100,00 per partecipante (fino a disponibilità).

    Per le prenotazioni rivolgersi CON URGENZA alla nostra segreteria in sede (Marianna Agnesini) tel. 085 4972302.

    domenica 28 febbraio 2010

    Biomasse sostenibili, un nuovo rapporto Ue ne detta i criteri

    home2-7917 Dalla Transparency Platform

    La Commissione europea adotta oggi il rapporto richiesto nella Direttiva clima energia in materia di biomasse solide e biogas. Il documento raccomanda agli Stati membri di seguire modelli simili che si basino sui criteri di sostenibilità forniti da Bruxelles.

    (da www.rinnovabili.it) – Sviluppare appieno il potenziale energetico delle biomasse significa inevitabilmente dover prendere in esame le questioni connesse alla tutela del patrimonio forestale e della biodiversità, all’utilizzo suolo e al calcolo delle emissioni di CO2: la valutazione, in altre parole, dell’impatto ambientale e ovviamente anche di quello economico. A livello europeo la Renewable Energy Directive, conosciuta anche come la Direttiva “20-20-20”, contiene uno schema inerente ai requisiti di sostenibilità per i biocarburanti e i bioliquidi, mancando dunque quelli relativi alle biomasse, per le quali però specificava la richiesta alla Commissione Ue d’un rapporto ad hoc per colmare tale lacuna. Adempiendo a tale obbligo l’esecutivo europeo ha adottato oggi una relazione sui termini per l’uso sostenibile delle biomasse solide e del biogas nell’energia elettrica, riscaldamento e raffreddamento. Il documento contiene raccomandazioni sui criteri che dovrebbero essere utilizzati dagli Stati membri che desiderino introdurre un regime a livello nazionale, in modo da evitare ostacoli al funzionamento del mercato interno.
    “La biomassa – ha dichiarato Günther Oettinger, Commissario responsabile per l’Energia – è una delle risorse più importanti per raggiungere i nostri obiettivi nelle energie rinnovabili. Contribuisce già a più della metà del consumo di energia verde nell’Unione europea, fornendo una risorsa pulita, sicura e competitiva”.
    Le raccomandazioni adottate oggi riguardano:

    • Il divieto generale di utilizzare biomassa coltivata su terreni appositamente sottratti al patrimonio forestale, su aree ad elevata capacità di stoccaggio dell’anidride carbonica o ad elevata biodiversità.
    • Una metodologia standardizzata per il calcolo dei gas a effetto serra in maniera tale da garantire che la riduzione delle emissioni connessa a questa fonte sia almeno del 35% rispetto al mix energetico fossile della UE, aumentandola al 50% per i nuovi impianti nel 2017 e al 60% nel 2018.
    • La differenziazione dei regimi di sostegno nazionali a favore di impianti che consentano di raggiungere alte efficienze di conversione energetica.
    • Il controllo della provenienza della biomassa.

    La relazione è accompagnata da una valutazione d’impatto che dimostra che criteri vincolanti imporrebbero costi considerevoli agli operatori economici europei, soprattutto in considerazione del fatto che almeno il 90% della biomassa consumata a livello comunitario deriva dai residui forestali e da altri sottoprodotti delle industrie europee, concludendo pertanto che almeno in questa fase, non sia necessaria una legislazione più dettagliata.
    “E’ prevista una revisione fra 18 mesi, – ha concluso Oettinger – al fine di valutare se il sistema abbia bisogno di essere modificato, anche attraverso l’introduzione di norme obbligatorie”.

    Certificazioni per la carta: come funziona il PEFC

    PFEC

    La carta è uno dei prodotti più presenti nella nostra vita quotidiana: dai post-it su cui annotiamo i nostri promemoria, ai foglietti volanti che utilizziamo per la lista della spesa; dalle confezioni dei cereali per la colazione, alle agende e ai calendari che teniamo, rispettivamente, sulle nostre scrivanie e sulle pareti di casa. La carta è un prodotto così comune da alimentare convinzioni e luoghi comuni spesso molto difficili da sfatare, come vi abbiamo raccontato qualche tempo fa.

    Proprio perché si tratta di un bene di consumo diffusissimo e, almeno fino ad oggi, non sostituibile, è bene fare attenzione alla sua provenienza, in modo da incidere il meno possibile sull'ambiente. A questo scopo, è importante tenere in considerazione, al momento dell'acquisto, la presenza o meno di una certificazione. Nel caso della carta, la certificazione riguarda l'origine del legno da cui è stata tratta la cellulosa, e attesta la sua provenienza da boschi gestiti in maniera corretta ed ecosostenibile, sia da un punto di vista ecologico che da un punto di vista economico e sociale.

    La certificazione è un marchio di ecosostenibilità che dipende da determinati parametri, qualitativi e quantitativi, ed è cruciale non soltanto per l'industria cartaria ma anche per tutte quelle industrie che si basano sull'utilizzo del legno, in quanto costituisce un modo per conoscere e tracciare il percorso delle materie prime, dalla loro origine fino al prodotto finale.

    A questo proposito, l'Unione Europea riconosce ufficialmente due certificazioni: FSC ("Forest Stewardship Council"), che abbiamo citato più volte e che gode del sostegno di Greenpeace, e PEFC, che introduciamo qui per la prima volta. La sigla PEFC sta per "Programme for the Endorsement of Forest Certification Schemes" e cioè "Programma per il riconoscimento di Schemi di Certificazione Forestale".

    PEFC è un'organizzazione internazionale indipendente, non governativa e no profit, che promuove una gestione forestale sostenibile per fornire agli acquirenti dei prodotti in legno o di carta una garanzia di eco sostenibilità. Ciò significa che il consumatore ha la certezza di favorire, con il suo acquisto, attività forestali corrette e rispettose degli equilibri naturali, a tutela della biodiversità e a favore del rimboschimento.

    Per le aziende, invece, impiegare nei processi produttivi legno e carta certificati ha non soltanto un indubbio ritorno in termini di immagine, ma può determinare anche un vantaggio economico. Oggi, infatti, i consumatori sono più consapevoli e informati nelle fasi della scelta e dell'acquisto dei prodotti e si sono fatti anche più responsabili ed esigenti in materia di problematiche ambientali.

    Il PEFC ha sede a Ginevra ed è nato alla fine degli anni Novanta come iniziativa volontaria e senza fini di lucro del settore privato. La certificazione non è solo per la carta, ma per l'intera filiera dal bosco al consumatore (legno, mobili, carta, pannelli, funghi e tartufi, miele, ecc). Tutto ha avuto inizio con degli incontri tra i rappresentanti dei proprietari forestali di alcuni dei Paesi promotori, tra cui Austria, Finlandia, Francia, Germania, Norvegia e Svezia.

    Attualmente, l'organizzazione opera approvando, di volta in volta, degli schemi nazionali di certificazione forestale. Ciò significa che il sistema PEFC comporta la costituzione di enti di gestione nazionali nei diversi Paesi nel mondo. A questo scopo, si cerca di coinvolgere tutte le organizzazioni professionali, le associazioni e i consorzi che, a livello locale, potrebbero essere interessati e coinvolti nell'iniziativa.

    PEFC prevede un primo livello di certificazione che riguarda strettamente la gestione forestale e che attesta che una proprietà forestale è gestita secondo criteri di correttezza e di sostenibilità. Una seconda, successiva tipologia di certificazione è invece rappresentata dalla Chain of Custody, "catena di custodia" o di rintracciabilità. Il presupposto di questo secondo livello di attestazione è che il legname e la cellulosa provenienti da foreste gestite in modo corretto e sostenibile devono poter essere rintracciabili in tutte le fasi successive della lavorazione, fino ad arrivare alla commercializzazione. Se tale catena viene correttamente rispettata, il consumatore troverà sul prodotto finito un apposito marchio di qualità.

    criteri_pefc

    Per concedere la certificazione PEFC si esige da chi ne fa richiesta il rispetto dei criteri e degli indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la Protezione delle Foreste in Europa di Helsinki (1993) e di Lisbona (1998). L'attestazione permette agli aderenti di utilizzare il logo PEFC e ha una durata di 5 anni. A cadenza annuale sono effettuati controlli per verificare la conformità di ciascun aderente con i criteri previsti.

    Attualmente, i membri ordinari del PEFC, con i rispettivi organismi nazionali, sono 34. L'organizzazione gode anche del supporto di 5 organizzazioni internazionali: la Federazione Europea dei Proprietari Forestali (CEPF, Confederation Européenne des Propriétaires Forestiers ), la Federazione Europea dei Proprietari Fondiari (ELO, European Landowners' Organisation), l'Organizzazione Europea delle Industrie della Lavorazione del Legno (CEI Bois), l'Organizzazione Europea dell'Industria Cartaria (CEPI, Confederation of European Paper Industries) e la Federazione Europea per il Commercio del Legname (FEBO, Fédération Européenne du Négoce de Bois).

    foresta-la-verna

    Per quanto riguarda l'Italia, le foreste coprono il 34% del nostro territorio nazionale, pari a più di 10 milioni di ettari, tra pioppeti, boschi e macchia mediterranea. Di questa percentuale, la superficie forestale certificata PEFC è di 717.248 ettari ed è diffusa su gran parte del territorio nazionale, dal Friuli Venezia Giulia alla Sardegna, dal Trentino alla Campania. PEFC Italia conta 51 soci tra amministrazioni comunali, proprietari boschivi, industrie di settore, cooperative, associazioni di categoria e liberi professionisti (per ulteriori approfondimenti, informazioni e documenti riguardo alla certificazione PEFC in Italia potete visitare il sito www.pefc.it).

    Dato che siamo in tema di sostenibilità ambientale, ne approfittiamo per ricordare che, oltre ad acquistare carta e legno certificati, possiamo sempre contribuire alla salvaguardia di boschi e foreste con il recupero della carta e del cartone, facendo la raccolta differenziata e osservando l'abitudine di separare questi materiali da tutti gli altri scarti. In questo modo, eviteremo che delle risorse preziose e riciclabili vadano a disperdersi nelle discariche.

    Lisa Vagnozzi

    da www.greenme.it

    sabato 27 febbraio 2010

    Cooperare per fare il Bosco più Verde: Il consorzio forestale quale strumento per la gestione sostenibile, la salvaguardia e la valorizzazione dei boschi della collina torinese

    Il “modello consortile” di gestione forestale si propone come strumento per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio della collina torinese, con particolare attenzione ai riflessi occupazionali e di sviluppo economico.
    I consorzi forestali sono società di gestione del territorio a cui i proprietari pubblici e privati di superfici agro-silvo-pastorali affidano i terreni affinché la gestione degli stessi sia più efficiente. Normalmente tali strutture sono partecipate dai proprietari, riuniti per garantirsi una economicità di gestione.
    Tale funzione è particolarmente evidente in caso di proprietà molto frazionate, con piccole superfici che non hanno alcuna possibilità di essere economicamente gestite (com’é per la collina di Torino).
    Oggi però il problema è ancor più grave in quanto la gestione è praticamente assente anche in grandi aree, sia pubbliche che private, in quanto le attività forestali risultano sempre meno remunerative, i proprietari stanno perdendo il senso del valore del bosco e diventa sempre più difficoltoso reperire imprese in grado di realizzare gli interventi in maniera efficiente ed efficace.
    Un nuovo modello di consorzio forestale è quindi quello che vede, oltre all’aggregazione dei proprietari, la presenza degli operatori del bosco, sia tecnici che operativi.
    La Regione Piemonte con la nuova legge “Gestione e promozione economica delle foreste” (4/2009) si propone di sviluppare una gestione attiva delle superfici forestali e di aumentare il prodotto legnoso piemontese.
    E’ un obiettivo ambizioso e di lungo periodo che deve essere avviato ora per poter arrivare nei prossimi anni alla ripresa del settore forestale nella nostra Regione.
    Al fine di divulgare la conoscenza delle possibilità offerte dalla gestione consortile del “bene” bosco, approfondire le opportunità offerte dal nuovo strumento normativo e valutare i possibili effetti che questi possono avere sul territorio della collina torinese, si organizza il presente incontro cui Vi invitiamo a partecipare.

    5 MARZO 2010 - ORE 9,00
    Circolo ricreativo dipendenti comunali del Comune di Torino
    C.so Sicilia 12, Torino

    PROGRAMMA

    REGIONE PIEMONTE - ASSESSORE Economia Montana e Foreste Settore Politiche Forestali

    DR. MARCO CORGNATI
    REGIONE PIEMONTE - Assessorato Economia Montana e Foreste
    Settore Politiche Forestali “La nuova legge forestale regionale come opportunità per la valorizzazione dei boschi piemontesi”

    GASPER RINO TALUCCI
    Presidente Nazionale Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri - Confcooperative
    “Il modello consortile come elemento strategico di gestione e sviluppo
    del territorio: esperienze dalle regioni appenniniche”

    DOTT. FORESTALI GIULIANO GRIDELLI E FRANCESCO CIASCA
    Consorzio Piemontese Cooperative Agroforestali “Bosco Vivo”
    “Progetto di costituzione del Consorzio Forestale della Collina Torinese (C.F.C.T.)”

    DR. EZIO DEMAGISTRIS
    COMUNE DI TORINO - Divisione Servizi Tecnici per le Grandi Opere Edilizie e Verde Pubblico
    “Il Comune di Torino e la gestione forestale dell’area collinare”

    DR. IPPOLITO OSTELLINO
    Parco fluviale del Po - Tratto Torinese
    “Prospettive per un nuovo ruolo del Bosco all’interno delle aree protette della Corona Verde”

    DR. GRAZIANO DELMASTRO
    Parco Naturale della Collina Torinese
    “I boschi della Collina Torinese: tra naturalità, abbandono e gestione attiva”

    DR. PIERO BELLETTI - PRO NATURA - Torino
    “Equilibrio fra naturalità e gestione forestale attiva della collina di Torino”

    Conclusioni
    MARCO BALAGNA
    PROVINCIA DI TORINO - ASSESSORE AGRICOLTURA

    Prof. Bruno Giau
    UNIVERSITÀ DI TORINO, FACOLT À DI AGRARIA
    Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria Forestale e Ambientale

    Moderatore:
    Gianni Tarello
    (Presidente Regionale Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri - Confcooperative)

    Allegati (1)

    Ora i boschi suscitano l’interesse dei coltivatori La short rotation forestry diventa ammissibile agli aiuti disaccoppiati.

    nat05 Si va rafforzando l’interesse dei coltivatori per l’impianto di boschi cedui a rapida rotazione, diretti a procurare materia prima energetica e che richiedono una convivenza di specie per evitare problemi di monospecificità e fitosanitari, di pioppo ed olmo, o salice, o platano, o eucalipto.

    Secondo le esperienze e le ricerche sin qui effettuate, i migliori risultati e economici per lo sfruttamento di questa tipologia produttiva nascono dalla creazione di una filiera corta, con la cippatura delle piante direttamente sul campo o con operazioni di lavorazione per un utilizzo immediato.

    Dal punto di vista agronomico i dati produttivi riscontrati mostrano una produzione anche di 200 tonnellate ad ettaro nei 5 anni con un investimento compreso fra le 1.100 e le 1.600 piante/ha.

    Una superfice investita a short rotation forestry ora si può abbinare ad un titolo (diritto all’aiuto) Pac disaccoppiato, dopo la recente entrata in vigore del Decreto Mipaaf 9/12/2009 (GU n°30 del 6/2/2010).

    Il decreto, che disciplina l’intera materia della gestione dei titoli disaccoppiati, revisionando la normativa precedente, all’articolo 1 specifica (sulla base del Reg. Ce 1120/2009 art. 2, lett. n), che per “ettaro ammissibile” si intende anche una superficie investita a bosco ceduo a rotazione rapida (codice Ncex06029041) utilizzata per un'attività agricola o, qualora le superfici siano utilizzate anche per attività non agricole, utilizzate prevalentemente per attività agricole, coltivata con le piante elencate nell'allegato A del decreto (Pioppi, Salici, Eucalipti, Robinie, Paulownie, Ontani, Olmi, Platani, Acacia saligna) e con un turno di taglio non superiore a otto anni.

    Se sulla superficie ammissibile si esercita un’attività non agricola, questa non deve interferire con lo svolgimenti del ciclo colturale ordinario e con il mantenimento di buone condizioni agronomiche e ambientali.

    La dimensione minima delle parcelle agricole che possono formare oggetto di una domanda d'aiuto è fissata a 0,05 ettari. Finora questa sicurezza non c’era ed i proprietari di questo tipo di boschi non riuscivano sempre a rientrare nell’aiuto diretto.

    In questo modo si va completando il quadro normativo delle biomasse legnose destinate alle produzioni energetiche ma ci sono ancora alcune situazioni che devono essere definite dal punto di vista legislativo, quali la gestione delle ceneri degli impianti considerate ancora rifiuto.

    I Psr regionali hanno misure specifiche per incentivare questa coltivazione ed aggiungere contributi all’impianto e lavorazione, quali la 121, 122 e 221, 311B, inserite in tutti i piani regionali. Inoltre, se si destina il materiale di pioppo e altre essenze alla produzione di energia elettrica in azienda si può sfruttare l’incentivo di 0,28 centesimi per ogni kWh (tariffa omnicomprensiva) prodotto per gli impianti di taglia non superiore ad 1 MW (legge del 23 luglio 2009 n. 99).

    venerdì 26 febbraio 2010

    Presentazioni Consorzi Forestali

    Nella nuova pagina "PRESENTAZIONI" del sito www.consorziforestali.net è pubblicata la presentazione aggiornata della esperienza dei consorzi forestali presentata a Grottammare il 25 febbraio 2010 nell'incontro informativo organizzato dal Consorzio Marche Verdi.
    Sono anche pubblicate altre presentazioni stampabili.

    mercoledì 24 febbraio 2010

    Servizi gratuiti della rivista SHERWOOD

    003415 Servizi liberi per tutti gli utenti del sito www.rivistasherwood.it non perdere questa occasione e visita le sezioni:

    Terminologia multilingue

    Traduci tutte le specie forestali in tutte le lingue del mondo!

    Archivio bibliografico

    Consulta e ricerca per parole chiave tutti gli articoli scientifici e divulgativi pubblicati su Sherwood, l’Italia Forestale e Montana, Dendronatura ecc.

    Macchine - bacheca dell’usato

    Compra e vendi macchine forestali usate

    Legno - compro e vendo

    Compra e vendi diversi assortimenti legnosi

    E’ inoltre possibile per tutti entrare nella sezione Ultim’ora e leggere notizie, segnalazioni di corsi e convegni, offerte di lavoro, pubblicazioni ecc.

    martedì 23 febbraio 2010

    Talucci (Fedagri): L’impegno della cooperazione per lo sviluppo dell’associazionismo forestale

    “Il ruolo strategico dell’associazionismo forestale che è stato evidenziato dalla Rete rurale nazionale conferma la bontà di un percorso che la cooperazione forestale aderente a Confcooperative ha iniziato da ormai un decennio”.

    Lo ha sostenuto il presidente del settore Forestale di Fedagri-Confcooperative Gasper Rino Talucci in occasione di un workshop promosso dalla Rete rurale nazionale sul tema “Associazionismo forestale e sviluppo rurale - opportunità e responsabilità per l’attuazione delle misure forestali del PSR”.

    “Con lo slogan ‘Da esecutori a Gestori’ – spiega Talucci – le cooperative forestali di Fedagri promuovono una ventina di consorzi forestali, insieme ad un centinaio di amministrazioni comunali per la gestione di una superficie complessiva di oltre 100.000 ettari di boschi in tutta Italia. E’ una risposta concreta all'abbandono delle aree forestali nel nostro Paese con il quale la cooperazione intende promuove una filiera produttiva che vada dal bosco alla segheria e che sia protagonista anche nell’ambito di nuovi utilizzi quali la produzione di energia rinnovabile".

    "L'idea innovativa – prosegue Talucci – è stata quella di mettere insieme non solo i proprietari di boschi, ma anche i tecnici e gli operatori, nella consapevolezza che un settore povero come quello forestale ha bisogno di esperienze che uniscano i vari soggetti, in un’ottica di sviluppo. Alle istituzioni si richiede di sostenere e valorizzare questo percorso, mentre oggi alcune amministrazioni locali frenano la spinta positiva che viene dal basso. Ne è un esempio l'avvio a macchia di leopardo delle misure forestali del Piano di Sviluppo Rurale, con punte di eccellenza come in Lombardia e Toscana e situazioni critiche come in quasi tutte le regioni del sud. In questo senso non possiamo che sostenere la proposta della Rete Rurale di arrivare a delle linee strategiche condivise in tutta Italia, in modo da mettere a frutto le buone prassi delle regioni avanzate”.

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    _________________________________________
    Fonte: UFFICIO STAMPA FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE

    www.fedagri.confcooperative.it

    giovedì 11 febbraio 2010

    Natura 2000

    2469t La DG Ambiente della Commissione europea ha pubblicato una brochure dedicata alla Rete Natura 2000. Tra
    gli argomenti trattati: il ruolo e i compiti della Rete, salvare la biodiversità, le regioni biogeografiche,
    l’impegno futuro della Rete, ecc. Per informazioni:
    http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm .

    sabato 6 febbraio 2010

    L'OPERA di Febbraio 2010

    Pubblicato il numero di Febbraio 2010 del L'OPERA.
    In questo numero il documento preparatorio del workshop della RETE RURALE NAZIONALE  su "Associazionismo forestale e Sviluppo rurale: opportunità e responsabilità per l'attuazione delle misure forestali dei PSR" che si terrà a Roma il 22 febbraio 2010 e la presentazione del PIANO DI GESTIONE DELLE PROPRIETA' SILVO-PASTORALI del Comune di PERETO (AQ) elaborato dal Consorzio Forestale Marsica Occidentale.

    Allegati (1)

    Workshop Rete Rurale Nazionale - Task Force Foreste

    copertina invito

    La Task Force Foreste e l'Osservatorio foreste dell'INEA, nell'ambito delle attività previste dalla Rete Rurale Nazionale per lo Sviluppo Rurale (Azione 1.1.1 Supporto orizzontale alle Amministrazioni impegnate nell'attuazione dei PSR), propone ai principali attori del settore forestale e alle Amministrazioni regionali, un Workshop dal titolo "Associazionismo forestale e Sviluppo rurale: opportunità e responsabilità per l'attuazione delle misure forestali dei PSR".
    Il workshop si propone di fornire un quadro delle opportunità che l'Associazionismo forestale può fornire e trovare nell'attuazione delle politiche forestali di sviluppo rurale. Obiettivo della giornata di studio è definire strategie condivise con i principali attori operanti nel settore, al fine di realizzazione gli obiettivi di gestione e sviluppo socio-economico delle aree montane e forestali previsti dal Programma Quadro per il Settore Forestale.
    L'associazionismo forestale rappresenta oggi una concreta opportunità di sviluppo economico locale per le aree rurali e montane, e per l'intero settore forestale chiamato, quest'ultimo, ad assolvere ruoli e funzioni di interesse pubblico oltre che privato, quali la gestione attiva del patrimonio forestale, la salvaguardia ambientale, l'assetto idrogeologico e la protezione e prevenzione dei dissesti, degli incendi oltre a funzioni di carattere sociale e ricreativo.
    In questo ambito le associazioni forestali, nelle loro diverse formulazioni e concezioni, presenti nel contesto nazionale possono essere considerate vere "imprese silvo-ambientali" (in tanti casi le uniche rimaste nelle aree montane), dando così concretezza a quel concetto della "multifunzionalità" nelle aree montane e rurali, enunciato nella prima Legge di orientamento in agricoltura e sui decreti di attuazione (D.lgs n. 227/01). L'elemento principale per il rilancio del settore risiede sicuramente nell'armonizzazione delle politiche regionali in un'ottica di valorizzazione economica delle realtà produttive e delle multifunzionalità presenti sul territorio montano.
    Partendo dalla valorizzazione delle esperienze già intraprese sul territorio si può agevolare così la costituzione di strumenti di gestione, di tutela e di sviluppo convenienti e competitivi. Strumenti capaci di mettersi in relazione con gli altri operatori del mercato e di avviare processi di filiera, che perseguono nel contempo finalità di interesse regionale e interregionale, razionalizzando e qualificando la gestione delle superfici forestali e rappresentando opportunità reali di crescita economica, oltre che di presidio alla salvaguardia del patrimonio boschivo. Workshop Rete Rurale Nazionale - Task Force Foreste
    I lavori del Workshop si concluderanno con la condivisione di una proposta di "Documento strategico di intenti" condiviso dai principali attori operanti nel settore, da allegare al PQSF o e diffondere nell'ambito della Rete Rurale Nazionale. Partendo da ciò che esiste sul territorio e ciò di cui il territorio e il settore necessitano e richiedono, questo documento vuole diventare una proposta operativa per coordinare le opportunità fornite dall'Associazionismo e le esigenze regionali sul tema della gestione forestale, al fine di valorizzare l'attuazione delle misure previste dalle politiche di sviluppo rurale. Ai risultati del work shop seguirà inoltre un'attività di individuazione, studio e diffusione, per temi condivisi di interesse per il settore forestale, di Buone pratiche in cui l'Associazionismo ha svolto o svolge un ruolo determinante per lo sviluppo locale e rurale. Si vuole quindi, riuscire a identificare, in collaborazione con la Task Force Buone Prassi, le realtà operati che in ambito forestale, realizzano una sviluppo socioeconomico sostenibile in senso multifunzionale, per le aree rurali e montane nazionali.


    Roma, 22 febbraio 2010
    Radisson Blu ES.Hotel
    Via Filippo Turati, 171 00185 Roma


     (1.24 MB)Scarica la presentazione del workshop (1.24 MB)

    giovedì 4 febbraio 2010

    EUFORMAG: riviste forestali europee in rete

    EUFORMAG: riviste forestali europee in reteE’ nata EUFORMAG,  una rete europea di riviste del settore forestale che attualmente riunisce 6 periodici di 5 diversi paesi. Le riviste associate alla rete divulgano regolarmente contenuti tecnico-scientifici ed esperienze di gestione a più di 10.000 proprietari, tecnici pubblici e privati, gestori e imprenditori forestali europei.

    EUFORMAG si è costituita con lo scopo di diffondere conoscenze utili e pratiche che possano riguardare due o più paesi europei e si propone anche come strumento efficace e privilegiato per la diffusione dei risultati dei progetti forestali di interesse europeo.

    Per conoscere meglio Euformag visita il sito www.euformag.eu!

    da: www.rivistasherwood.it

    Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giusto

     Riscaldarsi con il legno, come scegliere il sistema giusto

    Un manuale divulgativo per conoscere meglio il mondo delle biomasse legnose come fonte energetica, rivolto ad un pubblico ampio e per questo realizzato con un linguaggio semplice e diretto. Biomax, una “scaglia di cippato parlante”, guida il lettore attraverso i diversi sistemi di riscaldamento a legna, cippato e pellet, rispondendo alle più comuni domande e sfatando alcuni luoghi comuni.

    Questo manuale tascabile è stato realizzato nell’ambito del progetto “Sviluppo della multifunzionalità delle aziende agricole sulle agrienergie”, promosso da Provincia di Arezzo e ARSIA e finanziato con il contributo della LRT 34/01. Si ringrazia il Dott. Stefano Boncompagni, dirigente del Servizio Agricoltura della Provincia di Arezzo per la gentile concessione.

    da: http://www.rivistasherwood.it/

    Allegati (1)

    lunedì 18 gennaio 2010

    Incontro informativo sui Consorzi Forestali nelle Marche

    Nell'ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007 – 2013 REG. CE n. 1968/05 della REGIONE MARCHE il CONSORZIO MARCHE VERDI ha organizzato per il giorno Giovedì 21 Gennaio 2010 presso la SALA RIUNIONI C/O RISTORANTE GRILL CROSS SNC in LOCALITA’ MONTEPORRO – ESANATOGLIA (MC) un seminario informativo sul tema

    “Certificazione forestale aziendale o collettiva?”

    Sono invitati a partecipare:
    – gli imprenditori agricoli e forestali interessati all’iniziativa di informazione, titolari di numero di partita IVA e di iscrizione alla C.C.I.A.A.;
    – i tecnici operatori nel settore agricolo e forestale, addetti alle fasi direttive nell’ambito dell’azienda agricola e/o forestale, e qualificati nel settore di competenza, oggetto della tematiche di informazione.

    Relatore dell'incontro è GASPER RINO TALUCCI, vice presidente di FORESTABRUZZO Consorzi Forestali Associati e dell'FSC Italia.

    Sono previsti fra febbraio ed aprile altri tre incontri simili
    .

    lunedì 11 gennaio 2010

    Foreste: i propositi per l'anno nuovo

    Anno nuovo, foreste antiche: le foreste millenarie sono una promessa di futuro. Eppure le stiamo perdendo: ogni anno vengono distrutti 13 milioni di ettari di foreste l'anno, una superficie pari a quella della Grecia.
    Negli ultimi 15 anni è l'Africa ad aver subito i maggiori danni, scendendo da 700 a 635 milioni di ettari di foresta. In Sudamerica si è scesi invece da 970 a 930 milioni di ettari. Tra i propositi per l'anno nuovo, non dimentichiamo di proteggere le foreste. Ecco qualche semplice consiglio per mettere da parte un po' di futuro...

    • evita prodotti che contengono olio di palma, in particolare il biodiesel: l'espansione delle piantagioni di palma da olio sono è uno dei principali motivi di deforestazione nei tropici
    • ricordati che il legno è un materiale vivo: acquista prodotti in legno certificati FSC, per usare il legno proteggendo le foreste
    • non accettare riviste pubblicitarie: è carta (e foresta) gettata nel cassonetto
    • ricordati di riciclare la carta: tutta la carta riciclata evita l'abbattimento di alberi (e evita tanto inquinamento). Per lo stesso motivo, usa prodotti in carta riciclata
    • pianta un albero, assicurandoti che sia una specie autoctona, ossia nativa della tua regione
    • chiedi al tuo comune di risparmiare carta e usare solo prodotti riciclati o certificati FSC

    da: www.salvaleforeste.it

    martedì 5 gennaio 2010

    Pmi: raddoppiati fondi per rinnovabili

    Pmi: raddoppiati fondi per rinnovabili

    In arrivo 250 milioni di euro per finanziare le Pmi green e innovative, in prevalenza nel Mezzogiorno: lo ha annunciato ieri il Ministro dello viluppo Economico Claudio Scajola

    Pmi e Green Economy: il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, ha annunciato ieri che i fondi per le piccole e medie imprese che investono in energie rinnovabili e innovazione salgono a 250 milioni di euro, il doppio rispetto al precedente stanziamento.

    Le risorse saranno ricavate da fondi europei e da un ulteriore gettito nel Fondo di Garanzia per le Pmi, pari appunto a 250 mln di euro, per un totale di 740 mln per il 2010.

    Le risorse arriveranno a 1.800 milioni nel 2012, in quanto lo stanziamento prevede di innescare investimenti per circa 4 miliardi già nel 2010 e 30 mld tra due anni. Queste le dichiarazioni d'intento del Ministero.

    La misura è volta a creare due corsie preferenziali. La prima è quella degli investimenti green, con l'obiettivo di posizionare l'Italia tra i primi paesi a recepire le recentissime direttive di Copenhagen.

    La seconda è quella volta a premiare gli sforzi delle imprese del Mezzogiorno e le reti di aziende, in linea con la Legge Sviluppo.

    «Quello che il Ministero dello Sviluppo Economico sta sostenendo è un grande programma di alleanze, anche con il rilascio della garanzia di Stato, affinché il nostro sistema delle piccole e medie imprese abbia sempre maggiori possibilità e opportunità per conquistare i mercati europeo e mondiale».