giovedì 9 giugno 2011

Contributi della Regione Marche ai Consorzi Forestali

La Regione Marche ha emanato un bando per sostenere economicamente la nascita e l'avviamento dei Consorzi forestali.
Il bando prevede la concessione di contributi per spese generali (affitti e personale) a consorzi che gestiscano almeno 100 Ha e che si impegnino alla gestione associata almeno per 20 anni.
Il contributo è sui costi in percentuale dal 100% delle spese per il primo anno al 20% delle spese per il quinto anno, per un massimo contributo concedibile di 48.000 euro.
La scadenza delle domande è il 30 settembre 2011.
Come si potrà notare, fra l'altro, il maggior punteggio per l'accesso a contributi è riservato proprio a quel tipo di Consorzi Forestali che vede la partecipazione congiunta di Amministrazioni pubbliche e Cooperative forestali, che è prevalente anche in altre regioni, come ad esempio in Abruzzo.

Allegati: Regione Marche_Bando Consorzi Forestali.pdf

17 giugno 2011 – Verona - Stati Generali del Legno Energia

Stati Generali del Legno Energia

AIEL - Associazione Italiana Energie Agroforestali, in collaborazione con Progetto Fuoco, organizza gli “Stati Generali del Legno Energia”, ovvero “Diamo voce alla principale fonte energetica rinnovabile del paese”: un’assemblea nazionale con lo scopo di presentare le proposte e le richieste dell’intera filiera che si occupa della valorizzazione energetica delle biomasse legnose. Nel corso della giornata verrà illustrato il “Manifesto per lo sviluppo sostenibile del settore legno-energia”, documento che riassume i temi fondamentali per il giusto riconoscimento e la crescita del settore.

Saranno presenti operatori del settore di tutta la filiera: imprese boschive e agricole, costruttori e distributori apparecchi e impianti conversione energetica, produttori di pellet, cippato e legna da ardere, costruttori e rivenditori macchine forestali per la produzione di biomasse, tecnici e professionisti del settore, installatori e manutentori, esponenti del mondo accademico agricolo e forestale. 


L’appuntamento è per le 9.30 di Venerdì 17 Giugno 2011, a Verona, presso il Palaexpo di Veronafiere.

Per maggiori info http://www.aiel.cia.it/immagini/upload/1Comunicato.pdf

mercoledì 1 giugno 2011

Google Earth Builder

Con Google Earth il gruppo di Mountain View ha costruito una base su cui intende ora costruire un nuovo servizio a disposizione dell’utenza. Il principio è quello per cui il globo costituito dalle mappe di Google può ora essere completato con layer personalizzati di contenuti e tutto ciò sfruttando il nuovo Google Earth Builder.

Google Earth Builder consente in modo semplice e rapido di immettere sul globo i dati mappali in possesso: il gruppo spiega che è possibile caricare pochi contenuti così come vari terabyte, ed il tutto verrà elaborato dalla potenza di calcolo dei server di Mountain View per fare in modo che le mappe possano essere consultate e condivise per usare in modo utile i dati ed i contenuti sovrapposti alle mappe.

I dati possono inoltre essere condivisi e “liberati”, rendendosi così molto più utili grazie all’apertura ad un pubblico più ampio che possa creare ulteriori layer informativi. Google conserva i dati immessi all’interno delle proprie infrastrutture cloud, garantisce backup multipli e certifica quindi la piena affidabilità del servizio per ogni uso ed ogni necessità.

Su Sherwood di Maggio 2011 l'Associazionismo Forestale Abruzzese

Sul numero 173 di maggio 2011 della rivista Sherwood, la maggiore rivista del settore forestale in Italia, è stato pubblicato un ampio articolo sulla esperienza dell'Associazionismo Forestale in Abruzzo.
Lo pubblichiamo integralmente.

Allegati: Forestazione - Sherwood 173 maggio 2011.pdf

venerdì 27 maggio 2011

DL Sviluppo: innalzate le soglie per appalti

DL Sviluppo: innalzate le soglie per appalti

Pubblicata in G.U. la norma contenuta nel Decreto Sviluppo che alza le soglie degli appalti pubblici affidati con procedura negoziata con o senza bando e con procedura ristretta semplificata.

Tra le novità introdotte con il Decreto Sviluppo, spicca l'innalzamento delle soglie per gli appalti pubblici affidati con procedura negoziata e procedura ristretta semplificata. Secondo la nuova norma, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 110, le modifiche al Codice dei Contratti Pubblici prevedono un innalzamento delle soglie e più in particolare a lavori superiori al milione di euro per la procedura negoziata.

Questo, con o senza pubblicazione del bando di gara (rispettivamente: quando tutte le offerte presentate sono irregolari o inammissibili o quando non viene presentata nessuna offerta appropriata o nessuna candidatura, o se per qualche motivo solo alcuni operatori possono svolgere un determinato tipo di lavoro).

Obbligatorio rivolgere l'invito ad un numero minimo di candidati, per consentire la tutela della trasparenza e della concorrenza, fissato a 10 per i lavori di importo superiore a 500 mila euro e a 5 per lavori di importo inferiore.

Per la procedura ristretta semplificata in caso di lavori di importo inferiore a un milione e 500 mila euro, è consentito alle Stazioni Appaltanti di invitare 20 concorrenti senza aver preventivamente pubblicato il bando di gara, ma comunicando quali lavori è previsto che affidino con questo metodo.

martedì 24 maggio 2011

Assemblea Generale FSC-Italia 2011

logo_fsc L'Assemblea Generale del Gruppo FSC-Italia é convocata in data 06 giugno 2011 alle ore 11:00 c/o la Sala del Parlamentino del Corpo Forestale dello Stato, Via Carducci, 5, 00187 Roma.
L'OdG é il seguente:
1. Attività svolte nel 2010 e primo semestre 2011;
2. Programma attività 2011;
3. Approvazione Bilancio consuntivo per l'anno 2010 e Bilancio preventivo per l'anno 2011;
4. Elezione del Comitato Esecutivo per il triennio 2011-2014
5. Varie ed eventuali.
La partecipazione all’Assemblea è aperta a tutti i soci e a tutti gli interessati. Per ragioni organizzative preghiamo di voler confermare la partecipazione e - per i soci che fossero impossibilitati a intervenire - ricordiamo la possibilità di dare delega scritta di rappresentanza e di voto a un altro socio appartenente alla medesima Camera. Ogni socio potrà ricevere fino ad un massimo di tre deleghe.
Alla chiusura dei lavori dell’Assemblea Generale seguirà l’incontro del nuovo Comitato Esecutivo, con la nomina delle cariche rappresentative del Gruppo (Presidente, Vicepresidente e Segretario Generale) per il triennio 2011-2014.

giovedì 19 maggio 2011

Sollecito alla Regione Lazio per la partenza del PIF VALE

Il Consorzio V.A.L.E. ha inviato il 19 maggio 2011 alla Regione Lazio la seguente nota per sollecitare la partenza del Progetto Integrato di Filiera Valorizzazione Ambientale Legno Energia.
"Con Determinazione A6900 del 13 dicembre 2010 di concessione del finanziamento e successivo provvedimento n° IntF022 del 15 dicembre 2010 la Regione Lazio ha ammesso e finanziato il Progetto Integrato di Filiera presentato da questo Consorzio.
Con nota n° 3-11 del 24 gennaio 2011 questo Consorzio, a seguito di precedente incontro, richiedeva il riesame di alcuni progetti di singoli beneficiari non ammessi a finanziamento. Con nota n° 4-11 del 25 gennaio 2011 rinviavamo al competente ufficio “Area politiche distrettuali e di filiera” il provvedimento sottoscritto per accettazione.
Da quel momento alcuna comunicazione è più pervenuta né al Consorzio né ai singoli beneficiari. E ciò né sull’esito dei riesami richiesti, né sono pervenuti ai beneficiari ammessi i singoli decreti di finanziamento.
Ciò, ovviamente, ha provocato il blocco totale delle attività del Progetto Integrato di Filiera.
Considerato il tempo trascorso siamo a richiedere notizie sull’esito dei riesami richiesti e l’emanazione dei singoli decreti di finanziamento.
Su quest’ultimo punto si consideri che ulteriori ingiustificabili ritardi nella emanazione dei singoli decreti di finanziamento rischiano di mettere in forse la realizzazione dei progetti, soprattutto da parte dei beneficiari pubblici, ma anche dei beneficiari privati."

| Allegati: 7-11 - regione lazio - SOLLECITO.pdf

giovedì 5 maggio 2011

Impianti a biomasse nei comuni italiani

Con i dati contenuti nel rapporto di Legambiente "Comuni rinnovabili 2009" è stata realizzata un'applicazione che permette di visualizzare su mappa, su tabella e su grafici, la localizzazione e alcune caratteristiche degli impianti a biomasse nei comuni italiani censiti da Legambiente. L'applicazione, ad accesso libero, è raggiungibile all'indirizzo http://www.ricercaforestale/biomasse.php.
Per quanto riguarda i dati nel rapporto di Legambiente è scritto che "I dati presenti nel rapporto Comuni Rinnovabili 2009 sono elaborati attraverso l’incrocio di dati provenienti: da un questionario inviato ai Comuni italiani, e incrociando le informazioni con i dati di GSE, Enea, Anev, amministrazioni regionali e provinciali, Azzeroco2 per il solare termico, aziende di settore."
Per la realizzazione dell'applicazione, dal rapporto di Legambiente sono stati estratti i dati per i soli impianti a biomasse essendo questi di maggior interesse per il portale. A questi dati, per ora, sono stati associati alcuni indicatori (es. popolazione residente, kW rinnovabili per abitante). Inoltre, per ora solo per qualche impianto, è possibile conoscere anche che tipo di combustibile impiega, quanto ne consuma in un anno e quanto costa.
Contiamo di estendere queste informazioni se non a tutti almeno alla maggior parte degli impianti censiti, anche attraverso la collaborazione degli utenti. Il rapporto di Legambiente infatti non specifica nè il tipo di biomassa utilizzata (cippato, residui agricoli, residui zootecnici...), nè il consumo annuo di combustibile e, infine, nemmeno il prezzo medio del combustibile. Questi indicatori ci sembrano importanti per valutare meglio la sostenibilità degli impianti realizzati.

mercoledì 27 aprile 2011

I BOSCHI DI MONTAGNA – 28 aprile 2011 Farindola (PE) - Giornata dedicata all’importanza degli alberi e delle foreste

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Workshop sull’Associazionismo Forestale – Biccari (FG) 29 aprile 2011

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Il Consorzio Forestale CON.F.A.T. e Confcooperative Foggia all’interno delle numerose iniziative messe in atto per “l’Anno Internazione delle Foreste 2011” proclamato dalle Nazione Unite, organizzano un “Workshop sull’Associazionismo Forestale” dedicato ad approfondire le nuove opportunità per il settore forestale nella nuova fase della Politica Agricola Comunitaria.

Il Consorzio è lieto di invitarla all’ evento per il giorno:

Venerdì 29 Aprile 2011 alle ore 17,00

A Biccari (FG) presso la sala “Bollenti Spiriti”

al Workshop interverranno:

Dott. Gianfilippo Mignogna (Sindaco del Comune di Biccari)

Giorgio Mercuri (Vicepresidente Fedagri Nazionale)

Matteo Cuttano (Direttore Confcooperative Foggia)

Mario De Angelis (Presidente Consorzio CON.F.A.T.)

Dott. Gasper Rino Talucci (Presidente Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri – Confcooperative)

Dott.ssa For. Marina Paolucci ( Responsabile Tecnico Consorzio Forestale CO.L.A.FOR.)

Dott. Vincenzo Lionetti (Responsabile P.I.F. “Silvicolo ForestAmbiente”)

Al termine dell’ incontro sarà offerto un buffet con prodotti tipici locali

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giovedì 14 aprile 2011

European Congress: Present and future role of forest resources in the socio-economic development of rural areas

Logo Rete

ITALIAN RURAL NETWORK FOREST EVENT - Rome, 23rd-24th June 2011

European Congress: Present and future role of forest resources in the socio-economic development of rural areas.
Info, details and news about the Congress available at: www.reterurale.it/romaforest2011
On the occasion of the International Year of Forests, the Italian Rural Network, in collaboration with the European Network for Rural Development, proposes a two day event to describe, analyze, discuss and get acquainted with the present and future actions provided for forests and the forest sector by EU, identifying strengths, weaknesses, opportunities and threats and proposing ideas and suggestions for future (Common) European Programs.
Authors interested in presenting case-studies and experience related to the congress topics are asked to submit an abstract following the instructions reported on the website: www.reterurale.it/romaforest2011
For info please contact: info.romaforest2011@inea.it
National Rural Network
Forest Observatory of the National Institute of Agricultural Economics


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Aperto il bando relativo al corso di formazione "La gestione forestale associata: modelli operativi e nuove opportunità occupazionali per il rilancio di un'economia montana"

Promosso dal Consorzio Nazionale per la Valorizzazione delle Risorse  dei Prodotti Forestali e Finanziato nell'ambito del Progetto FORESTE DA VIVERE Multifunzionalità della Foresta e uso Sostenibile delle Risorse Rinnovabili nelle Aree Rurali (Delibera CIPE n° 76/07 del 03/08/07), il corso ha l'obiettivo di fornire un panorama informativo sulle opportunità occupazionali che il settore forestale-ambientale può offrire, con particolare attenzione alla multifunzionalità delle risorse forestali e montane, in linea con la nuova Politica Agricola Comunitaria e con il crescente interesse per tematiche quali la certificazione forestale, i crediti di carbonio e le filiere energetiche.


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venerdì 8 aprile 2011

Green marketing per il settore agro-forestale

mondoalbero Il mercato volontario dei crediti di carbonio rappresenta un investimento e, nel medio-lungo periodo, una strategia di riduzione dei propri costi di produzione

di R. T.

Nella lotta al cambiamento climatico in Italia, come in tutto il resto del mondo, si sono diffuse, parallelamente al Mercato regolamentato dei crediti di carbonio creato per l’attuazione del Protocollo di Kyoto (PK, 1997), azioni di carattere volontario che nascono dall’interesse e dalla sensibilità della società civile. L’avvio di queste iniziative nasce sicuramente da nobili motivazioni etiche e dalla consapevolezza di far parte di un sistema complesso in cui anche il singolo può contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali di lotta al cambiamento climatico. Ma per organizzazioni profit e non-profit, amministrazioni locali e singoli cittadini, rappresentano anche un investimento di green marketing, e nel medio-lungo periodo, una strategia di riduzione dei propri costi di produzione.

Il Mercato volontario dei crediti di carbonio si basa su diverse tipologie di intervento e su meccanismi analoghi a quelli definiti per il Mercato regolamentato del PK, di cui pur non adempiendone le procedure formali ne rimane comunque condizionato, in termini metodologici ed economico-finanziari. Per questo motivo il Mercato volontario è un incubatore di innovativi protocolli, registri, alleanze, e tipi di progetto, presentando inoltre, grandi potenzialità di sviluppo. Si sta però sviluppando in modo poco ortodosso, con una scarsa e poco chiara regolamentazione di riferimento, standard e certificazioni univoche.

Al centro del sistema volontario vi è il credito di carbonio, cioè il corrispettivo d’una tonnellata di anidride carbonica equivalente (tCO2eq), non emessa in atmosfera da qualsiasi attività realizzata attraverso investimenti specifici, che può diventare contrattabile sul mercato. Ciò avviene attraverso l’attuazione di progetti per la riduzione delle proprie emissioni (emissione di CO2 evitata) e la successiva compensazione di quelle residue con interventi per esempio di forestazione, riduzione della deforestazione e degradazione delle foreste (assorbimento di CO2). Le iniziative compensative possono inoltre essere realizzate per ogni altra emissione da attività o prodotto esistente (organizzazione di un evento culturale o sportivo, feste e matrimoni, uso dell’autovettura, la propria abituale abitazione, stampa e acquisto di libri), o di qualsiasi altro oggetto di consumo, ecc.

Le tipologie di crediti prodotti da queste attività possono essere distinti in quelli utilizzabili nel Mercato volontariato e quelli utilizzabili nel Mercato regolamentato e riconosciuti quindi dal PK. Ogni tipo di credito di carbonio aderisce comunque a un particolare standard o certificazione di un ente terzo indipendente. Il Protocollo distingue sette tipi di crediti di emissione non solo sulla base della loro provenienza (da progetti CDM, JI, etc) ma anche dalla computabilità rispetto all’obiettivo di riduzione del CO2 e dalla scambiabilità e trasferibilità al

successivo periodo di adempimento. I crediti di emissione provenienti da progetti volontari sono invece conosciuti come Voluntary Emissions Reductions (VERs) o più semplicemente Emission Reduction se non verificati da un ente terzo. In caso di verifica, il credito volontario (ad esempio in seguito alla verifica di un progetto CDM da parte di un Designed Operational Entity) assume la denominazione di Verified Emission Reduction (VER).

Il Mercato volontario globale comprende le transazioni dei crediti che avvengono tramite il Chicago Climate Exchange (CCX), mercato integrato con sola sede negli Stati Uniti a cui aderiscono imprese, associazioni, università, municipalità, ecc. che partecipano sottoscrivendo impegni precisi di riduzione; e quelle Over The Counter (OTC), rappresentato da varie tipologie di soggetti che non rispondono a regole comuni. Tramite queste agenzie grandi organizzazioni, imprese e singoli cittadini possono investire direttamente in specifici progetti raggiungendo i propri obiettivi di contenimento delle emissioni. Come tutti i mercati azionari, anche quello del carbonio, dipende in primo luogo da informazioni trasparenti e affidabili, che purtroppo per tale mercato risultano a volte estremamente difficili.

L’incremento di interesse registrato negli ultimi anni per la riduzione volontaria delle emissioni e il conseguente ampliarsi del mercato, per quantità e valori scambiati, ha portato ad una maggiore attenzione dell’opinione pubblica e allo sviluppo di interessati e innovative iniziative locali che coinvolgono in particolare il settore forestale. La funzione svolta dagli ecosistemi forestali nella lotta ai cambiamenti climatici globali in corso è ampiamente riconosciuta sia in ambito scientifico che politico, sia dal grande pubblico che dai media, ed ha generando grandi aspettative di sviluppo per il settore produttivo, sempre più in crisi, ad essi collegato.

A partire dal 2003 e con frequenza crescente, nel nostro Paese vengono stipulati accordi volontari da parte di tre soggetti privati che svolgono il ruolo di mediatori tra chi, attraverso progetti forestali (piantagioni ex novo, miglioramento della gestione, ecc) fornisce crediti di carbonio e coloro che vogliono ridurre e/o compensare le proprie emissioni. Molte sono anche le iniziative volontarie promosse da enti territoriali, come ad esempio, uno per tutti, il Mercato Carbomark, attivato con il progetto LIFE07 ENV/IT/000388 e promosso dalle regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia. Un particolare interesse per i Mercati volontari cresce, infatti, da parte delle amministrazioni locali che intravedono una nuova entrata alle loro sempre più ristrette finanze.

Per questo motivo l’Osservatorio Foreste dell’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) insieme alla Compagnia delle foreste, ha deciso di approfondire il tema legato alla compensazione delle emissioni di CO2 e altri gas serra, attraverso i progetti forestali non solo perché si tratta di un argomento di estrema attualità e interesse ma soprattutto per comprendere i meccanismi, i principi e l’efficacia delle numerose iniziative che in Italia si stanno sempre di più sviluppando e che presentano ancora molti lati oscuri.

L’indagine svolta tra il 2008 e il 2009 sul panorama nazionale degli accordi volontari si è conclusa con una pubblicazione che evidenzia le criticità di questo sistema, ne coglie le opportunità e propone spunti utili per rafforzare il Mercato volontario dei crediti di carbonio in Italia al fine di renderlo più dinamico, trasparente ed efficace, anche in relazione con il Mercato regolamentato e gli impegni sottoscritti dal nostro Paese con il PK.

Il 31 Marzo presso la sede di Roma del’INEA verranno presentati i risultati di questo lavoro e con l’occasione aperta una discussione pubblica tra i principali portatori di interesse sul tema e le autorità nazionali competenti, al fine di individuare spunti utili a definire una comune strategia nella lotta al cambiamento climatico che riconosca agli imprenditori agricolo forestali delle aree rurali e montane il loro ruolo nella fornitura di un servizio ambientale.

Nel nostro Paese, infatti, la vendita dei crediti di carbonio da parte dei proprietari e/o gestori forestali assume contorni critici, in quanto i processi di riforestazione e gestione forestale sono già utilizzati dal Governo italiano per il rispetto degli impegni presi in sede di PK. Il nostro Paese, al momento, considera acquisite per gli obiettivi di Kyoto tutte le attività forestali ma, al contrario di altri settori quali l’energia o i trasporti, non ha effettuato alcun investimento per interventi rivolti al miglioramento della sua efficienza.

A oggi, il proprietario di un’area boscata se vuole mantenere efficiente il suo fondo, si trova a dover affrontare degli interventi in perdita, con i conseguenti problemi di abbandono, mancato sfruttamento delle risorse e sopratutto minori vantaggi ambientali e sociali.

Non vedendosi all’orizzonte incentivi rivolti al settore, il Mercato volontario potrebbe rappresentare un’alternativa efficiente per garantire la gestione attiva del territorio e ottenere interessanti risultati ambientali sia a livello locale che nazionale. Inoltre, un imprenditore e/o proprietario agricolo e/o forestale potrebbe, in linea teorica, ottenere anche redditi aggiuntivi dalla vendita dei crediti ottenuti dal suo lavoro di gestione per l’aumento dello stock di carbonio nella biomassa epigea, ipogea, nella lettiera e nel suolo. In particolare, gli interventi compensativi forestali possono prevedere la realizzazione di piantagioni, il miglioramento dei boschivi esistenti, investimenti di prevenzione dei fenomeni di disboscamento o di danneggiamento delle foreste esistenti, la realizzazione di impianti per la produzione di biomasse a uso energetico, l’adozione di particolari tecniche agronomiche e selvicolturali, ecc.

È importante che le amministrazioni competenti (Stato e Regioni), i proprietari e i gestori delle foreste, comprendano la reale portata delle opportunità di mercato, acquisiscano familiarità con l’andamento dei Mercati, sviluppando intese concertate sul riconoscimento dei servizi svolti da una corretta gestione delle foreste (Ciccarese, 2009). Allo stesso tempo il settore forestale nazionale deve prendere consapevole del ruolo che può svolgere, proponendosi parte attiva nel contesto delle opportunità e degli effetti associati alle politiche di lotta ai cambiamenti climatici, dove l’assorbimento di CO2 rappresenta solamente uno dei molteplici servizi ecosistemici offerti dalle foreste.

di R. T.

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pubblicato in Strettamente tecnico > Bio e natura
il 02 Aprile 2011 TN n. 13 Anno 9

lunedì 21 marzo 2011

Il PEFC Italia festeggia i propri 10 anni in assemblea a Perugia

002772 Venerdì 1 aprile si terrà a Perugia l’annuale Assemblea dei soci dell’Associazione PEFC Italia (che sono 51, appartenenti a Pubbliche Amministrazioni, organizzazioni di proprietari forestali e dei pioppeti, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato.

In tale sede verrà festeggiato l’evento dei 10 anni di vita del PEFC in Italia, costituitosi a Trento il 5 aprile 2001.

L’apertura tecnica dell’Assemblea sarà affidata al Dott. Agr. Andrea Sisti, Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dottori agronomi e dottori forestali (il CONAF è socio PEFC Italia), che terrà una prolusione sul tema “Certificazioni ed etica”.

lunedì 21 febbraio 2011

SVILUPPO RURALE, TALUCCI (FEDAGRI): “BENE AVER SCONGIURATO IL DISIMPEGNO DELLE RISORSE EUROPEE, MA LA PROGRAMMAZIONE FORESTALE DEVE RIPARTIRE”

002 “Il patrimonio forestale italiano e  il settore economico ad esso collegato, presentano enormi potenzialità produttive e di sviluppo occupazionale a cui si deve finalmente dare concretezza”

“Lo scongiurato pericolo di disimpegno automatico delle risorse messe a disposizione dalla Comunità europea per lo sviluppo rurale sia da stimolo alle regioni per far ripartire gli investimenti in campo forestale. La prossima regolamentazione sullo sviluppo rurale deve potenziare le misure di intervento e, soprattutto, attribuire al settore risorse specifiche, sia a livello di pianificazione che di obbligo di spesa per le regioni”.

È quanto ha dichiarato Gasper Rino Talucci, Presidente del Settore Forestazione di Fedagri - Confcooperative, in occasione della riunione del Comitato di Settore svoltosi oggi a Roma.

“Nonostante sempre di più la politica agricola comunitaria acquisisca connotati ambientali e di valorizzazione del territorio, di cui sono prova il pacchetto normativo Health Check e il Libro verde sulle foreste - ha detto Talucci - le attività forestali continuano a non rappresentare, per molte regioni italiane, un obiettivo strategico o prioritario da perseguire. Ciò è tanto più grave se si considera che gran parte del nostro Paese è coperto da superfici boschive, spesso abbandonate a se stesse, non gestite e quindi in stato di degrado, e che buona parte del nostro territorio risulta essere a rischio idrogeologico”.

“Ci auguriamo - ha affermato Talucci - che il prosieguo dell’attuale programmazione dello sviluppo rurale, in scadenza nel 2013, possa finalmente far partire gli investimenti previsti, pari all’11% delle risorse, ma fermi ad uno scarso 3%, a causa soprattutto di eccesso di burocrazia e insensibilità politica, e non certo per mancanza di attivismo degli operatori del settore”.

“Il patrimonio forestale italiano ed il settore economico ad esso collegato - ha proseguito Talucci - presentano invece enormi potenzialità produttive e di sviluppo occupazionale a cui si deve dare concretezza, garantendo ed incentivando la gestione forestale sostenibile e l’intera filiera foresta-legno”.

“L’ONU ha dichiarato il 2011 Anno Internazionale delle Foreste, è quindi questo il tempo – ha concluso  Talucci - di una ripresa di iniziativa per lo sviluppo del settore. Il Comitato ha in tal senso previsto la realizzazione di una serie di manifestazioni a livello nazionale e territoriale, allo scopo di evidenziare il ruolo fondamentale a livello economico, sociale e ambientale delle foreste e degli uomini che ci lavorano”.

venerdì 4 febbraio 2011

L'addetto all'antincendio

HEINSNEXTGEN%20EXPLOSIVE  La figura dell’addetto all’antincendio, da inserire nell’organigramma dell’azienda agricola e di qualunque altra attività, era già prevista dal precedente d.Lgs. 626/1994.

Da quella data e fino ad oggi, la figura dell’addetto alla 'lotta antincendio' e alla gestione delle emergenze è ormai obbligatoria.

Infatti il D.Lgs. 81/2008, all’art. 18 comma 1 lett. b rinnova l’obbligo del datore di lavoro di designare gli addetti alla prevenzione incendi e lotta antincendio.

L’addetto all’antincendio può essere lo stesso datore di lavoro, qualora assicuri la costante presenza sul luogo di lavoro; uno o più lavoratori dipendenti, designati dallo stesso datore di lavoro, che provvede alla loro formazione e/o addestramento attraverso corsi specifici ed esercitazioni.

L’addetto o gli addetti all’antincendio sono un nucleo di persone addestrate al fine di prevenire l'insorgere di incendi e, in caso di emergenza, di limitare i danni alle cose e alle persone; esercitano un importante ruolo nella prevenzione, attraverso il controllo periodico dei luoghi di lavoro e dei mezzi di estinzione, provvedono alla segnalazione di eventuali anomalie suscettibili di sviluppare un focolaio.

In caso di incendio, impediscono, per quanto possibile e con i mezzi a disposizione, la propagazione dello stesso. L’addetto o gli addetti all’antincendio hanno il compito di seguire l'evoluzione dell’emergenza, quindi allertare il personale, se opportuno allontanarle dal luogo in cui si trovano, si assicurano dell’esodo sicuro di tutti i presenti sui luoghi, evitando che chiunque possa andare a finire nella la direzione sbagliata.

Agli addetti all’antincendio è affidata la funzione di intervenire sugli impianti di servizio (corrente elettrica, gas) per interromperne l'erogazione, così come intervengono sugli impianti antincendio per azionarli.
Se è il caso, hanno il compito importante di chiamare e indirizzare gli interventi esterni - Vigili del Fuoco, personale medico - verso i luoghi in stato di emergenza.

Nelle più comuni aziende agricole, il mezzo messo a disposizione dell’addetto all’antincendio è l’estintore. E’ lo stesso addetto all’antincendio che ha la responsabilità di verificare lo stato delle attrezzature di pronto intervento, assicurandosi del loro funzionamento e richiedendo la sostituzione dei mezzi scaduti o rovinati o non funzionanti.
La normativa prevede che gli estintori in dotazione devono essere verificati semestralmente da una ditta specializzata.

Il D.Lgs. 81/2008, all’art. 37 comma 9 definisce la obbligatorietà della formazione adeguata al rischio incendio del luogo di lavoro.
I lavoratori incaricati dell'attività di prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dai luoghi di lavoro in caso di pericolo grave ed immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell'emergenza, devono ricevere un'adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico; in attesa dell'emanazione delle disposizioni di cui al comma 3 dell'articolo 46, continuano a trovare applicazione le disposizioni di cui al decreto del ministro dell'Interno in data 10 marzo 1998, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 81 del 7 aprile 1998, attuativo dell'articolo 13 del decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626.

La disposizione rinvia ad un decreto successivo la definizione della periodicità e dei contenuti e dell’aggiornamento di queste figure. E’ comunque consigliato, ma non obbligatorio, l’aggiornamento minimo della sola parte pratica ogni 3 anni.

Per le diverse dimensioni aziendali e per la molteplicità dei lavori delle imprese agricole, i parametri che concorrono alla definizione del numero sufficiente di addetti all’antincendio aziendale, da individuare e da formare, sono numerosi e devono essere oggetto di valutazione dell’RSPP, dell’RLS ed eventualmente di un tecnico esperto.

Il DM 10 marzo 1998 nell’Allegato X definisce i contenuti minimi dei corsi di formazione, diversificandoli in relazione al livello di rischio dell’attività:

Classificazione rischio incendio

Ore teoriche

Ore pratiche

Totale

Basso

2

2

4

Medio

5

3

8

Alto

12

4

16

Le aziende agricole, normalmente, rientrano nella classe di rischio medio–basso, con i livelli di rischio riconosciuti con le seguenti descrizioni:
- attività a rischio di incendio basso: si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata;

- attività a rischio di incendio medio: si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendio, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.

CHECK LIST CON SANZIONI

Inadempimento

Articolo di sanzione

Sanzione

Mancata fornitura di mezzi di estinzione, fissi o portatili, automatici o manuali, adatti al tipo di incendio dell’ambiente di lavoro.

Art. 55 c 5 lett.  c)

Arresto da due a quattro mesi o ammenda da  1.200 euro a  5.200 euro.

Per la mancata nomina dell’addetto all’antincendio.

 

con l’arresto da 2 a 4 mesi o ammenda da 800 euro a 3.000 euro.

Per la mancata formazione dell’addetto all’antincendio.

 

arresto da 4 ad 8 mesi o ammenda da 2.000 euro a 4.000 euro.

S. E. & O.

Importante chiarimento dell’INAIL sulla applicazione dello sgravio contributivo per le zone montane

n_art_0031 INAIL

Direzione Centrale Rischi
Ufficio Entrate

Prot. INAIL.60010.14/01/2011.0000246

Alle Strutture Centrali e Territoriali

Oggetto: Autoliquidazione 2010/2011. Riduzione del premio per le cooperative e loro consorzi operanti in zone montane e svantaggiate.

Si fa seguito alla nota del 10 dicembre 2010, prot. 8920, per comunicare che la legge n.220/20101, all'articolo 1, comma 45 ha stabilito che "A decorrere dal 1° agosto 2010 continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 49, della legge 23 dicembre 2009, n. 191, in materia di agevolazioni contributive nel settore agricolo".

Le disposizioni richiamate avevano disposto l'estensione al periodo dal 1° gennaio 2010 al 31 luglio 2010 delle riduzioni contributive, già previste per gli anni 2006/2009, dall'art. 01, comma 2, del decreto legge n.2/2006 convertito dalla legge n.81/20062.

Pertanto, la norma ha stabilito con effetto retroattivo l'applicazione delle riduzioni del 75% per le zone montane e del 68% per le zone svantaggiate per tutto il 2010, confermando altresì le predette percentuali per il futuro.

Per quanto riguarda l'autoliquidazione 2010/2011, poiché le basi di calcolo notificate alle ditte riportano due diversi periodi classificativi relativi alla regolazione 2010 e due diverse percentuali di riduzione secondo la previgente normativa3, le ditte dovranno compilare la dichiarazione delle retribuzioni come comunicato dall'INAIL, suddividendo l'imponibile contributivo tra i due periodi 01/01/2010 - 31/07/2010 e 01/08/2010 - 31/12/2010.

Il premio di autoliquidazione verrà calcolato tenendo conto dei due periodi e delle percentuali previste dalla normativa vigente.

Le imprese cooperative e loro consorzi, beneficiarie delle riduzioni in questione dovranno quindi applicare:

1. alla regolazione del premio relativa all'anno 2010
a) per il periodo dal 1° gennaio al 31 luglio 2010

  • la riduzione del 75% prevista per le imprese operanti nei territori montani particolarmente svantaggiati
  • la riduzione del 68% prevista per le imprese operanti nelle zone agricole svantaggiate

b) per il periodo dal 1° agosto al 31 dicembre 2010

  • la riduzione del 75% prevista per le imprese operanti nei territori montani particolarmente svantaggiati
  • la riduzione del 68% prevista per le imprese operanti nelle zone agricole svantaggiate

2. Alla rata di premio per l'anno 2011

  • la riduzione del 75% prevista per le imprese operanti nei territori montani particolarmente svantaggiati
  • la riduzione del 68% prevista per le imprese operanti nelle zone agricole svantaggiate

IL DIRETTORE CENTRALE
F.to Ing. Ester Rotoli

Note:

1- Legge 13 dicembre 2010, n.220, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato", pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2010.

2- Articolo 01 del decreto legge 10 gennaio 2006, n.2 convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006 n.81:
"1. Per il triennio 2006-2008 sono sospesi gli aumenti di aliquota di cui all'articolo 3, commi 1 e 2, del decreto legislativo 16 aprile 1997, n. 146.
2. Dal 1° gennaio 2006, per lo stesso periodo di cui al comma 1, le agevolazioni contributive previste dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, sono così determinate:
a) nei territori montani particolarmente svantaggiati la riduzione contributiva compete nella misura del 75 per cento dei contributi a carico del datore di lavoro, previsti dal citato articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge n. 67 del 1988;
b) nelle zone agricole svantaggiate, compresi le aree dell'obiettivo 1 di cui al regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999, nonché i territori dei comuni delle regioni Abruzzo, Molise e Basilicata, la riduzione contributiva compete nella misura del 68 per cento."

3- Vedi nota prot.1960 del 1° agosto 2010.

giovedì 3 febbraio 2011

Workshop su “L’uso sostenibile delle foreste in Europa” - Anno delle Foreste 2011 - 24 febbraio 2011 Bruxelles

clip_image001Nel quadro dell’Anno Internazionale delle Foreste, il Copa-Cogeca organizza un workshop sull’impatto positivo che le foreste hanno sulla società, l’ambiente e l’economia.

Questo impatto positivo sarà valutato rispetto al suo contributo a tutti gli aspetti della sostenibilità e alla creazione di posti di lavoro.

La strategia UE 2020 e le discussioni sull’uso efficace delle risorse naturali sono la premessa per un uso sostenibile delle foreste nei prossimi anni.

Progetto di programma

Sessione di apertura

8.30 Registrazione

9.15-9.30 Discorso di benvenuto a cura di Pekka Pesonen, Segretario generale del Copa-Cogeca

Sbloccare il potenziale delle foreste europee

9.30-9.45 “Strategia UE 2020 e uso sostenibile delle risorse, crescita ecocompatibile e vitalità delle zone rurali: impatto delle foreste sull’occupazione, la sostenibilità sociale e l’economia”

Loretta Dormal-Marino, Direttore generale aggiunto, DG AGRI (da confermare)

9.45 – 10.00 “Future opportunità e sfide per le foreste europee”

Enrique Valero, Presidente del gruppo di lavoro “Foreste” del Copa-Cogeca

10.00-10.15 “Benefici dell’utilizzo del legno e dei prodotti legnosi; come equilibrare la domanda?

Filip De Jaeger, Segretario generale, Cei-Bois

10.15-10.30 Pausa caffè

10.45-11.00 “Iniziative e strumenti per sbloccare il potenziale delle foreste europee”

Veerle Dossche, Policy Advisor, FERN

11.00-13.00 Discussione di panel

Moderatore: Morten Thoroe, Segretario generale, CEPF

Relatore: Martin Höbarth, Vicepresidente del gruppo di lavoro “Foreste” del Copa-Cogeca

Dibattito con la partecipazione degli oratori

13.00- 14.30 Pausa pranzo al Copa-Cogeca (Panini offerti dalla MTK)

Politica forestale

14.30 – 14.45 “Coerenza nelle politiche relative alle foreste e al settore del legno

Bernard de Galembert, Direttore per le foreste e la ricerca, CEPI (da confermare)

14.45 – 15.00 “Accordi giuridicamente vincolanti sulle foreste; è possibile uno strumento politico che porti delle soluzioni in Europa?

Gerhard Mannsberger, Capo del dipartimento “Silvicoltura”, Ministero federale austriaco dell’agricoltura, la silvicoltura, l’ambiente e la gestione delle risorse idriche (da confermare)

15.00 – 15.15 “Ruolo multifunzionale delle foreste; come bilanciare le varie funzioni delle foreste?”

Michael Hamell, Commissione europea, DG ENVI

15.15- 15.30 “Una protezione armonizzata delle foreste e dei sistemi di informazione armonizzati sono necessari in Europa?

Kriton Arsenis, commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, relatore del libro verde sulla protezione e l’informazione sulle foreste

15.45- 16.00 “Quali strumenti sono necessari per far fronte alle future sfide?”

Juha Hakkarainen, Presidente del gruppo consultivo “Foreste e sughero”

16.00 – 17.45 Discussione di panel

Moderatore: Enrique Valero, Presidente del gruppo di lavoro “Foreste” del Copa-Cogeca

Relatore: Satu Lantiainen, Nordic Family Forestry

Dibattito con la partecipazione degli oratori e di Arne Ivar Sletnes, Forest Europe, Oslo Liason Unit (da confermare) e Michael Bucki, Commissione europea, DG CLIMA

17.45-18.00 Conclusioni a cura del moderatore Enrique Valero

18.00 Chiusura dei lavori

Convocato per il 16 febbraio 2011 a Roma il Comitato di Settore Nazionale Forestale di Fedagri Confcooperative

legno1 E’ stato convocato dal Presidente Gasper Rino Talucci per il giorno mercoledì 16 febbraio 2011 alle ore 14,30 presso il Palazzo della Cooperazione - Via Torino, 146 – Roma il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri – Confcooperative per discutere e deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente;
2. Aggiornamento stato di avanzamento dei PSR e attuazione misure forestali sul
territorio;
3. Aggiornamento negoziato su PAC post 2013;
4. Programma attività ed iniziative anno 2011 – Anno internazionale delle foreste;
5. Rinnovo CCNL forestali;
6. Varie ed eventuali.

martedì 1 febbraio 2011

Il Forwarder da pendio

Su terreni misti dove la pendenza raggiunge il 60%, i comuni Forwarder sono facilmente messi a dura prova ed in caso di slittamento delle ruote provocano gravi danni al suolo. L’impiego delle gru a cavo spesso non è ancora conveniente. I Forwarder da pendio potrebbero colmare ora questa lacuna.
Parlando di sistemi di esbosco, in Svizzera è possibile distinguere due tipologie di terreno forestale: da un lato abbiamo il pianeggiante Altipiano, ben servito da strade forestali e nel quale il processore e il Forwarder possono spostarsi lungo i sentieroni d’esbosco. D’altra parte abbiamo i terreni in collina e in montagna sui quali legname può essere esboscato solo ricorrendo a gru a cavo o con l’elicottero. La scelta diventa più difficile in un contesto di terreno misto, dove ad esempio è presente una rete viaria forestale abbastanza densa, anche se il terreno è troppo ripido per il Forwarder o per il trattore. Si tratta qui di scegliere, di caso in caso, qual è la soluzione meno peggiore: uno strascico al suolo tramite un fune molto lunga, oppure una teleferica forestale troppo corta.
A volte si ripiega su sistemi poco ortodossi utilizzando un Forwarder dotato di verricello di un normale trattore. Questo sistema, tuttavia, non è sicuro né tantomeno economico. Una variante interessante in prospettiva futura è stata trovata dalla ditta Herzog Forsttechnik AG.

Ulteriori informazioni su: www.waldwissen.net.

Distretti energetici agroforestali sostenibili

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Nell'ambito delle politiche energetiche e di mitigazione dei cambiamenti climatici basate sull’impiego di biomasse agricole e forestali, è di fondamentale importanza poter pianificare distretti energetici e progettare impianti coerenti con le effettive potenzialità del territorio.
Per verificare la reale fattibilità di filiere compatibili con i principi di sostenibilità e di tutela ambientale è indispensabile mettere a punto procedure affidabili di stima della disponibilità nel tempo della materia prima oltre che adeguate metodologie di valutazione della domanda locale di energia da biomasse, anche in relazione ai possibili conflitti con le filiere agro-alimentari e forestali già attive sul territorio.
Questo Workshop, in programma per il 10 FEBBRAIO 2011 - ORE 9.00 in PIAZZA EDISON, 11 – FIRENZE
presenta i risultati del Progetto di Ricerca di Interesse Nazionale «Distretti energetici agroforestali sostenibili» (MIUR - PRIN 2007) insieme ad alcune significative esperienze a diversa scala territoriale, e si propone come momento di discussione degli aspetti metodologici e applicativi che caratterizzano questa complessa problematica.

Scarica il programma del workshop.

Concorso fotografico “Ambiente Foresta”

Concorso fotografico “Ambiente Foresta”La Facoltà di Agraria – Università degli Studi di Firenze – organizza un concorso fotografico rivolto a studenti di Scienze forestali, faunisti, agronomi e ambientalisti e amatori che avrà come tema: “Ambiente foresta”.

Ciascun Autore potrà presentare fino a tre foto stampate in formato 30x40 c.a, indicando in etichetta sul retro: Titolo dell’immagine, nome, cognome, e-mail, corso di laurea, altra appartenenza.

Le foto dovranno essere consegnate in busta chiusa presso la portineria Piazzale delle Cascine, n. 18, entro il 22 febbraio 2011.

L’autore dovrà specificare quale delle foto partecipa al concorso, le altre verranno comunque esposte nella mostra. E’ gradita copia in formato elettronico (JPG o altri) in un CD.

L'esposizione e la premiazione avranno luogo presso la Facoltà di Agraria di Firenze in occasione della Giornata delle professioni, in data 25 febbraio 2011.

Per maggiori info: http://www.unifi.it/clmssf/upload/sub/ConcorsoFotografico.pdf

venerdì 28 gennaio 2011

Il primo soccorso in azienda

primo soccoso_cassetta sicurezza.jpg

Sicurezza e operazioni di primo soccorso

Ogni datore di lavoro deve assicurare a tutti i lavoratori il mantenimento della loro salute ed integrità psico-fisica nell’ambito di lavoro dell’impresa agricola. Pertanto, il decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 s.m. e i. Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro obbliga il datore di lavoro e/o i dirigenti delegati a designare preventivamente i lavoratori incaricati ad eseguire le operazioni di primo soccorso in caso se ne verifichi la necessità.

Per svolgere tale incarico è necessaria una formazione specifica degli addetti. L’obbligo si applica a tutte le imprese che abbiano anche un solo lavoratore dipendente o assimilabile, quindi anche ai soci prestatori di lavoro in società, associazioni e cooperative, agli apprendisti, agli assunti con contratto di formazione e lavoro, a chi effettua stage presso un'azienda.
Se il lavoratore si trova a svolgere il lavoro in luoghi isolati deve avere con sé un pacchetto di pronto soccorso e un mezzo di comunicazione. Tutti i datori di lavoro, devono assicurare un collegamento efficace tra l’impresa stessa e il servizio d’emergenza sanitario nazionale.

Il D.M. 388/03 che regolamenta la formazione e il corso primo soccorso e a cui fa rimando l’art. 45 d.lgs. 81/2008 prevede infatti che il lavoratore o lo stesso datore di lavoro, indicato come addetto al primo soccorso, frequenti un corso di primo soccorso (a volte indicato anche come corso di pronto soccorso).

Affinché il corso di formazione per addetto al primo soccorso abbia validità giuridica, lo stesso deve essere tenuto da personale medico, in collaborazione, ove possibile, con il sistema di emergenza del Servizio sanitario nazionale.
Lo stesso decreto ministeriale n. 388, del 15/07/2003 ha introdotto la classificazione aziendale per quanto attiene le modalità di organizzazione del pronto soccorso, individuando le tipologie di formazione degli addetti al pronto soccorso, in funzione di tale classificazione aziendale e specificando le attrezzature minime di equipaggiamento e di protezione individuale che il datore di lavoro deve mettere a disposizione degli addetti.
Tenendo conto della tipologia di attività svolta, del numero dei lavoratori occupati e dei fattori di rischio, le aziende ovvero le unità produttive vanno classificate in tre gruppi.

Gruppo A
1) Aziende o unità produttive con attività industriali, soggette all'obbligo di dichiarazione o notifica, di cui all'articolo 2, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, centrali termoelettriche, impianti e laboratori nucleari di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, aziende estrattive ed altre attività minerarie definite dal decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, lavori in sotterraneo di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956, n. 320, aziende per la fabbricazione di esplosivi, polveri e munizioni;

2) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori appartenenti o riconducibili ai gruppi tariffari Inail con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a quattro, quali desumibili dalle statistiche nazionali INAIL relative al triennio precedente ed aggiornate al 31 dicembre di ciascun anno. Le predette statistiche nazionali INAIL sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale;

3) Aziende o unità produttive con oltre cinque lavoratori a tempo indeterminato del comparto dell'agricoltura.

Gruppo B
Aziende o unità produttive con tre o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A.

Gruppo C
Aziende o unità produttive con meno di tre lavoratori che non rientrano nel gruppo A.
Si ritiene che le aziende che svolgono attività agricole rientrino nei gruppi A e B con i tempi minimi del corso di formazione di 16 ore complessive, e i contenuti devono prevedere anche la trattazione dei rischi specifici dell'attività svolta. La formazione del datore di lavoro o dei lavoratori designati andrà ripetuta con cadenza triennale.

E’ indispensabile che al termine del corso di formazione per il primo soccorso aziendale, l’addetto sia in grado, in maniera efficiente ed autonoma, di eseguire le seguenti operazioni di base:
• attuare le misure di primo intervento interno per contenere l’emergenza sanitaria;
• attivare i meccanismi di pronto soccorso mediante il ricorso ai numeri di emergenza.

Per le aziende o unità produttive di gruppo A e di gruppo B, il datore di lavoro deve garantire la dotazione della cassetta di pronto soccorso, tenuta presso il luogo di lavoro, adeguatamente custodita, facilmente accessibile ed individuabile con segnaletica appropriata,

La cassetta di Pronto soccorso, nelle aziende agricole è sufficiente a contenere eventi di lieve entità
( piccoli traumi degli arti superiori, lesioni oculari, ustioni e contaminazioni ). Deve contenere i materiali per emergenza sanitaria che possono aiutare a fronteggiare eventi gravissimi in attesa del mezzo di soccorso.
L’utilizzo della cassetta è affidato agli addetti al Pronto soccorso. Può anche essere utilizzata da altri lavoratori o da altre persone presenti che possono trovare un rapido aiuto nelle istruzioni allegate.

CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO: CONTENUTO MINIMO ALL. 1 D.M. n. 388

Guanti sterili monouso 5 paia

• Visiera paraschizzi 1
• Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro 1
• Flaconi di soluzione fisiologica ( sodio cloruro – 0, 9%) da 500 ml 3
• Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole 10
• Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole 2
• Teli sterili monouso 2
• Pinzette da medicazione sterili monouso 2
• Confezione di rete elastica di misura media 1
• Confezione di cotone idrofilo 1
• Confezioni di cerotti di varie misure pronti all’uso 2
• Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 2
• Forbici 1
• Lacci emostatici 3
• Ghiaccio sintetico pronto uso 2
• Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari 2
• Termometro 1
• Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa 1

MATERIALE AGGIUNTIVO E INTEGRATIVO SPECIFICO ( art. 2 e 4 Decreto 388)
• Flacone acqua ossigenata 1
• Flacone disinfettante per cute non iodato 1
• Paia di guanti in nitrile (per contaminazione da sostanze) 4
• Visiera paraschizzi 1
• Bende garza di 10 cm 5
• Bende di garza da 5 cm 5
• Pennello decontaminazione aggressivi in polvere 1
• Sacchetti di ghiaccio pronto uso 2

MATERIALE INTEGRATIVO PER LA PROTEZIONE DEGLI OCCHI
• Flacone di soluzione tamponata sterile di lavaggio 1
• Tamponi bendaggio oculare 4

MATERIALE INTEGRATIVO PER EMERGENZA SANITARIA E RIANIMAZIONE
• Pallone per la respirazione artificiale completo di maschera (mod. adulto) 1
• Lacci emostatici per arteria 2
• Coperte isotermiche monouso 2
• Apribocca in plastica atraumatico per crisi epilettica 1
• Sacchetti plastica per amputazioni 2
• Sacchetti plastica per grandi amputazioni 2
• Bende elastiche 2
• Telo sterile cm 100 X 100 1

SANZIONI

Mancato provvedimento al primo soccorso e all’assistenza medica di emergenza

750 – 4.000 €  o 2– 4 mesi - Art. 55 c. 5 lett. a)

martedì 25 gennaio 2011

Il 2011 è l'anno delle foreste. Patrimonio verde sempre più vulnerabile

Anche nell'Anno internazionale dedicato alle Foreste non cessa l'allarme: ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. In Italia, patrimonio verde 'generoso', che necessita maggiore attenzione

Pubblicato il 24/01/11 su VIRGILIO NOTIZIE in Scienze e tecnologie| TAGS: foreste, boschi, 2011 anno foreste

foreste 595

Foreste italiane, un patrimonio da 12 mld di alberi - FOTOGALLERY

dossier legambiente 2010 

incendi 367Incendi, un comune su tre in ritardo nella prevenzione

Maglia nera alla Sardegna. Fenomeno in calo ma sempre grave

Appello Greenpeace 

"Non scaricate le foreste nel wc"

Distribuita guida verde alle 'carte igieniche ecologiche'

DEFORESTAZIONE E CEMENTO 

frana ischia 280Italia, il 70% dei comuni è a rischio frane e alluvioni

Legambiente: '2/3 dei comuni italiani temono gravi dissesti idrogeologici'

Le Nazioni Unite hanno di deciso di dedicare il novello 2011 alle Foreste. Una risorsa del pianeta il cui inestimabile valore viene spesso dimenticato: ospitano l'80% del patrimonio natura e 300 milioni di abitanti, fornendo risorse per la sopravvivenza di 1,6 miliardi di persone, circa un quarto dell'umanità.
E' questo dunque l'Anno internazionale delle foreste, che verrà rilanciato lunedì prossimo al quartier generale dell'Onu, a New York.
L'Italia dispone di 200 alberi per ogni cittadino, per un totale di 12 miliardi di piante su una superficie che si estende per 10,5 milioni di ettari, l'equivalente all'incirca di un terzo del nostro territorio complessivo.
Secondo le stime, nel quadro del protocollo di Kyoto, per il periodo 2008-2012, l'Italia grazie alle sue foreste risparmierà circa un miliardo di euro in termini di emissioni. Dall'inventario emerge che il volume di legno dei nostri boschi ammonta ad oltre 1,2 miliardi di metri cubi, mentre la biomassa supera gli 870 milioni di tonnellate di legname, pari a circa 435 milioni di tonnellate di carbonio stoccato.
Anche nell'Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta non cessa l'allarme deforestazione, nonostante alcuni segnali positivi. Secondo gli ultimi dati, dal 2000 ad oggi ogni anno il Pianeta ha registrato una diminuzione del patrimonio foreste equivalente all'area di un paese come il Costarica.
Il rapporto quinquennale della Fao sulle risorse forestali mondiali mostra un trend, negli ultimi dieci anni, in sensibile miglioramento sul fronte della media di ettari persi ogni anno: 13 milioni contro i 16 del decennio 1990-2000. Tuttavia, la situazione resta allarmante e occorre continuare a spingere verso una sensibilità maggiore verso la tutela delle risorse boschive.
Ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani.
Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia rileva che il problema interessa l’Italia sia per il pericolo dei cambiamenti climatici che per il ruolo che può avere nel mercato del legname di origine illegale.

venerdì 21 gennaio 2011

Stress da lavoro - Il primo gennaio sono diventate operative le Disposizioni sulla valutazione delle situazioni di lavoro con eventuale di disagio lavorativo

100_2093Un’indagine della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di lavoro ha rilevato che il 25% dei lavoratori europei dichiara di soffrire di stress sul lavoro.

Lo stress comporta disturbi psicologici (ansia, depressione, problemi relazionali, incapacità di concentrarsi), disturbi fisici (ipertensione, problemi cardiaci, deficit immunitari) e disturbi del comportamento. L’Organizzazione mondiale della sanità prevede che, entro il 2020, la depressione diventerà la causa principale di assenza al lavoro.

Il 1° gennaio 2011 sono diventate operative le Disposizioni sulla valutazione delle situazioni di lavoro con eventuale di disagio lavorativo.
Le disposizioni legislative sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro prevedono che il datore di lavoro dell’impresa agricola abbia la piena responsabilità nei confronti del benessere dei lavoratori e che anche lo stress dovuto al lavoro deve essere valutato come tutti gli altri potenziali rischi eventualmente presenti in azienda.

Tutte le imprese agricole che abbiano lavoratori dipendenti a tempo indeterminato o che assumono lavoratori o braccianti a tempo determinato, già dal 31 dicembre 2010 devono intraprendere azioni di monitoraggio dello stress lavoro correlato, alle situazioni di lavoro e non alle singole persone. Severe sanzioni sono previste per i datori di lavoro inadempienti.

Come si effettua la valutazione dello stress lavoro correlato

Per l’intero processo valutativo il datore di lavoro deve avvalersi della collaborazione del Responsabile del servizio di prevenzione e protezione e del medico competente come previsto dalla Legge 81/2008 e s.m.e i. (art. 29), ma anche del Rls (Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza); può anche essere necessario il coinvolgimento di altre figure esperte.
Si inizia con la raccolta delle informazioni preliminari (organigramma, tipologie contrattuali, lavoratori provenienti da altri paesi, lavoratori assunti ex L. 68/1999).
Per l'eliminazione, la riduzione e la gestione dei rischi emersi dall’indagine, si deve dare priorità alla modificazione dei fattori stressogeni, privilegiando gli interventi alla fonte, focalizzandosi sugli aspetti organizzativi e/o gestionali che si siano rivelati critici.

Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di valutazione del rischio (Dvr) e a prevedere un piano di monitoraggio.

Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione e alla adozione degli opportuni interventi correttivi (ad esempio: interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi).
Ove gli interventi correttivi risultino inefficaci, si procede, nei tempi che la stessa impresa definisce nella pianificazione degli interventi, alla fase di valutazione successiva (valutazione approfondita).

La valutazione approfondita prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, ad
esempio attraverso differenti strumenti quali questionari, focus group, interviste semi-strutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori di cui all'elenco sopra riportato.
Tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche. Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione rappresentativo di lavoratori.

Nelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in luogo dei predetti strumenti di valutazione
approfondita, il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di valutazione (es. riunioni) che
garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.
Il ministero del Lavoro, con la circolare del 18 novembre 2010 recante Approvazione delle indicazioni necessarie alla valutazione del rischio da stress lavoro-correlato di cui all'articolo 28, comma 1- bis, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, e s.m.i., precisa che la data del 31 dicembre 2010, di decorrenza dell’obbligo di valutazione del rischio lavoro stress correlato, deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione.

La programmazione temporale delle suddette attività di valutazione e l’indicazione del termine finale di espletamento delle stesse devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi.

lunedì 17 gennaio 2011

Studio UE sull'aumento della biomassa del legno

Illustrazione di questo articolo

Una delle priorità dell'agenda dell'UE è raddoppiare il ricorso alle energie rinnovabili entro il 2020 in tutta Europa, in modo che possano rappresentare il 20% del consumo energetico comunitario complessivo. Con queste premesse, è chiaro che aumenterà la domanda di legno. Il legno e i suoi scarti rivestono da sempre un ruolo determinante sul territorio europeo, dove rappresentano il 50% delle fonti di energia rinnovabile. Viene quindi da domandarsi se la quantità di legno disponibile sarà sufficiente per soddisfare la richiesta futura. Nell'ambito del progetto EUWOOD ("Real potential for changes in growth and use of EU forests"), promosso dalla Direzione generale per l'energia della Commissione europea (DG Energia), si è deciso di analizzare la sfida insita in questo quesito analizzando meglio la questione legata alla fornitura energetica dalla biomassa del legno.


A partire dal 2000 il mercato globale dei prodotti forestali è stato investito da importanti variazioni. Rispetto ai nostri antenati che utilizzavano la legna per riscaldare le abitazioni, siamo di fronte a un grande cambiamento: la generazione di energia mediante il legno, infatti, rappresenta una nicchia di mercato. Le industrie, per esempio, utilizzano il legno come materia prima nella produzione di prodotti chimici. Tuttavia, la valutazione delle misure economiche e di politica forestale da adottare è oggi più difficoltosa che in passato per il carattere complesso che ha attualmente il mercato dei prodotti forestali.


Sulla base di questa considerazione, i partner di EUWOOD hanno utilizzato il "Wood Resource Balance" per mettere a confronto la domanda di legno per la produzione di energia e prodotti e la potenziale disponibilità di legno proveniente da foreste e altre risorse nell'UE dei 27. I risultati ottenuti mettono in luce che un aumento della fornitura di biomassa del legno ricavata dalle foreste europee potrebbe raggiungere il valore dell'attuale livello di utilizzo delle risorse se sul piano comunitario venisse attuata una strategia che contemplasse tutti gli aspetti necessari e si privilegiasse un approccio decisionale rapido e radicale.


Il consorzio EUWOOD ritiene che il potenziale di biomassa ricavabile dalle foreste dell'UE ammonterebbe, per il solo 2010, a quasi 1,3 miliardi di metri cubi. Nello specifico, il legno ricavato dal fusto rappresenta circa il 50% di questo potenziale, mentre la metà restante è costituita da residui da abbattimento, da ceppi e dalla biomassa del legno proveniente dalle misure di diradamento nelle foreste più giovani. Il potenziale scende però a circa 750 milioni di metri cubi a causa delle perdite dovute a difficoltà e vincoli forestali, tecnici e sociali. A subirne maggiormente gli effetti sarebbero il diradamento, i ceppi e i residui.


Una delle difficoltà rilevabili a livello forestale è per esempio la diminuzione della raccolta di biomassa nei siti già contraddistinti dalla carenza di nutrienti, in modo da non peggiorarne le condizioni. A livello tecnico, invece, il problema può essere costituito da un terreno che non tende a compattarsi, ovvero con caratteristiche tali da inibire la raccolta, mentre sotto il profilo sociale la disponibilità di biomassa potrebbe variare a causa dell'avvicendarsi dei proprietari delle foreste. Nell'ambito del progetto non è comunque stata condotta un'analisi sull'impatto complessivo di una raccolta intensiva.


Nel quadro di EUWOOD sono stati utilizzati scenari diversi per valutare il potenziale della biomassa del legno. Tra i vari aspetti analizzati, gli scienziati hanno per esempio valutato la percezione dell'uso del legno nella società. Da una parte, il potenziale della biomassa del legno può crescere fino a raggiungere 898 milioni di metri cubi (nel 2030), a condizione però che i cittadini attribuiscano grande importanza all'uso di questo materiale per la produzione di energia e per altri usi. Dall'altra, invece, il potenziale potrebbe scendere a 625 milioni di metri cubi se ai possibili effetti negativi di un più ampio ricorso al legno venisse attribuita un'importanza cruciale. Anche i vincoli economici, dalla loro, potrebbero determinare perdite consistenti, per esempio per quanto concerne i costi di approvvigionamento.


I risultati di un caso di studio condotto nella Carelia settentrionale, una regione finlandese, hanno dimostrato chiaramente che il potenziale di biomassa potrebbe precipitare del 28% se la disponibilità economica di coloro che utilizzano i residui degli abbattimenti diminuisse del 4%.
Secondo i ricercatori del progetto la fornitura di biomassa dovrebbe subire una spinta - sia per quanto concerne le foreste che per quanto riguarda altre fonti - in modo da consentire all'Europa di soddisfare la domanda crescente. Tuttavia, la domanda di legno potrebbe diminuire se a livello comunitario si promuovesse l'efficienza energetica e il ricorso ad altre fonti rinnovabili legate al legno.
Il progetto, coordinato dal Centro per le scienze del legno dell'Università di Amburgo (Germania), ha visto la partecipazione di esperti dell'Istituto forestale europeo, dell'UNECE/ FAO (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite/ Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura) - Sezione foreste e legno, dell'Istituto olandese per le foreste e i prodotti forestali (PROBOS) e dell'Istituto finlandese per la ricerca in ambito forestale (METLA) di Vaanta.

Per maggiori informazioni, visitare:
Istituto forestale europeo
http://www.efi.int/portal/
Università di Amburgo:
http://www.uni-hamburg.de/
Per leggere la relazione finale del progetto EUWOOD, fare clic:
qui
Per scaricare vari studi sulla bioenergia, fare clic:
qui

Biomasse da foreste sostenibili

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Aebiom, Associazione europea biomasse, di cui Aiel è full member, ha presentato una dichiarazione sulla neutralità carbonica delle foreste sostenibili nel corso del workshop organizzato al Parlamento europeo lo scorso 10 novembre 2010. 

Nella dichiarazione si dimostra come sia lo stock di carbonio sia la superficie forestale siano continuamente aumentati in Europa negli ultimi decenni e che attraverso la gestione forestale sostenibile delle foreste sia possibile da un lato continuare a incrementare lo stock di carbonio e dall’altro ridurre le emissioni di CO2 con la sostituzione delle fonti fossili, ottenendo così un significativo effetto sulla mitigazione dei cambiamenti climatici.

Per scaricare la dichiarazione dell'Aebiom: http://www.aiel.cia.it/immagini/upload/Sost.pdf

IVA SUL CIPPATO AL 10%

20080624_4 L'Agenzia delle Entrate ha risposto positivamente al quesito posto sia da AIEL che da FIPER nel quale si chiedeva di conoscere il trattamento ai fini IVA della vendita di cippato di legno vergine utilizzato per la combustione.

Con nota del 23 dicembre 2010 prot. 954-177983/2010 l'Agenzia delle Entrate , Direzione Centrale Normativa - Settore Imposte indirette - Ufficio IVA, dopo aver esaminato la nota della Agenzia delle Dogane interpellata da AIEL e Fiper , nella quale venivano precisate le caratteristiche del cippato destinato alla combustione per la produzione di calore e il suo corretto inquadramento doganale, ritiene che il prodotto possa essere considerato quale - legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie, fascine o in forme simili - da classificare al codice NC 4401 1000. In considerazione di questa classificazione, l'Agenzia delle Entrate ritiene che alla cessione di cippato si renda applicabile l'aliquota IVA del 10%.

Il cippato a cui viene riconosciuta questa aliquota IVA ridotta può provenire da legname di diverse qualità, deve essere ottenuto attraverso un processo di taglio meccanico di sminuzzatura o cippatura, triturazione o frantumazione, non deve aver subito trattamenti chimici o ulteriori lavorazioni e deve essere destinato esclusivamente alla combustione nonchè alla fornitura e distribuzione di calore ai consumatori attraverso reti di teleriscaldamento.

Scarica qui il testo della nota Agenzia delle entrate

lunedì 3 gennaio 2011

Mappe tematiche dai dati dell'Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio

L'applicativo disponibile sul portale www.ricercaforestale.it permette la creazione guidata di mappe tematiche inerenti alcuni indicatori di interesse forestale stimati attraverso l'ultimo Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi forestali di Carbonio. In particolare sono disponibili le stime di superficie su base provinciale ripartitite secondo lo schema INFC in: macro-categorie inventariali, categorie inventariali, categorie forestali.
Le mappe create dagli utenti possono essere liberamente scaricate in formato KML per essere utilizzate sul proprio computer con il software gratuito Google Hearth (
http://earth.google.com/intl/it/index.html).

Per chi fosse interessato alla consultazione e al download (XLS, PDF) di tutti i dati INFC ad oggi disponibili a livello regionale, può consultare il sito web dell'unità di ricerca per il Monitoraggio e la Pianificazione Forestale (CRA-MPF).

mercoledì 29 dicembre 2010

Finanziato dalla Regione Lazio il progetto integrato di filiera V.A.L.E.

Il Dipartimento Istituzionale e Territorio della Regione Lazio, con Determinazione n° A6900 del 13 dicembre 2010, ha ammesso a finanziamento la Progettazione Integrata di Filiera PSR 2007/2013 Cod. RL067 "V.A.L.E. Valorizzazione Ambientale per il Legno e l'Energia".
L'investimento ammesso totale è di € 1.945.312 con un contributo pubblico totale di € 871.415 con n° 9 beneficiari, oltre al Consorzio stesso. Tutte le iniziative dovranno esser realizzate nel termine di tre anni dalla data della concessione.
Nella pagina "
FINANZIAMENTO" è disponibile l'atto integrale di finanziamento.

mercoledì 22 dicembre 2010

NATALE 2010

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Per noi Dio non è un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il “big bang”.

Dio si è mostrato in Gesù Cristo.

Nel volto di Gesù Cristo vediamo il volto di Dio. Nelle sue parole sentiamo Dio stesso parlare con noi.

Benedetto XVI

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Giovanni e Andrea avevano fede, perché avevano certezza in una Presenza sperimentabile: quando erano là a casa sua   seduti, verso sera,  a guardarlo parlare, era una certezza in una Presenza sperimentabile.
Invece che Lui con i capelli al vento, invece di guardarlo parlare con la bocca che si   apre e si chiude, ti arriva addosso con le nostre presenze, che siamo come la fragile pelle, le fragili maschere di qualcosa di   potente che è Lui che sta dentro.
Luigi Giussani

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

lunedì 13 dicembre 2010

Rinnovato il CCNL dei LAVORATORI FORESTALI

E' stato sottoscritto il 7 dicembre 2010 l’accordo fra  CONFCOOPERATIVE - LEGACOOP, AGCI, UNCEM, FEDERFORESTE e FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL per il rinnovo del CCNL per gli addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agraria, che si allega alla presente.
Il rinnovo è frutto di una trattativa intensa e impegnativa con le OO.SS., condizionata anche dalla manovra economica di luglio, in particolare con riferimento alle disposizioni inerenti le riduzioni di stanziamento per le Regioni.
Inoltre, la norma che ha congelato gli aumenti salariali del pubblico impiego, anche se il CCNL in questione risulta essere di natura privatistica, ha condizionato la posizione di UNCEM in qualità di parte datoriale in rappresentanza dei lavoratori forestali in carico alle Comunità Montane e quindi alle Regioni.
Il risultato finale raggiunge un buon punto di equilibrio tra l’esigenza di preservare la competitività delle imprese cooperative e garantire quella dei lavoratori, in una logica di complessiva valorizzazione e tutela del lavoro.
Nel merito.
Il contratto nazionale ha recepito complessivamente le linee interconfederali derivanti  dall’Accordo quadro del 22 gennaio 2009.
Il contratto, dall’anno 2010, avrà una durata triennale complessiva (2010-2012), senza distinzione tra vigenza normativa ed economica.
Si prevede un aumento retributivo complessivo a regime di € 70,00 al 2° livello, parametro 108.
L’aumento medio concordato è pari a circa il 5,9%.
Gli aumenti sono scaglionati in due tranche:
- dal 1 dicembre 2010 di € 30,00
- dal 1 dicembre 2011 di € 40,00
E’ stata prevista, altresì, l’erogazione di un importo forfettario pari ad € 200,00 (al 2°livello), a copertura del periodo gennaio-novembre 2010, da corrispondere con la retribuzione di Dicembre 2010.
Tra gli altri elementi caratterizzanti il rinnovo segnaliamo:
· L’impianto contrattuale è stato aggiornato in base ai contenuti del protocollo del 22 gennaio 2009 (durata triennale del contratto, procedure per il rinnovo, struttura ed assetto del contratto, etc.).
· E’ stato ampliato il ventaglio dei compiti e delle attività assegnate al Comitato Paritetico Bilaterale Nazionale.
· E’ stata estesa la sanità integrativa agli operai (OTD) aventi garanzia occupazionale annua superiore alle 150 giornate.
· E’ stato pattuito l’innalzamento all’1,2% del contributo per la previdenza complementare.

Allegati (1)

giovedì 9 dicembre 2010

Nuova presentazione sui Consorzi Forestali

PowerPoint%20Document Nella sezione PRESENTAZIONI del sito www.consorziforestali.net è disponibile una presentazione aggiornata dell’esperienza dei consorzi forestali elaborata dalla Dott. Marina Paolucci ed utilizzata nell’incontro svolto a Comunanza (AP) lo scorso 2 dicembre 2010, con particolare riferimento alla Regione Marche.

Convocato per il 16 dicembre 2010 in Puglia il comitato di Settore Forestale di Fedagri-Confcooperative

CIMG2822 Gasper Rino Talucci, Presidente del Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità di FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE, accogliendo l’invito rivolto dal Consorzio CON.F.A.T. (Consorzio Forestale Ambiente e Territorio) ed in particolare dal Presidente Mario De Angelis, membro del Comitato di Settore, ha convocato per il giorno giovedì 16 Dicembre 2010 alle ore 15,30 a Biccari (FG) in Via Manzoni s.n.c. presso la struttura comunale “Bollenti Spiriti” il Comitato per discutere e deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno
1. Comunicazioni del Presidente;
2. Aggiornamento attuazione PSR regionali;
3. Aggiornamento negoziato su PAC post 2013;
4. Problematiche ed informative legate agli affidamenti diretti;
5. Promozione e rafforzamento dell’associazionismo forestale;
6. Semplificazione normative nel settore forestale;
7. Varie ed eventuali.