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mercoledì 16 maggio 2012

J'ACCUSE/ Ninatti (Assolegno): così la burocrazia ci impedisce di lavorare

J'ACCUSE/ Ninatti (Assolegno): così la burocrazia ci impedisce di lavorare

Di fronte ai guasti e alle assurdità della burocrazia italiana, anche scrittori come Franz Kafka o scienziati sociali come Max Weber rimarrebbero senza fiato. Il presidente di Assolegno, Paolo Ninatti, un valtellinese di Tirano, spiega: «Se lei guarda le fotografie del primo Novecento, vede che le nostre montagne delle Valtellina sono meno ricoperte di boschi. Oggi ce ne sono almeno il doppio. L'abbandono dell'agricoltura di montagna ha fatto in modo che la superficie boschiva sia raddoppiata. Il bosco si rifà da solo e il legno è l'unico materiale che si rigenera. Ma io, che ho due aziende, in totale 60 dipendenti, devo importare tronchi dalla Svizzera per lavorare. Sto parlando del 95% del materiale che mi serve, altrimenti dovrei chiudere domani mattina».

Scusi, signor Ninatti, mi faccia capire. Lei ha dei boschi lì, davanti agli occhi, nella sua Valtellina, in territorio italiano. Ha bisogno di tronchi per lavorare e non riesce a trovarli. Ma a chi si rivolge?

Questa è una bella domanda e se lei trova la risposta merita un premio. La competenza in Italia è divisa tra ministero dell'Agricoltura e ministero dell'Ambiente, che poi viene demandata a Regioni, Province e Comunità montane. Quando ho bisogno di legno mi domando: a chi devo chiedere? Alla fine ci sono una trentina di soggetti che si disputano competenze e prima che si ritrovino tutti d'accordo, io ho già bello che perso il lavoro. Quindi per galleggiare, come facciamo un po' tutti in questi momenti, chiedo agli svizzeri, i quali quando sentono parlare di queste vicende italiane si fanno delle sonore risate. Ma questo non succede solo in Valtellina: in Piemonte si importa legno dalla Francia e in Veneto dall'Austria.

Forse ci sarà un problema di cosiddetta sostenibilità, di economia sostenibile e quindi di tutela del territorio?

Guardi che la parola sostenibilità non è un'invenzione dei nostri giorni. Sta scritta nei manuali del Settecento per mantenere bene i boschi, conservare e tutelarne la crescita e, al momento giusto, sfruttarla per fare delle case, dei mobili, del materiale per infrastrutture. Non si è inventato nulla di nuovo. Ci sono boschi che hanno tagliato i nostri nonni, sono normalmente ricresciuti e in alcuni casi abbiamo già tagliato noi. Si è solamente complicato il tutto burocraticamente.

Lei è presidente di Assolegno, chi rappresentate?

Le segherie, che stanno quasi scomparendo, le carpenterie, le imprese di legno lamellare per grandi strutture, il settore case ed edifici a struttura di legno. In questo momento c'è una grande richiesta. Pensi che c'è un comune in Svizzera, a Paschiano, dove vivono cinquemila persone che producono tutto quello che si produce in Valtellina, che ha 180mila persone.

Voi praticamente date la materia prima a una serie di imprese che lavorano il legno e quindi servite “distretti industriali” di primissima qualità, anche nel mondo dell'arredamento e del mobile.

Di fronte ai guasti e alle assurdità della burocrazia italiana, anche scrittori come Franz Kafka o scienziati sociali come Max Weber rimarrebbero senza fiato. Il presidente di Assolegno, Paolo Ninatti, un valtellinese di Tirano, spiega: «Se lei guarda le fotografie del primo Novecento, vede che le nostre montagne delle Valtellina sono meno ricoperte di boschi. Oggi ce ne sono almeno il doppio. L'abbandono dell'agricoltura di montagna ha fatto in modo che la superficie boschiva sia raddoppiata. Il bosco si rifà da solo e il legno è l'unico materiale che si rigenera. Ma io, che ho due aziende, in totale 60 dipendenti, devo importare tronchi dalla Svizzera per lavorare. Sto parlando del 95% del materiale che mi serve, altrimenti dovrei chiudere domani mattina».

Scusi, signor Ninatti, mi faccia capire. Lei ha dei boschi lì, davanti agli occhi, nella sua Valtellina, in territorio italiano. Ha bisogno di tronchi per lavorare e non riesce a trovarli. Ma a chi si rivolge?

Questa è una bella domanda e se lei trova la risposta merita un premio. La competenza in Italia è divisa tra ministero dell'Agricoltura e ministero dell'Ambiente, che poi viene demandata a Regioni, Province e Comunità montane. Quando ho bisogno di legno mi domando: a chi devo chiedere? Alla fine ci sono una trentina di soggetti che si disputano competenze e prima che si ritrovino tutti d'accordo, io ho già bello che perso il lavoro. Quindi per galleggiare, come facciamo un po' tutti in questi momenti, chiedo agli svizzeri, i quali quando sentono parlare di queste vicende italiane si fanno delle sonore risate. Ma questo non succede solo in Valtellina: in Piemonte si importa legno dalla Francia e in Veneto dall'Austria.

Forse ci sarà un problema di cosiddetta sostenibilità, di economia sostenibile e quindi di tutela del territorio?

Guardi che la parola sostenibilità non è un'invenzione dei nostri giorni. Sta scritta nei manuali del Settecento per mantenere bene i boschi, conservare e tutelarne la crescita e, al momento giusto, sfruttarla per fare delle case, dei mobili, del materiale per infrastrutture. Non si è inventato nulla di nuovo. Ci sono boschi che hanno tagliato i nostri nonni, sono normalmente ricresciuti e in alcuni casi abbiamo già tagliato noi. Si è solamente complicato il tutto burocraticamente.

Lei è presidente di Assolegno, chi rappresentate?

Le segherie, che stanno quasi scomparendo, le carpenterie, le imprese di legno lamellare per grandi strutture, il settore case ed edifici a struttura di legno. In questo momento c'è una grande richiesta. Pensi che c'è un comune in Svizzera, a Paschiano, dove vivono cinquemila persone che producono tutto quello che si produce in Valtellina, che ha 180mila persone.

Voi praticamente date la materia prima a una serie di imprese che lavorano il legno e quindi servite “distretti industriali” di primissima qualità, anche nel mondo dell'arredamento e del mobile.

Eppure siamo in questa difficoltà cronica nel reperire la materia prima che ci serve per lavorare. In questo momento galleggiamo, tra mille difficoltà conosciute da tutti, con il problema dei pagamenti che è diventato veramente problematico. Ci salva la grande richiesta di legno che esiste sempre. Ripeto, galleggiamo in attesa di tempi migliori. Certo, la redditività è fortemente diminuita, ma  che cosa dovremmo fare?

Mi scusi se mi ripeto: ma in Italia ci sono veramente grandi risorse forestali?

Ci sono grandissime riserve forestali, ma non esiste un'adeguata manutenzione del bosco, non ci sono politiche d'incremento, manca un'adeguata valorizzazione. Tutto quello che fanno altri paesi confinanti con noi. Le dirò di più. Capita anche che spesso gli austriaci, ad esempio, chiedano di tagliare tronchi in territorio italiano e riescano a ottenerlo. Poi magari ce lo rivendono, esportandolo.

In sostanza siete praticamente impediti a fare il primo lavoro di  un prodotto che si rigenera da solo con il tempo e non riuscite a trovare un interlocutore valido.

E' proprio così, in questi termini. Siamo imprese buone, lavoriamo bene, ma siamo praticamente imbavagliati dalla burocrazia e aspettiamo sempre almeno una cabina di regia che ci faccia uscire da questa situazione.

(Gianluigi Da Rold)

lunedì 16 aprile 2012

Foreste, il futuro è nella gestione sostenibile - Magazine RRN

Le politiche di settore non possono più limitarsi alla tutela e alla salvaguardia, ma vanno orientate anche alle opportunità produttive e di sviluppo socio-economico dei territori rurali.

copertina documento (5.66 MB)Scarica il magazine (5.66 MB)

Il 2011 è stato dichiarato dall'ONU Anno Internazionale delle Foreste (IYF). L'intento dell'iniziativa, in continuità con il 2010, anno dedicato alla biodiversità, è quello di stimolare la conoscenza e l'approfondimento sull'importanza dell'uso razionale delle risorse naturali nella salvaguardia del nostro pianeta. Attraverso momenti di confronto scientifico, di dibattito e di coinvolgimento attivo delle persone, IYF ha inteso sensibilizzare le coscienze di cittadini e dei governi sul ruolo cruciale svolto dalle risorse forestali nella fornitura di beni e servizi pubblici come la lotta al cambiamento climatico o la conservazione della biodiversità.
Oggi, a seconda delle aree del pianeta, le esigenze e le istanze che coinvolgono le foreste sono molto differenziate: se nelle aree equatoriali e nei paesi in via di sviluppo si assiste ad una allarmante perdita di superfici forestali, accompagnata a volte da commercio illegale di legname e da sfruttamento del lavoro, nelle aree europee si assiste, invece, ad una generalizzata espansione dei boschi dovuta, spesso, all'abbandono delle pratiche selvicolturali tradizionali. L'Italia, ad esempio, in controtendenza rispetto alle dinamiche globali, vede espandere i propri boschi appenninici ed alpini anche a causa di un progressivo abbandono dell'attività agricola e del pascolo che, inevitabilmente, favorisce la ricolonizzazione boschiva del territorio rurale. Boschi che, da un lato, si espandono e che, dall'altro, non vengono più gestiti ed utilizzati come in passato a causa della carenza di politiche di promozione e della sempre più forte competitività del mercato (ormai globale) del legno. Questo processo impone una riconsiderazione complessiva delle politiche forestali che non possono più essere orientate alla sola tutela e alla salvaguardia del bosco, ma devono iniziare a considerare la gestione sostenibile delle foreste, all'interno del quadro più ampio dell'auspicata transizione alla "green" economy, anche come opportunità produttiva e di sviluppo socioeconomico dei territori rurali.
Nel corso degli anni la Politica di Sviluppo rurale ha dedicato sempre più spazio al tema "Foreste", cambiando, nell'arco delle diverse programmazioni, interpretazione e significato del concetto di "misura forestale". Da tema legato più strettamente ad esigenze di carattere ambientale (con forme vincolistiche e di tutela tout court) si è assistito, infatti, ad una graduale crescita di importanza degli aspetti di sviluppo socioeconomico del territorio rurale connessi alla gestione forestale.
Le foreste si legano in maniera forte alle 4 sfide individuate dal complesso sistema di revisione della Politica Agricola Comunitaria, avviata dal 2003 fino alla cosiddetta Healt-Check. Questo processo di riforma ha previsto per la Pac nuovi obiettivi e sfide e nuove risorse finanziarie dedicate al loro raggiungimento. Le sfide prioritarie - risorse idriche, mantenimento e tutela della biodiversità, energie rinnovabili, cambiamenti climatici - e le foreste sono strettamente e reciprocamente correlate. Si pensi, a titolo esemplificativo, al caso della filiera bosco-legno-energia che mette fortemente in gioco le foreste nella sfida della promozione e diffusione delle energie rinnovabili.
Questo numero di RRN Magazine dedicato alle foreste nello sviluppo rurale, ripercorre l'evoluzione che ha caratterizzato negli ultimi anni il tema "foreste" (e le relative politiche) a livello europeo ed italiano, fornendo anche una prospettiva post-2013 che sembra riconoscere agli interventi forestali una valenza più ampia tanto che questi, di fatto, vengono affiancati alle misure più tipicamente agricole. Iniziative ed esperienze rilevanti, provenienti dal mondo della ricerca e degli stakeholders "forestali" nazionali, completano il panorama, declinando il tema attraverso proposte, idee ed esperienze realizzate o ancora in corso nel contesto forestale italiano.

Milena Verrascina

mercoledì 5 ottobre 2011

Sfide ed opportunità dello Sviluppo Rurale per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici

Il libro bianco "Sfide ed opportunità dello Sviluppo Rurale per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici", redatto alla Rete Rurale Nazionale con la collaborazione di università, enti e istituti di ricerca, è disponibile online. Il documento si apre con una panoramica degli accordi politici che attualmente regolano gli impegni assunti dai Paesi a livello internazionale, comunitario e nazionale, lasciando poi ampio spazio all'analisi del fenomeno dei cambiamenti climatici nei diversi ambiti che caratterizzano il settore agricolo, al fine di individuare le sfide che l'agricoltura deve affrontare e, dove possibile, trasformarle in opportunità.
Il libro bianco à stato presentato dal Mipaaf e dalla Rete Rurale Nazionale il 20 Settembre 2011 a Roma.

Per scaricare il libro: http://www.reterurale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/5799.

lunedì 12 luglio 2010

Guida pratica per sostenere le foreste nella cooperazione allo sviluppo

Le foreste contribuiscono al sostentamento di oltre 1,6 miliardi di persone. Le foreste e l'industria dei prodotti forestali sono una fonte di crescita economica e dell'occupazione, con un valore globale dei prodotti forestali oggetto di scambi internazionali che raggiunge i 270 miliardi dollari, dei quali i paesi in via di sviluppo rappresentano il 20 per cento e più. A livello mondiale, forniscono occupazione alle industrie forestali (sia formali che informali) per circa 50 milioni di persone.

La pubblicazione è divisa in due parti. La prima parte contiene un'introduzione al libro più sette capitoli che coprono argomenti associati al miglioramento del contributo delle foreste alla riduzione della povertà, coinvolgendo il settore privato, incontrando la crescente domanda di prodotti forestali; l'ottimizzazione delle funzioni delle foreste a livello del paesaggio, una migliore gestione delle foreste, l'integrazione delle foreste nel dialogo macroeconomico ed il monitoraggio delle attività del settore forestale. La seconda parte fornisce orientamenti per l'attuazione dei programmi di salvaguardia delle foreste da parte della Banca mondiale.

La pubblicazione è in lingua inglese.

Download della guida:

http://siteresources.worldbank.org/EXTFORSOUBOOK/Resources/completeforestsourcebookapril2008.pdf.

Cooperazione nell'economia forestale svizzera

Negli ultimi anni, sul mercato svizzero del legno la domanda e i prezzi sono sensibilmente aumentati con un conseguente sostanziale miglioramento della situazione economica delle aziende forestali, le quali, tuttavia, nel loro complesso continuano a far registrare delle perdite. Queste perdite complessive si registrano nonostante i contributi che gli enti pubblici hanno versato alle aziende forestali come indennizzo per le prestazioni fornite in alcuni settori nell'interesse della collettività. Finora queste perdite sono state sopportate dai proprietari di bosco, che nei due terzi dei casi sono costituiti da enti pubblici.
La maggior parte delle perdite subite dalle aziende forestali svizzere può essere spiegata soprattutto con problemi strutturali. In Svizzera, la dimensione media dei boschi pubblici ha una superficie pari a 238 ha, mentre l’estensione dei boschi privati è pari a 1,44 ha. Sono superfici troppo piccole e con spese fisse troppo elevate per assicurare una gestione efficiente in termini di costi. Proprio per le loro dimensioni modeste, le aziende hanno spesso difficoltà anche a commercializzare in modo professionale le loro quantità limitate di legname.

Leggi il resto su:

http://www.waldwissen.net/themen/betriebsfuehrung/zusammenschluesse/wsl_kooperationen_IT.

giovedì 29 aprile 2010

Prevenzione e sicurezza nei lavori forestali

Prevenzione e sicurezza nei lavori forestaliwww.rivistasherwood.it ha reso disponibile il manuale “Linee guida per la prevenzione e sicurezza nei lavori forestali in Toscana”, edito da Compagnia delle Foreste e realizzato per conto della Regione Toscana da uno staff di esperti sulle tematiche del lavoro in bosco e della sicurezza del lavoro.

Il manuale è oggi in fase di aggiornamento, alla luce del cambiamento normativo avvenuto dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 81 del 2008, ma rappresenta tutt’ora un’analisi approfondita dei rischi presenti nelle lavorazioni forestali, dando inoltre informazioni sulle macchine e le attrezzature al fine di indicarne un corretto utilizzo.

Carbomark: mercati locali e volontari 
del carbonioScarica il manuale >>>

giovedì 11 marzo 2010

Le radici della gestione forestale sostenibile in un click

Le radici della gestione forestale sostenibile in un click

Inaugurato da INEA il primo sito dedicato al Codice forestale camaldolese.

Con il sito www.inea.it/prog/camaldoli, interamente dedicato al progetto "Codice Forestale Camaldolese, la ricerca delle radici per lo sviluppo sostenibile", INEA, oltre a raccogliere e rendere disponibili i documenti storici che costituiscono il Codice Forestale Camaldolese, vuole anche dare voce a chi studia, lavora, frequenta, scopre e vive le foreste, contribuendo così ad arricchire il patrimonio di conoscenze e il bagaglio di esperienze utile alle generazioni future.

Il progetto "Codice Forestale Camaldolese, la ricerca delle radici per lo sviluppo sostenibile" nasce dalla collaborazione tra l'Osservatorio Foreste INEA e il "Collegium Scriptorium Fontis Avellanae" e si propone il recupero, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico-culturale della Congregazione Benedettina Camaldolese nella secolare  gestione del territorio montano e delle sue risorse naturali (dal 1027 al 1868). In particolare lo studio del materiale conservato nelle fonti camaldolesi edite e in altri numerosi documenti e atti, in gran parte ancora sconosciuti, conservati negli Archivi di Stato e in collezioni private, permetterà di recuperare il patrimonio di conoscenze acquisite nella gestione agricola e nelle utilizzazioni forestali dei territori Appenninici.

Non si tratta di un semplice studio rivolto al passato, bensì di un'opportunità per poter comprendere il senso profondo e le motivazioni che stanno alla base del rapporto uomo-ambiente inteso come fondamento etico essenziale per l'avvio di una politica nazionale, regionale e locale che riconosca il ruolo insostituibile svolto dagli operatori agricolo-forestali e artigianali della montagna italiana.

venerdì 26 febbraio 2010

Presentazioni Consorzi Forestali

Nella nuova pagina "PRESENTAZIONI" del sito www.consorziforestali.net è pubblicata la presentazione aggiornata della esperienza dei consorzi forestali presentata a Grottammare il 25 febbraio 2010 nell'incontro informativo organizzato dal Consorzio Marche Verdi.
Sono anche pubblicate altre presentazioni stampabili.

mercoledì 24 febbraio 2010

Servizi gratuiti della rivista SHERWOOD

003415 Servizi liberi per tutti gli utenti del sito www.rivistasherwood.it non perdere questa occasione e visita le sezioni:

Terminologia multilingue

Traduci tutte le specie forestali in tutte le lingue del mondo!

Archivio bibliografico

Consulta e ricerca per parole chiave tutti gli articoli scientifici e divulgativi pubblicati su Sherwood, l’Italia Forestale e Montana, Dendronatura ecc.

Macchine - bacheca dell’usato

Compra e vendi macchine forestali usate

Legno - compro e vendo

Compra e vendi diversi assortimenti legnosi

E’ inoltre possibile per tutti entrare nella sezione Ultim’ora e leggere notizie, segnalazioni di corsi e convegni, offerte di lavoro, pubblicazioni ecc.

sabato 6 febbraio 2010

L'OPERA di Febbraio 2010

Pubblicato il numero di Febbraio 2010 del L'OPERA.
In questo numero il documento preparatorio del workshop della RETE RURALE NAZIONALE  su "Associazionismo forestale e Sviluppo rurale: opportunità e responsabilità per l'attuazione delle misure forestali dei PSR" che si terrà a Roma il 22 febbraio 2010 e la presentazione del PIANO DI GESTIONE DELLE PROPRIETA' SILVO-PASTORALI del Comune di PERETO (AQ) elaborato dal Consorzio Forestale Marsica Occidentale.

Allegati (1)