Il consorzio ha certificato per la gestione forestale sostenibile PEFC una superficie forestale di 573,33 ettari presente nei comuni aderenti al consorzio (comuni di Alice Superiore, Meugliano, Rueglio, Trausella, Vico Canavese) e quelli gestiti dalla Soc. Coop. Agr. Valli Unite del Canavese. La categoria forestale prevalente è il castagneto governato a ceduo, che occupa il 32% della superficie forestale. Nel piano montano il castagno è sostituito da acero e frassino, mentre le formazioni forestali a prevalenza di specie quercine, che un tempo dovevano occupare vaste superfici, sono ridotte a pochi lembi relitti. Nelle zone di pianura una superficie rilevante è occupata dalla robinia.
Nel sito del Consorzio ( www.consorzioforestalecanavese.com/doc/SisGFS1_PGFS.doc) è reperibile il documento di sintesi della politica di gestione forestale sostenibile del Consorzio forestale del Canavese. La scadenza del certificato è per i 22/12/2016.
Per informazioni:
Via Castelnuovo Nigra, 10 - 10081 Castellamonte (TO)
Tel.: 3470870908
Fax: 0124.570212
con.for.canavese@tiscali.it
www.consorzioforestalecanavese.com
Blog della cooperazione e delle forme associate ad indirizzo agro-forestale ed ambientale operanti in Italia
mercoledì 8 febbraio 2012
CONSORZIO FORESTALE DEL CANAVESE CERTIFICATO PEFC
lunedì 23 gennaio 2012
Nuovo sito FSC Italia
È online il nuovo sito di FSC Italia!
Nuovo anno, nuova veste per FSC Italia! Da oggi è online il nuovo sito dell'associazione, che con un un restyling grafico e la riorganizzazione dei contenuti cerca di rendendone più coinvolgente la navigazione agli utenti e più semplice la ricerca di informazioni.
Le certificazioni forestali FSC e PEFC
Vi informiamo che martedì 24 gennaio dalle ore 9.30 alle ore 12.30 si terrà la videoconferenza dal titolo “Le certificazioni forestali FSC e PEFC” (Replica della videoconferenza del 7/12/11).
La videoconferenza è organizzata da FEDAGRI – CONFOCOOPERATIVE.
Le iscrizioni devono essere inviate all’indirizzo news.fedagrirete@gmail.com entro le ore 8.30 del giorno 24 gennaio 2012, indicando il proprio nome, cognome, indirizzo e-mail e Unione territoriale di riferimento.
In questo modo, all’ora di inizio della videoconferenza, i partecipanti riceveranno un’e-mail con il link al quale connettersi e con il codice di avvio della sessione.
Per qualsiasi informazione o assistenza al collegamento è possibile telefonare al numero 393 2724465.
Vi ricordiamo che potete, in qualsiasi momento, richiedere approfondimenti specifiche su tematiche di Vostro interesse.
lunedì 2 gennaio 2012
Dal 26 novembre 2011 entra in vigore definitivamente la nuova catena di custodia PEFC
A partire dal 26 novembre 2011 entra in vigore, in maniera obbligatoria, lo standard PEFC ITA 1002:2010. Il periodo transitorio di un anno per il passaggio dallo standard ITA 1002:2008 è formalmente terminato: quindi in tutto il mondo, ogni certificazione nuova o di sorveglianza dovrà obbligatoriamente essere condotta in conformità allo standard internazionale PEFC ST 2002:2010 (in italiano è PEFC ITA 1002:2010) e ogni azienda dovrà dare evidenza documentale che ha iniziato a implementare il nuovo standard almeno a partire dal 26 novembre 2011, se non l’avesse ancora effettuato.
Ricordiamo qui di seguito le principali modifiche:
- C’è una nuova definizione di fonti controverse; oltre a quanto prima richiesto, ora non potranno entrare in prodotti a marchio PEFC le seguenti categorie:
- fibre o legno di alberi Ogm,
- fibre o legno di alberi da conversione di foreste primarie ad altri impianti forestali o ad arboricoltura da legno;
- fibre o legno da foreste classificate come ecologicamente importanti.
-
- Sono state inserite nuove modalità di valutazione del rischio per il legname o fibra non certificato, che includono l'uso dell'“Indice di percezione della corruzione” (CPI) creato da Trasparency International per la provenienza geografica del legno; le nazioni da cui si origina il legname che hanno un indice di percezione della corruzione inferiore a 5 verranno definiti “ad alto rischio”. Segnaliamo che l’Italia ha un “indice di percezione della corruzione” pari a 3,9 al 67° posto al mondo, inferiore al Rwanda e sopra la Georgia.
- Ogni azienda certificata (attualmente oltre 10.000 in tutto il mondo) dovrà dare garanzia su requisiti obbligatori legati alla salute, alla sicurezza e agli aspetti sociali dell’azienda stessa; ogni organizzazione certificata dovrà infatti dimostrare che:
- non viene impedito ai propri lavoratori di associarsi liberamente, di scegliere i propri rappresentanti e di poter avere una contrattazione collettiva con il datore di lavoro;
- non viene utilizzato il lavoro forzato;
- non vengono utilizzati lavoratori che sono sotto l'età della frequenza scolastica obbligatoria;
- non siano negate pari opportunità di lavoro e di trattamento ai lavoratori;
- le condizioni di lavoro non mettono a repentaglio la sicurezza o la salute dei lavoratori.
- E’ stato inserito una nuova appendice specificamente creato per rispondere alle richieste dell'Unione Europea relative alla Due Diligence (“diligenza dovuta” da parte di chi immette nel mercato europeo prodotti di origine forestale, per escluderne la provenienza illegale); questa appendice potrà essere applicata anche dalle aziende che non hanno catena di custodia, soprattutto se saranno fornitrici di aziende con certificazione PEFC;
- esiste una nuova procedura per il controllo dei terzisti dell’azienda certificata PEFC;
- non si potrà più fare certificazione di gruppo con aziende presenti in differenti nazioni; accederanno alla certificazione di gruppo solo aziende con meno di 50 lavoratori e con un fatturato inferiore a 9 milioni di franchi svizzeri (cioè 6,7 milioni di euro);
- esiste una nuova definizione del riciclato, non esistendo più differenziazione tra riciclato pre-consumo e post-consumo (sono considerati ugualmente validi all’interno della catena di custodia), ma è mantenuta l’esclusione dalla definizione di riciclato sia dei sottoprodotti di segheria che dei materiali che possono essere riusati all’interno dello stesso processo produttivo.
- Tutta la materia prima definita riciclata rispondente ai requisiti dettati dal nuovo standard CoC PEFC e a norme di riferimento (ad esempio la norma EN 643 per la carta) è considerata materia prima certificata PEFC ed entrare nel ciclo produttivo come materiale certificato.
- Per l’uso del logo, esistono precise definizioni per l’uso delle dichiarazioni su prodotti a marchio PEFC oltre che nelle comunicazioni da inserire nell’etichetta PEFC.
- Obbligo di inserire la percentuale di certificazione del prodotto in fattura e/o altro documento equivalente (es. DDT).
Lo standard PEFC ITA 1002:2010 è scaricabile dal sito del PEFC Italia al link:
lunedì 5 dicembre 2011
Attività illegali nella gestione delle risorse forestali in Italia
Presentazione del rapporto realizzato dal Dip. TeSAF dell'Università degli studi di Padova, nell'ambito del progretto SCORE (Stop Crimes On Renewable and Environment – Fermare la criminalità organizzata nel settore ambientale e in quello delle energie innovabili) finanziato dalla Comunità Europea.
Il convegno si terrà il prossimo 16 Dicembre 2011 - ore 9.45 presso la sede di Banca Etica (via N.tommaseo, 7 - Padova).
Dopo la presentazione del rapporto da parte del Dott. Masiero e della Dott.ssa Secco, interverranno fra gli altri: A.Morabito (Legambiente). M. Rocco (Responsabile Ufficio TRAFFIC WWF Italia), D.Zovi (Corpo Forestale dello Stato), L.Ciccarese (ISPRA), P.Barzoni (PALM), R.Talucci (CO.L.A.FOR), D.Paradiso (ConLegno), L.Paluan (ICEA), P.Acciai (Filca Cisl).
Concluderà l'intervento il Prof. Pettenella con l'intervento dal titolo:Attività legali e foreste ben gestite: un sogno o un vantaggio competitivo per il Paese?
Per maggiori informazioni: www.euscore.eu
Videoconferenza di Fedagri-Confcooperative “LE CERTIFICAZIONI FORESTALI FSC e PEFC”
Fedagri-Confcooperative organizza per Mercoledì 7 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore12.30 una videoconferenza dal titolo “LE CERTIFICAZIONI FORESTALI FSC e PEFC”.
Le iscrizioni devono essere inviate all’indirizzo news.fedagrirete@gmail.com entro le ore 8:30 del giorno della videoconferenza stessa, indicando il proprio nome, cognome, indirizzo e-mail e Unione territoriale Confcooperative di riferimento. In questo modo, all’ora di inizio della videoconferenza, i partecipanti riceveranno un’e-mail con il link al quale connettersi e con il codice di avvio della sessione.
Per qualsiasi informazione o assistenza al collegamento è possibile telefonare al numero 393 2724465 .
giovedì 24 novembre 2011
Abbiamo 200 alberi a testa ma bisogna trattarli meglio
In occasione della Giornata nazionale, un bilancio della forestazione italiana. Superficie raddoppiata nel giro di mezzo secolo, ma il bosco per diventare una vera ricchezza deve essere curato
di SARA FICOCELLI

ROMA - Per Kahlil Gibran erano "liriche che la terra scrive sul cielo", per Joyce Kilmer le poesie di Dio, per Gandhi il simbolo della realizzazione di ogni sforzo umano. Idolatrati e martoriati, gli alberi sono sempre stati destinatari di molte parole e pochi fatti, soprattutto a livello di tutela. Il 21 novembre l'Italia ha deciso di dedicar loro una giornata nazionale, in memoria di Sandro Usai e di tutte le vittime delle alluvioni di tre settimane fa, dato che è stata anche la mancanza di gestione forestale ad aver provocato 18 morti fra Liguria e Toscana.
Una ricorrenza simbolica che chiude l'"International Year of Forests - Anno Internazionale delle Foreste" e che servirà a far riflettere sull'importanza di questi "pilastri della terra" che ci sostengono producendo ossigeno, contenendo le piogge, ospitando e nutrendo gli animali e fortificando gli argini dei fiumi.
Malgrado l'urbanizzazione feroce e l'abusivismo edilizio siano piaghe diffuse, il nostro paese è ancora tappezzato da Nord a Sud di boschi splendidi e negli ultimi 50 anni la superficie forestale è addirittura raddoppiata. Un dato che da un lato è positivo, ma che dall'altro è sintomo dell'abbandono delle aree rurali da parte della popolazione e della riconquista da parte del bosco di quei territori che una volta erano coltivati o abitati. Secondo il Corpo Forestale dello Stato, gli alberi sul territorio sono 12 miliardi, quasi 200 per ogni italiano, 1360 per ettaro, e tra le specie più diffuse il primato spetta al faggio, con oltre un miliardo di esemplari che ricoprono quasi tutti gli Appennini. Il più "famoso" è invece l'abete rosso, il tradizionale albero di Natale, diffusissimo sulle Alpi.
L'intenzione di preservare questo patrimonio e gestirlo in modo sano è dimostrata dall'aumento esponenziale di boschi con marchio PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), il sistema di certificazione più diffuso al mondo, che attesta che una foresta è gestita in modo sostenibile. "Il concetto di sostenibilità è molto ampio - spiega Antonio Brunori, segretario generale PEFC Italia - e significa che quel legno proviene da una foresta controllata, che non sparirà mai, perché tutti gli alberi tagliati verranno sistematicamente sostituiti da altrettante piante. Non solo: il legno certificato proviene da foreste dove le persone lavorano nel rispetto dei diritti sociali e delle norme di sicurezza, quindi al vantaggio per l'ambiente si aggiunge quello per la società".
Al momento in Italia sono certificati 773.667 ettari di foresta, che corrispondo all'8,5% della superficie totale a bosco; 744.538 con lo schema PEFC e 59.456 con quello FSC (che sta per Forest Stewardship Council, ente che garantisce la provenienza ecosostenibile del legno), oltre a 28.925 ettari con doppia certificazione PEFC-FSC (16.347 ettari in Lombardia e 12.578 in Trentino).
"Il maggior interesse alla certificazione forestale - spiega ancora Brunori - lo hanno dimostrato Paesi importatori di legname come Francia, Gran Bretagna, Germania e Olanda, che con gruppi ambientalisti molto attivi hanno fatto pressioni a livello politico e sull'opinione pubblica, precedendo molti altri Stati nello stilare una propria politica per l'acquisto di beni cosiddetti "verdi", cioè il Green Public Procurement (GPP)".
In Friuli è persino stata già costruita la prima casa fatta interamente con legno certificato PEFC: a realizzarla è stato l'ingegnere Samuele Giacometti, che al progetto "Sa Di legno", frutto di un sogno che lo ha portato a trasferirsi da Bologna in Carnia con la moglie e i tre figli un anno fa, ha dedicato il libro "Come ho costruito la mia casa di legno" (Compagnia delle foreste). A vederla da fuori la sua sembra un'abitazione normale, ma basta entrare per sentire che le pareti, le sedie, i tavoli e persino i giochi dei bambini (tutti realizzati con i tronchi di 43 alberi acquistati dalle foreste certificate locali) "sanno di legno", hanno cioè l'odore della natura.
Ma le abitazioni sono solo la punta di un icerberg. "Sempre in Friuli - continua Brunori - esiste una birra certificata PEFC, a base di pino mugo e pino silvestre, provenienti da boschi controllati. A produrla è il Birrificio Artigianale "Foglie d'erba" e si tratta della prima esperienza a livello internazionale di birra aromatizzata con prodotti forestali e provenienti da foreste certificate". Seguendo la stessa logica, grazie all'Associazione Muzzana Amatori Tartufi, è nato anche il "tartufo bianco certificato", e molte altre realtà economiche italiane stanno aderendo al circuito della gestione attiva forestale.
Per i prodotti in legno e cellulosa (cioè certificati con la "catena di custodia"), in Italia ci sono esattamente 1.300 aziende di trasformazione con marchio PEFC e FSC. La loro materia prima sono appunto i boschi nostrani, per fortuna in continua espansione, in linea con le richieste del Protocollo di Kyoto. "La crescita si attesta intorno allo 0,3 % annuo - conclude Brunori - l'equivalente di 4 metri cubi per ettaro. Un dato che ci permetterà di detrarre dalle nostre emissioni circa 25 milioni di tonnellate di carbonio, risparmiando due miliardi e mezzo di euro di sanzioni". La conoscenza puntuale e precisa degli ecosistemi forestali assume dunque oggi un valore mai considerato prima. Utile all'ambiente e all'economia, nell'interesse nostro e delle generazioni future.
martedì 24 maggio 2011
Assemblea Generale FSC-Italia 2011
L'Assemblea Generale del Gruppo FSC-Italia é convocata in data 06 giugno 2011 alle ore 11:00 c/o la Sala del Parlamentino del Corpo Forestale dello Stato, Via Carducci, 5, 00187 Roma.
L'OdG é il seguente:
1. Attività svolte nel 2010 e primo semestre 2011;
2. Programma attività 2011;
3. Approvazione Bilancio consuntivo per l'anno 2010 e Bilancio preventivo per l'anno 2011;
4. Elezione del Comitato Esecutivo per il triennio 2011-2014
5. Varie ed eventuali.
La partecipazione all’Assemblea è aperta a tutti i soci e a tutti gli interessati. Per ragioni organizzative preghiamo di voler confermare la partecipazione e - per i soci che fossero impossibilitati a intervenire - ricordiamo la possibilità di dare delega scritta di rappresentanza e di voto a un altro socio appartenente alla medesima Camera. Ogni socio potrà ricevere fino ad un massimo di tre deleghe.
Alla chiusura dei lavori dell’Assemblea Generale seguirà l’incontro del nuovo Comitato Esecutivo, con la nomina delle cariche rappresentative del Gruppo (Presidente, Vicepresidente e Segretario Generale) per il triennio 2011-2014.
martedì 25 gennaio 2011
Il 2011 è l'anno delle foreste. Patrimonio verde sempre più vulnerabile
Anche nell'Anno internazionale dedicato alle Foreste non cessa l'allarme: ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. In Italia, patrimonio verde 'generoso', che necessita maggiore attenzione
Pubblicato il 24/01/11 su VIRGILIO NOTIZIE in Scienze e tecnologie| TAGS: foreste, boschi, 2011 anno foreste
Foreste italiane, un patrimonio da 12 mld di alberi - FOTOGALLERY
dossier legambiente 2010
Incendi, un comune su tre in ritardo nella prevenzione
Maglia nera alla Sardegna. Fenomeno in calo ma sempre grave
Appello Greenpeace
"Non scaricate le foreste nel wc"
Distribuita guida verde alle 'carte igieniche ecologiche'
DEFORESTAZIONE E CEMENTO
Italia, il 70% dei comuni è a rischio frane e alluvioni
Legambiente: '2/3 dei comuni italiani temono gravi dissesti idrogeologici'
Le Nazioni Unite hanno di deciso di dedicare il novello 2011 alle Foreste. Una risorsa del pianeta il cui inestimabile valore viene spesso dimenticato: ospitano l'80% del patrimonio natura e 300 milioni di abitanti, fornendo risorse per la sopravvivenza di 1,6 miliardi di persone, circa un quarto dell'umanità.
E' questo dunque l'Anno internazionale delle foreste, che verrà rilanciato lunedì prossimo al quartier generale dell'Onu, a New York.
L'Italia dispone di 200 alberi per ogni cittadino, per un totale di 12 miliardi di piante su una superficie che si estende per 10,5 milioni di ettari, l'equivalente all'incirca di un terzo del nostro territorio complessivo.
Secondo le stime, nel quadro del protocollo di Kyoto, per il periodo 2008-2012, l'Italia grazie alle sue foreste risparmierà circa un miliardo di euro in termini di emissioni. Dall'inventario emerge che il volume di legno dei nostri boschi ammonta ad oltre 1,2 miliardi di metri cubi, mentre la biomassa supera gli 870 milioni di tonnellate di legname, pari a circa 435 milioni di tonnellate di carbonio stoccato.
Anche nell'Anno internazionale dedicato ai polmoni verdi del Pianeta non cessa l'allarme deforestazione, nonostante alcuni segnali positivi. Secondo gli ultimi dati, dal 2000 ad oggi ogni anno il Pianeta ha registrato una diminuzione del patrimonio foreste equivalente all'area di un paese come il Costarica.
Il rapporto quinquennale della Fao sulle risorse forestali mondiali mostra un trend, negli ultimi dieci anni, in sensibile miglioramento sul fronte della media di ettari persi ogni anno: 13 milioni contro i 16 del decennio 1990-2000. Tuttavia, la situazione resta allarmante e occorre continuare a spingere verso una sensibilità maggiore verso la tutela delle risorse boschive.
Ogni giorno, circa 350 km quadrati di foresta vengono distrutti in tutto il mondo. Le maggiori cause di questa perdita di aree forestali sono: la conversione in terreni agricoli, un taglio indiscriminato del legname, una gestione errata della terra e la creazione di insediamenti umani.
Antonio Brunori, segretario generale del Pefc Italia rileva che il problema interessa l’Italia sia per il pericolo dei cambiamenti climatici che per il ruolo che può avere nel mercato del legname di origine illegale.
venerdì 26 novembre 2010
Global Forest Registry
È stato ufficializzato nei giorni scorsi il lancio della versione 2, aggiornata e potenziata, del Global Forest Registry, strumento di supporto alle organizzazioni che intendano condurre un'analisi del rischio sui propri acquisti di prodotti forestali non certificati. In particolare, il Registro rappresenta un utile elemento operativo a vantaggio delle aziende che vogliano condurre verifiche secondo i requisiti dello standard FSC sul Legno Controllato (FSC-STD-40-005). A tale fine le informazioni disponibili nel Registro possono essere utilizzate come guida, mentre solamente le indicazioni approvate da FSC (e chiaramente indicate come tali) possono essere adottate in via definitiva per gli scopi della certificazione.
Lo strumento, sviluppato da FSC, NEPCon e Rainforest Alliance, copre attualmente più di 150 paesi in tutto il mondo.
Per consultare il Global Forest Registry: www.globalforestregistry.org.
lunedì 18 ottobre 2010
Il Brasile cede l'amazzonia alle compagnie del legno
Il Brasile ha annunciato la messa all'asta ampi blocchi di foresta amazzonica, che saranno dati in gestione a imprese private e cooperative, allo scopo di ridurre il taglio illegale. Dopo anni di scontri legali e di opposizione politica, il governo riscopre le concessioni forestali e cederà ai privati le foreste nazionali. "Il futuro dell'Amazzonia, la lotta alla deforestazione e al cambiamento climatico, si devono basare sulla gestione forestale, non vedo altra soluzione - ha dichiarato alla Reuter Antonio Carlos Hummel, a capo del servizio forestale del Brasile.
Secondo il governo, le concessioni contribuiscono a a stabilire un maggiore controllo statale nella regione amazzonica spesso senza legge, dove i latifondisti e gli speculatori si impossessano illegalmente di terreni pubblici. E cos', entro la fine dell'anno, il governo concederà a imprese forestali e compagnie del legno quasi 1 milione di ettari in concessione. Nel giro di 4 o 5 anni, quasi 11 milioni di ettari, le dimensioni di un terzo dell'Italia. Le concessioni esistenti si estendono ora su appena 150.000 ettari.
Secondo il governo brasiliano, a differenza del taglio illegale e della pratica del "slash and burn" (taglia e brucia) che ha già distrutto quasi il 20 per cento della principale foresta pluviale del pianeta, il taglio selettivo consentirebbe alla foresta di rigenerarsi naturalmente. Ma uno studio del Carnegie Institute di Washington avverte che anche il taglio selettivo può causare seri danni alla biodiversità. Combinando l'osservazione sul campo allo studio delle immagini satellitari ad alta risoluzione il Carnegie Institution, ha determinato che i convenzionali metodi di analisi sottostimano del 50% circa del danno causato dal prelievo legnoso. Inoltre, il taglio selettivo provoca un ulteriore 25% di emissioni di gas serra nell'atmosfera. "L'impatto globale del taglio selettivo sulla biodiverstà è meno drammatico rispetto alla perdita causata dal taglio a raso, ma può comunque alterare in profondità l'habitat forestale" ha spiegato Greg Asner, del Carnegie Institute di Washington. Un altro studio, pubblicato dalla rivista Science in nell'ottobre 2005 mostra che il taglio selettivo di due o tre specie di albero comporta un danno collaterale che può andare dal 60% al 123% della deforestazione fino ad oggi calcolata. All'attuale tasso di deforestazione, le foreste tropicali rischiano di scomparire nel giro di 20 anni.
LA DOMADA E’: PERCHE’ NON PASSARE ALLA GESTIONE FORESTALE SOSTENIBILE?
lunedì 13 settembre 2010
Contenziosi e diritti di proprietà
Partecipa alla consultazione esprimendo il tuo parere
FSC ha aperto la consultazione pubblica sugli standard di buona gestione forestale. Da oggi e per 5 settimane l’organizzazione proporrà a voi alcuni indicatori specifici su cui concentrare l’attenzione. Non perdere questa occasione e commentate attraverso il Blog di Sherwood!
Indicatore 2.3.1
L'organizzazione forestale adotta procedure operative per affrontare e risolvere eventuali dispute che derivino da contenziosi insorti in seguito a diritti di proprietà e d'uso lesi nella realizzazione di interventi di gestione forestale (ad esempio: usi civici; cfr. Criterio 4.4.1).
L’indicatore 2.3.1 ricade all’interno del secondo Principio di buona gestione forestale definito da FSC a livello internazionale e ne completa il terzo criterio. La sfera di riferimento è prevalentemente quella sociale, con focus specifico sull’esistenza e adozione di procedure che consentano al gestore forestale di risolvere eventuali dispute e, più in generale, situazioni conflittuali reali o potenziali riconducibili al tema della proprietà e dell’uso delle risorse forestali.
Entrano qui in gioco due dimensioni chiave della certificazione e del sistema di governance FSC: la ricerca costante della prevenzione/risoluzione di dispute e conflitti e il coinvolgimento delle parti interessate (stakeholder) quale strumento principe per giungere a questo risultato. Sarà compito dell’ente di certificazione verificare natura ed efficacia delle soluzioni adottate dal gestore, prestando attenzione alla voce delle diverse parti coinvolte nel processo e valutando conseguenze e impatti delle soluzioni stesse.
L’indicatore 2.3.1 si richiama in modo esplicito all’indicatore 4.4.1, nel quale si richiede al gestore di valutare gli aspetti sociali in sede di pianificazione delle attività di gestione forestale, con riferimento, ad esempio, agli aspetti occupazionali, di sicurezza, di professionalità e alla dimensione culturale del bosco e delle sue genti.
Lo schema di certificazione forestale del PEFC Italia ri-approvato a livello internazionale fino al 2015
Dopo 6 mesi di studio sulla conformità dello standard italiano con i requisiti minimi del PEFC Internazionale, iniziato con il doppio controllo da parte della società di consulenza Systain Consulting di Amburgo (Germania) e della Commissione di esperti individuati dal PEFC Internazionale (il “Panel of Experts”), i 34 schemi soci del PEFC Council hanno votato positivamente per la validazione del mutuo riconoscimento dello schema di certificazione di Gestione Forestale Sostenibile (GFS) del PEFC Italia. Lo schema, già accreditato a livello internazionale dal 2004 ha così una validità estesa fino al 28 luglio 2015; la formalizzazione verrà effettuata dal Presidente William Street con la consegna il 12 novembre 2010 a Rio de Janeiro (Brasile) dell’attestato di mutuo riconoscimento, durante l’Assemblea generale del PEFC Internazionale, nelle mani del Presidente del PEFC Italia, Pier Luigi Ferrari e del Segretario Generale, Antonio Brunori.
Il parere positivo sulla qualità dello schema italiano conferma il buon lavoro iniziato nel giugno del 2008, quando i proprietari forestali certificati si sono incontrati a Paneveggio (TN) per individuare i punti da migliorare dello schema di certificazione. Dopo numerosi incontri tra stakeholder e mondo della filiera foresta legno, è stato creato ad Aprile 2009 un Forum per la revisione dello standard di Gestione Forestale Sostenibile PEFC, che dopo tre incontri ha presentato la documentazione a fine luglio per una consultazione pubblica durata più di due mesi. Dopo ulteriori modifiche, il nuovo schema di certificazione di gestione forestale sostenibile è stato approvato l’8 ottobre 2009 dal CdA (durante il Forum CompraVerde-BuyGreen di Cremona) e presentato per la sua valutazione al PEFC Internazionale.
Attualmente un proprietario forestale deve rispettare 64 indicatori e linee guida (di cui 54 obbligatori e 10 informativi), a cui si aggiungono altri 40 (di cui 18 obbligatori e 22 informativi) se fa parte della certificazione regionale. I cambiamenti e le aggiunte rispetto alla precedente norma si sintetizzano così rapidamente:
- non devono essere introdotti organismi geneticamente modificati (OGM), almeno fino a quando la scienza non dimostrerà in modo certo che non determinano un impatto sugli ecosistemi naturali (ITA 1001-1, linea guida 2.3);
- l’eventuale uso delle biotecnologie nel settore forestale deve essere basato sull’approccio precauzionale, dopo adeguata sperimentazione scientifica e con appropriate prove di campo (ITA 1001-1 linea guida 2.3);
- i livelli di utilizzazione forestale devono essere sostenibili per periodi di almeno 10 anni (ITA 1001-1 linea guida 3.3);
- i livelli di raccolta dei prodotti forestali non legnosi non devono eccedere quelli che possano essere sostenuti su un lungo periodo (ITA 1001-1 linea guida 3.3);
- le operazioni di gestione forestale devono prendere in considerazione anche i valori estetici delle foreste (ITA 1001-1 linea guida 3.1 e 3.4);
- i gestori forestali sono incoraggiati a considerare l’ampio spettro di servizi ambientali forestali offerti dal bosco e a considerare il mercato di questi servizi (ITA 1001-1 linea guida 3.1, 3.4 e 6.1; indicatori 5.1b e 5.4);
- PEFC Italia e le entità associate e certificate, di dimensione adeguata, sostengono la ricerca forestale finalizzata al miglioramento della salute, della produttività e della gestione delle risorse forestali;
- i proprietari e i gestori forestali sono invitati a calcolare l’assorbimento netto di carbonio della gestione forestale e a considerare anche queste informazioni quando sviluppano le strategie di gestione forestale. PEFC Italia collaborerà alla conoscenza e alla definizione di standard sull’assorbimento di CO2 da parte delle formazioni forestali (compreso attività come la partecipazione in progetti a grande scala, monitoraggio del carbonio forestale, e/o certificazione dei crediti di carbonio).
- tutti gli attori coinvolti nella certificazione (individuale o come membri dei gruppi o delle Associazioni Regionali) sono responsabili di assicurarsi che le attività e le operazioni dei terzisti siano conformi/rispettino i criteri e gli indicatori della Gestione Forestale Sostenibile indicati dal PEFC (ITA 1001-1 linea guida 6.7).
Questa valutazione internazionale fa parte della “rimodulazione” quinquennale degli standard di buona gestione dei boschi, caratteristica dello schema di certificazione PEFC, che si impone una costante e periodica autovalutazione attraverso la logica del “miglioramento continuo”, cioè la verifica periodica dei propri indicatori di qualità: tale crescita è stata diretta dal Forum di GFS e dall’esperienza in campo, dai suggerimenti di esperti e attori della filiera foresta-legno e dagli aggiornamenti che vengono dal mondo accademico e scientifico.
Si ricorda che il gruppo di documenti normativi per la certificazione della gestione forestale sostenibile (ITA 1000, ITA 1001-1 e ITA 1001-2), sono scaricabili nella sezione Documenti e norme del sito del PEFC Italia, al link:
http://www.pefc.it/download/documenti/10210_ITA1000.pdf
http://www.pefc.it/download/documenti/10210_ITA%201001_1.pdf
http://www.pefc.it/download/documenti/10210_ITA%201001_2.pdf
mercoledì 21 luglio 2010
I deputati europei votano per vietare il commercio di legname di provenienza illegale nell’UE
Il Parlamento europeo ha approvato il 7 luglio 2010, con 644 voti favorevoli, 25 contrari e 16 astensioni, la Proposta di Regolamento del Parlamento e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legname e prodotti del legno.
Il regolamento mira a combattere il commercio illegale del legno e dei prodotti derivati e prevede una serie di adempimenti da parte degli operatori (la “dovuta diligenza”, in inglese “due diligence”) per garantire l’identificazione del prodotto e la sua tracciabilità al fine di perseguire l’esclusione dal commercio di partite di legname di origine illegale o dubbia.
Il nuovo regolamento vieta quindi l’immissione nel mercato dell’Unione Europea di legname ottenuto illegalmente o di prodotti da esso derivati, impedendo che possano essere riutilizzati una volta che abbiano raggiunto il mercato europeo. Attualmente, secondo una relazione del Parlamento Europeo, si stima che almeno il 20% del legname e dei prodotti del legno commercializzati in Europa provengano da fonti illegali.
Il commercio illegale di legname è una delle cause principali di deforestazione a livello mondiale, rappresenta una minaccia alla competitività dell’industria legale del legno ed ostacola lo sviluppo sostenibile in molti Paesi extra europei. Inoltre, per taluni Paesi terzi in via di sviluppo rappresenta un forte pericolo per la salvaguardia dei principi di "good governance".
La normativa stabilisce che spetta agli Stati membri la responsabilità dell'applicazione delle sanzioni nei confronti degli operatori che violano le regole, definendone anche le linee guida per la loro imposizione: esse dovranno tener conto, per stabilirne l'entità, del danno ambientale, del valore del legname o dei prodotti del legno e delle perdite fiscali causate. Inoltre, i Paesi membri potranno anche sanzionare penalmente i commercianti disonesti. Infine, per assicurare la tracciabilità, ciascun operatore, nell’ambito della catena interna di approvvigionamento, dovrà dichiarare da chi ha comprato legname e a chi l'ha venduto, applicando la Due diligence.
Il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare il compromesso e - dopo il lavoro dei giuristi-linguisti - potrà essere adottato ad un prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente sotto la subentrante Presidenza belga. Le norme dovrebbero quindi entrare in vigore alla fine del 2012, per concedere agli operatori del settore il tempo necessario per conformarsi. Il PEFC Italia, che ha partecipato alle riunioni presso il CNEL sulla Due Diligence (collaborando alla definizione delle proposte italiane poi veicolate dal personale dell'Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato, delegato a intervenire alle riunioni del Consiglio) ha ricordato che la certificazione forestale rappresenta lo strumento ideale per fornire garanzia di legalità e sostenibilità dell’origine del legno e carta, configurandosi perfettamente come alternativa alla documentazione necessaria per dimostrare la “diligenza dovuta” da parte degli operatori del legno che acquistano partite di legname, sia dall’estero che da proprietari forestali italiani. Si ricorda infatti che il provvedimento riguarda tutte le attività legate all’immissione del legname nel mercato europeo, interessando anche l’abbattimento delle foreste europee e la successiva vendita del legname derivante.
Il testo della Proposta di Regolamento è reperibile al link:
www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=
-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2010-0268+0+DOC+XML+V0//IT ma si può anche scaricare nella sezione documenti del PEFC Italia al link:
www.pefc.it/download/documenti/16710_Legno%20Illegale_7luglio%202010.pdf
lunedì 28 giugno 2010
Consegnato il Tapiro Verde a Max Laudadio
Il giornalista di Varese News Daniele Pizzi ha consegnato a Max Laudadio il Tapiro Verde ideato da Sherwood. Nonostante le prese di posizione ufficiali di numerose istituzioni e migliaia di tecnici e ricercatori forestali, l’inviato di Striscia continua a definire “furibondi” i tagli del Monte Poncione e a criticare la legislazione forestale. Laudadio si “lancia” anche in incredibili proposte selvicolturali: 3 alberi piantati ogni 1 tagliato!... chiede inoltre a tutti noi se porteremmo i nostri figli a visitare un bosco tagliato. La nostra risposta è si, porteremmo certamente i nostri figli a visitare un ceduo, per spiegargli la selvicoltura e la cultura della gestione attiva e sostenibile del territorio... cosa che evidentemente non è chiara per chi vede in un normale taglio colturale la distruzione del bosco.
Guarda il video su www.rivistasherwood.it > QUI >> Consegnato il Tapiro Verde a Max Laudadio
martedì 15 giugno 2010
Gentile Redazione di Striscia la Notizia
Scriviamo nuovamente a riguardo del servizio andato in onda il giorno 14 Maggio scorso dal titolo “Boschi: tagli senza regole”, a cura del vostro inviato Max Laudadio.
A seguito del servizio citato, l’intero settore forestale, fatto di tecnici, ricercatori, docenti, studenti, operatori e associazioni, si è levato in una forte protesta contro la disinformazione da voi passata che, mettendo sullo stesso piano una normalissima utilizzazione di un bosco ceduo ad eventi disastrosi e catastrofici come le frane di Sarno e di Messina, ha portato grave danno, sicuramente nell’immagine ma non solo, a chi ogni giorno lavora per la gestione sostenibile delle foreste italiane.
Purtroppo non siamo stati ascoltati, non abbiamo ricevuto alcuna replica da Voi e Max Laudadio ha continuato, tramite altre emittenti, la sua personale battaglia a favore di una singola area (Il Monte Poncione), adiacente alla sua abitazione.
Infatti, oltre alla infondatezza delle informazioni passate dal servizio, la cosa più grave della questione è che il vostro inviato ha un interesse personale sulla cosa, che esula dalla prassi giornalistica e che mira ad un tornaconto privato, ovvero la “quiete” nell’intorno della sua abitazione, nei boschi che dovrebbero trasformarsi, secondo quanto dichiarato, in “un giardino”, non tenendo in considerazione la proprietà dei boschi stessi e le utilizzazioni forestali che legalmente un proprietario può decidere di effettuare, nel pieno rispetto delle norme e senza causare alcun danno.
Il vostro giornalista ha addirittura un contenzioso legale in atto sulla questione: non riusciamo a credere che una Redazione stimabile come la Vostra possa aver sottovalutato l’aspetto personale del servizio, che ha offeso e recato danno a migliaia di persone che, purtroppo, hanno poca voce in capitolo.
Poca voce forse, ma molta forza derivata dalla coesione di tutti gli attori del settore sulla questione. Con la presente segnaliamo che, oltre a migliaia di persone, anche istituzioni importanti si sono schierate contro quel servizio, ed hanno scritto denunciando la grave disinformazione passata.
Elenchiamo di seguito solo alcuni dei principali interventi a riguardo:
- Regione Lombardia, che attraverso il Dirigente al Settore Foreste e l’Assessore competente ha promosso un video per mostrare come le affermazioni del Servizio di Striscia siano errate: http://www.youtube.com/watch?v=Rtl8AJm6GQ4&feature=player_embedded#;
- FSC Italia, organismo di certificazione forestale riconosciuto a livello mondiale, appoggiato dalle principali associazioni ambientaliste tra cui Legambiente, Greenpeace e WWF: http://www.fsc-italia.it/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=2927
- PEFC Italia, organismo di certificazione forestale riconosciuto a livello mondiale: http://www.pefc.it/fotonews/news_home_dettaglio.asp?IDnews=699
- Legambiente Lombardia, che tramite il suo Presidente ha preso le distanze dal servizio: http://www.rivistasherwood.it/blog/479-tapiro-verde-a-striscia-la-notizia.html#comment-342
- SISEF - Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale, che tramite la Rivista Forest@ ha pubblicato un articolo in cui vengono prese le distanze dal servizio.
- UNAGA - Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura Alimentazione Ambiente Territorio Foreste Pesca Energie Rinnovabili che ha pubblicato un comunicato a riguardo:
http://www.unaganews.org/wordpress/l%E2%80%99unaga-%E2%80%9Cstriscia-sbagli-sul-taglio-dei-boschi%E2%80%9D.html
Inoltre segnaliamo che tramite il sito internet di Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi, centinaia di persone hanno scritto a riguardo attraverso il nostro Blog http://www.rivistasherwood.it/blog/479-tapiro-verde-a-striscia-la-notizia.html, che ha registrato oltre 9.000 accessi e 200 commenti arrivati in pochi giorni.
Molti altri Siti internet e Blog si sono occupati della questione, tutti in modo unanime denunciando la disinformazione e il conflitto d’interessi dell’inviato.
Su Facebook infine, in poche settimane, il gruppo “Quelli che vogliono le scuse di Striscia la Notizia” (creato a seguito del servizio) è arrivato a contare oltre 1.230 membri.
Non ci rassegniamo a subire in silenzio un attacco mediatico di questo tipo, tecnicamente scorretto e probabilmente aggravato dall’interesse personale e privato dell’inviato.
Chiediamo quindi un confronto con la Vostra Redazione, rendendoci disponibili per fornirvi tutte le indicazioni che vi occorreranno per un’eventuale rettifica del servizio.
L’intero settore forestale chiede le scuse da parte di chi ha non solo offeso, ma anche recato danno, a un comparto già in difficoltà che cerca di lavorare legalmente e in modo sostenibile per produrre la materia prima rinnovabile che tutti utilizziamo ogni giorno, ma di cui spesso ci si dimentica l’origine: il legno.
In attesa di una vostre gentile risposta, porgiamo cordiali saluti
La Redazione di Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi
a nome delle migliaia di persone che ogni giorno lavorano per la gestione sostenibile delle foreste.
martedì 8 giugno 2010
Feltrinelli stamperà solo su carta sostenibile
Feltrinelli ha deciso che stamperà soltanto su carta sostenibile.
La notizia è stata diffusa da un comunicato di Greenpeace che recentemente dal Salone Internazionale
del libro di Torino ha lanciato la classifica “Salvaforeste” per evidenziare il problema della difesa del patrimonio forestale indonesiano dal business della cellulosa.
È noto infatti che vaste aree di foresta vengono distrutte ogni anno per essere riconvertite in produzione di carta per il mercato internazionale.
Purtroppo gli editori italiani si riforniscono a volte proprio da quelle aziende come la APP, responsabili di una deforestazione incontrollata e dannosa per gli equilibri degli ecosistemi e per la tutela della biodiversità.
Greenpeace chiede alle imprese nazionali del settore editoriale un impegno per acquisti più eco-compatibili facendo riferimento alla certificazione Forest Stewardship Council. Il marchio FSC, Ong internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, garantisce prodotti derivanti da una gestione delle foreste secondo rigorosi criteri ambientali, sociali ed economici.
La direzione di Feltrinelli ha assicurato che utilizzerà per i propri libri esclusivamente carta certificata FSC, vincolo valido anche per le altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra).
venerdì 4 giugno 2010
Il taglio dei boschi: un servizio di “Striscia la notizia” accende la polemica sulla deforestazione
Giovedì 03 Giugno 2010
Scritto da Lisa Vagnozzi su http://www.greenme.it
Un servizio televisivo di “Striscia la notizia” ha recentemente innescato una vera e propria polemica sullo stato dei boschi italiani, sulla loro tutela, sul loro sfruttamento e sul ruolo giocato della deforestazione selvaggia nell’alterazione degli equilibri idrogeologici del territorio. Ma procediamo con ordine. Lo scorso 14 maggio 2010, il popolare tg satirico di Canale 5 ha mandato in onda un servizio di Max Laudadio interamente dedicato allo sfruttamento indiscriminato dei boschi.
Il servizio “incriminato” inizia in un bosco lombardo, nella provincia di Varese, con inquadrature che passano da alberi verdi ad evidenti residui di tagli, accompagnate da confronti, commenti e osservazioni sul tema della scarsa tutela del nostro patrimonio boschivo. Nella ricostruzione dei fatti offerta dal servizio, lo sfruttamento indiscriminato dei boschi sarebbe dovuto all’assenza di una legislazione nazionale: attualmente, infatti, ogni decisione e ogni azione riguardo al patrimonio forestale e boschivo è demandata alle singole regioni. Il giornalista menziona e oppone il “buon esempio” offerto dal Trentino al “cattivo esempio” offerto dalla Lombardia. Nelle fasi successive del servizio, Laudadio intervista sul tema della deforestazione un rappresentante dell’associazione ecologista Fare Ambiente, un esponente di Legambiente e lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.
L’eco-denuncia di Laudadio ha scatenato una serie di reazioni piuttosto forti da parte di associazioni ed esperti, con tanto di attribuzione di un simbolico ma significativo Tapiro Verde al giornalista, alla redazione di “Striscia la notizia” e al Ministro Prestigiacomo da parte della rivista forestale tecnico-scientifica Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi. Oltre a Sherwood, forti critiche ai contenuti del servizio sono venute anche da PEFC Italia, dal Gruppo FSC-Italia e dall’UNAGA - Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura.
L’accusa principale che è stata mossa al servizio di Laudadio è di aver veicolato con leggerezza e superficialità informazioni erronee e dati approssimativi, capaci di suscitare nel pubblico dei telespettatori (circa 6 o 7 milioni di persone) pregiudizi riguardo alla filiera produttiva del bosco e allarmi infondati.
In particolare, le organizzazioni menzionate fanno notare come i due boschi messi a confronto nella prima parte del servizio siano in realtà due cedui di castagno tagliati nello stesso modo ma in periodi diversi: il bosco rigoglioso utilizzato come termine di paragone per condannare la deforestazione selvaggia altro non è che un ceduo già ricresciuto. Il punto che agli esperti del settore preme sottolineare è che in selvicoltura il taglio di parte del bosco non coincide con la sua fine o con la sua distruzione: al contrario, gli alberi vengono di fatto coltivati, facendo in modo che quelli tagliati vengano sostituiti da nuovi germogli.
Gli esperti e le organizzazioni sottolineano il danno di immagine che il servizio di “Striscia” ha arrecato alla filiera produttiva del bosco. L’utilizzo del legno dei boschi non implica “sfruttamento” e “disboscamento”, ma contempla una gestione sostenibile delle risorse forestali. La produzione del legname, se portata avanti seguendo le regole esistenti, può alimentare un'economia legata al territorio e contribuire all’approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile: il legno prodotto dal taglio sostenibile dei boschi è infatti una materia prima a basso impatto ambientale e rappresenta una valida fonte energetica, in grado di sostituire i derivati del petrolio.
Per quanto riguarda le regioni menzionate, le organizzazioni ne difendono l’operato, “scagionando” la Lombardia dalle accuse formulate nel servizio: in Lombardia, infatti, così come in Trentino e in molte altre regioni italiane, esiste una normativa che tutela le foreste, regolandone i prelievi in modo sostenibile.
Infine, le organizzazione e gli esperti intervenuti nella polemica precisano che in Italia è in atto già da alcuni decenni un processo di riforestazione naturale: l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio del 2005 ha registrato una superficie forestale nazionale di circa 10 milioni di ettari, il doppio di quella registrata nel 1950. Ma, cosa piuttosto grave, nel servizio “incriminato” sia il giornalista che il Ministro dimostrano di ignorare completamente l’esistenza di inventari del patrimonio forestale italiano: sia dell’Inventario Forestale Nazionale del 1985 che del già menzionato Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio, realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, con il Corpo Forestale dello Stato e con le Amministrazioni locali.
Lisa Vagnozzi
lunedì 17 maggio 2010
Tapiro Verde a Striscia la Notizia
La Rivista forestale tecnico-scientifica “Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi” , distribuita a livello nazionale, consegna simbolicamente, facendosi portavoce dei numerosi lettori che hanno inviato segnalazioni, un “Tapiro Verde” al giornalista Max Laudadio, alla Redazione di “Striscia la Notizia” e al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per il servizio andato in onda Venerdì 14 Maggio, in cui è stato presentato in modo superficiale e strumentale il taglio di un bosco ceduo in Lombardia. Nel servizio vengono date numerose informazioni errate dal punto di vista ecologico, tecnico e normativo.
Quello di presentare come “uno scempio” una normale utilizzazione forestale in un bosco ceduo, realizzata in modo corretto e rispettoso della normativa vigente, è stato un errore grossolano da parte della Redazione di “Striscia la Notizia” che fa capo a Max Ludadio, peraltro non in linea, in questo caso, con le consuetudini giornalistiche della trasmissione, che ci ha abituati negli anni a offrire scoop basati su fatti reali, provati e discussi con la controparte.
In particolare, prima della preparazione del servizio e come da normale prassi giornalistica, la Redazione non ha verificato delle informazioni di base essenziali per poter parlare di gestione forestale ad un pubblico vasto:
- Il “bellissimo” bosco in cui Max Laudadio si presenta all’inizio del servizio non è in realtà diverso dalla parte di bosco mostrata successivamente e definita “uno scempio”: sono entrambi cedui di castagno, tagliati allo stesso modo ma in periodi diversi. Semplicemente il bosco definito “bellissimo” è ricresciuto, come ricrescerà quello appena tagliato;
- non è stato verificato il reale funzionamento del governo a ceduo: non è assolutamente vero, infatti, che nella parte utilizzata “il bosco non c’è più”. Il bosco rimane bosco, ricrescerà proprio dalle ceppaie tagliate;
- non è stato verificato il motivo per cui la normativa prevede, per i cedui di castagno, il rilascio di 50 piante ad ettaro, ovvero per garantire l’afflusso di luce necessario alla ricrescita di nuovi alberi in tempi brevi dalle ceppaie tagliate: troppe piante rilasciate significano meno luce e quindi meno possibilità di ricrescita del bosco;
- non è stata verificata correttamente la legislazione vigente: in Lombardia, al contrario di quanto affermato, esiste una normativa che tutela le foreste regolandone i prelievi in modo sostenibile, al pari del citato Trentino e di altre numerose Regioni italiane;
- non è stata verificata correttamente la gravissima informazione data a riguardo delle frane scaturite dopo il taglio dei boschi. E’ proprio la mancanza di presidio attivo da parte di boscaioli e agricoltori di montagna che può infatti minare la stabilità dei versanti. L’abbandono, specie da parte dei giovani, è proprio dovuto a questo lavoro faticoso, difficile e pericoloso, poco retribuito e malvisto dai cosiddetti “ambientalisti della prima ora”, che però garantisce presidio, cura e non ultimo produzione di materie prime e fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale, come il legno;
Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha anch’esso riferito informazioni non corrette, gravi e penalizzanti per l’intero settore forestale, dapprima ringraziando Striscia per “l’ennesimo scoop in campo ambientale” senza aver evidentemente approfondito la questione, poi per aver associato nuovamente l’utilizzazione forestale a disastrosi eventi di dissesto, e infine per l’affermazione: “sembra assurdo ma non esiste uno strumento per capire quanti alberi ci sono nel nostro Paese”. L’inventariazione delle risorse forestali è attiva da decenni in Italia, sia a livello centrale che regionale. L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio è stato completato nel 2005 ed è prevista una revisione per il 2012.
Grazie a questo strumento si evince che i boschi, in Italia, sono raddoppiati rispetto agli anni ’50, triplicati rispetto al primo dopoguerra, il tutto grazie a quella gestione forestale che il servizio di Striscia ha frettolosamente definito “uno scempio”.
Invitiamo “Striscia la Notizia” a rettificare il servizio andato in onda, coinvolgendo le autorità nazionali e regionali competenti, i ricercatori, i docenti, i liberi professionisti e le imprese boschive, scusandosi con un intero settore che ogni giorno lavora per la gestione sostenibile, in equilibrio tra economia ed ecologia, di questa risorsa preziosa per tutti. Questo anche per scongiurare un immotivato proliferarsi di denunce (suggerite da uno degli ambientalisti coinvolti) a danno dei privati che lecitamente lavorano in bosco, che porterebbe ad un inutile dispendio di risorse pubbliche per il coinvolgimento dei servizi di controllo.
La Redazione di Sherwood, proprio per il servizio cui è portata a compiere, rimane disponibile per fornire tutte le informazioni necessarie per una rettifica del servizio.
Disinformazione forestale a Striscia la notizia
Quello che è accaduto è pura DISINFORMAZIONE. Viene fatto passare un normale taglio di ceduo di castagno come un grave danno ambientale, una grave violazione di legge (sic!) e i boscaioli per banditi!
Sarebbe bene che l'Antonio Nicoletti del filmato si informasse prima di sparare cazzate, magari dal suo amico Antonio Morabito che, facendo parte del Comitato esecutivo FSC, forse gli può spiegare qualcosa sulla Gestione Forestale Sostenibile.
Non parliamo poi del Ministro, che evidentemente non sapeva di cosa stava parlando ed ha avvallato una cazzata!
E tutti questi campano su chi lavora!
Pubblichiamo condividendo pienamente:
sabato 15 maggio 2010 da www.foresteinforma.it
GUARDA IL VIDEO ANDATO IN ONDA
Lettera inviata a:
Al Ministro dell'Ambiente
p.c. Alla Direzione Generale MIPAAF
p.c. Alla Direzione Generale CFS
p.c. Alla redazione di "Striscia la notizia"
Venerdì sera 14 maggio durante la trasmissione "Striscia la notizia" è andato in onda un servizio sui tagli boschivi in Lombardia, nel quale si è voluto "vendere" al pubblico una regolare ceduazione autorizzata dalla legge (taglio periodico con rinnovazione vegetativa naturale del bosco) per un taglio illegale con effetti ambientali disastrosi. Oltre all'inconsistenza ed alla pretestuosità dei commenti del conduttore e dei due intervistati appartenenti ad associazioni ambientaliste (sarebbe stato opportuno intervistare anche chi aveva autorizzato il taglio) sono risultate molto gravi le affermazioni del ministro Prestigiacomo che ha dato risposte assolutamente inadeguate e non corrette, ignorando che la ceduazione dei boschi si esegue da secoli nei nostri boschi e senza particolari problemi. A tale proposito si ricorda che nel documento "Criteri e buone pratiche di gestione forestale" redatto dalla Task Force Foreste del MIIPAF nel 2009 e sottoscritto anche dal MATTM è riportato che "...i boschi cedui rappresentano un’opportunità se correttamente gestite ed indirizzate.
Infatti, una corretta gestione selvicolturale potrebbe consentire di contribuire al mantenimento o miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, oltre che una risorsa economica ed energetica importante per le aree rurali e in particolare per la montagna".
In secondo luogo il Ministro dovrebbe essere informato che i colleghi del MIPAAF ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato hanno già realizzato il secondo Inventario Forestale Nazionale (il primo nel 1985 ed il secondo nel 2005, i cui dati sono disponibili on line) e che attestano che in Italia i boschi costituiscono oltre il 30% della superficie totale (un dato 3 volte superiore a quello di un secolo fa).
Ciò che è avvenuto venerdì sera evidenzia, ancora una volta, un'assoluta mancanza di controllo nell'informazione che giunge a milioni di persone, ma soprattutto una superficialità da parte della massima autorità in campo ambientale, che nel caso specifico ha addirittura ringraziato il conduttore per aver segnalato un caso di abuso ambientale e, senza premura di verificare con i propri tecnici la fondatezza delle accuse esplicitate, ha fornito risposte che avrebbe potuto dare un qualunque cittadino poco informato.
Questo è un duro colpo per tutti coloro (ricercatori, tecnici del ministero e delle regioni, professionisti e operatori del settore) che da tempo si dedicano con passione e dedizione a studiare, divulgare ed applicare i principi ed i metodi della gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali, la quale, se adeguatamente diffusa garantirebbe contemporaneamente conservazione ed uso delle risorse, con benefici per le generazioni attuali e future. Solo così sarà possibile ridurre la pressione sulle foreste dei paesi in via di sviluppo dove ancora la deforestazione è davvero perpetrata a causa della forte importazione, anche illegale, di legname da parte di molti paesi occidentali fra cui l'Italia.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti
Carlo Urbinati e Giorgio Iorio
Docenti del settore forestale dell'Università Politecnica delle Marche
Il gruppo d'informazione FORESTEINFORMA (www.foresteinforma.it)