mercoledì 21 luglio 2010

I deputati europei votano per vietare il commercio di legname di provenienza illegale nell’UE

003793 Il Parlamento europeo ha approvato il 7 luglio 2010, con 644 voti favorevoli, 25 contrari e 16 astensioni, la Proposta di Regolamento  del Parlamento e del Consiglio che stabilisce gli obblighi degli operatori che commercializzano legname e prodotti del legno.
Il regolamento mira a combattere il commercio illegale del legno e dei prodotti derivati e prevede una serie di adempimenti da parte degli operatori (la “dovuta diligenza”, in inglese “due diligence”) per garantire l’identificazione del prodotto e la sua tracciabilità al fine di perseguire l’esclusione dal commercio di partite di legname di origine illegale o dubbia.
Il nuovo regolamento vieta quindi l’immissione nel mercato dell’Unione Europea di legname ottenuto illegalmente o di prodotti da esso derivati, impedendo che possano essere riutilizzati una volta che abbiano raggiunto il mercato europeo. Attualmente, secondo una relazione del Parlamento Europeo, si stima che almeno il 20% del legname e dei prodotti del legno commercializzati in Europa provengano da fonti illegali.
Il commercio illegale di legname è una delle cause principali di deforestazione a livello mondiale, rappresenta una minaccia alla competitività dell’industria legale del legno ed ostacola lo sviluppo sostenibile in molti Paesi extra europei. Inoltre, per taluni Paesi terzi in via di sviluppo rappresenta un forte pericolo per la salvaguardia dei principi di "good governance".
La normativa stabilisce che spetta agli Stati membri la responsabilità dell'applicazione delle sanzioni nei confronti degli operatori che violano le regole, definendone anche le linee guida per la loro imposizione: esse dovranno tener conto, per stabilirne l'entità, del danno ambientale, del valore del legname o dei prodotti del legno e delle perdite fiscali causate. Inoltre, i Paesi membri potranno anche sanzionare penalmente i commercianti disonesti. Infine, per assicurare la tracciabilità, ciascun operatore, nell’ambito della catena interna di approvvigionamento, dovrà dichiarare da chi ha comprato legname e a chi l'ha venduto, applicando la Due diligence.
Il Parlamento Europeo sarà chiamato a ratificare il compromesso e - dopo il lavoro dei giuristi-linguisti - potrà essere adottato ad un prossimo Consiglio dei Ministri, probabilmente sotto la subentrante Presidenza belga. Le norme dovrebbero quindi entrare in vigore alla fine del 2012, per concedere agli operatori del settore il tempo necessario per conformarsi. Il PEFC Italia, che ha partecipato alle riunioni presso il CNEL sulla Due Diligence (collaborando alla definizione delle proposte italiane poi veicolate dal personale dell'Ispettorato Generale del Corpo Forestale dello Stato, delegato a intervenire alle riunioni del Consiglio) ha ricordato che la certificazione forestale rappresenta lo strumento ideale per fornire garanzia di legalità e sostenibilità dell’origine del legno e carta, configurandosi perfettamente come alternativa alla documentazione necessaria per dimostrare la “diligenza dovuta” da parte degli operatori del legno che acquistano partite di legname, sia dall’estero che da proprietari forestali italiani. Si ricorda infatti che il provvedimento riguarda tutte le attività legate all’immissione del legname nel mercato europeo, interessando anche l’abbattimento delle foreste europee e la successiva vendita del legname derivante.
Il testo della Proposta di Regolamento è reperibile al link:
www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=
-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2010-0268+0+DOC+XML+V0//IT ma si può anche scaricare nella sezione documenti del PEFC Italia al link:
www.pefc.it/download/documenti/16710_Legno%20Illegale_7luglio%202010.pdf

Nuovi prodotti in Fiera... vieni a farti un giro!

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La Fiera Forestale Virtuale è il nuovo servizio di Rivistasherwood.it che dà la possibilità alle ditte produttrici e rivenditrici di macchine e attrezzature forestali di esporre i propri prodotti e presentare le proprie novità.


Scopri la Fiera Forestale Virtuale attraverso i video di presentazione >>>

Convocato il Comitato Nazionale di Settore Forestazione e Multifunzionalità di FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE

anim1 Ospiti del Consorzio Toscano Forestale (LU), in particolare del Presidente Luciano Mazzoni, è convocato dal presidente Gasper Rino Talucci per il giorno 23 luglio 2010 alle ore 15,00 presso la sede della Coop.va Frantoio Sociale La Visona - Loc. Pieve di Compito - CAPANNORI (LU) il Comitato Nazionale di Settore Forestazione e Multifunzionalità di FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE per discutere e deliberare sui seguenti punti all’ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente;
2. Politica Agricola Comunitaria dopo il 2013;
3. Libro verde sulle foreste della Commissione Europea: documento della cooperazione;
4. Aggiornamento attuazione P.S.R.;
5. Organizzazione Assemblea Settore Forestazione e Multifunzionalità;
6. Problematiche di settore;
7. Aggiornamento rinnovo CCNL operai forestali;
8. Varie ed eventuali.
Come da prassi, collegata alla riunione del Comitato, nella intenzione di favorire la conoscenza di esperienze positive di cooperative operanti sul territorio, è prevista, nella mattinata del 24 luglio, una visita ai cantieri forestali e alle altre attività del Consorzio Forestale Toscano .

lunedì 12 luglio 2010

Guida pratica per sostenere le foreste nella cooperazione allo sviluppo

Le foreste contribuiscono al sostentamento di oltre 1,6 miliardi di persone. Le foreste e l'industria dei prodotti forestali sono una fonte di crescita economica e dell'occupazione, con un valore globale dei prodotti forestali oggetto di scambi internazionali che raggiunge i 270 miliardi dollari, dei quali i paesi in via di sviluppo rappresentano il 20 per cento e più. A livello mondiale, forniscono occupazione alle industrie forestali (sia formali che informali) per circa 50 milioni di persone.

La pubblicazione è divisa in due parti. La prima parte contiene un'introduzione al libro più sette capitoli che coprono argomenti associati al miglioramento del contributo delle foreste alla riduzione della povertà, coinvolgendo il settore privato, incontrando la crescente domanda di prodotti forestali; l'ottimizzazione delle funzioni delle foreste a livello del paesaggio, una migliore gestione delle foreste, l'integrazione delle foreste nel dialogo macroeconomico ed il monitoraggio delle attività del settore forestale. La seconda parte fornisce orientamenti per l'attuazione dei programmi di salvaguardia delle foreste da parte della Banca mondiale.

La pubblicazione è in lingua inglese.

Download della guida:

http://siteresources.worldbank.org/EXTFORSOUBOOK/Resources/completeforestsourcebookapril2008.pdf.

Cooperazione nell'economia forestale svizzera

Negli ultimi anni, sul mercato svizzero del legno la domanda e i prezzi sono sensibilmente aumentati con un conseguente sostanziale miglioramento della situazione economica delle aziende forestali, le quali, tuttavia, nel loro complesso continuano a far registrare delle perdite. Queste perdite complessive si registrano nonostante i contributi che gli enti pubblici hanno versato alle aziende forestali come indennizzo per le prestazioni fornite in alcuni settori nell'interesse della collettività. Finora queste perdite sono state sopportate dai proprietari di bosco, che nei due terzi dei casi sono costituiti da enti pubblici.
La maggior parte delle perdite subite dalle aziende forestali svizzere può essere spiegata soprattutto con problemi strutturali. In Svizzera, la dimensione media dei boschi pubblici ha una superficie pari a 238 ha, mentre l’estensione dei boschi privati è pari a 1,44 ha. Sono superfici troppo piccole e con spese fisse troppo elevate per assicurare una gestione efficiente in termini di costi. Proprio per le loro dimensioni modeste, le aziende hanno spesso difficoltà anche a commercializzare in modo professionale le loro quantità limitate di legname.

Leggi il resto su:

http://www.waldwissen.net/themen/betriebsfuehrung/zusammenschluesse/wsl_kooperationen_IT.

venerdì 2 luglio 2010

RICERCA TECNICI FORESTALI

ForestAbruzzo comunica che ricerca TECNICI FORESTALI per collaborare alla PROGETTAZIONE e relativa MARTELLATA di TAGLI  di lotti boschivi, i primi due lotti rispettivamente in comune di RIVISONDOLI e ROCCA PIA (AQ) (Consorzio Forestale Alto Sangro) un altro in comune di ROCCA DI BOTTE (AQ) (Consorzio Forestale Marsica Occidentale) ed infine in comune di PETTORANO (AQ) (Consorzio Forestale Alto Gizio).

Le attività sono da realizzarsi nel corso del corrente 2010.

Per informazioni rivolgersi al Dott. For. Franco Compagnoni (Tel. 085 4972302348 8750097) (E-mail: compagnoni.franco@gmail.com ).

lunedì 28 giugno 2010

Consegnato il Tapiro Verde a Max Laudadio

Consegnato il Tapiro Verde a Max
 LaudadioIl giornalista di Varese News Daniele Pizzi ha consegnato a Max Laudadio il Tapiro Verde ideato da Sherwood. Nonostante le prese di posizione ufficiali di numerose istituzioni e migliaia di tecnici e ricercatori forestali, l’inviato di Striscia continua a definire “furibondi” i tagli del Monte Poncione e a criticare la legislazione forestale. Laudadio si “lancia” anche in incredibili proposte selvicolturali: 3 alberi piantati ogni 1 tagliato!... chiede inoltre a tutti noi se porteremmo i nostri figli a visitare un bosco tagliato. La nostra risposta è si, porteremmo certamente i nostri figli a visitare un ceduo, per spiegargli la selvicoltura e la cultura della gestione attiva e sostenibile del territorio... cosa che evidentemente non è chiara per chi vede in un normale taglio colturale la distruzione del bosco.

Guarda il video su www.rivistasherwood.it > QUI >> Consegnato il Tapiro Verde a Max Laudadio

martedì 22 giugno 2010

Consoliamoci, all'Unione europea dovremo restituire solo 500 milioni di euro

europa%2019_04 Tra riunioni, correzioni e smentite si avvicina la fatidica data del 31 dicembre. Ora spunta l'ipotesi di una scorciatoia per facilitare e accelerare il pagamento delle misure agroambientali

Non si placano le polemiche sul mancato utilizzo dei fondi comunitari esi moltiplicano le riunioni per cercare di sventare il peggio, ovvero la restituzione dei fondi all'Unione europea.
Il Presidente Agea, Dario Fruscio, intanto ha voluto rassicurare. L'Italia non dovrebbe restituire 1,1 miliardi di euro ma "solo" 500 milioni.
Gli altri fondi verrebbero comunque persi dal settore primario perché rappresentano la parte di cofinanziamento di Stato e Regioni.
Un danno tanto ingente che, per scongiurare questa eventualità, non è esclusa alcuna ipotesi.
Negli ultimi giorni si sono tenute diverse riunioni ma il giudizio sui risultati ottenibili non sono unanimi.
Partiamo dalla proposta sottoposta dal Presidente Agea Fruscio agli assessori regionali all'agricoltura.
Agea vorrebbe attivare una apposita procedura, semplificata per il pagamento di tutte le domande agroambientali entro il 15 ottobre.
Allo scopo Agea metterebbe tutti i suoi tecnici a lavorare proprio sull'Asse II dei Piani di Sviluppo Rurale, garantendo l'erogazione di 700 milioni di euro in pochi mesi.
La proposta non ha tuttavia convinto tutti, non soltanto perché così verrebbero slittati i pagamenti delle misure d'investimento (Asse I), soldi che sono certo utili alle aziende che più hanno scommesso sull'innovazione, ma anche perché le Regioni virtuose, ovvero quelle in ordine con l'attuazione dei PSR, sarebbero quelle maggiormente penalizzate.
L'Agea conta comunque di recuperare l'inattività sull'Asse II a partire dalla metà di ottobre, avviando le istruttorie per la spesa degli altri 400 milioni di euro per arrivare così al 31 dicembre 2010 avendo nulla da restituire alla Ue.
Dagli incontri tenuti, invece, l'assessore all'agricoltura del Lazio, Francesco Battistoni vede "ottimi risultati". "Cominciamo ad uscire dalla stasi che il Piano di Sviluppo Rurale ha vissuto fino a questo momento - ha affermato Battistoni - e finalmente saremo in grado di far arrivare sul territorio le risorse necessarie allo sviluppo della nostra agricoltura. "Infatti - ha sottolineato l'assessore regionale - considerando i fondi nazionali e quelli gia' spesi dall'amministrazione regionale, il Lazio dovra' spendere entro l'anno corrente 17 milioni di euro anziche' i 63 milioni iniziali, fondi che confidiamo di far arrivare alle aziende gia' nel mese di ottobre."
I dubbi di tutti sono però in questo momento concentrati sull'affidabilità dei sistemi informatici di Agea.
Oggi infatti le domande presenti in Agea sarebbero solo il 30 per cento di quelle relative alla domanda unica Pac (circa un milione) e del Psr (circa 400mila). Domande la cui presentazione è scaduta già il 15 maggio scorso. Questo in parte anche a causa dell’introduzione di un nuovo fascicolo aziendale che ha creato problemi tecnici, non nuovi all'organismo pagatore nazionale.

di Graziano Alderighi da www.teatronaturale.it

martedì 15 giugno 2010

Gentile Redazione di Striscia la Notizia

Gentile Redazione di Striscia la NotiziaScriviamo nuovamente a riguardo del servizio andato in onda il giorno 14 Maggio scorso dal titolo “Boschi: tagli senza regole”, a cura del vostro inviato Max Laudadio.

A seguito del servizio citato, l’intero settore forestale, fatto di tecnici, ricercatori, docenti, studenti, operatori e associazioni, si è levato in una forte protesta contro la disinformazione da voi passata che, mettendo sullo stesso piano una normalissima utilizzazione di un bosco ceduo ad eventi disastrosi e catastrofici come le frane di Sarno e di Messina, ha portato grave danno, sicuramente nell’immagine ma non solo, a chi ogni giorno lavora per la gestione sostenibile delle foreste italiane.

Purtroppo non siamo stati ascoltati, non abbiamo ricevuto alcuna replica da Voi e Max Laudadio ha continuato, tramite altre emittenti, la sua personale battaglia a favore di una singola area (Il Monte Poncione), adiacente alla sua abitazione.

Infatti, oltre alla infondatezza delle informazioni passate dal servizio, la cosa più grave della questione è che il vostro inviato ha un interesse personale sulla cosa, che esula dalla prassi giornalistica e che mira ad un tornaconto privato, ovvero la “quiete” nell’intorno della sua abitazione, nei boschi che dovrebbero trasformarsi, secondo quanto dichiarato, in “un giardino”, non tenendo in considerazione la proprietà dei boschi stessi e le utilizzazioni forestali che legalmente un proprietario può decidere di effettuare, nel pieno rispetto delle norme e senza causare alcun danno.

Il vostro giornalista ha addirittura un contenzioso legale in atto sulla questione: non riusciamo a credere che una Redazione stimabile come la Vostra possa aver sottovalutato l’aspetto personale del servizio, che ha offeso e recato danno a migliaia di persone che, purtroppo, hanno poca voce in capitolo.

Poca voce forse, ma molta forza derivata dalla coesione di tutti gli attori del settore sulla questione. Con la presente segnaliamo che, oltre a migliaia di persone, anche istituzioni importanti si sono schierate contro quel servizio, ed hanno scritto denunciando la grave disinformazione passata.

Elenchiamo di seguito solo alcuni dei principali interventi a riguardo:

Inoltre segnaliamo che tramite il sito internet di Sherwood – Foreste ed Alberi Oggi, centinaia di persone hanno scritto a riguardo attraverso il nostro Blog http://www.rivistasherwood.it/blog/479-tapiro-verde-a-striscia-la-notizia.html, che ha registrato oltre 9.000 accessi e 200 commenti arrivati in pochi giorni.

Molti altri Siti internet e Blog si sono occupati della questione, tutti in modo unanime denunciando la disinformazione e il conflitto d’interessi dell’inviato.

Su Facebook infine, in poche settimane, il gruppo “Quelli che vogliono le scuse di Striscia la Notizia” (creato a seguito del servizio) è arrivato a contare oltre 1.230 membri.

Non ci rassegniamo a subire in silenzio un attacco mediatico di questo tipo, tecnicamente scorretto e probabilmente aggravato dall’interesse personale e privato dell’inviato.

Chiediamo quindi un confronto con la Vostra Redazione, rendendoci disponibili per fornirvi tutte le indicazioni che vi occorreranno per un’eventuale rettifica del servizio.

L’intero settore forestale chiede le scuse da parte di chi ha non solo offeso, ma anche recato danno, a un comparto già in difficoltà che cerca di lavorare legalmente e in modo sostenibile per produrre la materia prima rinnovabile che tutti utilizziamo ogni giorno, ma di cui spesso ci si dimentica l’origine: il legno.

In attesa di una vostre gentile risposta, porgiamo cordiali saluti

La Redazione di Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi

a nome delle migliaia di persone che ogni giorno lavorano per la gestione sostenibile delle foreste.

da: www.rivistasherwood.it

sabato 12 giugno 2010

Boschi di Lombardia, risposta a Striscia la notizia

Cattedrale del verde sull'Arera: ora si piantano le «colonne»

Dopo due anni di attesa si inizia a costruire la «cattedrale verde» voluta dal Parco delle Orobie: sarà alta da otto a 15 metri, lunga 29 e larga 24, per 650 metri quadrati di superficie, cinque navate e 42 colonne. Ideata dall'artista lodigiano Giuliano Mauri (morto nel 2009), sorgerà in località Grumello, a circa 1.200 metri di quota, sulla strada che dalla Plassa porta alle pendici del monte Arera, a Oltre il Colle. La struttura in legno di sostegno con le prime piante, dovrebbe essere pronta entro fine agosto. Da poco, infatti, il Parco delle Orobie, ha affidato l'incarico dei lavori ai tre Consorzi forestali bergamaschi, quello dell'alta Valle Brembana e i due della Valle Seriana.

La «cattedrale verde sarà un'opera d'arte, realizzata con alberi e rami, che assumerà, appunto, la forma di una cattedrale, a cinque campate. «Un connubio di arte, natura e spiritualità – spiega il presidente del Parco delle Orobie Franco Grassi – voluto per valorizzare il monte Arera, attraveso l'arte dei roccoli».
«Tempo tre mesi e si potrà vedere la struttura in legno, di per sé già bellissima – continua Grassi – con le prime piante, carpini e altri alberi autoctoni, alti circa due metri. Poi la "cattedrale", con i suoi intrecci di rami, crescerà di anno in anno, assumendo colori diversi a seconda delle stagioni». Un percorso, quello della «cattedrale», iniziato, peraltro, due anni fa: era il luglio 2008 e, in località Plassa, veniva realizzato e inaugurato in grande stile il portone d'ingresso della struttura.


L'artista aveva già fatto alcuni sopralluoghi e aveva in mete cosa realizzare: quelle idee ora verranno portate avanti dal figlio». Mauri, scomparso nel maggio 2009, divenne famoso proprio per le sue architetture naturali, realizzate con rami e tronchi di legno. Tra le sue opere più famose un'altra «cattedrale verde», quella realizzata a Borgo Valsugana nel 2001, in Val di Sella (Trento) per la manifestazione di arte contemporanea «Artesella».

martedì 8 giugno 2010

Feltrinelli stamperà solo su carta sostenibile

feltrinelli carta sostenibile

Feltrinelli ha deciso che stamperà soltanto su carta sostenibile.

La notizia è stata diffusa da un comunicato di Greenpeace che recentemente dal Salone Internazionale
del libro di Torino ha lanciato la classifica “Salvaforeste” per evidenziare il problema della difesa del patrimonio forestale indonesiano dal business della cellulosa.

È noto infatti che vaste aree di foresta vengono distrutte ogni anno per essere riconvertite in produzione di carta per il mercato internazionale.

Purtroppo gli editori italiani si riforniscono a volte proprio da quelle aziende come la APP, responsabili di una deforestazione incontrollata e dannosa per gli equilibri degli ecosistemi e per la tutela della biodiversità.

Greenpeace chiede alle imprese nazionali del settore editoriale un impegno per acquisti più eco-compatibili facendo riferimento alla certificazione Forest Stewardship Council. Il marchio FSC, Ong internazionale, indipendente e senza scopo di lucro, garantisce prodotti derivanti da una gestione delle foreste secondo rigorosi criteri ambientali, sociali ed economici.

La direzione di Feltrinelli ha assicurato che utilizzerà per i propri libri esclusivamente carta certificata FSC, vincolo valido anche per le altre case editrici del gruppo (Apogeo, Kowalski e Urra).

lunedì 7 giugno 2010

Firmato l’accordo tra Cispel, Anca-Legacoop e Fedagri per i servizi ambientali e la qualificazione dei servizi pubblici

L’assessore Bramerini: «Se l'ambiente è fonte di lavoro come in questo caso, la Regione non può che approvare e guardare con favore sinergie simili. Oggi più che mai economia e politiche ambientali sono un binomio inscindibile»

«Favorire lo scambio di esperienze e la collaborazione soprattutto in materia di tenuta del verde, recupero ambientale, difesa del suolo, ma anche per stabilire sinergie in materia di protezione civile, servizi ambientali e qualificazione dei servizi pubblici». E', questa dichiarazione congiunta, la ratio fondamentale dell'accordo siglato stamani nel capoluogo toscano dal presidente di Cispel-Confeservizi Alfredo de Girolamo insieme al presidente di Anca-Legacoop Toscana Roberto Negrini e Carlo Salvadori, presidente della sezione regionale di Fedagri-Confcooperative.

Il protocollo, si legge in un comunicato, è finalizzato a «creare una collaborazione tra le cooperative agricolo-forestali della Toscana e le aziende che erogano servizi pubblici, quali l'igiene urbana, il servizio idrico, il gas, il trasporto»: sono quindi previsti «lo scambio di dati per promuovere le conoscenze delle caratteristiche della cooperazione agroforestale e delle opportunità offerte dalla legislazione nazionale e regionale per l'affidamento di lavori e servizi», tra cui vanno citate «la manutenzione ordinaria delle reti idrogeologiche, delle sorgenti, di interventi relativi alla manutenzione sul territorio del sistema idrico e fognario, delle manutenzioni necessarie al territorio e al verde pubblico».

Secondo quanto successivamente dichiarato da Negrini e Salvadori, con l'accordo di oggi «si concretizza il progetto di orientare il lavoro agricolo anche alla produzione di servizi ambientali, in una moderna concezione di agricoltura»: in realtà, più che di "orientare il lavoro agricolo verso la produzione di servizi ambientali" apparirebbe più adatto parlare di "riconoscimento" di una funzione che - sia per quanto riguarda il comparto selvicolturale/forestale (si pensi in primo luogo al contributo dato dalle foreste alla regimazione idrica e alla stabilità idrogeologica dei versanti) sia per quello agricolo (ad esempio in termini di conservazione del paesaggio toscano) - è già in atto e richiede soprattutto di essere appunto riconosciuta e valorizzata.

E agire in sinergia con le aziende di servizi è sicuramente un modo di valorizzare il "guadagno" ambientale e paesaggistico (oltre che economico, anche in riferimento al costo dei servizi pubblici e delle attività di protezione civile) associato ad una buona gestione del patrimonio agricolo e forestale.

In questo senso, de Girolamo ha sostenuto che l'intesa di oggi «potrà contribuire a qualificare ulteriormente i servizi ai cittadini ma anche a valorizzare le realtà occupazionali del territorio e a premiare l'impegno del mondo agricolo forestale nella promozione della cura dell'ambiente». Sulle ricadute occupazionali si è soffermata anche l'assessore regionale all'Ambiente Anna Rita Bramerini, che ha sostenuto che «se l'ambiente è fonte di lavoro come in questo caso, la Regione non può che approvare e guardare con favore sinergie simili, nell'ottica del principio che oggi più che mai economia e politiche ambientali sono un binomio inscindibile».

Tra le prospettive più incoraggianti in termini di cooperazione tra gli stakeholders politici, tecnici e istituzionali associate all'accordo firmato stamani sono anche da segnalare quelle legate alla filiera corta delle biomasse per la produzione di energia elettrica e calore, cioè alla cosiddetta filiera "bosco-legno-energia": un tema molto sentito in questi giorni, a causa della recente inaugurazione di alcuni impianti (per la provincia di Firenze sono da ricordare l'impianto di Calenzano e quelli che sono già o stanno venendo posti in funzione in alcune località - Pomino, Vallombrosa, Rincine - situate sulla montagna fiorentina ad opera della locale comunità montana) e che è destinato a diventare ancora più dibattuto nel prossimo futuro.

Altro ambito in cui la creazione di una "rete" di contatti e l'attuazione di sinergie tra le aziende di servizi e le cooperative agricole-forestali potrà offrire significativi sviluppi è, tra gli altri, quello della gestione del patrimonio idrico e della distribuzione, in quanto un efficace trattamento del bosco e delle aree rurali in generale è da considerarsi a tutti gli effetti il primo tassello del mosaico rappresentato dalla filiera dell'acqua. E', anche questo, un lavoro fornito dagli ecosistemi sia naturali sia artificiali che spesso riceve una considerazione limitata, e che invece necessita di essere valorizzato sia in termini concreti (in primo luogo occupazionali) sia in termini comunicativi: e anche in questo senso l'accordo di oggi apre prospettive future di non poco conto.

da: www.greenreport.it

venerdì 4 giugno 2010

Il taglio dei boschi: un servizio di “Striscia la notizia” accende la polemica sulla deforestazione

Giovedì 03 Giugno 2010

Scritto da Lisa Vagnozzi su http://www.greenme.it

Un servizio televisivo di “Striscia la notizia” ha recentemente innescato una vera e propria polemica sullo stato dei boschi italiani, sulla loro tutela, sul loro sfruttamento e sul ruolo giocato della deforestazione selvaggia nell’alterazione degli equilibri idrogeologici del territorio. Ma procediamo con ordine. Lo scorso 14 maggio 2010, il popolare tg satirico di Canale 5 ha mandato in onda un servizio di Max Laudadio interamente dedicato allo sfruttamento indiscriminato dei boschi.

Il servizio “incriminato” inizia in un bosco lombardo, nella provincia di Varese, con inquadrature che passano da alberi verdi ad evidenti residui di tagli, accompagnate da confronti, commenti e osservazioni sul tema della scarsa tutela del nostro patrimonio boschivo. Nella ricostruzione dei fatti offerta dal servizio, lo sfruttamento indiscriminato dei boschi sarebbe dovuto all’assenza di una legislazione nazionale: attualmente, infatti, ogni decisione e ogni azione riguardo al patrimonio forestale e boschivo è demandata alle singole regioni. Il giornalista menziona e oppone il “buon esempio” offerto dal Trentino al “cattivo esempio” offerto dalla Lombardia. Nelle fasi successive del servizio, Laudadio intervista sul tema della deforestazione un rappresentante dell’associazione ecologista Fare Ambiente, un esponente di Legambiente e lo stesso Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo.

L’eco-denuncia di Laudadio ha scatenato una serie di reazioni piuttosto forti da parte di associazioni ed esperti, con tanto di attribuzione di un simbolico ma significativo Tapiro Verde al giornalista, alla redazione di “Striscia la notizia” e al Ministro Prestigiacomo da parte della rivista forestale tecnico-scientifica Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi. Oltre a Sherwood, forti critiche ai contenuti del servizio sono venute anche da PEFC Italia, dal Gruppo FSC-Italia e dall’UNAGA - Unione Nazionale Associazioni Giornalisti Agricoltura.

L’accusa principale che è stata mossa al servizio di Laudadio è di aver veicolato con leggerezza e superficialità informazioni erronee e dati approssimativi, capaci di suscitare nel pubblico dei telespettatori (circa 6 o 7 milioni di persone) pregiudizi riguardo alla filiera produttiva del bosco e allarmi infondati.

In particolare, le organizzazioni menzionate fanno notare come i due boschi messi a confronto nella prima parte del servizio siano in realtà due cedui di castagno tagliati nello stesso modo ma in periodi diversi: il bosco rigoglioso utilizzato come termine di paragone per condannare la deforestazione selvaggia altro non è che un ceduo già ricresciuto. Il punto che agli esperti del settore preme sottolineare è che in selvicoltura il taglio di parte del bosco non coincide con la sua fine o con la sua distruzione: al contrario, gli alberi vengono di fatto coltivati, facendo in modo che quelli tagliati vengano sostituiti da nuovi germogli.

Gli esperti e le organizzazioni sottolineano il danno di immagine che il servizio di “Striscia” ha arrecato alla filiera produttiva del bosco. L’utilizzo del legno dei boschi non implica “sfruttamento” e “disboscamento”, ma contempla una gestione sostenibile delle risorse forestali. La produzione del legname, se portata avanti seguendo le regole esistenti, può alimentare un'economia legata al territorio e contribuire all’approvvigionamento energetico da fonte rinnovabile: il legno prodotto dal taglio sostenibile dei boschi è infatti una materia prima a basso impatto ambientale e rappresenta una valida fonte energetica, in grado di sostituire i derivati del petrolio.

Per quanto riguarda le regioni menzionate, le organizzazioni ne difendono l’operato, “scagionando” la Lombardia dalle accuse formulate nel servizio: in Lombardia, infatti, così come in Trentino e in molte altre regioni italiane, esiste una normativa che tutela le foreste, regolandone i prelievi in modo sostenibile.

Infine, le organizzazione e gli esperti intervenuti nella polemica precisano che in Italia è in atto già da alcuni decenni un processo di riforestazione naturale: l’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio del 2005 ha registrato una superficie forestale nazionale di circa 10 milioni di ettari, il doppio di quella registrata nel 1950. Ma, cosa piuttosto grave, nel servizio “incriminato” sia il giornalista che il Ministro dimostrano di ignorare completamente l’esistenza di inventari del patrimonio forestale italiano: sia dell’Inventario Forestale Nazionale del 1985 che del già menzionato Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio, realizzato in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, con il Corpo Forestale dello Stato e con le Amministrazioni locali.

Lisa Vagnozzi

FEDAGRI: per difesa territorio e gestione foreste ci sono fondi inutilizzati nei PSR regionali

camaldoli 015 “Se è vero che oltre il 70% dei comuni italiani è a rischio idrogeologico, utilizzando pienamente le risorse disponibili dei Programmi di Sviluppo Rurale si potrebbero attuare misure per il miglioramento dell’ambiente e la difesa del territorio, a partire da una gestione più attenta delle nostre foreste”. Lo ha sostenuto il Presidente del Settore Forestazione di Fedagri Gasper Rino Talucci nel corso del Comitato di settore svoltosi il 3 giugno 2010 a Palazzo della Cooperazione a Roma.

“I piani Regionali potrebbero essere quindi una grande occasione anche dal punto di vista finanziario – ha proseguito Talucci – per consentire al settore forestale quel salto di qualità necessario per promuovere lo sviluppo sostenibile del nostro patrimonio boschivo e realizzare politiche di salvaguardia territoriale. Auspichiamo pertanto che le regioni, nell’ambito dei propri Piani Regionali, colgano le opportunità e gli stimoli offerti dagli strumenti comunitari per dare piena realizzazione a tali obiettivi”.

“Purtroppo le regioni hanno accumulato notevoli ritardi nelle procedure di attuazione e nei pagamenti dei Piani di Sviluppo Rurale – ha concluso Talucci – che destano forti preoccupazioni. Sono ritardi che rischiano, in virtù delle regole di disimpegno automatico della spesa, di far perdere al nostro Paese notevoli risorse comunitarie e nazionali a discapito di tutti quegli imprenditori agricoli che, soprattutto in un momento di grave crisi come quello attuale, intendono investire per aumentare il livello di competitività delle proprie aziende”.

Il Comitato infine ha giudicato positivamente la pubblicazione, da parte della Commissione europea, del Libro Verde sulle foreste sul quale la cooperazione avvierà un dibattito e un confronto nell’ambito del Convegno nazionale previsto per il prossimo 18 giugno a San Miniato (PI) alla presenza del Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro e del Presidente del Cogeca, Paolo Bruni.

mercoledì 2 giugno 2010

Venerdì 18 giugno 2010 - Convegno nazionale della cooperazione forestale sul libro verde sulla protezione delle foreste nella U.E.

camaldoli 016

CONVEGNO NAZIONALE

di Legacoop Agroalimentare e Fedagri Confcooperative

LIBRO VERDE LA PROTEZIONE E L’INFORMAZIONE SULLE FORESTE NELL’UNIONE EUROPEA: PREPARARE LE FORESTE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI

LE IDEE ED IL CONTRIBUTO DELLA COOPERAZIONE FORESTALE IN MERITO AL CONFRONTO APERTO DALLA COMUNITA’ EUROPEA.

VENERDI 18 GIUGNO 2010 ore 15.30

SAN MINIATO (PI) - Centro Studi “I CAPPUCCINI”

La Cooperazione forestale italiana rappresenta oltre 300 imprese con un’occupazione di circa 5000 addetti fra soci e lavoratori e un fatturato di oltre 200 milioni di euro.
I settori forestali del movimento cooperativo sono strumento delle realtà imprenditoriali per trasferire esperienze, conoscenze e modelli organizzativi fra le varie realtà regionali affinché tutti si possa crescere e affermarsi in una dimensione nazionale ed europea.
In tal senso la cooperazione forestale ha giudicato positivamente la pubblicazione da parte della Commissione U.E. del Libro verde sulle foreste così come è importante la decisione della Commissione di aprire un confronto trasparente sulla definizione delle nuove strategie di intervento per la valorizzazione delle funzioni ambientali e socio economiche nonché per definire politiche selvicolturali nuove di contrasto ai cambiamenti climatici.
La Gestione Sostenibile delle Foreste è una scelta strategica della cooperazione forestale. Noi che viviamo e operiamo tutti i giorni nella salvaguardia del bosco non possiamo non partecipare al confronto aperto dalla Commissione portando il bagaglio delle nostre esperienze e conoscenze che mettiamo al servizio di tutti.
Trovare nuove forme di gestione che superino i limiti fra proprietà e impresa, costruire politiche che riconoscano la specificità della forestazione mediterranea, trovare nuovi strumenti di sostegno finanziario che compensino le funzioni ecologiche e sociali delle foreste, il riconoscimento ai proprietari e ai gestori dei vantaggi economici derivanti dallo stoccaggio della CO2, garanzie per il settore forestale nella nuova programmazione dello Sviluppo Rurale, questi sono alcuni dei temi che vogliamo sottoporre al confronto con le istituzioni preposte: Regioni, Stato, Comunità Europea.


Programma:
Saluti delle autorità presenti
Vittorio Gabbanini - Sindaco di San Miniato
Paolo Tognocchi - Consigliere Regionale della Toscana
Andrea Pieroni - Presidente Provincia di Pisa

Relazioni
Marco Scaltritti - Presidente Consorzio Toscana Verde
Teodoro Bolognini - Resp. Settore Forestazione Legacoop Agroalimentare
Raul Romano - Rete Rurale Nazionale Osservatorio Foreste INEA
Giovanni Vignozzi - Associazione ANARF
Gasper Rino Talucci - Presidente Settore Forestazione Fedagri Confcooperative


Interverrà
Gianni Salvadori - Assessore Agricoltura Regione Toscana

Conclusioni

Paolo Bruni
Presidente COGECA - Confederazione Generale delle Cooperative Agricole dell’Unione Europea

E' previsto l’intervento di

Paolo De Castro
Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo

Coordina i lavori Roberto Negrini - Presidente Legacoop Agroalimentare Toscana

Allegati (1)

martedì 25 maggio 2010

Fiper: “Evitiamo gli errori del fotovoltaico”

biomassa 
legnosa

Il presidente della Federazione italiana produttori di energia da fonti rinnovabili fa il punto sulle necessità del filiera legno-energia e di quella del biogas in Italia. E avverte: “La normativa nazionale è ancora troppo lacunosa”

Cresce anche nel nostro Paese l’interesse per la filiera del legno-energia e per lo sviluppo del biogas. Un’opportunità di sviluppo soprattutto per molte Regioni italiane chiamate, in questo settore, a contribuire alla creazione di una rete nazionale allargata. Abbiamo intervistato il presidente della Fiper, Walter Righini, per analizzare le buone pratiche e i futuri modelli di sviluppo di tutta la filiera e capire quali obiettivi l’Italia potrà raggiungere in questo settore entro i prossimi anni.

Sofia Capone: Presidente Righini, Fiper il prossimo anno compirà dieci anni di attività. Uno degli obiettivi che vi siete da sempre prefissati è stata la promozione della produzione di energia termica ed elettrica utilizzando le fonti rinnovabili presenti sul territorio. Quali sono stati i punti di forza della vostra federazione in questi anni e quali sono, invece, le sfide che vi ponete per il futuro?
Walter Righini: Siamo stati dalla nostra costituzione i portavoce dei produttori di calore da fonte rinnovabile. Nel 2001 eravamo in 6 associati, determinati e con la convinzione di far riconoscere l’importanza del kWh termico in un paese dalla visione “elettrocentrica”, qual è l’Italia. Sono stati anni di duro lavoro, nel portare avanti un’istanza di interesse nazionale secondario con la forza di piccole e medie imprese energetiche che fornivano teleriscaldamento a biomassa in ambito montano. Ma non abbiamo mai perso di vista la “visione”, la necessità di definire indicazioni per la definizione di una linea politica chiara per la promozione del riscaldamento e rinfrescamento da fonti rinnovabili. In questo senso, la Direttiva 2009/28/CE ha rappresentato una rivoluzione copernicana: ha sancito pari dignità tra il kwh termico ed elettrico. Il target di produzione del 17% di energia da fonti rinnovabili, che l’Italia dovrà raggiungere entro il 2020, è di fatto calcolato sui consumi finali. Oggi rappresentiamo oltre 70 impianti di teleriscaldamento a biomassa corrispondenti a circa il 75% di quelli avviati sul territorio nazionale, mentre da settembre 2009 ci siamo aperti ai produttori di biogas agricolo. Uno dei nostri punti di forza è stato rappresentare esclusivamente i gestori delle reti di teleriscaldamento alimentate a biomassa legnosa e i produttori di biogas agricolo. Una scelta che ha senza dubbio “chiuso le porte” ad una serie di aziende di componentistica (come caldaie e moduli), di gestione rifiuti e Forsu, delle altre fonti (fotovoltaico, eolico) ma che ci ha permesso di diventare il punto di riferimento nazionale per gli usi termici da biomassa legnosa vergine. Al momento la priorità FIPER è presentare una proposta realistica e concreta da inserire nel piano di azione nazionale che l’Italia presenterà al 30 giugno 2010 in sede europea, per promuovere l’uso delle rinnovabili termiche in un approccio sistemico di filiera.

Centrale 
di Teleriscaldamento Cooperativa di Dobbiaco (BZ) - FiperS.C.: Lo sviluppo locale e il rispetto dell’ambiente sono stati due principi cardine delle vostre azioni. Attualmente, secondo lei, nella filiera legno-energia e in quella del biogas quali possono essere i modelli d’eccellenza esportabili anche su scala nazionale?
W.R.: Diverse delegazioni provenienti dall’Europa, dagli Stati Uniti e Canada visitano ogni anno gli impianti della Fiper. Il modello si fonda sulla creazione e consolidamento di piccoli e medi impianti di teleriscaldamento (1-10 MW termici, 1-1,5 MW elettrici) che forniscono riscaldamento e acqua sanitaria attraverso reti di altissima qualità ed immettono energia elettrica in rete prodotta in co-generazione. La rete svolge un ruolo strategico; incide dal 50% al 80% del costo dell’investimento. La dimensione degli impianti è funzionale alla domanda potenziale, e alla disponibilità di materia prima (cippato) in filiera corta. (70 km dalla centrale di teleriscaldamento). Il modello si ispira alla filosofia dei “distretti industriali”; nel nostro caso l’indotto è rappresentato dalle segherie, dai consorzi forestali, dalle cooperative agricole. Insomma un progetto territoriale che coinvolge i diversi stakeholder presenti in un’economia di montagna.
In Alto Adige il modello FIPER è stato replicato sull’intera provincia: 42 gli impianti di teleriscaldamento presenti nella sola provincia autonoma di Bolzano. Opportunità di sviluppo interessanti per le minireti di teleriscaldamento a biomassa sono riscontrabili lungo l’arco appenninico e alpino. Anche l’Abruzzo, sta valutando per la ricostruzione di avviare minicentrali di teleriscaldamento nella provincia di L’Aquila. Nel nuovo scenario in cui le Regioni agiranno in seguito alla definizione dei Burden sharing, il forte radicamento territoriale rappresenta un vantaggio competitivo che Fiper può e deve giocare per promuovere un modello energetico sostenibile di lungo periodo. Per quello che riguarda la filiera del biogas bisogna definire un nuovo modello societario e di gestione di impianto a biogas, rispetto ai grandi allevamenti di suini e bovini presenti nella pianura padana lombarda, emiliana, veneta. Laddove la proprietà è frazionata, costituire società a progetto che riuniscano i diversi allevatori e agricoltori per il conferimento della biomassa di origine animale e vegetale in un unico impianto a biogas costituisce un’innovazione di processo importante.

S.C.: Quali sono, invece, a suo avviso le istanze e i nodi critici avanzati dai vostri associati su cui è necessario lavorare da subito? E quali sono gli strumenti normativi da adottare con più urgenza per potenziare lo sviluppo del vostro comparto?
W.R.: Il primo nodo critico è rappresentato senza dubbio dalla normativa nazionale molto lacunosa, frammentata, continuamente modificata, che non consente una programmazione imprenditoriale corretta degli interventi per l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Di fatto le vere fonti rinnovabili non sono incentivate o lo sono in maniera distorta. Tra le urgenze: definire gli incentivi sul comparto termico da rinnovabili legati all’efficienza produttiva. In relazione alla biomassa legnosa è importante identificare criteri di efficienza e rendimento condivisi per la produzione di energia. Oggi il rendimento del calore e/o dell’elettricità prodotta dalla biomassa legnosa varia dal 25% al 90%.
Da circa 5 anni gli operatori attendono l’emanazione del Decreto sulla co-generazione ad alto rendimento in riferimento all’applicazione della direttiva. A riguardo, Fiper concorda con il legislatore francese, che riconosce l’incentivo pubblico per la produzione di energia elettrica in co-generazione con un livello minimo di efficienza del 50%.
Per quel che riguarda il comparto del biogas tra le urgenze da affrontare: l’impiego a fini agronomici dei sotto prodotti della filiera (digestato e ceneri), il riconoscimento degli incentivi della legge n.99 per gli impianti antecedenti al 1° gennaio 2008, oltre alla pubblicazione delle schede di calcolo del risparmio per l’ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica, e una regolamentazione chiara e precisa sul biometano. Pensiamo, inoltre, di individuare una struttura che si occupi del monitoraggio, della qualificazione e della regolazione della produzione e dell’uso del calore come priorità per lo sviluppo organico del comparto. Completerebbe il quadro la messa a punto di una banca dati nazionale che fornisca indicazioni dell’energia termica prodotta ripartita secondo le diverse tipologie di biomassa e di tecnologia utilizzata rappresenta il primo passo per definire l’incidenza dell’energia prodotta in termini di impatto ambientale.

S.C.: Presidente Righini, lei concorda con quanto ha dichiarato qualche settimana fa il direttore della Fire, Dario Di Santo, che ha affermato che per sviluppare adeguatamente le rinnovabili termiche in Italia gli incentivi da soli non bastano ma sono necessari un mercato e una cultura industriale?
W.R.: Si, bisogna pensare all’intera filiera. Fiper suggerisce una politica energetica che stimoli una progettualità di sistema con ricadute in termini di innovazione tecnologica ed organizzativa. Occorre evitare gli errori commessi per il fotovoltaico, i cui incentivi sono stati trasferiti a prodotti importati dall’estero. Impianto TCVVV a 
Santa Caterina Valfurva Parco dello Stelvio - FiperLa priorità è strutturare e organizzare filiere industriali italiane a energia rinnovabile, a partire dall’industria meccanica che offre già innovazioni tecnologiche ad alta efficienza energetica. Sulla gestione e manutenzione degli impianti di teleriscaldamento, invece, è necessario investire in formazione e specializzazione destinata agli imprenditori, agli operatori tecnici e alle maestranze. Inoltre diviene sempre più strategica la presenza di ESCO di qualità, capaci intervenire in situazioni di emergenza, nella qualifica dei progetti e nel servizio post-contatore. Alla cultura industriale si affianca la promozione della “cultura forestale”, fiore all’occhiello dei territori montani del nostro Bel Paese. Fiper suggerisce la definizione e messa a punto di un piano di azione per la manutenzione e gestione forestale, che permetta di consolidare la filiera legno-energia e di salvaguardare la funzione idrogeologica e di protezione ambientale che i boschi svolgono sul territorio montano e appenninico. Completano il quadro le misure fiscali e finanziarie ad hoc che favoriscano una sostenibilità di impresa di medio lungo periodo. Proponiamo, ad esempio, che le detrazioni fiscali siano vincolate alla qualità delle caldaie riguardo a efficienza ed emissioni e che i progetti di teleriscaldamento a biomassa nelle aree rurali e montane siano supportati mediante mutui di lungo periodo (15 – 20 anni). Tra le altre misure pensiamo, ad esempio, a istituire fondi di garanzia per la forestazione rapida che garantisca il reddito annuale agli agricoltori e a ridurre o eliminare l’aliquota IVA al livello EU sulle biomasse legnose per evitare attività commerciali non formalizzate e far emergere il mercato sommerso.

da: www.rinnovabili.it

Convocato il Comitato di Settore Nazionale Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri - Confcooperative

badia prataglia - camaldoli 002 Gasper Rino Talucci, presidente del SETTORE FORESTAZIONE E
MULTIFUNZIONALITA’
di FEDAGRI CONFCOOPERATIVE ha convocato per GIOVEDI’ 3 GIUGNO 2010 alle ore 11,00 a Roma in Via Torino 146 il Comitato di Settore Nazionale Forestazione e Multifunzionalità per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente;
2. Programma attività ed iniziative anno 2010;
3. Aggiornamento stato di avanzamento dei PSR e attuazione misure forestali Sviluppo Rurale sul territorio;
4. Aggiornamento politiche europee;
5. Rinnovo CCNL cooperative forestali;
6. Adempimenti conseguenti l’Assemblea: nomina Vice Presidente, invitati.
7. Varie ed eventuali.

sabato 22 maggio 2010

Rinnovato il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità Fedagri - Confcooperative

badia prataglia - camaldoli 001 E' stato rinnovato il Comitato di Settore Forestazione e Multifunzionalità di Fedagri Confcooperative.

Presidente è stato confermato Gasper Rino TALUCCI (colafor@gmail.com)

Componenti sono stati eletti:  
Gianni TARELLO (Piemonte) – Coop. Valli Unite del Canavese (g.tarello@valliunite.org )
Gianni POMPEDDA (Sardegna) – Coop. Sololche (sololche@tiscalinet.it )
Luciano MAZZONI (Toscana) – Consorzio Toscano Forestale (uniondati@tin.it )
Roberto TRENTANI (Lazio) – Coop. Lago di Vico (coop.lagodivico@libero.it )
Antonio BASSO (Basilicata) – Coop Rinascita (bassoantonio@libero.it )
Mario DE ANGELIS (Puglia) – Coop. Ecol Forest (ecolforest1@virgilio.it )
Benedetto BIUNDO  (Sicilia) – Coop. La Lumaca (cooperativalalumaca@libero.it )
Francesco CASTALDO (Campania) – Coop. Agri Ecologi
Virginio GHIRARDINI (Emilia Romagna) – Coop. COFAP (info@unilanghirano.com )
Stelio PITTIN (Friuli Venezia Giulia) – Coop. Agricola Forestale Alto But – C.A.F.A.B. (info@cafab.it )

In allegato l'intervista a Talucci pubblicata su Italia Cooperativa.

Allegati:

lunedì 17 maggio 2010

CONVEGNO CAMALDOLI: 28-29 Maggio 2010

IL CODICE FORESTALE CAMALDOLESE: Le radici della sostenibilità.
28 e 29 maggio
Monastero di Camaldoli (Arezzo)
Sala Landino

I principi di sostenibilità e multifunzionalità che oggi accompagnano le politiche di sviluppo territoriale e di valorizzazione delle risorse ambientali, non sono una novità nella storia della montagna italiana e in particolare per l'Appennino centrale. La filiera agro-silvo-pastorale istituita e gestita per oltre otto secoli dai monaci Camaldolesi è infatti un esempio tangibile di gestione multifunzionale, flessibile e durevole delle risorse. Comprenderne i principi di base, analizzarne i dinamismi e attualizzarne i significati sono fra gli obiettivi del progetto "Codice Forestale Camaldolese, le radici della sostenibilità".

Questo primo incontro, dedicato alle foreste, oggetto e simbolo della presenza della Congregazione Camaldolese, attraverso le testimonianze e gli studi di monaci, ricercatori e tecnici forestali vuole ricostruire la complessità e l'efficienza di un sistema consolidato nel tempo, che può rappresentare un moderno modello per una gestione attiva e sostenibile delle risorse ambientali.

Il Convegno è riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca come corso di aggiornamento ai sensi della Direttiva n. 90 del 1/12/2003.

Programma

28 maggio

Ore 10.00 Saluti e presentazioni

Istituto Nazionale Economia Agraria, Priore Generale Congregazione Camaldolese, Corpo Forestale dello Stato Foreste Casentinesi, Parco Foreste Casentinesi, Comunità Montana del Casentino

A seguire inizio lavori:

Salvatore Frigerio: Il rapporto tra Camaldolesi e Ambiente; Collegium Scriptorium Fontis Avellanae.

Simone Borchi: Dall'esperienza camaldolese all'attuale selvicoltura in Casentino: la gestione forestale come protagonista dell'economia montana; Comunità Montana del Casentino.

Alessandro Bottacci: La gestione dalla Riserva naturale biogenetica di Camaldoli tra continuità e novità; Corpo Forestale Foreste Casentinesi.

Nella mattina verranno inoltre presentati i lavori di approfondimento realizzati dagli Istituti Superiori nell'ambito delle "Attività Scuola" del Progetto Codice Forestale Camaldolese (responsabile Prof.sa Cinzia Marasca).

Ore 14.30 Interventi

Pietro Piussi: Modalità di ceduazione nei secoli passati; Professore Ordinario di Selvicoltura Generale.

Antonio Gabbrielli: L'Opera del duomo di Firenze e l'eremo di Camaldoli: due approcci diversi per la gestione del bosco; Ispettore Corpo Forestale dello Stato.

Carlo Urbinati: Boschi e gestione forestale a Camaldoli fra cambiamenti climatici e d'uso del suolo;. Professore Associato di Selvicoltura ed Ecologia Forestale.

Roberto Mercurio: Le abetine delle foreste casentinesi: tra rinaturalizzazione e conservazione; Professore Ordinario di Assestamento Forestale.

Alfredo Bresciani: Il Piano di gestione delle Foreste Casentinesi; Comunità Montana del Casentino.

Luca Cesaro: La sostenibilità nelle politiche europee e nazionali; punti di forza e criticità; Primo Ricercatore INEA.

29 maggio

ore 9:00 - 12:00: Escursione tematica nelle foreste Camaldolesi

Tre punti di vista, tre modi di gestire la foresta, tre modi di intendere la sostenibilità e il legame con l'uomo. La storia di questi luoghi, lunga otto secoli, entra nel bosco per toccare comprendere differenze e affinità e intrecciare le riflessioni in un confronto tecnico e politico sulla gestione delle risorse forestali e ambientali. Un progetto proposto dall'Osservatorio Foreste dell'INEA, realizzato grazie alla collaborazione degli esperti del Corpo Forestale Stato, Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, della Comunità Montana del Casentino.

1. Percorso didattico a cura della Comunità Montana del Casentino.

ITINERARIO

Camaldoli - Badia Prataglia (località Campo dell'Agio)

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

La visita consente di osservare i tagli di rinnovazione dell'abetina matura (130 anni) e la rinnovazione artificiale posticipata protetta dai danni degli ungulati selvatici mediante microchiudende.

CARATTERISTICHE

L'itinerario da percorrere a piedi ha una lunghezza di 1,5 km, su pista forestale pianeggiante, senza alcuna difficoltà. Tempo di percorrenza 40 minuti

INFORMAZIONI UTILI

È necessario provvedere a un'auto privata per il percorso di ritorno da Campo dell'Agio a Camaldoli. Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

2. Percorso didattico a cura dell'Ente Parco Nazionale delle Foreste Casentinese, assistita dal CTA CFS.

ITINERARIO

Partenza e arrivo a Camaldoli - Comando Stazione forestale/Punto informazioni del Parco

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

Conservazione "sotto pressione". Il percorso presenta esempi di uso multifunzionale del bosco, evoluzione dei cedui invecchiati, alberature storiche e monumentali, interferenze fauna/foresta, gestione dei castagneti, uso e tutela delle risorse idriche.

CARATTERISTICHE

L'itinerario circolare è da percorrere a piedi passando per Fonte del Menchino, Cerreta, Pucini, Prato al Tiglio, Colonica dei Monaci e rientro. Tempo di percorrenza  2 ore e 30 circa.

INFORMAZIONI UTILI

Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

3. Percorso didattico a cura del Corpo Forestale dello Stato - Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Pratovecchio

ITINERARIO

Partenza e arrivo all'Eremo del monastero di Camaldoli

OBIETTIVO E PUNTI DI INTERESSE

Il percorso intende evidenziare il rapporto storico instauratosi tra monaci e foresta. Durante l'escursione sarà possibile discutere dei problemi di gestione delle abetine coetanee (conservazione e trasformazione), sarà possibile ammirare le formazioni di crinale importanza per la tutela e per la biodiversità e le aree umide montane.

CARATTERISTICHE

L'itinerario circolare è da percorrere a piedi passando per S. Eremo, Gioghetto, Giogana, Prato alla Penna, Croce di Badia, Laghetto Traversari, S. Eremo. Tempo di percorrenza  2 ore e 30 circa.

INFORMAZIONI UTILI

Tratto iniziale in salita, per il resto percorso facile Abbigliamento necessario: scarponi, giacca a vento al seguito, vestiti pesanti.

Per motivi organizzativi, è necessaria l'iscrizione anticipata.

Per informazioni e iscrizioni: www.codiceforestale.it

email: brandi@inea.it - dipietro@inea.it

Tel. 06.47856426

Come arrivare-dove dormire

Tapiro Verde a Striscia la Notizia

Tapiro Verde a Striscia la 
Notizia

La Rivista forestale tecnico-scientifica “Sherwood - Foreste ed Alberi Oggi” , distribuita a livello nazionale, consegna simbolicamente, facendosi portavoce dei numerosi lettori che hanno inviato segnalazioni, un “Tapiro Verde” al giornalista Max Laudadio, alla Redazione di “Striscia la Notizia” e al Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, per il servizio andato in onda Venerdì 14 Maggio, in cui è stato presentato in modo superficiale e strumentale il taglio di un bosco ceduo in Lombardia. Nel servizio vengono date numerose informazioni errate dal punto di vista ecologico, tecnico e normativo.

Quello di presentare come “uno scempio” una normale utilizzazione forestale in un bosco ceduo, realizzata in modo corretto e rispettoso della normativa vigente, è stato un errore grossolano da parte della Redazione di “Striscia la Notizia” che fa capo a Max Ludadio, peraltro non in linea, in questo caso, con le consuetudini giornalistiche della trasmissione, che ci ha abituati negli anni a offrire scoop basati su fatti reali, provati e discussi con la controparte.

In particolare, prima della preparazione del servizio e come da normale prassi giornalistica, la Redazione non ha verificato delle informazioni di base essenziali per poter parlare di gestione forestale ad un pubblico vasto:

  • Il “bellissimo” bosco in cui Max Laudadio si presenta all’inizio del servizio non è in realtà diverso dalla parte di bosco mostrata successivamente e definita “uno scempio”: sono entrambi cedui di castagno, tagliati allo stesso modo ma in periodi diversi. Semplicemente il bosco definito “bellissimo” è ricresciuto, come ricrescerà quello appena tagliato;
  • non è stato verificato il reale funzionamento del governo a ceduo: non è assolutamente vero, infatti, che nella parte utilizzata “il bosco non c’è più”. Il bosco rimane bosco, ricrescerà proprio dalle ceppaie tagliate;
  • non è stato verificato il motivo per cui la normativa prevede, per i cedui di castagno, il rilascio di 50 piante ad ettaro, ovvero per garantire l’afflusso di luce necessario alla ricrescita di nuovi alberi in tempi brevi dalle ceppaie tagliate: troppe piante rilasciate significano meno luce e quindi meno possibilità di ricrescita del bosco;
  • non è stata verificata correttamente la legislazione vigente: in Lombardia, al contrario di quanto affermato, esiste una normativa che tutela le foreste regolandone i prelievi in modo sostenibile, al pari del citato Trentino e di altre numerose Regioni italiane;
  • non è stata verificata correttamente la gravissima informazione data a riguardo delle frane scaturite dopo il taglio dei boschi. E’ proprio la mancanza di presidio attivo da parte di boscaioli e agricoltori di montagna che può infatti minare la  stabilità dei versanti. L’abbandono, specie da parte dei giovani, è proprio dovuto a questo lavoro faticoso, difficile e pericoloso, poco retribuito e malvisto dai cosiddetti “ambientalisti della prima ora”, che però garantisce presidio, cura e non ultimo produzione di materie prime e fonti energetiche rinnovabili a basso impatto ambientale, come il legno;

Il Ministro Stefania Prestigiacomo ha anch’esso riferito informazioni non corrette, gravi e penalizzanti per l’intero settore forestale, dapprima ringraziando Striscia per “l’ennesimo scoop in campo ambientale” senza aver evidentemente approfondito la questione, poi per aver associato nuovamente l’utilizzazione forestale a disastrosi eventi di dissesto, e infine per l’affermazione: “sembra assurdo ma non esiste uno strumento per capire quanti alberi ci sono nel nostro Paese”. L’inventariazione delle risorse forestali è attiva da decenni in Italia, sia a livello centrale che regionale. L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei Serbatoi di Carbonio è stato completato nel 2005 ed è prevista una revisione per il 2012.

Grazie a questo strumento si evince che i boschi, in Italia, sono raddoppiati rispetto agli anni ’50, triplicati rispetto al primo dopoguerra, il tutto grazie a quella gestione forestale che il servizio di Striscia ha frettolosamente definito “uno scempio”.

Invitiamo “Striscia la Notizia” a rettificare il servizio andato in onda, coinvolgendo le autorità nazionali e regionali competenti, i ricercatori, i docenti, i liberi professionisti e le imprese boschive, scusandosi con un intero settore che ogni giorno lavora per la gestione sostenibile, in equilibrio tra economia ed ecologia, di questa risorsa preziosa per tutti. Questo anche per scongiurare un immotivato proliferarsi di denunce (suggerite da uno degli ambientalisti coinvolti) a danno dei privati che lecitamente lavorano in bosco, che porterebbe ad un inutile dispendio di risorse pubbliche per il coinvolgimento dei servizi di controllo.

La Redazione di Sherwood, proprio per il servizio cui è portata a compiere, rimane disponibile per fornire tutte le informazioni necessarie per una rettifica del servizio.

Da: www.rivistasherwood.it

Disinformazione forestale a Striscia la notizia

Quello che è accaduto è pura DISINFORMAZIONE. Viene fatto passare un normale taglio di ceduo di castagno come un grave danno ambientale, una grave violazione di legge (sic!) e i boscaioli per banditi!
Sarebbe bene che l'Antonio Nicoletti del filmato si informasse prima di sparare cazzate, magari dal suo amico Antonio Morabito che, facendo parte del Comitato esecutivo FSC, forse gli può spiegare qualcosa sulla Gestione Forestale Sostenibile.
Non parliamo poi del Ministro, che evidentemente non sapeva di cosa stava parlando ed ha avvallato una cazzata!
E tutti questi campano su chi lavora!

Pubblichiamo condividendo pienamente:

sabato 15 maggio 2010 da  www.foresteinforma.it

Image

GUARDA IL VIDEO ANDATO IN ONDA

Lettera inviata a:

Al Ministro dell'Ambiente

p.c. Alla Direzione Generale MIPAAF

p.c. Alla Direzione Generale CFS

p.c. Alla redazione di "Striscia la notizia"

Venerdì sera  14 maggio durante la trasmissione "Striscia la notizia" è andato in onda un servizio sui tagli boschivi in Lombardia, nel quale si è voluto "vendere" al pubblico una regolare ceduazione autorizzata dalla legge (taglio periodico con rinnovazione vegetativa naturale del bosco) per un taglio illegale con effetti ambientali disastrosi. Oltre all'inconsistenza ed alla pretestuosità dei commenti del conduttore e dei due intervistati appartenenti ad associazioni ambientaliste (sarebbe stato opportuno intervistare anche chi aveva autorizzato il taglio) sono risultate molto gravi le affermazioni del ministro Prestigiacomo che ha dato risposte assolutamente inadeguate e non corrette, ignorando che la ceduazione dei boschi si esegue da secoli nei nostri boschi e senza particolari problemi. A tale proposito si ricorda che nel documento "Criteri e buone pratiche di gestione forestale" redatto dalla Task Force Foreste del MIIPAF nel 2009 e sottoscritto anche dal MATTM è riportato che "...i boschi cedui rappresentano un’opportunità se correttamente gestite ed indirizzate.

Infatti, una corretta gestione selvicolturale potrebbe consentire di contribuire al mantenimento o miglioramento dell’assetto idrogeologico del territorio, alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla salvaguardia della biodiversità, oltre che una risorsa economica ed energetica importante per le aree rurali e in particolare per la montagna".

In secondo luogo il Ministro dovrebbe essere informato che i colleghi del MIPAAF ed in particolare il Corpo Forestale dello Stato hanno già realizzato il secondo Inventario Forestale Nazionale (il primo nel 1985 ed il secondo nel 2005, i cui dati sono disponibili on line) e che attestano che in Italia i boschi costituiscono oltre il 30% della superficie totale (un dato 3 volte superiore a quello di un secolo fa).
Ciò che è avvenuto venerdì sera evidenzia, ancora una volta, un'assoluta mancanza di controllo nell'informazione che giunge a milioni di persone, ma soprattutto una superficialità da parte della massima autorità in campo ambientale, che nel caso specifico ha addirittura ringraziato il conduttore per aver segnalato un caso di abuso ambientale e, senza premura di verificare con i propri tecnici la fondatezza delle accuse esplicitate, ha fornito risposte che avrebbe potuto dare un qualunque cittadino poco informato.

Questo è un duro colpo per tutti coloro (ricercatori, tecnici del ministero e delle regioni, professionisti e operatori del settore) che da tempo si dedicano con passione e dedizione a studiare, divulgare ed applicare i principi ed i metodi della gestione sostenibile delle risorse forestali e naturali, la quale, se adeguatamente diffusa garantirebbe contemporaneamente conservazione ed uso delle risorse, con benefici per le generazioni attuali e future. Solo così sarà possibile ridurre la pressione sulle foreste dei paesi in via di sviluppo dove ancora la deforestazione è davvero perpetrata a causa della forte importazione, anche illegale, di legname da parte di molti paesi occidentali fra cui l'Italia.
Grazie per l'attenzione e cordiali saluti

Carlo Urbinati e Giorgio Iorio

Docenti del settore forestale dell'Università Politecnica delle Marche

Il gruppo d'informazione FORESTEINFORMA (www.foresteinforma.it)

lunedì 10 maggio 2010

Baseline forestali. Pubblicato il decreto che ne definisce la base giuridica

albero1 E' stato pubblicato sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana 74 del  30 marzo 2010 (10A03605) il decreto ministeriale "Criteri minimi concernenti le buone pratiche forestali ai fini dell'applicazione della misura «pagamenti silvoambientali»" che definisce a livello nazionale la base giuridica (Baseline), mediante la quale può  essere concesso un pagamento ad ettaro di superficie forestale a quei beneficiari che assumono volontariamente, nel rispetto delle vigenti norme in materia, impegni silvo-ambientali al di là dei pertinenti requisiti obbligatori a norma dell'art. 47 del regolamento (CE) n.1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR).

Il documento guida "Criteri e buone pratiche di gestione forestale Baseline per l'attuazione della misura silvo-ambientale" a cui si fa riferimento nel decreto è stato messo a punto da un gruppo di lavoro tecnico costituito presso il Mipaaf, designato per la stesura del Programma quadro per il settore forestale, al quale hanno partecipato il Mipaaf, il Mattm, una rappresentanza delle Regioni nominata dalla Conferenza Stato Regioni, Inea, Ismea e Cra.

Leggi il decreto.

Proteggere le foreste europee. Parliamone! Blog in www.rivistasherwood.it

Proteggere le foreste europeeIl 1° Marzo 2010 la Commissione Europea ha presentato  il Libro Verde documento che descrive le  principali  problematiche delle foreste europee e pone  una serie di interrogativi riguardanti lo sviluppo delle future politiche da attuare, soprattutto in funzione dei cambiamenti climatici.

Contemporaneamente la Commissione ha dato il via alla consultazione pubblica attraverso un forum (http://ec.europa.eu/environment/consultations/forests_en.htm ) per raccogliere indicazioni da: Stati membri, istituzioni e portatori d’interesse, per orientare politiche ed interventi in vista del periodo programmatico post 2013.

Questo forum, al quale è opportuno partecipare in lingua inglese,  rimarrà aperto fino al 31 Luglio. Si tratta di un’iniziativa a cui la pena  partecipare attivamente segnalando azioni e indirizzi politici che riteniamo importanti per la realtà forestale italiana. Molto spesso, soprattutto in passato, nelle politiche forestali europee i  Paesi mediterranei hanno subito una supremazia sia politica che tecnica dei paesi  del centro nord e non sempre le indicazioni e le strategie proposte a livello europeo sono riuscite ad adeguarsi e ad essere propizie nella realtà italiana. In questo momento di riflessione sulle politiche forestali e sui cambiamenti reali e potenziali in atto, sarebbe opportuno che anche il settore forestale tecnico e operativo italiano dicesse la sua.

Credendo di poter contribuire in questo senso, www.rivistasherwood.it ha attivato nel blog una discussione (in italiano) finalizzata al confronto sui temi sollevati dal Libro verde e alla raccolta di commenti, riflessioni e proposte su azioni che riteniamo utili per il futuro delle foreste e del settore forestale italiano. Obiettivo  concreto di questa discussione, se si rivelerà partecipata ed interessante, è anche quello di elaborare un intervento riguardante una o più delle tematiche affrontate dal Libro Verde  da condividere, tradurre  e poi presentare nel forum della Commissione.

Invitiamo tutti gli interessati a prendere visione del Libro verde (documento abbastanza sintetico e scritto con un linguaggio chiaro)  e a partecipare al blog segnalando magari (secondo il seguente schema) a quale questione il proprio intervento fa riferimento.

Per motivi organizzativi questa discussione rimarrà aperta solo fino al 20 Giugno.

5 domande su cui confrontarsi

Domanda 1 - le funzioni delle foreste

  1. A) Ritenete che sia opportuno dedicare maggiore attenzione al mantenimento, bilanciamento e potenziamento delle funzioni svolte dalle foreste?
  2. B) In caso affermativo, a che livello sarebbe opportuno intervenire: di UE, nazionale o ad altri livelli? E come si dovrebbe procedere?

Domanda 2 - ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle foreste

A) In che misura le foreste e il settore forestale dell’UE sono pronti ad affrontare il tipo e l’entità delle problematiche poste dai cambiamenti climatici?
B) Ritenete che vi siano regioni particolari o determinati paesi più esposti o vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici?
C) Su quali fonti di informazioni basate la vostra risposta?
D) Sentireste la necessità di un intervento tempestivo a livello di UE per garantire il mantenimento di tutte le funzioni delle foreste?
E) In che modo l’UE potrebbe contribuire garantendo un valore aggiunto all’impegno dei vari Stati membri?

Domanda 3 - strumenti disponibili per la tutela delle foreste

A) Ritenete che le politiche dell’UE e degli Stati membri siano sufficienti per garantire che l’UE dia il proprio contributo alla tutela delle foreste, comprese la preparazione in vista dei cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità nei boschi e nelle foreste?
B) In quale settore ritenete eventualmente necessario un ulteriore intervento?
C) Come si potrebbe organizzare tale intervento: nell’ambito del quadro politico dato o in un altro?

Domanda 4 - gestione forestale

A) Come si potrebbe aggiornare l’attuazione pratica della gestione sostenibile delle foreste per migliorare le funzioni produttive e protettive svolte dalle foreste e, in generale, la redditività della selvicoltura e come si potrebbe rafforzare la resilienza delle foreste dell’UE rispetto ai cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità?
B) Quali provvedimenti occorre adottare per garantire la conservazione del pool di geni del materiale di moltiplicazione forestale in tutta la sua diversità e l’adattamento ai cambiamenti climatici?

Domanda 5 - informazioni e dati sul settore forestale

A) Tenuto conto dei vari livelli d’azione interessati, oggi sono disponibili informazioni sufficienti sulle foreste che permettano di valutare con adeguata accuratezza e coerenza:

    1. 1) lo stato di salute e le condizioni delle foreste dell’UE?
    2. 2) Il loro potenziale di produzione?
    3. 3) Il loro bilancio del carbonio?
    4. 4) Le rispettive funzioni di protezione (del suolo, delle acque, della biodiversità e la regolazione delle condizioni meteorologiche)?
    5. 5) La fornitura di servizi alla società e la rispettiva funzione sociale?
    6. 6) La redditività globale della silvicoltura?

B) Se tali informazioni non sono sufficienti, come si potrebbero migliorare?
C) L’impegno per armonizzare la raccolta dei dati sulle foreste è sufficiente?
D) Che cosa può fare l’UE per sviluppare e/o potenziare ancora di più i sistemi d’informazione sulle foreste?

    Il Codice forestale camaldolese: le radici della sostenibilità

    image La filiera agro-silvo-pastorale istituita e gestita per oltre otto secoli dai monaci camaldolesi è un esempio tangibile di gestione multifunzionale, flessibile e durevole delle risorse.

    Comprenderne i principi di base, analizzarne i dinamismi e attualizzarne i significati sono fra gli obiettivi di un progetto realizzato da INEA e Osservatorio Foreste, che sarà al centro di una  due giorni di convegni ed escursioni tecniche organizzata presso il monastero in cui interverranno numerosi esperti di gestione forestale.

    La due giorni si svolgerà presso il Monastero di Camaldoli (Poppi - AR) in data 28 e 29 Maggio.

    La giornata di Venerdì 28 maggio sarà dedicata alla parte di convegni. Per Sabato 29 maggio sarà invece organizzata un’escursione tecnica.

    Scarica il programma >>>

    Per informazioni e iscrizioni: www.codiceforestale.it

    E-mail: brandi@inea.it - dipietro@inea.it 

    Tel. 06.47856426

    Su richiesta, è possibile pernottare presso la foresteria del Monastero di Camaldoli.

    Energia dalle biomasse, ecco i requisiti per ottenere i certificati verdi

    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 5 maggio il decreto interministeriale che stabilisce le modalità con le quali è garantita la tracciabilità e la rintracciabilità delle biomasse destinate alla produzione di energia elettrica incentivabile mediante il rilascio di certificati verdi. Il provvedimento, che giunge dopo un iter tortuoso iniziato con la legge finanziaria 2007, stabilisce che all’energia elettrica prodotta da impianti alimentati a biomasse, della potenza superiore a 1 MW, è riconosciuto dei certificati verdi con un coefficiente di moltiplicazione pari a 1,8.

    Il decreto definisce inoltre le tipologie delle biomasse che potranno essere utilizzate per produrre energia elettrica al fine di ottenere i certificati verdi. Si tratta si biomassa e biogas derivanti da prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ovvero la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura, comprendente sostanze vegetali e animali, e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse; di biomassa da intese di filiera, ovvero prodotti nell’ambito di intese di filiera o contratti quadro; e da filiera corta, ovvero prodotta entro il raggio di 70 km dall’impianto di produzione dell’energia elettrica.

    La lunghezza del predetto raggio è misurata come la distanza in linea d’aria che intercorre tra l’impianto di produzione dell’energia elettrica e i confini amministrativi del Comune in cui ricade il luogo di produzione della biomassa (individuato sulla base della tabella B allegata al decreto).

    Per quanto riguarda la tracciabilità, il produttore di energia dovrà trasmettere al ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, entro il 30 novembre di ciascuno degli anni per cui si richiede l’emissione dei certificati verdi, la documentazione in relazione a ciascuna tipologia di biomassa (contenuta nella tabella A del decreto) e in particolare una serie di informazioni circa i fornitori stessi, le specie di ciascuna materia prima, il quantitativo di prodotto ottenuto e così via.

    Per richiedere i certificati verdi e accedere al coefficiente moltiplicativo di 1,8 è inoltre necessario presentare al Gestore Servizi Energetici domanda di qualifica Iafr (impianti a fonti rinnovabili), prerequisito imprescindibile per l’ottenimento di incentivi previsti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Superate le verifiche il produttore potrà percepire gli incentivi. Oltre a determinare la provenienza delle biomasse, l’esito della verifica del ministero punta al controllo della quantità delle biomasse utilizzate dal produttore di energia elettrica nel corso dell’anno solare.